16 Aprile 2020

BUONGIORNO RAGAZZI, SIETE CONNESSI?

Alice & Roberta

Tempo di lettura: 6 minuti

[Cover: particolare di un opera di Maurizio Camerani]

Per la prima volta da quando è venuta al mondo – era l’autunno del 2013 – Ferraraitalia presenta ai lettori (speriamo tanti) un articolo scritto (e firmato) a quattro mani, o per meglio dire “a due voci”. Se ci pensate, è un altro modo di dire che le cose “fatte insieme” sono più belle, portano più frutto, delle cose “fatte da soli”. Una piccola novità, ma già altre ne avete viste su questo giornale nelle ultime settimane. E molte altre, e di più grandi, le vedrete e leggerete nei prossimi mesi. Ferraraitalia, senza rinunciare alla sua ispirazione, si rinnova, tenta nuove strade, sentieri diversi. Raggiunge, così ci dicono i dati, molti nuovi lettori. a Ferrara e sparsi per l’Italia e per l’Europa.
In questo articolo, quasi un racconto, un verbale a voce alta di due monologhi interiori, una studentessa risponde a una prof. A noi è sembrato non solo un esperimento riuscito, ma un percorso inedito, quasi l’anticipo di un nuovo linguaggio, di una nuova scrittura.
(Effe Emme)

di Roberta Barbieri e Alice Miraglia

Roberta
E’ ora. Ho alcune cose da fare prima di cominciare la lezione con i ragazzi. Preparare i fogli degli appunti dove è meglio che mi segni tutto quello che accade durante la connessione: se qualcuno resta disconnesso a lungo, se ci sono interventi.
Aprire il sito della scuola ed entrare nel registro elettronico.
Devo fare in fretta, ah meno male. Ora risultano tutti come presenti fuori aula. Era una lagna cambiare ogni volta lo stato di tutti gli studenti.
Firmare la lezione.
No, meglio se prima controllo in agenda; devo avere scritto esattamente quali testi di Pascoli siamo arrivati a considerare la volta scorsa, con lettura e analisi intendo. Oggi bisogna andare avanti  a conoscere altri testi dell’autore, e anche lavorare in orizzontale. E’ ora che i ragazzi rielaborino il confronto tra testi e autori, penso a D’Annunzio e al padre di tutti i simbolisti, Baudelaire. Mi serve però che sia stata fatta “La mia sera” di Pascoli, altrimenti non viene bene il passaggio a  “La sera fiesolana” del Vate.
Troppo tempo rileggerla tutta, li faccio andare alla terza strofa dove c’è quella analogia straordinaria tra il profilo delle colline e le labbra di donna. L’analogia ha un valore paradigmatico: D’Annunzio vede le colline e le fa corrispondere ad altro, immaginosamente. Devo insistere sul tema del doppio, l’analogia prima che una figura retorica è un modo di vedere le cose. Può andare bene a questo punto rileggere “Corrispondenze” di Baudelaire.
Dunque servono i segnalibri per avere sott’occhio le tre poesie utili a questo punto.
In classe con la Lim è più facile tenere davanti i testi da confrontare. Qui a casa ognuno fa avanti e indietro sul manuale.
Pazienza, la cosa importante è che riusciamo a far dialogare i testi tra loro e con noi lettori.
In realtà la cosa che importa di più è tenerci legati facendo lezione, con tutte le formalità del caso, e sono tante.
Restare connessi ci tiene più vicini alla vita di prima, anche se non possiamo vederci, né occupare lo stesso spazio dell’aula. E’ indispensabile per noi adulti, figuriamoci per i ragazzi. Quanti mi hanno salutata con trasporto, alle prime connessioni. E a quanti, direi tutti, sta mancando la scuola. Vista alla distanza, scuola vuole dire un sacco di cose: abitudine, abito mentale, bussola da seguire e anche contro cui lottare. Comprendiamo meglio ora che non c’è quanto ne siamo determinati, ognuno per la fase della vita che sta attraversando.
Cominciamo.
“Buongiorno ragazzi! Siete connessi? Tutto bene?

Alice
Mi sveglio, ho lezione alle otto e vado in cucina.
I miei jeans mi aspettano nell’armadio da febbraio e la mia nuova tenuta scolastica è diventata il pigiama. Faccio colazione e accendo la telecamera, sveglia complessivamente da dieci minuti.
D’Annunzio? Ah, no oggi Pascoli, peccato mi piaceva più D’Annunzio ma anche Pascoli va bene. È una fortuna che mi piaccia così tanto letteratura, non oso immaginare a che punto sarei con il programma se non mi piacesse.
Apro il manuale.
Confronto tra la “La mia Sera” e “La Sera fiesolana”.
Ancora D’Annunzio bene. Mentre sfoglio le pagine guardo lo schermo del mio computer e penso a quanto sarebbe stato più efficace seguire la lezione grazie alla Lim.
“La scuola non vi ha abbandonato”, sento ripetere dalla ministra.
Ebbene, ecco le parole di una studentessa: la scuola non ci avrebbe voluto abbandonare, ma per cause di forza maggiore lo ha dovuto fare.
Non possiamo fare finta di niente. La didattica a distanza è una toppa per un sistema che si è trovato in difficoltà, presumibilmente l’unica opzione possibile, ma non possiamo continuare a definirla una soluzione finale.
Un cane abbaia, qualcuno mi chiama, suonano al campanello, mi arriva un messaggio.
Se non capisco non posso girarmi verso un compagno, con i professori non è possibile avere un rapporto come prima, non mi guardano negli occhi, non vedono quello che sto facendo.
Continuo a sentire frasi del tipo “eh, ma così avrete più tempo per studiare per l’esame”. A queste persone vorrei dire, a cuore aperto, sincero e senza secondi fini, che è più difficile di quello che sembra. La concentrazione manca, parlare ad uno schermo sembra irreale, i programmi sono stati ridotti. È quindi inutile che si continui a ripetere questa tiritera: che lo vogliamo o no, non abbiamo la stessa preparazione degli alunni degli anni scorsi e quindi non possiamo essere trattati come tali, fine discussione.
La scuola non ci ha abbandonato, ma io non ci entro dal 22 febbraio.
“Buongiorno prof, eccomi! Diciamo di sì”



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

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