Home > FRA LE RIGHE / RUBRICA > Briciole di un amore in sfacelo
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“Cosa diavolo ti è successo?” / “Non lo so. E non mi importa”.

Rebecca Winter è stata una famosa fotografa, è stata la seconda moglie di Peter che non ha smesso di sposarsi ogni dieci anni ed è stata una newyorkese molto inserita. E a trentasei anni è stanca di raccattare briciole. “Natura morta con briciole” è la fotografia (oltre che il titolo del romanzo di Anna Quindlen, edizioni Cavallo di Ferro, 2014) di uno scorcio, sono i resti di una cena di altri e a cui non si è andati, sono i rimasugli che un marito lascia prima di andare a letto con la solita sfacciata noncuranza.
Quei bicchieri da vino sporchi e quelle forchette unte in mezzo a piatti accatastati si trovano lì per lei, sono la sua vita che, una mattina, all’alba inizia a fotograre. La luce che penetra dalla finestra la sveglia, lo scenario davanti è la notte di Peter con gli amici, la sua ennesima esclusione. Rebecca ne fa arte che i critici definiscono “un’elevazione e al tempo stesso un’accusa alla vita e al lavoro delle donne”, ma solo lei sa la stanchezza e la rabbia che c’erano state dietro a quelle immagini che diventano, giorno dopo giorno, la serie Piano da cucina. Seguono altre foto, assieme alla rabbia di Peter che non si è realizzato come avrebbe voluto e che vede la moglie farsi strada a partire dagli avanzi disordinati di una cena, mollati perché lei li sgomberasse.
Poi Peter se ne va con un’altra donna e la fortuna, si sa, ha i suoi rovesci. Rebecca lascia tutto, la città, la società, la casa e va lontano, a sessant’anni, in un cottage perso tra i boschi dove nuovi legami nascono per necessità e resistono per amore.
Rebecca continua a fotografare e si imbatte nelle tracce inquietanti di un’altra vita, chissà di chi. Queste immagini misteriose e un po’ sinistre le regaleranno una nuova stagione di celebrità nella serie di fotografie Croce bianca, proprio quando la solitudine è diventata per lei stile di vita e malattia interiore.
In una notte di tempesta capita l’irreparabile, l’amore e la morte corrono paralleli. Jim è con lei, ha quasi vent’anni di meno e una ruvidezza rassicurante. Solo Jim può sciogliere il mistero delle immagini Croce bianca perché lui è il custode di quel segreto.
Solo perché ormai nella sua vita c’è Jim, Rebecca potrà rispondere “sono felice” all’amica che le chiede cosa diavolo le sia successo.

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