30 Aprile 2020

BUONI SPESA: ORA PARLIAMO NOI
I ragazzi di Occhio ai Media chiedono al Comune di Ferrara di cambiar strada

Redazione

Tempo di lettura: 5 minuti

ULTIMORA Avevo appena “montato” in prima pagina il pezzo degli amici di Occhio ai Media ed è arrivata la notizia in redazione: il Sindaco di Ferrara Alan Fabbri ha perso il ricorso. IL TRIBUNALE DI FERRARA HA ACCERTATO il carattere discriminatorio della Giunta del Comune di Ferrara nell’avere adottato criteri e modalità di selezione (prima gli italiani ecc) per l’erogazione dei buoni spesa… anziché tener conto dei soli requisiti di disagio economico e domiciliazione nel territorio comunale. ORDINA al SINDACO di riformulare i criteri e le modalità consentendo la presentazione di nuove richieste.
Più chiaro di così?!? Aggiungerei solo una piccola citazione dai
Promessi Sposi: “a questo mondo c’è giustizia, finalmente!”. (Effe Emme)

La Redazione di Occhioaimedia

L’emergenza Coronavirus ha investito le vite di tutti noi. Come gruppo di ragazzi attivisti che monitorano gli articoli discriminatori nella stampa ci siamo sempre tenuti in contatto, sperando che, in un’occasione delicata come questa, venissero risparmiati i soliti bersagliamenti verso quella fetta di società che sono gli stranieri. Purtroppo non è andata così: infatti l’11 marzo viene pubblicato sulla stampa locale un articolo – che abbiamo segnalato sul nostro sito – riportante un’intervista al Vicesindaco di Ferrara nella quale, parlando delle restrizioni in seguito al Covid-19, viene data più rilevanza ai controlli sui negozi multietnici e gestiti da stranieri, rispetto all’emergenza stessa.
La segnalazione, postata nella pagina Facebook di Occhio ai Media, ha ottenuto numerosi commenti, tra cui ne citiamo solo uno, per la sua ironia: “[…] è ancora convinto (il vicesindaco Nicola Naomo Lodi. ndr.) che il virus si prenda mangiando un kebab”.

Quando il Governo ha stanziato i buoni spesa per aiutare i cittadini più in difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19, il Comune di Ferrara ha optato per l’assegnazione prioritaria dei bonus ai cittadini italiani, rispetto a chi invece ha altre cittadinanze, indipendentemente dalla reale necessità economica degli individui o dei nuclei familiari.
Una decisione che abbiamo subito ritenuto ingiusta, irrazionale, priva di qualsiasi buon senso ed etica. L’ennesima propaganda politica, il solito slogan “prima gli italiani”, che non fa altro che dividere di più le persone in una situazione in cui è necessario e doveroso tutelare tutti, italiani o no, in ordine a un bisogno primario, come la necessità alimentare (visto che si parla di Buoni Spesa), non di nazionalità. Se la fame non distingue nessuno, perché gli aiuti alimentari invece sì?.

Il 2 aprile abbiamo condiviso sui nostri siti web e social media il comunicato della CGIL che criticava severamente i parametri discriminatori adottati dal Comune, e il giorno seguente abbiamo pubblicato una dichiarazione a nome dell’Associazione Cittadini del Mondo.A seguito del nostro comunicato, ci è stato chiesto se ci fosse una raccolta firme contro questa decisione comunale. Abbiamo perciò deciso di dare voce al dissenso e alla indignazione di migliaia di persone lanciando una petizione online, in modo da raggiungere l’Amministrazione comunale e sperare in un cambiamento.
Viste le numerose polemiche affiorate, giovedì 9 aprile abbiamo indetto una videoconferenza, con la partecipazione dell’ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), la Cgil Emilia Romagna e L’Associazione Altro Diritto per approfondire e discutere il sistema comunale di erogazione dei Buoni Spesa.
Ecco i punti focali emersi nella videoconferenza: la mancanza di trasparenza del sistema, l’esclusiva modalità telefonica con cui si poteva effettuare la richiesta (del tutto inappropriata, visti gli altri mezzi a disposizione del Comune), e  soprattutto la totale discrezionalità del metodo di assegnazione, senza che fosse specificato alcun criterio di decisione. Infine, il Comune di Ferrara non fornisce nessuna esplicita risposta ai richiedenti e, in caso negativo, non vengono fornite le motivazioni.

La faccenda Buoni Spesa ha toccato direttamente anche i nuclei famigliari di alcuni membri del nostro gruppo. Possiamo quindi fornire una testimonianza diretta.  Alcuni non hanno neanche ricevuto risposta alla chiamata telefonica. Vogliamo qui citare, come esempio, il caso di S… – un cittadino rientrante nella categoria avente diritto al bonus – che dopo diversi tentativi, ha ricevuto alla fine una risposta alla sua telefonata, ma ad oggi, dopo più di due settimane, non sa ancora se la sua richiesta sia stata o meno accettata.
Vista la situazione difficoltosa di diverse famiglie presenti sul territorio ferrarese, M…, volontaria in una ONG, ha partecipato alla distribuzione di pacchi contenenti alimenti per le famiglie in difficoltà, sostenuti dalle donazioni dei cittadini che hanno deciso di intervenire in aiuto, vista l’esclusione dagli aiuti dettata dal Comune.

Raggiunte più di 20.000 firme nella petizione, dopo solo una decina di giorni, abbiamo scritto un comunicato stampa, ringraziando coloro che avevano firmato, e lo abbiamo inviato a quattro testate locali, solo due delle quali lo hanno pubblicato. In ogni caso il risultato, cioè l’adesione alla nostra petizione,  ci sembra straordinario. E’ un messaggio chiaro alla Giunta Comunale di Ferrara, di cui si denunciano le politiche denigratorie e propagandistiche che creano solo divisioni.
Noi non ci arrendiamo. Auspichiamo una presa di coscienza da parte della Amministrazione Comunale. Vorremmo soprattutto avere risposte concrete, non i soliti ritornelli patriottici stereotipati,  e ci auguriamo che si arrivi a una soluzione chiara e trasparente, che tuteli i diritti di tutti.

Redazione Occhioaimedia.org, Ferrara 30 Aprile 2020

 



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

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