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Cgil Ferrara: comunicato stampa infortunio Progest di Mesola

Tempo di lettura: 3 minuti

Da: La segreteria confederale Cgil di Ferrara

La camera del lavoro di Ferrara esprime la sua vicinanza al dolore dei familiari di Maurizio Beltrame, vittima innocente di un nuovo drammatico infortunio sul lavoro, verificatosi nella giornata di ieri presso la cartiera Progest di Mesola.
Prima di pronunciare qualsiasi commento sulle cause e le responsabilità riteniamo opportuno attendere i risultati dei riscontri che sono stati avviati dalle autorità competenti che si stanno occupando della vicenda.
Tuttavia ci sentiamo in dovere sin da ora di fare alcune considerazioni.
La salute dei lavoratori nel nostro territorio appoggia su delicati e fragili equilibri, al di là dell’attuale emergenza sanitaria, che ne accentua la precarieta.
La salute è sempre a rischio di essere violata, essendo parte di un contratto in cui troppo spesso si privilegiano gli aspetti legati all’interesse e al profitto.
Lo dimostrano i dati degli infortuni e delle malattie professionali, entrambi in trend di crescita nel 2019., ed anche le stime degli infortuni mortali che segnano un più 17% nel periodo ricompreso tra il 2014 e il 2018, ed una lieve flessione, ma non la rarefazione sperata , nel 2019
Il diritto a lavorare in sicurezza oggi è il più debole tra i diritti sociali previsti dalla Carta Costituzionale.
Debole nel rapporto di lavoro ed oramai da tempo anche fuori dal rapporto stesso: nella società e nella politica che la rappresenta.
La morte sul lavoro è una tragica realtà che impone di agire per ridurre lo scarto enorme tra regole ed applicazione delle regole.
Tutti a parole dicono di ottemperare alle regole salvo scoprire che troppo frequentemente la prevenzione è carente perché non elimina il rischi alla fonte ma si accontenta di trasferire i rischi dall’ambiente, dai luoghi e dai mezzi, alle persone dei lavoratori
Bisognerebbe ridare dignità al lavoro restituendo anzitutto rispetto a chi lo rende, riconoscendo che il lavoro è inseparabile dalla persona che lo presta e dai diritti che essa pretende e si porta con sé.
Sono purtroppo tanti a ritenere che questi siano dei buoni principi, ma irrealizzabili nell’attuale sistema economico e produttivo.
Per questo va cambiato introducendo elementi di maggiore giustizia.
Ma non c’è giustizia se manca la sensibilità sociale e politica di ritenere la morte sul lavoro un problema grave che riguarda tutti.
E che il lavoro a prescindere da chi si è, in quale luogo si operi e quale contratto si abbia non solo non può essere insalubre e danneggiare la salute ma deve tendere a promuovere e migliorare lo stato di benessere di ciascuno e alla fin fine dell’intera collettività.

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