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Centri estivi nelle fattorie didattiche: ci sono gli spazi e le competenze

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Da: Ufficio Stampa

Usare gli spazi all’aperto di fattorie didattiche e agriturismi come centri estivi,
per dare ai bambini una didattica di qualità in tutta sicurezza e consentire ai genitori di tornare al lavoro.
A livello regionale e provinciale si sta valutando la riapertura degli spazi educativi e per Cia – Agricoltori Italiani Ferrara si tratta di un’interessante opportunità per chi era già attrezzato a ospitare le visite delle scolaresche durante l’anno.
“Il bonus baby sitting messo a disposizione dal Governo si potrà utilizzare anche per i centri estivi – spiega Stefano Calderoni, presidente di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara – e sarebbe interessante organizzarli negli spazi rurali delle nostre aziende agricole e agrituristiche. Aziende che hanno subito danni enormi in termini di fatturato – si stima quasi 1,4 miliardi di perdite a livello nazionale – e che potrebbero ricominciare le loro attività partendo proprio dalla didattica per i bambini visto che si teme, nonostante la riapertura, un forte calo dei flussi turistici italiani e stranieri. Certo – continua Calderoni – serviranno regole certe e dovrà essere, appunto, un’attività remunerata non una forma di volontariato. Questo perché se l’attività principale diventerà la didattica e verrà fatta seguendo rigide regole dei protocolli di sicurezza anti-Covid, le aziende dovranno magari rinunciare a un turno di ristorazione negli agriturismi o a ricevere ospiti esterni nelle fattorie didattiche. Attendiamo che dalla Regione arrivino delle linee guida per attivarci con le nostre aziende associate e capire se ci sono le condizioni per creare questi spazi educativi, ma l’idea appare ottima per tutti i soggetti coinvolti: per i bambini innanzitutto, per i genitori che devono tornare al lavoro con la certezza di lasciarli in un luogo sicuro e per le nostre realtà agrituristiche.
Anche per Antonella Galante, che gestisce insieme ai figli la “Fattoria degli animali la Collinara” a
Comacchio, una delle più grandi fattorie didattiche del ferrarese, si tratta di un’opportunità che va definita in maniera chiara per garantire qualità della didattica e sicurezza.
“La nostra cooperativa agricola sociale che svolge attività agrituristica e di fattoria didattica, si è
completamente fermata da fine febbraio. Noi ospitiamo oltre mille animali, allevati nel più assoluto
rispetto del loro benessere e li educhiamo a stare vicino alle persone, visto che ospitiamo soggetti “fragili”, con disagio sociale e disabilità, favorendone il recupero e l’inserimento lavorativo. E di questi animali e dell’intera azienda ci siamo dovuti occupare, naturalmente, anche se abbiamo perso ogni forma di introito derivato dalle visite alla fattoria didattica e dall’agriturismo. Siamo quindi più che disponibili a ospitare i centri estivi per i bambini, anche per i più piccoli dei nidi. Lo abbiamo già fatto in passato e crediamo di avere spazi e competenze per farlo in maniera più strutturata, naturalmente supportati da eventuali educatori. Certo deve essere un’attività didattica di qualità, svolta nella massima sicurezza per bambini e operatori e fonte di reddito per l’azienda. Per questo bisognerà capire quali saranno le regole da seguire per svolgerla. L’ambito rurale è sempre una risorsa, ma in questo momento può diventare vitale per dare sostegno per un’intera società che deve ripartire”.

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