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Cia Ferrara: per il Delta eletta la nuova presidente

Tempo di lettura: 3 minuti

da: ufficio stampa Cia Ferrara

Diana Chiodi, imprenditrice quarantenne di Lagosanto, è la nuova presidente intercomunale del Delta, zona strategica per l’agricoltura ferrarese

E’ giovane e piena di idee per il rilancio dell’agricoltura nelle zone del Delta Diana Chiodi, imprenditrice agricola di Lagosanto – dove è anche Consigliere Comunale – che da poche settimane ricopre il ruolo di presidente Intercomunale di Cia Ferrara per le zone di Comacchio, Lagosanto, Fiscaglia e Ostellato. Un cambio della guardia generazionale che porta, per la prima volta, una giovane donna a ricoprire un ruolo strategico di rilievo su un territorio fortemente agricolo che, in base ai progetti di Cia Ferrara, diventerà presto un Biodistretto. Diana Chiodi, che conduce insieme alla famiglia un’azienda prevalentemente orticola, succede a Generino Rolfini, presidente intercomunale da oltre vent’anni e primo sostenitore di questo cambiamento.
«Finalmente – spiega Rolfini – è emersa dalla generazione di giovani agricoltori una figura che ha tutte le caratteristiche e le idee per promuovere lo sviluppo di un’area importante come quella del Delta. L’imprenditoria femminile, fondamentale per il rilancio del settore, deve avere giustamente un ruolo forte anche a livello di rappresentanza perché sono i giovani gli artefici del loro avvenire e di quello del mondo agricolo.»
Molti i progetti della nuova presidente che ha accolto immediatamente la sfida, lanciata dal presidente provinciale Stefano Caldeoroni, di trasformare l’agricoltura del Delta in un’eccellenza italiana del biologico. «Ho accettato di ricoprire questa carica con l’intento di dare un contributo reale e concreto al cambiamento del settore, in un momento in cui per la zona del Delta ci sono molte idee di sviluppo. Credo che biologico e agricoltura integrata a basso impatto ambientale, siano davvero il futuro. Lo dicono anche le preferenze dei consumatori che sono sempre più attenti a quello che consumano, leggono le etichette e si accertano della provenienza, soprattutto dei prodotti freschi. Un cambio di abitudini che è una grande opportunità. Pensiamo, ad esempio, dall’enorme vantaggio a livello commerciale, economico ed anche turistico che avrebbe un brand “Biodistretto del Delta” che identifica prodotti di qualità, salubri e perfettamente tracciabili. A questo occorre puntare nei prossimi mesi, coinvolgendo sempre più gli agricoltori giovani.
Le nuove generazioni – continua Diana Chiodi – hanno il compito di prendere il patrimonio di competenze del passato e trasformarli in un’agricoltura innovativa dove le idee, la progettazione e la tecnologia vanno di pari passo al lavoro manuale. Fino a pochi anni fa la forza muscolare veniva identificata con il lavoro agricolo che era svolto prevalentemente da uomini. Le donne sono entrate nel settore affiancando gli uomini e portando avanti e sviluppando la multifunzionalità aziendale, un comprato fondamentale dell’agricoltura. Ora però occorre un reale cambiamento culturale, con donne imprenditrici che, come in ogni altro settore, si occupano di agricoltura a 360° attraverso lo studio, la conoscenza, i nuovi media e quella capacità intuitiva nel cogliere l’innovazione e le opportunità che le caratterizza.»

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