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Comacchio: a scuola in pedibus

Tempo di lettura: 2 minuti

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Anche quest’anno e per il terzo consecutivo ripartirà a Comacchio il progetto “A scuola in pedibus”, promosso dall’Amministrazione Comunale di Comacchio e gestito dall’associazione sportiva “Senzetà” e dalla Cooperativa Sociale Girogirotondo.
Tale progetto nasce con l’intento di educare i ragazzi alla sostenibilità ambientale, ma anche alla prevenzione dei problemi cardio-circolatori, legati ad esempio al sovrappeso, puntando sui ben noti effetti positivi dell’attività motoria e del camminare in genere anche solo per mezz’ora al giorno.
Il PEDIBUS rappresenta, infatti, un modo sano, sicuro, divertente ed ecologico per andare a scuola. Un vero e proprio “autobus umano” formato da un gruppo di bambini in movimento, “i passeggeri”, e da alcuni adulti, gli “autisti” e “controllori”, che, proprio come un vero e proprio mezzo di trasporto, si muovono per la città rispettando una partenza, un capolinea, delle fermate, degli orari e dei percorsi prestabiliti.
Per la realizzazione di tale progetto, che coinvolge 70 studenti a Comacchio, 47 a Lido degli Estensi, 35 a Porto Garibaldi e 25 a San Giuseppe, svolgono un ruolo fondamentale anche i genitori che, in qualità di volontari, accompagnano i bambini.
Per la Scuola primaria di Comacchio e per la Scuola primaria di Lido degli Estensi si partirà l’11 Aprile e si terminerà il 30 Maggio, mentre per la Scuola primaria di S.Giuseppe e per la Scuola primaria di Porto Garibaldi si partirà il 12 Aprile e si terminerà il 31 Maggio.
“Il PEDIBUS non è solo un mezzo di trasporto alternativo che permette ai bambini di sviluppare un positivo senso per il rispetto dell’ambiente e di praticare una sana attività fisica – spiega l’Assessore alla Pubblica Istruzione Alice Carli – ma è anche un’opportunità unica di andare a scuola stando insieme, imparando a muoversi in sicurezza per la Città e soprattutto di scoprirla con occhi nuovi. Camminare a piedi, infatti, permette ai ragazzi di esplorare il contesto in cui vivono e di soffermarsi ad ammirare le bellezze che li circondano. Insomma andare a scuola in auto è forse più comodo, ma sicuramente meno divertente”.

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