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Casa. 317 nuovi alloggi di edilizia sociale al quartiere Navile di Bologna, 10 milioni dalla Regione

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da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Via libera in commissione assembleare alle modifiche dell’Accordo attuativo del protocollo con il Comune. La vicepresidente Gualmini: “Rigenerare aree e quartieri urbani in cui giovani coppie, anziani, famiglie e persone sole, potranno vivere insieme utilizzando servizi in comune. Chissà che non ci scappi anche il ritorno ai cortili come luoghi di ritrovo e creazione di coesione sociale”.

Bologna – 317 nuovi alloggi di Edilizia residenziale sociale (Ers) al quartiere Navile di Bologna, grazie alla collaborazione tra Comune di Bologna e Regione Emilia-Romagna, che contribuisce al progetto con 10 milioni di euro.
“Stiamo riflettendo e lavorando da tempo su come rilanciare il social housing – spiega la vicepresidente e assessore al Welfare e alle Politiche abitative della Regione Emilia-Romagna, Elisabetta Gualmini – o meglio lo smart housing, la costruzione, cioè, grazie a una collaborazione tra pubblico e privato, di appartamenti per categorie di persone che non hanno, per loro fortuna, le caratteristiche per accedere alle case popolari ma che, per condizione economica, possono comunque sostenere solo canoni di locazione concordati”.
Gualmini interviene dopo il via libera della commissione assembleare Territorio, Ambiente, Mobilità alle modifiche dell’ Accordo attuativo del protocollo di collaborazione tra Comune di Bologna e Regione Emilia-Romagna per l’attuazione di misure innovative nel campo dell’Edilizia residenziale sociale e della valorizzazione urbana. L’accordo impegna appunto la Regione a contribuire con 10 milioni di euro al progetto di realizzazione di 317 alloggi di Edilizia residenziale sociale (Ers) al quartiere Navile (costo complessivo dell’intervento, 54 milioni circa) che saranno destinati ad abbattere il costo di realizzazione delle opere di urbanizzazione necessarie a renderli fruibili, riducendo in modo significativo per i destinatari i prezzi di vendita e i canoni di locazione rispetto a quelli offerti dal libero mercato.
“Rigenerare aree e quartieri urbani – prosegue la vicepresidente – in cui giovani coppie, anziani, famiglie e persone sole, potranno vivere insieme utilizzando servizi in comune. Chissà – aggiunge Gualmini- che non ci scappi anche il ritorno ai cortili come luoghi di ritrovo e creazione di coesione sociale.”
Tra le modifiche più significative all’Accordo passate oggi in commissione, quella che riguarda il reddito degli assegnatari degli alloggi al quartiere Navile, i cui criteri dovranno adeguarsi alla riforma di Edilizia popolare pubblica (ERP) che la Regione sta portando a termine e quella che specifica che il costo dell’affitto dei nuovi alloggi Ers non potrà superare quello a canone concordato previsto per legge.
Spetterà ora alla Giunta approvare lo schema dell’Accordo attuativo, che sarà sottoscritto dalle parti entro il 30 aprile, per permettere al Comune di Bologna di procedere con il bando di gara per la realizzazione dell’intervento .

Il progetto Navile
L’operazione prevede la concessione in locazione di realizzati secondo tre formule: il 26% (circa 83 alloggi) in locazione a 8 anni con patto di futura vendita, altrettanti in locazione a 15 anni, il 48% (circa 153 alloggi) in locazione di lungo termine (20 anni). Diverse le tipologie che verranno realizzate: 142 unità da 1 o 2 persone, 144 unità da 3 o 4 persone, 34 unità per 5 persone o più. I beneficiari sono le famiglie della cosiddetta “zona grigia”, ovvero nuclei che non hanno requisiti per rientrare nelle graduatorie dell’Erp (Edilizia residenziale pubblica) ma al tempo stesso non hanno i mezzi per accedere ai prezzi di mercato.

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