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Calvano: “Il Ministero si attivi per riconoscere la Fibromialgia come malattia cronica ed invalidante”

Tempo di lettura: 2 minuti

Da ufficio stampa Gruppo Partito Democratico

La Regione Emilia Romagna continua a porre l’accento sulla fibromialgia. Dopo la pubblicazione delle linee guida
per gestire questa invalidante malattia, il consigliere Paolo Calvano ribadisce la necessità di aprire un confronto
con il Ministero.
«I primi di febbraio abbiamo raggiunto un traguardo importante che dimostra la vicinanza ai tanti malati – spiega
–. Ora però è necessario un ulteriore passo avanti. Per questo ho presentato insieme a molti colleghi del PD e
del centrosinistra, una risoluzione, che chiede al Ministero della salute e al Consiglio Superiore di Sanità un
confronto sulle linee guida elaborate dalla nostra Regione, affinché possano diventare una base di lavoro comune
e di attività di ricerca, finalizzate al riconoscimento della fibromialgia quale malattia cronica ed invalidante e al
conseguente inserimento nei livelli essenziali di assistenza».
Il documento promosso dalla Regione Emilia Romagna “Diagnosi e trattamento della Fibromialgia”, definisce la
sindrome e stabilisce le modalità di diagnosi, presa in carico, trattamento e follow-up post trattamento dei
pazienti.
«Le linee di indirizzo regionali sono destinate a tutti i professionisti, oltre che a tutte quelle persone che ogni
giorno lottano contro una malattia difficile da curare oltre che da diagnosticare — prosegue —. La popolazione
emiliano romagnola affetta da fibromialgia, secondo i dati scientifici, risulta compresa tra i sessantasei mila e
ottantanove mila cittadini. Purtroppo a livello nazionale la fibromialgia non è ancora riconosciuta tra le malattie
croniche e invalidanti, per le quali è prevista l’esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria e non sono
attivi protocolli diagnostici e percorsi assistenziali specifici. Il documento rappresenta un unicum a livello
nazionale per inquadrare questa malattia, ma è necessario aprire un confronto che attivi le istituzioni a tutti i livelli.

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