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E il mio esame di maturità? E il test all’università? Eppure sono convinta…

CITTA’ VUOTA:
E il mio esame di maturità? E il test all’università? Eppure sono convinta…

Tempo di lettura: 3 minuti

Non avevamo tempo e adesso ne abbiamo troppo.
Quando penso a Ferrara, alla mia città, non riesco a fare a meno di immaginarmi le vie del centro brulicanti di persone in bicicletta, di fretta. Piazza Ariostea superata quest’anno da piazza Verdi, rumorosa e piena di giovani universitari che non si fanno fermare neanche dalle rigide temperature invernali.
Eppure adesso è tutto fermo, grigio, surreale.
La mia città sì è trasformata in una nuova Pripyat, dove il suono più assordante è il silenzio.
Eppure, basterebbe entrare in una qualunque casa italiana dal primo giorno di quarantena a questa parte, per rendersi conto di quanto rumore ci sia invece tra quattro mura. Quando mai ci è capitato di essere costretti a stare in casa fermi con la nostra famiglia? Da quanto era che non passavo del vero tempo con mia madre?

La vita va avanti ma si è fermata.
Nel mio caso avrei dovuto avere il test d’ingresso per l’università il 24 marzo, ma come potete immaginare è stato annullato con largo anticipo e posticipato a data da destinarsi. È strano pensare come un evento così estraneo a tutti noi, proveniente dall’altro capo del mondo sia riuscito a giungere fino a qui e a monopolizzare le nostre vite. Vivo in un costante stato di incertezza, cosa ne sarà del mio futuro? E del mio esame di maturità? E dell’Università? Sono consapevole della collettività di questo momento: siamo tutti sulla stessa barca, immobili e attoniti. La gente muore e noi possiamo solo aspettare in casa per non essere i prossimi.
Eppure io sono convinta che in fondo, anche questo virus ci lascerà qualcosa.
Se non la consapevolezza che non tutto dipende da noi, la capacità di fermarci e preoccuparci per il prossimo. È un periodo paradossale dove la nostra consapevolezza è altruismo, la nostra inattività aiuta i medici, il nostro rimanere a casa ci aiuterà ad uscire il prima possibile.
Dopo ogni disastro, guerra o pestilenza che sia, c’è sempre stata una rinascita ed io mi auguro che il mondo post-covid19 possa essere un punto di partenza per molti di noi. E quando finalmente potremo riprendere a camminare per i nostri vicoli, fermiamoci un attimo a respirare e a vedere quanta bellezza abbiamo intorno a noi.
È questa la nostra vera casa.

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