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Cassonetti con la tessera: come funzionano e chi ci guadagna

L’assessora Ferri: “Rivoluzione verde a Ferrara”
Cassonetti con la tessera: come funzionano e chi ci guadagna

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Dopo tante parole, proclami, materiale informativo e punti d’ascolto aperti ad hoc, ecco che, dal novembre, si passa ai fatti: a Pontelagoscuro, scelta come zona pilota per il comune di Ferrara, prende il via il progetto di riorganizzazione del sistema della raccolta dei rifiuti, che prevede l’introduzione, per la raccolta dell’indifferenziata, di nuovi cassonetti dotati di sistema a calotta che permetteranno l’introduzione di un solo sacco di rifiuti della capienza di 20 litri. La calotta potrà essere aperta solo con la Carta Smeraldo, una tessera magnetica che verrà distribuita (due per famiglia) ad ogni intestatario di una utenza Tari. Lo stesso sistema verrà previsto anche per i contenitori stradali destinati alle potature e alle ramaglie, mentre i contenitori destinati ai rifiuti organici verranno dotati di una nuova apertura ad oblò che permetterà l’introduzione di piccoli sacchetti della capacità di 10 litri.
Di questa che si preannuncia come una vera “rivoluzione verde”, ne abbiamo parlato con l’assessora all’ambiente Caterina Ferri.

ferri

Ci può spiegare meglio come e perché si è deciso di riorganizzare la raccolta differenziata dei rifiuti a Ferrara?
Nel luglio del 2014, con l’insediamento dell’attuale amministrazione comunale, è stata votata, all’unanimità, una risoluzione che impegnava la Giunta ad adottare, come sistema di calcolo per la tassazione dei rifiuti, la tariffa puntuale. In pratica essa si basa sul principio che “chi più differenzia meno paga”. E’ stato quindi attivato un percorso in collaborazione con l’Atersir e, dopo uno studio di fattibilità, si è individuato nel sistema cosiddetto “misto” il sistema più adatto per la nostra realtà. Questo sistema prevede l’introduzione dei cassonetti con calotta per l’indifferenziata e le potature e ramaglie, attivabile solo con una tessera magnetica, e il mantenimento delle isole ecologiche, e del ritiro porta a porta, per i restanti rifiuti. Dopo una prima fase di sperimentazione a Pontelagoscuro, entro il 2017, il sistema verrà esteso a tutta la città di Ferrara, mantenendo inalterate le tariffe della Tari. Successivamente, nel 2018, con i dati raccolti nell’anno precedente, potremmo finalmente introdurre il sistema di tariffazione puntuale.

Ci si è basati sull’osservazione ed esempio di altre città italiane o Ferrara è la prima città ad adottare questo tipo di tariffazione?
So di altre città che hanno adottato i cassonetti con la calotta: Bologna in due suoi quartieri, Rimini, Castel Franco Emilia e Soliera. Quest’ultima ha adottato un sistema di svuotamento dell’indifferenziata molto rigoroso, che permette solo un certo numero di svuotamenti all’anno calcolato a seconda dei componenti del nucleo familiare. Non ho però notizia che il sistema di tariffa puntuale, che realmente incide sul calcolo delle tariffe dovute per lo smaltimento dei rifiuti, sia stata adottata prima.

Come pensa verrà accolto il nuovo sistema di raccolta dai cittadini?
Credo che il problema dell’abusivismo sia il primo della lista. E’ stato creato un gruppo di vigilanza e controllo ad hoc, proprio per arginare questo fenomeno che, fin dall’introduzione del sistema di raccolta differenziata, si è manifestato nella nostra città. Ne fa parte la Polizia Municipale che collabora con le Guardie Ecologiche Volontarie. Per esempio, in passato siamo intervenuti in via Finati, una zona industriale dove venivano abbandonati rifiuti da cantiere. Abbiamo poi il problema della migrazione dei rifiuti: persone che dal Veneto o dalla provincia, per non differenziare, porta i sacchi da buttare nei cassonetti dell’indifferenziata a Ferrara. Sicuramente adotteremo tutte le misure del caso: più ronde ispettive, più videosorveglianza. Potremmo capire di più dell’entità del problema solo dopo aver visto i primi risultati a Pontelagoscuro.

