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Bonaccini: “Bene i dati dell’export dei distretti, continuiamo ad investire sulla internazionalizzazione”

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Tempo di lettura: 2 minuti

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Cresce l’export dei distretti emiliano-romagnoli, più di Francia e Germania. Bonaccini: “Sono buoni segnali strutturali, continuiamo ad investire sulla internazionalizzazione delle imprese”

“I dati dell’export relativi all’Emilia-Romagna confermano che la direzione delle nostre politiche, di puntare a favorire l’internazionalizzazione delle imprese, è la scelta giusta per agganciare i segnali di ripresa”.
Lo ha detto Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna, commentando i dati dell’export dei distretti emiliano-romagnoli curati dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per Carisbo, Cariromagna e Banca Monte Parma.
“E si tratta di segnali strutturali, su base annua – spiega Bonaccini – Siamo dunque di fronte a una crescita vera e propria. Una crescita, ancora una volta, trainata dall’export, che viene premiato lì dove c’è produzione ad alto contenuto tecnologico.
Per competere sull’estero, quindi, bisogna insistere nel favorire l’innovazione e la ricerca, favorire l’aggregazione tra le piccole imprese, aumentando di conseguenza la loro capacità di aggredire i mercati esteri”.
Un ulteriore dato confortante è quello dei mercati. “La riconquista dei mercati maturi, in primis quello USA – spiega il Presidente della Regione – ci dice che le nostre imprese stanno recuperando la competitività che le ha sempre caratterizzate, occupando quote di mercati in cui la richiesta di prodotti ad alto contenuto di tecnologia e di innovazione è elevatissima. Ed è lì che ci si gioca il futuro della crescita. Ci conforta anche il fatto che i dati sarebbero stati ulteriormente positivi se nel mercato russo non ci fossero le gravi difficoltà legate al conflitto russo-ucraino”.
Sul tema del lavoro, il presidente spiega che “ulteriore segnale confortante è la diminuzione della cassa integrazione. Certo, il problema della disoccupazione rimane centrale, ma i dati del primo periodo del 2015 indicano un’inversione di tendenza che, pur non avendo i ritmi della crescita economica – conclude il presidente Bonaccini – fanno ben sperare”.

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