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Coldiretti, non svendere le mele ferraresi

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Da Coldiretti

Coldiretti: clima pazzo falcidia la produzione di mele in europa. Non svendere le mele ferraresi, opportunita’ di buoni prezzi.
L’anomalo andamento climatico del 2017 ha condizionato la produzione di mele in Europa con estese gelate primaverili e del nord Italia con gelate e forti grandinate. Il nostro territorio non ha avuto questi problemi e diventa importante valorizzare le nostre mele di pianura di fronte ad una domanda che troverà minore offerta.
  

Non solo siccità in questo ulteriore anno “anomalo” dal punto di vista climatico.
Il 2017 a livello europeo si è caratterizzato anche per forti nevicate e gelate nel tardo inverno e primavera, con estese grandinate che hanno riguardato anche il nord Italia, ed a quanto riporta la stampa specializzata, condizionando pesantemente la prossima produzione di mele, che vedrà un mercato sia nazionale che europeo a fare i conti con meno offerta rispetto agli ultimi anni.
Alcuni siti esteri arrivano a stimare un calo produttivo europeo attorno al 50%, mettendo in conto le forti gelate che hanno interessato Polonia e Germania, Belgio, Austria ed Olanda. Anche per l’Italia potrebbe esserci una contrazione importante, soprattutto in Trentino Alto Adige in conseguenza di grandinate devastanti dei mesi scorsi, oltre che da gelate tardive.
Altri commentatori del settore, sia a livello UE che italiano sottolineano come già i mercati nei mesi scorsi si siano mossi con una tendenza al rialzo per gli stock della passata campagna che sono stati avviati al commercio con il contagocce in previsione di minori disponibilità del raccolto 2017.
In questo quadro il nostro territorio non pare aver subito particolari contraccolpi dal maltempo e salvo le problematiche della mancanza di piogge estive, dovrebbe presentare una situazione di ordinarietà produttiva e dunque in presenza di minor prodotto da altri areali, anche una prospettiva di mercato alla produzione positiva.
L’invito di Coldiretti è quindi di non “svendere” il prodotto, non sottoscrivendo accordi a prezzi troppo bassi, ma di attendere che si chiariscano gli effettivi orientamenti di vendita del raccolto 2017, nella consapevolezza che a minor offerta la domanda dovrebbe adeguarsi su livelli di remunerazione più interessante rispetto alle ultime annate.
 
 

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