12 Marzo 2014

Breve biografia di Camille Claudel (1864-1943)

Sara Cambioli

Tempo di lettura: 5 minuti

Biografia tratta e tradotta dal sito ufficiale http://www.camille-claudel.fr

Camille Claudel nasce nel villaggio di Villeneuve-sur-Fère in Piccardia nel 1864, da Louis-Prosper Claudel, funzionario delle imposte e Louise-Athanaïs Cerveaux, figlia di un medico. Seconda di quattro figli, il primo dei quali muore nei primi giorni di vita, Camille comincia sin da bambina ad impastare l’argilla che trova in natura con un istinto selvaggio, affascinata dai mostri che intravede nelle rocce di Geyn, una foresta che si trova nelle vicinanze. Nel 1976 si traferiscono a Nogent-sur-Seine, per una promozione del padre, e la dodicenne Camille prende le prime lezioni dallo scultore locale Alfred Boucher; sono di questo periodo le sue prime opere ispirate ai grandi conquistatori, ai paesani, ma il suo modello preferito è il fratello Paul (allora tredicenne), a cui dedica una serie di disegni e busti, e che diverrà poi il famoso poeta Paul Claudel.

Nel 1881, a 17 anni, Camille convince il padre a trasferire la famiglia a Parigi perché vuole a tutti i costi scolpire: nonostante l’opposizione della madre, si trasferiranno tutti nella capitale, tranne il padre che invece rimarrà in Piccardia per mantenere il suo impiego. Guidata dal maestro Alfred Boucher, Camille segue corsi femminili di scultura all’accademia Colarossi e apre un atelier in rue Notre-Dame-des-Champs con tre amiche inglesi. Nel 1883 Boucher parte per l’Italia a chiede al non ancora celebre Auguste Rodin di sostituirlo per le lezioni agli studenti. Auguste Rodin (1840-1917), di 24 anni più vecchio di Camille, è abbagliato dalla sua bellezza e abilità. Nonostante la differenza d’età, tra i due scultori nasce subito un legame senza precedenti nella storia dell’arte: l’allieva Camille diventa modella, sbozzatrice, amante, emulatrice e ispiratrice di Rodin, nel suo atelier di rue de l’Université. Durante il periodo in cui i due lavorano insieme con passione e complicità, la mano di Camille si confonde con quella di Rodin, e insieme danno vita ad alcune tra le più geniali opere del maestro, tra cui La porte de l’infer, La Tête d’esclave, l’Avarice et la Luxure, l’Homme aux bras croisés, Giganti, l’Homme penché.

Nel 1887 Camille lascia il domicilio di famiglia e va a vivere in un atelier presso in affitto per lei da Rodin, in Boulevard d’Italie. Nel 1888 vince il premio della Società degli artisti francesi con l’opera Sakountala. Nel 1888 il suo busto di Rodin meraviglia la critica e con Psaume conquista definitivamente il suo stile.

Il dramma di un aborto avvenuto nel 1892 e la partenza dell’amato fratello Paul per gli Stati Uniti, porta Camille a liberarsi dalla morsa del maestro. Nel 1893, Camille affitta un atelier in Boulevard d’Italie. E’ il periodo più creativo dell’artista in cui vedono la luce capolavori come La Valse, Clotho, la Petite Châtelaine. Il tradimento dell’amante viene trasposto nel capolavoro L’ Âge mur (L’età matura). Negli ultimi anni del secolo, riceve le prime commesse da mecenati privati grazie all’intermediazione di Rodin. Influenzata dall’arte giapponese, Camille in questo periodo si emancipa dalla tradizione che ancora si basava sulla copia dal vero, e crea Causeuses (Le pettegole) in marmo e onice, Vague (L’onda) in onice, Profonde Pensée (La riflessione) et Rêve au coin du feu (Sogno accanto al fuoco).
Nel gennaio del 1899, Camille si trasferisce all’Ile Saint Louis, in quai Bourbon. Eugène Blot, il suo mercante e amico, acquista i diritti di riproduzione di una ventina di gessi per commercializzarli in bronzo. Le esposizioni del 1905 e 1908 alla Galleria Blot non ebbero un successo eclatante ma permisero la vendita di diversi esemplari.

Dal 1906 vive sola nel suo atelier in Boulevard d’Italie; non esce più, il suo unico passatempo è guardare dalla finestra la vita della strada, da cui trae diversi spunti per il suo lavoro. Alcuni di questi gessi, sono stati ritrovati, altri sono spariti, alcuni sono stati distrutti dall’artista in momenti di disperazione. Nel 1906, dopo la partenza di suo fratello Paul per la Cina, Camille cessa ogni attività creatrice: è ossessionata dal ricordo di Rodin e lo accusa di averle rubato le idee e le opere.

Il 2 marzo 1913 muore suo padre, che aveva sempre sostenuto la vocazione artistica della figlia, e al quale si era voluta risparmiare la decisione di far internare Camille. La madre e il medico di Camille firmano il certificato d’internamento, e il 10 marzo dello stesso anno la rinchiudono a Ville-Evrard. A causa della guerra la spostano a Montevergues, oggi Montfavet, in Provenza, dove morirà all’età di 79 anni, il 19 ottobre del 1943, senza aver mai ricevuto la visita né della madre né dell’amatissimo fratello Paul.


I commenti sono chiusi.


Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Sara Cambioli

È tecnico d’editoria. Laureata in Storia contemporanea all’Università di Bologna, dal 2002 al 2010 ha lavorato presso i Servizi educativi del Comune di Ferrara come documentalista e supporto editoriale, ha ideato e implementato siti di varia natura, redige manuali tecnici.
Sara Cambioli

Ti potrebbe interessare:

  • Parole a capo
    Roberta Lipparini: “Nei titoli di coda”. Parole in libertà ma senza debordare troppo…

  • DONNA, VITA, LIBERTÀ
    Può succedere a Ferrara…

  • Parole e figure /
    La signora Bigodino, la la la la la

  • Un’analisi del voto: Meloni, Conte, Schlein e il problema della rappresentanza

  • Per Mahsa Amini e per sostenere la rivolta del popolo iraniano:
    Ferrara, piazza Trento Trieste: 28 settembre ore 17,30

  • Elezioni: “Tutti noi ce la prendiamo con la storia ma io dico che la colpa è nostra”

  • 2 ottobre, Elezioni in Brasile: 182 indigeni si presentano come candidati

  • ACCORDI /
    Spaghetti al pomodoro

  • IL PREMIO ESTENSE VISTO DA DENTRO
    Mario Breda vince la 58° edizione. Premio Granzotto a Giovanna Botteri

  • ANALISI DISANALITICA DEL VOTO
    Teniamoci per mano in questi giorni tristi

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi