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Bruno Di Lascio, Presidente Ordine Medici Ferrara, lancia un appello ai candidati a regionali

Tempo di lettura: 2 minuti

da: Ufficio Stampa & Comunicazione di Camilla Ghedini

«La sanità è uno degli argomenti più abusati in campagna elettorale. Non a caso, abbiamo avuto onorevoli che sono venuti sul territorio per condannare le cattive scelte fatte, in questo caso dalla Regione, e promettere che….Io ai nostri candidati chiedo solo una cosa. Non promettete che tornerà tutto come prima, come vent’anni fa, con 11 ospedali per 340mila abitanti. Promettete impegno, salvaguardia dei presidi, ma non i miracoli. Come Ordine dei Medici, che conta oltre 3mila iscritti, da anni stiamo cercando di fare informazione per rassicurare cittadini allarmati che percepiscono la perdita dei loro diritti. Ci stiamo battendo affinché i colleghi lavorino all’interno dei nosocomi in condizioni di assoluta sicurezza. Stiamo gridando in tutti i modi che la salute non va aziendalizzata, non va trattata al pari di un’impresa. Stiamo urlando che se si tolgono risorse non si possono garantire servizi ugualmente efficaci. La prima incognita vera che come una Spada di Damocle pende sulla testa di noi tutti, è il Decreto Balduzzi, che prevede accorpamenti, quindi dismissione di reparti e perdita di specialistiche, in base ai bacini di utenza. Un esempio? Nuovo calcolo dei posti letto: 3,7 ogni mille abitanti, anziché 4 ogni mille. La seconda incognita vera è il futuro della Scuola di Medicina di Ferrara, un pezzo di storia e identità per il territorio, che contribuisce peraltro all’appeal di Ferrara come Città Universitaria. Mi fermo qui. Siccome in materia sanitaria le Regioni hanno autonomia, ai candidati del Consiglio dell’Emilia Romagna chiedo solo questo. Quando e se sarete eletti, coinvolgete noi professionisti, ascoltateci come interlocutori credibili, perché la nostra esperienza ha un valore e un peso. Creiamo un rapporto e un confronto basato più sugli aspetti culturali/scientifici/ sanitari che sindacali. Non c’è nulla da contrabbandare».

Bruno Di Lasco, Presidente Ordine Medici

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