Home > COMUNICATI STAMPA > Ciclovia Adriatica e sottopasso di Lido di Spina

Ciclovia Adriatica e sottopasso di Lido di Spina

Tempo di lettura: 3 minuti

Da: Giuliano Giubelli, FIAB Ferrara

No, il cancello per favore no. Siamo su Bicitalia!

No, il cancello per favore no. È di questi giorni la notizia ripresa dalla stampa locale riguardante il sottopasso ciclopedonale di Lido di Spina, che permetterà a ciclisti e pedoni di oltrepassare la Romea e collegare il territorio ferrarese al ravennate.

Ma andiamo per gradi, il sottopasso non è un semplice manufatto riferito a un percorso locale, si sta parlando di un tratto della Ciclovia Adriatica, che parte dal Friuli Venezia Giulia e arriva in Puglia. Una importantissima arteria cicloturistica nazionale, che fa parte delle 10 ciclovie individuate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e inserite in Bicitalia, la rete progettata da FIAB Onlus (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta).

Spiace leggere di mancata manutenzione a una struttura appena realizzata e già ammalorata, ma soprattutto consideriamo tragicomica l’ipotesi di chiudere la ciclabile a ore, ipotesi uscita dal dibattito in Consiglio Comunale e riportato dalla cronaca locale. Come detto prima, si sta parlando di una ciclovia turistica nazionale di enorme importanza.

FIAB ribadisce la necessità di fare chiarezza al di là delle baruffe tra maggioranza e opposizione, e si ricorda che in altre regioni interessate dal passaggio dell’Adriatica, si sono già realizzati tratti di ciclovia bellissimi e di grande attrattiva per il turismo, per citarne uno, la ciclovia dei “trabocchi” in Abruzzo.

Come FIAB chiederemo a Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ferrara e Comune di Comacchio in che modo intendono risolvere questo nodo che di fatto contribuisce a ritardare un’opera importante per il turismo di tutta l’area Adriatica, con investimenti di denaro pubblico e di immagine, di occupazione e rilancio turistico, che non possono essere gestiti malamente e senza progettualità accorgendosi solo a cose fatte di smottamenti del terreno, mancanza di manutenzione, “interferenze” tra attività di pesca (?) e passaggio dei ciclisti.

Chi spiegherà al cicloturista tedesco che il cancello è chiuso e non può passare perché è arrivato troppo presto (si sa i cugini tedeschi spingono forte sui pedali). Ecco altre proposte assurde: mettiamoci un’App, o un segnalatore acustico, o un cartello che indichi la chiusura del passaggio, magari con gli orari, ovviamente diversificati per giorno, mica un orario unico sempre uguale, eh no; …e una chiusura settimanale come i negozi?

Però, stai a vedere che il cancello sulla ciclabile diventa un’attrazione turistica, sì perché sarebbe sicuramente unica al mondo.

Commenta

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi