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Con “Atmosfera creativa a Ferrara” Sipro prova a tessere la tela fra imprese e operatori del comparto culturale

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Per ‘fare rete’, come insistentemente si auspica, al punto che l’espressione è divenuta quasi un mantra, occorre innanzitutto cominciare ad annodare i fili fra loro. E’ ciò che sta tentando di fare Sipro, riunendo attorno a tavoli comuni soggetti che operano nei medesimi settori produttivi o che svolgono attività affini.
Può sembrare banale, ma non lo è in una città come Ferrara dove tutti più o meno si conoscono, ma il livello dello scambio generalmente, anche fra imprenditori, si limita alla formalità e a una superficiale cortesia relazionale. Ci si conosce, in sostanza, per modo di dire, in maniera convenzionale, spesso senza neppure sapere cosa fa esattamente e di cosa si occupa l’interlocutore, ciascuno rinserrato nel proprio riserbo.

Fare rete significa al contrario superare ritrosie e diffidenze, rendersi curiosi e al contempo permeabili, approfondire i livelli di conoscenza e condivisione, creando così le condizioni affinché ognuno, adeguatamente edotto, possa scientemente valutare reciproche potenzialità ed eventuali prospettive di integrazione, in una logica di complementarietà in grado di mettere a valore e ottimizzare specificità e prerogative di ciascun soggetto.

Così, attorno ai tavoli allestiti nei locali di Ferrara fiere e congressi, si sono ritrovati imprese, associazioni e professionisti del comparto culturale, attivi nei settori dello spettacolo e degli eventi, di turismo e festival, dei media, del patrimonio culturale, di moda e stile, del gusto, di artigianato e design. Con loro anche alcuni rappresentanti istituzionali. I lavori sono stati coordinati dal Centro di ricerche Css-Ebla. L’iniziativa fa parte di un progetto di studio delle imprese culturali e creative e delle associazioni del territorio provinciale, promosso da Sipro nel quadro del progetto Macc, finanziato dal Programma di cooperazione Italia Slovenia.

La novità sta nel fatto che persone che in città svolgono lavori simili si sono incontrate, forse per la prima volta, per discutere fra loro di ciò che fanno, entrando nel merito di dinamiche e prassi produttive, per ragionare insieme di problematiche, criticità, risorse, scenari e visioni.

Lo spirito che aleggia su “Atmosfera creativa a Ferrara” (denominazione di questa sorta di agorà dell’imprenditoria) è un po’ lo stesso che qualche anno fa aveva caratterizzato i forum di urbanistica partecipata: in fondo, sia quelli sia questi sono orientati alla definizione di scenari e di coerenti scelte: allora per la ridefinizione di pezzi di città, ora per la riformulazione di rapporti fra operatori economici del segmento cultura e creatività. E il motivo di questa sintonia c’è: la regia di entrambe le operazioni è la medesima, quella di Elisabetta Scavo, all’epoca capo di Gabinetto del sindaco Sateriale e adesso direttore di Sipro, di cui condivide le strategie con il presidente Gianluca Vitarelli.

Questa di mettere in circolo energie potenzialmente presenti e spesso inespresse appare una vocazione appropriata alle necessità dello scenario ferrarese. In questo senso risulta prima di tutto un’interessante intuizione e secondariamente una concezione coerente con gli scopi di Sipro, utile quindi anche per ridare senso e impulso all’agenzia provinciale per lo sviluppo, la cui ‘mission’ è appunto la promozione dei valori del tessuto produttivo locale.
Siamo all’inizio del percorso, la strada è accidentata, l’approdo è tutt’altro che scontato. Ma vale la pena tentare l’impresa.

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