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Cinema Boldini still recording – Mercoledì 30 Gennaio

Da: Ufficio Stampa Arci Ferrara

PROIEZIONE SPECIALE

AL CINEMA BOLDINI

mercoledì 30 Gennaio ore 21.00 – v.o. sott. ita

STILL RECORDING (LISSA AMMETSAJJEL), regia di Saeed Al Batal e Ghiath Ayoub

(Siria, Libano, Qatar, Francia, Germania, 2018 – 120′)

Ingresso 5 euro

Mercoledì 30 gennaio alle ore 21.00 al Cinema Boldini verrà proiettato in versione originale con sottotitoli in italiano STILL RECORDING (LISSA AMMETSAJJEL) di Saeed Al Batal e Ghiath Ayoub, docufilm che narra il conflitto siriano addentrandosi nella tragedia di una umanità intrappolata e abbandonata mostrandone la quotidianità. Da 450 ore di girato ne sono state estrapolate due, dove i registi con uno sguardo privo di qualsiasi pregiudizio ideologico o politico mostrano senza alcuna retorica la Damasco degli scontri fra ribelli e esercito di Assad. Un’enormità di materiale, girato da diversi operatori, “armati” solo di videocamera (come viene ricordato poi nei titoli di coda), alcuni purtroppo non sopravvissuti, che hanno seguito passo dopo passo i combattenti in un drammatico teatro di guerra cittadino.

In mezzo a questo tragico scenario, accadono anche scene di vita quasi “normale”.

Saeed è un giovane cinefilo che cerca di insegnare ai giovani di Ghouta, in Siria, le regole del cinema, ma la realtà che si trovano ad affrontare è troppo dura per seguire alcuna regola. Il suo amico Milad vive dall’altra parte della barricata, a Damasco, sotto il controllo del regime, dove sta terminando gli studi d’arte. Un giorno, Milad decide di lasciare la capitale e raggiungere Said nella Douma assediata. Qui i due mettono in piedi una stazione radio e uno studio di registrazione. Tengono in mano la videocamera per filmare tutto ciò che li circonda, fino a quando un giorno sarà la videocamera a filmare loro.

Saeed Al Batal riporta questa riflessione su ciò che ha girato, vissuto e raccolto: «Il mio rapporto con la memoria è in continuo conflitto. Trovo difficile ricordare un nome o un periodo specifico. La mia memoria si rifiuta di risolvere i suoi enigmi, come se nascondersi nelle immagini diventasse una linea di difesa contro l’oblio. L’immagine è l’ultima linea di difesa contro la realtà; il mio strumento per preservare l’equilibrio e un modo per eludere la domanda: cosa sto facendo ora?»

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