Home > ALTRI SGUARDI > Chrysler, ennesima trita metafora per mistificare la realtà
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Un muratore cade da un tetto, muore e non mangia più./Innoveremo il tropo, la metafora?
In questi due versi del poeta peruviano Cèsar Vallejo – detto che per “tropo” si intende una figura retorica che implica un trasferimento di significato – c’è un invito a schierarsi, a scegliere il linguaggio con cui parlare ai propri simili. Tema questo cruciale anche per i nostri tempi, perché il linguaggio è espressione di una cultura.
L’antitesi è tra la realtà con i suoi drammi e la sua sistematica deformazione alla quale in questi anni ci hanno abituato i detentori del potere, politico ed economico, in ciò praticamente indisturbati.
E allora la sinistra deve scegliere di stare dalla parte del muratore che cade, e con questo tentare di impedire che apparati mistificatori continuino a deformare ciò che accade a proprio piacimento. Per venire all’attualità: siamo sicuri che l’acquisto di Chrysler da parte della Fiat sia davvero un fatto “epocale” come è stato strombazzato? O non piuttosto un importante, ma normale (di questi tempi) frutto della globalizzazione, dalle conseguenze economiche e sociali tutte da scoprire, soprattutto in Italia?
Non è più possibile attardarsi sulle metafore, anche se possono rendere più efficaci i mille discorsi ufficiali che peraltro hanno stancato. Bisogna pensare e parlare il linguaggio immediato della realtà, che è molto più sgradevole e dura di quel che si vuole far credere da parte di politici, imprenditori, economisti e compagnia aggiuntiva. E bisogna ricostruire un pensiero coerente, che produca risultati concreti a favore degli ultimi.
Qualcuno che conosce Vallejo potrebbe affermare con sufficienza che era un comunista. L’uso, anzi l’abuso di questo aggettivo ha permesso a molti di macchiarsi di orrendi crimini, ma anche – vedi i fatti italiani – di negare che il muratore è caduto ed è morto.
L’abuso, in questo caso, ha impedito, anche in Italia, che si potesse sviluppare una società più giusta, ordinata e tollerante. Un disegno politico contro il quale sono state sempre più fievoli ed isolate le voci di chi avrebbe dovuto spiegare, fare chiarezza, lottare per difendere i diritti, innovare la democrazia con forme anche inedite di partecipazione e, non da ultimo, dare l’esempio.

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