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Bologna. Aggressione nazi-fascista a una militante politica

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La notte del 4 maggio una ragazza di 22 anni è stata vittima di un’aggressione e tentativo di violenza sessuale da parte di esponenti ucraini legati a gruppi di estrema destra. L’aggressione, di matrice nazi-fascista, per fortuna è stata limitata nei danni grazie alla pronta risposta della ragazza, e lo stupro sventato.

Gli aggressori, due uomini e una donna, hanno pedinato la giovane tra le vie del centro cittadino di Bologna, mentre questa rientrava da una serata con gli amici. Nessun tentativo di furto e nessuna parola proferita tra i tre dimostrano come questa vile aggressione fosse mirata a danneggiare la ragazza. La giovane attivista, appartenente a Cambiare Rotta Organizzazione giovanile comunista, non è stata una vittima casuale.
L’episodio, già preoccupante se preso singolarmente, si inserisce in un quadro molto più allarmante .

Infatti le provocazione cominciano il 23 aprile in occasione del festival popolare “Oltre il Ponte”. Durante la giornata di festa organizzata nel quartiere Bolognina dal Circolo Granma e partecipata da tante realtà, si è verificata una gravissima provocazione da parte di alcuni Ucraini Banderisti. Nel tardo pomeriggio, in brevissimo tempo, un gruppo di circa quaranta uomini e donne ucraini si sono presentati alla festa e impegnati nel tentativo di contestare violentemente un banchetto del Comitato Ucraina Antifascista. Fortunatamente la pronta risposta degli organizzatori è riuscita a impedire la minaccia. Nonostante saluti romani e bandiere naziste atti a provocare, la situazione è stata gestita senza l’uso della forza, e gli aggressori fascisti allontanati.
Durante l’aggressione alla festa i provocatori hanno acclamato il ruolo di Stepan Bandera, leader dell’Organizzazione di Nazionalisti Ucraini, come eroe, e hanno definito la strage degli ebrei ucraini come un fatto giusto e necessario alla costruzione della patria.
Dopo le provocazioni arrivano le minacce. Gli uomini hanno minacciato di ammazzare e sgozzare chi si era posto in difesa del banchetto e della festa. Durante le ore di tensione gli aggressori hanno più volte intonato il coro “slava Ukraini”, slogan nazionalista utilizzato dal nazismo di Bandera. Hanno inoltre rivendicato all’appartenenza al gruppo paramilitare di estrema destra Pravy Sector.

Esponenti di questo gruppo si sono presentati anche nei giorni successivi.

Gruppi poco numerosi si sono presentati sia per la manifestazione per il 25 aprile, sia per la piazza organizzata da USB per il 1 maggio. In tali occasioni non hanno provocato fisicamente ma si sono limitati a fare foto e video alle facce di chi, appena pochi giorni prima, aveva impedito il loro tentativo di violenza.
Nella stessa notte del 1 maggio sono state tagliate le ruote di una macchina utilizzata per lo scarico dei materiali durante la giornata. C’è stato il tentativo di forzare la porta del Barnaut, bar che ha partecipato alla giornata e ritrovo di molti degli organizzatori.

Un’escalation di provocazioni e minacce culminata nella vile aggressione del 4 maggio.

Quanto avvenuto in queste settimane non è casuale, ma arriva contestualmente all’escalation bellica nell’est Europa. All’interno delle nostre città cresce sempre più un clima guerrafondaio e interventista, in cui azioni squadriste da parte di banderisti ucraini sono legittimate e passano inosservate. L’invio di armi in Ucraina e l’appoggio a gruppi neo-nazisti quali Pravyj Sectron e il Battaglione Azov legittima l’espansione e l’operato di gruppi di estrema destra in tutta Europa. In Italia, dove la comunità Ucraina è molto forte, la propaganda di guerra esalta quegli elementi che ora adducono a una caccia al nemico interno.

Questa situazione allarmante e pericolosa minaccia l’agibilità democratica e politica nelle nostre città, minaccia la libertà di chiunque di noi. È una diretta conseguenza di una politica guerrafondaia e di una retorica di minaccia che giornali e telegiornali portano avanti da mesi. Queste organizzazioni di stampo nazi-fascista stanno prendendo piede nel nostro paese come in molti altri in Europa.

I fatti di Bologna non sono isolati, si inseriscono in un quadro di tensione che prende tutto il paese. Ricordiamo ad esempio il lancio di molotov contro l’abitazione di una coppia di russi a Livorno, o ancora la propaganda razzista comparsa sui muri di Napoli, o le provocazioni a Senigallia durante un’iniziativa di Potere al Popolo contro la guerra.

Di seguito lasciamo la conferenza stampa tenuta da USB- Unione Sindacale di Base, Potere al Popolo e Cambiare Rotta sui fatti accaduti a Bologna: [qui]

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