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Da: Ufficio Stampa Comune di Bondeno

Ringraziamo Ascom per il contributo che sta portando in questo momento storico al commercio locale, attraverso le proposte arrivate, ma soprattutto con il prezioso lavoro svolto di concerto con l’Amministrazione durante tutti questi anni”. Il Sindaco facente funzioni Simone Saletti recapita attraverso i media la sua risposta ad Ascom-Confcommercio, dopo gli spunti di riflessione sul settore del commercio avanzati dall’associazione di categoria. Secondo il candidato unico del centrodestra a Bondeno, “l’importanza del commercio locale e degli esercizi di vicinato è stata rimarcata ancora una volta durante l’emergenza sanitaria, in cui tutti si sono resi conto della valenza delle botteghe di paese e dei negozio di fiducia sotto casa. La presenza del commercio di vicinato è una garanzia per il controllo sociale, poiché ogni vetrina illuminata nelle vie e nelle piazze è un occhio acceso sulla vita della città, certamente il migliore deterrente contro fenomeni di degrado e la microcriminalità”. Saletti sottolinea come molte delle proposte che Ascom ha avanzato ricalcano gli indirizzi che la Giunta si è data in questi anni per il sostegno al settore. Compresa la possibilità di organizzare eventi, che siano in grado di portare il visitatore in centro e nelle vie, riscoprendo le vetrine dei negozi e lo shopping locale. “Eventi a favore del commercio” – dice Saletti “che sono il segno di una realtà dinamica. In cui il commercio, anche in un momento di crisi, ha tenuto: gli sgravi e il posticipo della scadenza dei tributi locali, e la possibilità di utilizzare spazi pubblici per i dehors, senza l’appesantimento della Cosap, sono stati aiuti concreti, ma non ci accontentiamo”. Secondo Simone Saletti ci sono almeno tre direttrici in cui lavorare per rilanciare i consumi e il commercio dopo l’emergenza Covid: “il settore degli eventi, quello del marketing, ed inoltre quello dei social. Tramite questi tre canali” – ammette il candidato del centrodestra – “si vuole dare un sostegno ed in questi termini l’Amministrazione darà un proprio contributo, proprio per rafforzare un legame consolidatosi negli anni, tra il Comune e gli imprenditori locali.” Un legame che andrà potenziato, per restituire all’impresa e al commercio un “ruolo da protagonista. In modo tale che il tessuto produttivo possa essere attivamente coinvolto nella vita politica della Città”.

 

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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