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Diamonds on the Inside (Ben Harper, 2003)

Una notte venne a trovarmi mio fratello.

Mio fratello era morto. Era successo due anni prima che io nascessi, aveva otto anni e morì di leucemia.
Non era la prima volta che c’incontravamo io e lui. Accadeva nei miei sogni e ogni volta tutto avveniva allo stesso modo: lui arrivava, salutava e mi sorrideva.

Quella notte l’accolsi con noncuranza, come sempre, come se fossimo sempre vissuti insieme.
E fui io ad attaccar discorso. Gli volli chiedere una cosa che m’aveva sempre incuriosito, una cosa strana, bizzarra in fondo. Ma nella mia testa c’erano tante domande strampalate che esigevano risposta, e chi meglio di lui poteva chiarirmi questi misteri? Dopotutto, se non lo sapeva lui che della materia era un esperto…
Quindi ne approfittai e glielo chiesi: «Senti Nicolas, quanto pesa un’anima?»
«Quanto un pensiero!» rispose prontamente lui.
«E quanto pesa un pensiero?»
«Beh dipende… Se è buono non pesa nulla, se è cattivo pesa come il mondo!»

Ne sapevo come prima, eppure mi sentivo soddisfatto. Era il potere di mio fratello morto, che mi diceva tutto senza dirmi nulla.

Ma da quella notte, per quella vaga risposta, cercai sempre d’aver pensieri buoni.
E devo dire che, in effetti, mio fratello aveva ragione: la vita mi sembrava più leggera!

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