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Casa. Housing sociale, inaugurati 25 alloggi a Modena. Investimento di 4.7 milioni. Bonaccini: “Intervento per giovani coppie e famiglie di anziani, politiche abitative pilastro del welfare”

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da: ufficio stampa giunta regionale Emilia Romagna

Appartamenti affittati a canone calmierato. L’edificio di quattro piani realizzato grazie anche a 2,7 milioni stanziati da Regione e ministero delle Infrastrutture per l’efficienza energetica. In Emilia-Romagna 120 mila persone negli alloggi di edilizia residenziale pubblica

Bologna – Sono 25 gli alloggi di housing sociale – soluzioni abitative a canone agevolato fin anziate con una collaborazione pubblico-privato – destinati a giovani coppie, famiglie con un solo genitore, nuclei familiari di anziani, che sono stati inaugurati questa mattina a Modena, alla presenza del presidente della Regione, Stefano Bonaccini e del sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, che hanno prima di ogni cosa ricordato le vittime del sisma nella giornata di lutto nazionale.
Il nuovo edificio, situato in via Forghieri, si inserisce nella rigenerazione urbanistica e sociale del comparto ex Mercato bestiame, e rientra nel programma “Contratto di Quartiere II – Riqualificazione Modena Nord”. Per realizzarlo sono stati investiti 4.7 milioni di euro, 2.7 dei quali finanziati per l’efficienza energetica dalla Regione Emilia-Romagna e dal ministero delle Infrastrutture.

“Dobbiamo prevenire il disagio abitativo e garantire alloggi a prezzi accessibili, perché l’abitare è un fattore primario di coesione sociale: senza un’abitazione stabile e dignitosa le famiglie rischiano l’esclusione sociale – ha detto Bonaccini-. Proprio per questo in Emilia-Romagna abbiamo voluto dare un segnale preciso, considerando le politiche abitative un pilastro del welfare”.
“In questi mesi- ha ricordato il presidente della Giunta regionale- ci siamo concentrati in particolare sulla riforma del sistema di edilizia residenziale pubblica, modificando i criteri di assegnazione per rendere il sistema più equo, e abbiamo investito nel recupero e nel ripristino degli alloggi pubblici, per utilizzare al massimo il patrimonio esistente. Stiamo lavorando, inoltre, per garantire alle famiglie un reddito di solidarietà, inteso anche come strumento per contrastare il disagio abitativo. Stiamo anche programmando un piano di housing sociale destinato ai nuclei che non possono accedere all’edilizia residenziale pubblica, ma faticano ad accedere al libero mercato. L’obiettivo è quello di utilizzare tutte le leve a nostra disposizione per combattere l’esclusione sociale”.

L’intervento
L’edificio si sviluppa su quattro piani, ha tipologie abitative di diverse dimensioni tra i 55 e i 95 metri quadri, e oltre 800 metri quadri di uffici a piano terra. Una corte interna riparata è organizzata come un piccolo parco e attrezzata con giochi per bambini. Gli appartamenti sono all’avanguardia sul fronte del risparmio energetico (classe A4), sono dotati di porta blindata, di ascensore e hanno abbinato garage e cantina.
Questi alloggi saranno affittati con un contratto di locazione a canone calmierato della durata di tre più due anni, salvo rinnovo, e saranno destinati a giovani coppie in cui almeno uno dei due componenti abbia meno di 40 anni, a famiglie con un solo genitore, padri o madri con meno di 40 anni e figli a carico, a nuclei familiari di anziani composti da non più di due persone di cui almeno una con più di 65 anni. I canoni di locazione, abbattuti del 20% rispetto ai canoni concordati come ridefiniti dall’accordo territoriale, si aggireranno, a seconda delle metrature degli appartamenti, dai 390 ai 470 euro.

L’housing sociale
L’importanza di questo comparto delle politiche abitative è cresciuta molto negli ultimi anni, a causa dell’aumento del disagio abitativo seguito alla crisi economica. Nel 2010 la Regione Emilia-Romagna ha varato un programma consistente per l’housing sociale, mettendo a disposizione 30 milioni di euro, con l’obiettivo di finanziare la costruzione di alloggi di edilizia convenzionata-agevolata da concedere in locazione a soggetti a basso reddito, con canoni di affitto più bassi di quelli di mercato. A seguito della domanda crescente di alloggi in locazione, la Regione intende proseguire la positiva esperienza del 2010 proponendo nuovi interventi.

L’edilizia residenziale pubblica
La Regione Emilia-Romagna ha da poco riformato i criteri per l’assegnazione e la permanenza negli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) a favore di chi si trova in particolari situazioni economiche. La modifica ha riguardato soprattutto le condizioni necessarie a mantenere il diritto a risiedere nell’alloggio pubblico assegnato, puntando a creare le condizioni per un’equa rotazione degli ingressi. Si è abbassata la soglia per mantenere il diritto di permanenza nell’alloggio, fissata a 24.016 euro di reddito Isee e a 49.000 euro di reddito patrimoniale (rispetto al limite precedente Isee di 34.308 euro, senza limiti al patrimonio mobiliare). Chi supera queste soglie non potrà più abitare negli alloggi Erp, perché la casa pubblica non può essere, secondo la Regione, un diritto acquisito per tutta la vita, ma, invece, occorre sempre verificare il mantenimento dei requisiti.
In Emilia-Romagna il patrimonio di edilizia residenziale pubblica (Erp), gestito perlopiù dalle Acer, comprende attualmente oltre 55.000 alloggi, il 97% dei quali di proprietà dei Comuni. Le case occupate sono 51mila (92% del totale) e 2mila (3,6%) quelle pronte per essere assegnate perché non necessitano di alcun intervento di ristrutturazione. I nuclei familiari composti da una o più persone in lista di attesa per l’assegnazione di un alloggio Erp sono 35mila. Attualmente nelle case popolari vivono 120mila persone. I nuclei familiari sono 51.258.

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