In che modo verrà condotta la campagna informativa per la cittadinanza?
Sull’esempio di quanto successo a Pontelagoscuro, verranno indette assemblee cittadine e attivati punti d’ascolto per i cittadini. Si pensa ad una campagna stradale di denuncia dell’abusivismo e ad una pagina dedicata nel sito del comune contenente le risposte alle domande più frequenti. Punteremo molto anche sui social.

In cosa consiste la Carta Smeraldo?
Si tratta di una tessera magnetica che verrà distribuita a tutti gli intestatari di una utenza Tari. Le tessere saranno due per nucleo famigliare. Si tratta di introdurre, nell’apposito spazio del cassonetto, la tessera magnetica che attiverà la calotta del cassonetto facendola aprire. Dopo di che, azionando una semplice leva si introdurranno i rifiuti nell’apertura. I cittadini riceveranno una prima lettera, a firma del sindaco, che riassumerà il contenuto del nuovo metodo di raccolta. Dopo di che si riceverà una seconda lettera che conterrà l’invito a recarsi allo sportello preposto per il ritiro della tessera. A Pontelagoscuro abbiamo aperto degli sportelli appositi di HERA e del Comune di Ferrara, di modo che i cittadini che avevano una problematica relativa all’utenza potevano risolverla contestualmente al ritiro della tessera magnetica. Presso lo sportello poi sono previsti dei tutor che daranno delle dimostrazioni pratiche sul funzionamento dei nuovi cassonetti.

E per le aziende come si farà?
Le aziende di grosse dimensioni continueranno a differenziare i rifiuti con il sistema del porta a porta, mentre quelle più piccole, i negozi ad esempio, avranno la loro tessere intestata al titolare dell’utenza. Ovviamente ci saranno dei casi specifici che richiederanno una soluzione ad hoc: basti pensare ad una agenzia di pulizia che deve differenziare i rifiuti del cliente. Il primo indubbio vantaggio per le aziende sarà che potranno scaricare l’Iva mentre ora non lo possono fare.

Quale sarà, parlando in concreto, il risparmio per una famiglia media adottando la tariffa puntuale?
La tariffa puntuale è una leva che agisce sulla tariffa completa. Questa è formata da due parti: una parte fissa che comprende i costi del servizio di smaltimento dei rifiuti e una parte variabile. Su quest’ultima si può agire in modo da premiare i virtuosi. Bisogna decidere come farlo: si vuole cercare di adottare un sistema che, pur premiando chi differenzia al meglio i propri rifiuti, non vada però a “punire” troppo chi è meno virtuoso. Di certo lo scopo ultimo del Comune è quello di adempiere gli obblighi di legge che prevede che, entro il 2020, la raccolta differenziata deve attestarsi sul 70%. Noi siamo ancora lontani, con una percentuale di circa il 55%.

Parlando francamente, cosa ne ricava il Comune alla raccolta differenziata dei rifiuti?
Esistono dei consorzi che pagano i rifiuti differenziati al Comune. Aumentare la raccolta differenziata significa aumentare i guadagni che verranno utilizzati per abbassare i costi dello smaltimento dei rifiuti e delle tasse richieste ai cittadini. Un vero assessore del verde direbbe che il solo scopo dovrebbe essere incentivare una coscienza ecologista nei cittadini. Io sono più pragmatica e dico che, oltre ad una educazione “verde” indispensabile oggigiorno, possiamo puntare all’obiettivo di ridurre i costi di smaltimento per i cittadini. Mi sembra fondamentale.

 

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