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L’assessore Donini: “Il sottosegretario Siri pronto a incontrare la Regione Emilia-Romagna? Oggi stesso gli formalizzo la richiesta, da domattina pronti quando crede”

Questa mattina, la disponibilità espressa dall’esponente di Governo al presidente Bonaccini durante una trasmissione televisiva. Donini: “Abbiamo perso fin troppo tempo, siamo pronti a lavorare insieme per sbloccare le principali opere per la mobilità e la competitività della nostra regione, del Nord Italia e di tutto il Paese. Ora aspettiamo i fatti”

Bologna – “Oggi stesso formalizzerò al sottosegretario Siri la richiesta di un immediato incontro – da domattina quando crede – ringraziandolo anticipatamente per la disponibilità dimostrata. Potremo così verificare i progetti sulle infrastrutture in Emilia-Romagna e condividere le soluzioni migliori per i cittadini, partendo dal fatto che in molti casi si tratta di opere chieste anche dai territori e dalle parti sociali, molte cantierabili e finanziate. Noi non aspettiamo altro dal momento dell’insediamento del Governo, periodo nel quale non abbiamo mai ricevuto risposta dal ministro Toninelli alla nostra richiesta di incontro, avanzata anche a nome della società regionale rappresentata nel Patto del lavoro: sindacati, imprese, università, associazioni del Terzo settore”.
Così l’assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaele Donini, dopo che il sottosegretario alle Infrastrutture e trasporti, Armando Siri, questa mattina, nel corso della trasmissione televisiva Omnibus, rivolgendosi al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, si è detto immediatamente disponibile ad incontrare la Regione Emilia-Romagna sul tema delle opere programmate per il territorio regionale.

“Non si può fermare l’adeguamento infrastrutturale dell’Emilia-Romagna- prosegue Donini- perché vorrebbe dire fermare la regione che più cresce negli ultimi quattro anni e significherebbe fermare il Paese, essendo uno snodo cruciale dal punto di vista della mobilità nazionale. Forse il sottosegretario Siri è consapevole di tutto questo. Abbiamo perso fin troppo tempo- conclude l’assessore-. Siamo pronti a lavorare insieme per sbloccare le principali infrastrutture per la mobilità e la competitività della nostra regione, del Nord Italia e di tutto il Paese. Ora aspettiamo i fatti”.

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REGIONE EMILIA-ROMAGNA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

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