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Caccia, Bargi e Magnani (Lega ER): “Consentire spostamento al di fuori dei confini comunali”

Tempo di lettura: 3 minuti

Da: Stampa Lega Emilia-Romagna

CACCIA, BARGI E MAGNANI (LEGA): “CONSENTIRE SPOSTAMENTO AL DI FUORI DEI CONFINI COMUNALI”

BOLOGNA, 13 GEN – “Consentire lo spostamento al di fuori dei confini comunali”. Dopo l’ordinanza numero 2 varata lo scorso 9 gennaio dal Presidente della regione Sardegna, Christian Solinas, che di fatto consente ai cacciatori sardi di spostarsi al di fuori del proprio Comune di residenza per andare a caccia, il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, torna a sollecitare la Regione sul tema degli spostamenti “almeno all’interno del proprio Atc.

“Chiediamo che l’ordinanza del presidente Solinas venga mutuata dal ‘collega’ Bonaccini e che ai cacciatori emiliano romagnoli venga consentito di spostarsi al di fuori del Comune di residenza, domicilio o abitazione per lo svolgimento dell’attività venatoria e dell’attività di controllo della fauna selvatica – evidenzia l’esponente della Lega -. Credo che, con le dovute accortezze e il rispetto rigoroso delle necessarie misure precauzionali, anche nella nostra regione si possa garantire lo spostamento dei cacciatori almeno all’interno del proprio Atc, scavalcando l’attuale limite di ambito comunale, per dare continuità all’attività venatoria anche nei nostri territori”.

Anche Simona Magnani, consigliere Lega in consiglio comunale a Modena, è sulla stessa lunghezza d’onda di Bargi: “Il 1° gennaio come da calendario venatorio si è aperta la nuova finestra di caccia di selezione agli ungulati che si chiuderà il 15 marzo, ma considerata la zona arancione l’operatività è stata pressochè nulla in quanto limitata ai pochi residenti assegnatari di un capo nel proprio comune. La caccia agli ungulati è sempre più da osservarsi in chiave di necessità e attività di pubblica utilità, non possiamo permetterci ulteriori stop e limitazioni all’obiettivo del completamento del piano di prelievo ungulati stabilito dalla stessa Regione.

Stiamo inoltre parlando di una attività all’aperto che per natura si esercita nel pieno rispetto delle norme di distanziamento sociale: per definizione la caccia di selezione è una forma di caccia individuale, al più esercitata con l’ausilio di un accompagnatore ed in ambiente aperto. Ogni operatore possiede un’autorizzazione personale che identifica il capo da prelevare e la specifica zona a cui rivolgere lo sforzo di caccia. Non si tratta di consentire uno spostamento libero, bensì finalizzato a raggiungere una zona di caccia prestabilita. Ogni spostamento è oltretutto meticolosamente tracciato dall’applicativo web accessibile agli organi di vigilanza in cui ogni cacciatore deve registrarsi prima dell’uscita ed in cui è indicata la zona di caccia in cui si recherà”.

“Auspichiamo una repentina presa di coscienza del problema da parte della Regione al fine di dare quella risposta che il mondo agricolo e venatorio attende” concludono i leghisti.

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