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Da: Camelot/strong>

La società cooperativa Camelot, dopo essere stata contattata dalla società Global Business Service s.r.l., in qualità di conduttrice dell’attività commerciale ricreativa-locanda presso lo stabile denominato “Villa Modoni” di Gaibanella (FE), ha intrapreso delle trattative al fine di verificare la possibilità di svolgere, in questa struttura, l’attività di accoglienza per i rifugiati richiedenti asilo. La cooperativa ha pertanto provveduto ad effettuare un sopralluogo presso l’immobile e a richiedere a Global Service s.r.l. la preventiva disponibilità da parte del proprietario della struttura ad ospitare rifugiati e richiedenti asilo nell’ambito dell’affidamento per servizi di accoglienza e assistenza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale nel territorio della provincia di Ferrara. Ha inoltre richiesto alla Global Service s.r.l. l’assenza di situazioni in qualsivoglia modo pregiudizievoli alla conclusione di una convenzione. Ottenuta la rassicurazione sulle questioni su riportate, la cooperativa Camelot ha proceduto con la sottoscrizione della convenzione, ma, nei giorni successivi all’incontro con la cittadinanza di Gaibanella di mercoledì 3 agosto 2016, in maniera non prevedibile secondo i principi di buona fede che devono contraddistinguere le trattative preliminari alla conclusione di un contratto, ha ricevuto una comunicazione a mezzo pec da parte del dott. Angelo Adamini, custode nominato dal Tribunale di Ferrara, con la quale si diceva che l’immobile oggetto della convenzione risulta sottoposto a procedura esecutiva di espropriazione immobiliare R.G.E n. 341/2015, e si diffidava “chiunque a sottoscrivere atti o a porre in essere azioni o fatti aventi ad oggetto l’immobile suddetto, senza il consenso scritto del sottoscritto custode giudiziario previa autorizzazione del Tribunale di Ferrara”.
La cooperativa ha inoltre ricevuto una comunicazione da parte del legale della proprietà dell’immobile che dichiarava il proprio netto rifiuto alla possibilità di svolgere un servizio di accoglienza presso la propria struttura. In ragione di quanto sopra, non vi sono dubbi che Global Service s.r.l. abbia tenuto un comportamento contrario “ai principi di buona fede e correttezza che devono osservare le parti nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto” sottacendo delle notizie (nel caso della procedura espropriativa avanti il Tribunale di Ferrara) e fornendo altresì delle notizie mendaci (nel caso dell’assenso da parte del proprietario della struttura all’ospitalità di rifugiati e richiedenti asilo), che inficiano la validità del contratto a conferma della completa buona fede della cooperativa. La violazione dei principi di buona fede sopra richiamati, ivi inclusa la falsa rappresentazione della realtà, oltre alla dichiarazione di indisponibilità da parte del proprietario, rendono la convenzione non validamente conclusa e pertanto non operante.
La cooperativa Camelot rimane a disposizione delle istituzioni locali.

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di Piermaria Romani

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Pescando un pesce d’oro
5 titoli evergreen dall’archivio di 50.000 titoli  di Periscopio

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

Periscopio è  proprietà di un azionariato diffuso e partecipato, garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano. Si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato quasi otto anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato: Periscopio naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale. e Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 
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Francesco Monini
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