11 Settembre 2018

BORDO PAGINA
Il libro “Adelphi” transumanista di Marc O’Connell: Essere una macchina

Roby Guerra

Tempo di lettura: 5 minuti

Nota di Angelo Giubileo (giornalista e filosofo)… Esiste comunque una versione forte, anzi fortissima, del transumanismo, che non esclude, diciamo piuttosto crede nella possibilità che si possa oltrepassare la biologia del vivente e per così dire combinare materia e energia secondo una logica diversa da quella “umana”. In effetti, teoricamente ciò non può escludersi, dato anche che non conosciamo la/le logica/e presenti in ciò che chiamiamo “Natura”. Si tratta di un nuovo “orizzonte”, così come già forse solo immaginato e non ancora “pensato” da, a esempio, Giorgio de Santillana e Herta von Dechend nel monumentale saggio “Il mulino di Amleto” (1961).
In quest’ultimo e in corso Festival della Letteratura a Mantova, spicca il gran lancio (domenica 9 settembre, libro in uscita il prossimo 18) del futuro bestseller transumansita dell’irlandese e giornalista Marc O’Connell di ‘Essere una Macchina‘ per Adelphi! Mai nell’editoria italiana piuttosto timida sul movimento culturale futuribile scientifico più in primo piano forse nel mondo negli ultimi anni, qualche transumanista o futurologo approdato a tale vertice editoriale. Lo stesso (e futurologo e informatico…) celebre Raymond Kurzweil, al massimo ha edito in Italia per la specialistica ma minore Apogeo. In seguito si memorizzi poi una – a nostra avviso – curiosità in certo senso proprio conoscitiva editoriale transumanista tutta italiana.
In ogni caso una svolta per la diffusione (e anche sdoganamento in Italia sul piano pubblicistico) del nuovo futurismo più radicale post Internet e del transumanesimo stesso, per la cronaca il prossimo mese nel periodico Convegno in Spagna a Madrid, con molte delle figure storiche e di punta, A. de Grey. Natasha Vita More ecc.
Molto interessante, favorita dal’anteprima del libro in tale format letterario tra i più noti in Italia, anche certa amplificazione mediatica. Dal Corsera Il Giornale a Vanity Fair ecc, pezzi puntuali e brillanti, purtroppo colmi anche di forti imprecisioni, ma si sa il giornalismo è così… media is media comunque.
Una considerazione tuttavia e anche editoriale è necessaria: partiamo proprio dall’autore che nelle interviste già rivela parecchio su pregi o bachi del libro: è però un giornalista e quindi prevedibile per un divulgatore essenzialmente certa ambivalenza tra le potenzialità anche desideranti e certo principio di precauzione politicamente e anche editorialmente corretto (ma visto l’editor, il migliore e fantastico in Italia da decenni per la costante altitudine produttiva, proprio l’autore il responsabile..). Un probabile libro affascinante, di forte impatto probabile divulgativo, ma per gli addetti ai lavori, non propriamente originale e anche – riassumendo prevedibile con anche alcune posizioni previsioni deboli: ammettere la crionica solo tra 500 anni o scarse probabilità per l’annunciata singolarità prevista dallo stesso Kurzweil, beh ci pare limitante, peccato. Ancor più limitante e in questo caso fuorviante (con scarsa informazione a priori, bastava un giro nel web) anche la breve nota di una giornalista di Vanity Fair: nonostante un bel piglio stilistico e qualche considerazione intrigante e per nulla passatista sul transumanesimo, parzialmente anche l’autore per quanto segue ,non capiamo quando si suppone il transumanesimo quasi condizionato da certa misoginia per la presunta assenza di donne e un movimento più di destra che progressista. Bastava nel primo caso linkare le notizie dei più recenti transivision, una certa Marthine Rotblatt, tra i vertici del movimento anche come notissima Ceo, è talmente misogina che è un transgender (a parte la stessa Vita More, mica una valletta del futuro visto che è tra le fondatrici del transumanesimo!) Parlare infine di un movimento eccentrico per le idee radicali diversamente scientiste, beh qua la vera storia della scienza la fanno proprio gli irregolari e visionari, non certo i burocrati e professorini al massimo dotti e colti…
Infine, il miglior libro sul transumanesimo in Italia (a parte alcuni volumi meno esaurienti editi da Armando editore, Il transumanesimo… di G. Vatinno e dalla Boringhieri per R. Marchesini se non erriamo oltre al bel libro di R. Manzocco “Essere digitali” (per Codice), anche i nostro contributo Futurismo e transumanesimo. La Poetica di Internet (per la ferrarese La Carmelina in ebook, 2014) e Futurologia della vita quotidiana (AA. VV, Asino Rosso eBook, 2017 con – tra altri- gli stessi Zoltan Istvan (celebre futurologo americano) e Angelo Giubileo, resta di Riccardo Campa, tra i fondatori del transumanesimo in Italia, sociologo della scienza a Cracovia, con Mutare o Perire, purtroppo edito da une edizione minore e poco divulgativa. Un libro molto più preciso anche sul piano conoscitivo scientifico del pur affascinane futur besteller dell’irlandese O’Connell. Soliti misteri dell’editoria italiana e anche del giornalismo poco informato (Almeno il Corriere ha citato e segnalato l’americano Zoltan Istvan, attualmente forse il vertice di certo transumanesimo futuribile e anche sociale…

links:
Festivaletteratura di Mantova. Tecnica in lotta con la biologia
Ecco i transumanisti che sognano di essere macchine



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Roby Guerra

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