13 Novembre 2019

Claterna, sulla Via Emilia una città romana da ricostruire

Ivan Fiorillo

Tempo di lettura: 4 minuti

Fermate la prima persona che vi capita per strada e chiedetele di dirvi cosa le viene in mente sentendo la parola “archeologia”. Ripetere l’esperimento probabilmente sarà inutile, perché non vi discosterete dall’immaginario collettivo: “archeologia” equivale a dire scavi faraonici, oggetti preziosi e avventure alla Indiana Jones.

Non con tutti i torti, ma la conferenza dal titolo ‘Claterna: un centro urbano sulla via Aemilia’, tenutasi lo scorso 8 novembre al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, ha dimostrato che è molto di più. L’evento si è inscritto nella cornice della Festa internazionale della Storia, manifestazione che ogni anno trasforma il capoluogo emiliano-romagnolo nella capitale mondiale della Storia, portando alla conoscenza della sua millenaria vicenda attraverso strumenti e occasioni da vivere in Italia, ma anche dall’altra parte dell’oceano. Un festival di così notevole successo da renderlo a oggi la più grande kermesse del genere in Europa. L’edizione 2019, ‘Viva la Storia Viva. La Storia è il faro dell’Umanità’, sta in queste settimane ponendo in questione la vitalità della Storia, fatta di donne e uomini che senza volerlo hanno costruito con dignità quello schienale cui oggi ci poggiamo per guardare al futuro. Il nostro Museo Archeologico, insieme con il Museo della civiltà Villanoviana di Villanova di Castenaso, si è quest’anno inserito nei festeggiamenti – perché di festa si tratta! – proponendo il ciclo di conferenze ‘Villaggi, città, castelli: la Storia prende vita’. La generale atmosfera di attualità del passato, che i due musei hanno in tal modo deciso di vestire, ha certo impedito che un’antica città come quella di Claterna non venisse presentata al pubblico appassionato. I muri di Palazzo Costabili, cui Claterna è legata per il tramite del soprintendente Salvatore Aurigemma, hanno ammirato le sue bellezze e ascoltato i suoi avvenimenti per la prima volta in questa occasione. Renata Curina – della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara – , Maurizio Molinari – dell’Associazione ‘Centro Studi Claterna’ – e Claudio Negrelli – dell’Università Ca’ Foscari di Venezia – si sono avvicendati nel fornire non solo informazioni sul sito, ma soprattutto sulle modalità con cui l’archeologia ha accarezzato Claterna, evitando scavi e manutenzioni troppo dispendiose, e l’ha abbracciata, coinvolgendo settori pubblici, privati e volontaristici. Metodi di indagine non invasivi, infatti, sono sempre più usati per comprendere cosa si cela sotto di noi, ma a Claterna, una delle più interessanti realtà archeologiche della regione, si fa qualcosa in più. Da tre anni i Rotary Club di Bologna coordinano un progetto di alternanza scuola-lavoro, grazie al quale le giovani e i giovani studenti realizzano a mano le antiche costruzioni della città romana su quelle originali, rimaste interrate, fruibili in itinere da chi viene in visita in un contesto museale che sa offrire al contempo sia ricostruzioni virtuali o a grandezza naturale, sia lavori in corso di archeologia sperimentale, pratica innovativa che si propone di riprodurre sperimentalmente aspetti del passato, ai fini della ricerca e della valorizzazione.
E così, inaspettatamente, la disciplina dipinta dal sentore comune come magica e fortuita, acquista una nuova dimensione capace di far rivivere, in questo tempo, la Storia Viva.

 

Museo Archeologico Nazionale di Ferrara
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Ivan Fiorillo

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