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Da: Organizzatori

L’evento “Buon anno in musica e danza” presentato mercoledì 1 gennaio 2020 in Piazza Trento Trieste a Ferrara ha ottenuto un grande successo e conferma un calendario di iniziative natalizie di qualità che sono state proposte finora a partire da metà novembre da Made Eventi e Delphi International con il Patrocinio del Comune di Ferrara. La novità dello spettacolo del primo dell’anno ideato da Silvia Bottoni e Leonardo Veronesi, ha soddisfatto adulti e bambini, turisti e cittadini che numerosissimi hanno assistito alla esibizione di danza del Jazz Studio Dance – Uisp Ferrara “QUADRI DI STRADA” una originale e raffinata coreografia di Silvia Bottoni interpretata dai danzatori posizionati come statue viventi e animati da un simbolico babbo natale (interpretato da Giorgio Galletti che ha poi interagito anche con i musicisti). Per la raffinatezza dei costumi, dei gesti e delle musiche è stato un momento di grande poesia applauditissimo dal pubblico che speriamo di rivedere al più presto arricchito da altri personaggi. Ha stupito tutti l’eleganza del quadro De Nittis interpretato da una bravissima danzatrice che usciva dalla cornice vestita con costume e oggetti dell’epoca su un’aria di Carmen cantata da Maria Callas. Ancora una volta il Jazz Studio Dance, realtà conosciuta e apprezzata sia a livello locale che nazionale ha messo in luce professionalità, bravura e originalità. Alle ore 17.30 si è esibito il cantautore Leonardo Veronesi & Atipico Sinfonik 4Tet (Silvia Marcenaro, Eugenio Cabitta, Mario Manfredini). Due ore continue di grande musica di qualità hanno intrattenuto un pubblico che gremiva tutta la piazza ed è rimasto fino alla fine della esibizione sfidando il clima rigido, cantando insieme ai musicisti e applaudendo continuamente. In una atmosfera quasi magica sotto le bellissime luminarie natalizie Veronesi ha eseguito brani che celebravano la musica italiana, unitamente ai suoi inediti dando prova del suo talento artistico, con interpretazioni personalizzate sorrette dalla sua affascinante timbrica vocale. Una formazione davvero atipica che testimonia la continua sperimentazione di sonorità diverse e di contaminazioni musicali di Veronesi, artista a tutto tondo che non smette mai di stupirci. Il repertorio è stato rivisitato in chiave acustico – sinfonica per arrivare ad arrangiamenti che trasportavano in diverse atmosfere musicali pensati appositamente per il pubblico cittadino che dopo aver festeggiato il Capodanno ha iniziato il nuovo anno passeggiando per il centro e ha potuto godere di uno spettacolo che a detta di tutti è stato un vero regalo alla città. A completare questo fantastico team, la bravura e l’allegria della presentatrice Elisa Giorio di Radio Sound, presente in quasi tutti gli eventi di questo ricchissimo programma festivo. Grande soddisfazione da parte degli organizzatori che dopo questa scommessa vinta alla grande, sono già al lavoro per nuove sorprese da presentare alla nostra città!

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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