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La “Krisis” contemporanea secondo Mauro Casarotto

BORDO PAGINA
La “Krisis” contemporanea secondo Mauro Casarotto

Mauro Casarotto – Krisis. Che cosa nasconde la più grande crisi del mondo occidentale (Armando editore)

(Dalla Scheda Editoriale) “Questo non è solo un altro libro sulla crisi economica. Avete mai provato ad immaginarvi questa crisi come un albero? Un grande albero di cui ci attraggono le foglie, di cui vediamo anche rami e tronco ma di cui non ci siamo mai spinti a cercare le radici? In questo libro troverete tante domande e anche qualche possibile risposta su cosa si nasconde alle radici di KRISIS e su quello che ci aspetta (o forse no) nel prossimo futuro. Dopotutto, se non si capisce e individua il male, non si può procedere con la cura”
Mauro Casarotto, da sempre interessato di Politica e Sociologia, si è laureato all’Università di Padova in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali grazie alla tesi Riforma della Nazioni Unite: Europa e Stati Uniti a confronto.

Recensione: L’incipit di cui sopra è già tutto un programma: spicca poi nel volume certa verità verosimile indicibile nel dibattito generale, altrove, sorta di talk show coazione a ripetere, meccanismo depistante con magari figure e scenari insospettabili ben noti/e: giornali, economisti, banche e banchieri e agenzie finanziarie varie, televisioni, riviste radical chic specializzate, i soliti ignoranti politicanti, leaders di stato inclusi, docenti universitari inclusi: la celebre società dei simulacri non stop cara a Baudrillard, anni 80!!!
La cosiddetta crisi contemporanea, economica, è una crisi strutturale e – quasi ovunque – parole e ricette (milioni di milioni) mirano non a soluzioni possibili, ma a perpetrare l’inganno globale; quel che pochi ammettono è la strategia prevalente: non solo almeno un perverso business plan cospiratorio pianificato e intenzionale, soprattutto logiche misconosciute del cosiddetto inconscio collettivo o sociale. I protagonisti, banche incluse, sono in buona fede, sono semplicemente credenti 2.0, clamorosamente non molto diversi da certe sette new age attuali, in certo senso.
Il grave baco è la rimozione della crisi strutturale, vista come crisi ma orizzontale e diacronica, non verticale e sincronica, un poco come l’astrologia…
L’astroeconomia… come assioma e poi si discute, quasi ovunque, come di congiunzioni o congiunture astrali, previsioni allieneamenti di pianeti chiamati Wall Street, borsa di Tokio o Milano e così via….
Un tempo il liberal capitale era all’avanguardia produttiva e tecnologica: Bell inventa il telefono e pochi anni dopo la nuova tecnologia invade il Mercato, capitani d’industria subito predatori e – piaccia o meno – sviluppo economico, nuovi orizzonti in progress. Nel turbocapitalismo attuale, paradossalmente le auto elettriche e l’energia solare sono subordinate e business plan quasi ventennali già operativi ancora per le auto e il gas/nucleare… “primitivi”: e il Sistema come un Computer va in crash o funziona invaso da virus e spyware.
Iperboli ovviamente, ma indicative sullo stato delle cose: ovvero il computer world in mano a una generazione paleocapitalistica debole (managers strapagati inclusi) priva persino di sano egoismo prospettico!
Casarotto appartiene invece a quella non marginale, neppure esoterica, ma concreta schiera di scienziati sociali che sognano la società della conoscenza: non utopia astratta, ma scenari d’indagine pluridecennale, pure attraversati nei dibattiti, a volte persino nelle stanze dei bottoni, più o meno come consulenti ecc., ma poi assimilati, nella migliore delle ipotesi, da Politicanti e esperti vari convenzionali sempre rimuovendo la struttura, il registro del sistema, l’hardware fondamentale.
Emergerebbe un conflitto d’interesse persino epistemico e anche generazionale ormai: molti non adatti per storie personali e culturali (ancora novecentesche pre rivoluzione elettronica, pre emergenza relativa ecologica) a pilotare la Macchina nel XXI secolo, urgente una rifondazione, anche letterale con nuove unità umane.., del … Sistema e in tutte le sue macchine pragmatiche operative…
Splendida la metafora dell’albero, ecotecnologica, la rimozione, come accennato, delle radici, quasi codice criptato dell’autore nella disanima della crisi Krisis in corso: non ultimo, persuasive le ricette prossimo venture immediate, segnalate, più o meno al passo con parallele analisi pure molto note fin dal secondo novecento, in ambito conoscitivo e futuribile, originalmente rilanciate e aggiornate con visioni postcapitaliste coraggiose, di matrice ecosociale, ma una ecologia scientifica, oltre il minimalismo, secondo noi, deteriore di un Latouche e certo fuorviante Ismo ecologico, se essenziale, anziché variabile nel discorso.
Nuovi input invece, al di là di certa cifra anche disincantata (e molto brillante), terribilmente pragmatici destinati a salti anche quantici nelle stesse stanze dei bottoni o pulsanti (come accennato) dell…Onu, l’Unione Europea, gli Stati Uniti stessi: quasi una ricerca, per salvare l’Impero, di un impero interiore?
INFO ed Estratto
http://www.armando.it/krisis8680

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