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Caldo: Coldiretti, non solo zanzare è sos cimici nei campi in Emilia Romagna tra gli 80 e i 100 Milioni di danni

Da: Ufficio Stampa Coldiretti Emilia-Romagna

Con il ritorno del grande caldo fuori stagione non solo si moltiplicano le fastidiose zanzare ma è allarme cimice asiatica nei campi dove hanno già provocato una strage dei raccolti con danni stimati in 250 milioni di euro. È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna in rifermento alla nuova fase climatica con temperature bollenti che potrebbero schizzare fino a 35 gradi.
Una condizione che – sottolinea Coldiretti regionale – favorisce il moltiplicarsi degli insetti come la cimice asiatica che nel Nord Italia sta devastando meli, peri, kiwi, ma anche peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai con danni alle produzioni ed un pesante impatto occupazionale. La “cimice marmorata asiatica” arriva dalla Cina ed è particolarmente pericolosa – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all’anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto.

La situazione è drammatica – denuncia Coldiretti – soprattutto al Nord e in particolare in Emilia Romagna dove si registrano casi di aziende che hanno subito danni non solo da cimice asiatica ma anche da alternaria, perdendo in alcuni casi fino al 100% della produzione delle pere. Le Coldiretti delle province interessate hanno avviato una serie di incontri con i Prefetti e le istituzioni per portare il problema alla loro attenzione e chiedere interventi immediati a tutela del reddito delle aziende. Dopo l’incontro dello scorso 9 settembre con il Prefetto e il Presidente della provincia di Ferrara, lunedì 16 settembre sarà la volta dell’incontro fra il Prefetto di Modena e una delegazione della Coldiretti provinciale. Le perdite in Emilia Romagna si aggirano tra gli 80 e i 100 milioni di euro, provocate principalmente da danni da cimice e dal fungo dell’alternaria. La portata economica del danno sarà definita solo al termine della stagione del raccolto, per attivare le procedure per dichiarare lo stato di calamità e definire con precisione le zone colpite, conclude Coldiretti Emilia Romagna.

“Per fermare l’invasione della cimice asiatica si attende urgentemente il via libera del Ministero dell’Ambiente che, sentiti il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero della salute, deve emanare le linee guida per il via libera alla vespa samurai nemica naturale della cimice” ha chiesto il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel ricordare l’entrata in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del d.P.R. del 5 luglio 2019 n. 102 che introduce le norme necessarie a prevedere i criteri per l’immissione sul territorio di specie e di popolazioni non autoctone, fortemente sollecitato dalla Coldiretti ai tavoli istituzionali.

Sotto accusa è il sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo – denuncia il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini – che ha lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Una politica europea troppo permissiva che consente l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell’Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene che – continua Prandini – devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati con estenuanti negoziati e dossier che durano anni e che affrontano un prodotto alla volta. Per effetto dei cambiamenti climatici e della globalizzazione si moltiplica l’arrivo di materiale vegetale infetto e parassiti vari che provocano stragi nelle coltivazioni e per questo serve un cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento sia a livello comunitario che nazionale – conclude Prandini – anche con l’avvio di una apposita task force.

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