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Confagricoltura ferrara fa il punto sulla campagna del mais

Tempo di lettura: 4 minuti

da: Confagricoltura Ferrara

La grandinata del 5 settembre ha causato gravi danni anche al mais

La campagna maidicola è ormai avviata ed è possibile già attuare le prime considerazioni sul suo andamento. Ovviamente l’analisi deve essere frazionata tra le due componenti che caratterizzano la produzione provinciale: quella da trinciato, prevalentemente destinata ad alimentare le centrali a biomassa per la produzione di energia elettrica verde e quella, più tradizionale, della granella.

“Per la prima la raccolta può dirsi pressoché conclusa senza che si siano ripetute le performance dell’anno scorso, con cali produttivi del 15/20%, certamente in conseguenza dell’andamento siccitoso dei mesi di luglio e agosto” commenta il Presidente della Sezione Cereali di Confagricoltura Ferrara Enrico Gambi, che aggiunge “Anche per la granella si sta delineando un’annata difficile dal punto di vista produttivo, infatti dai primi dati, i mais non irrigui difficilmente arrivano ai 90 quintali di produzione per ettaro. Probabilmente gli ibridi più tardivi determineranno un miglioramento della situazione ma certamente non in maniera rimarchevole. A ciò va associata anche la profonda depressione dei prezzi, che vede purtroppo il mais spuntare quotazioni ormai al di sotto dei 170€/ton alla borsa di Bologna per prodotto al 14% di umidità”.

“E’ il fattore acqua a fungere da linea discriminante per il livello produttivo del mais da granella – afferma il Presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli – i dati oggi disponibili certificano un calo dal 20 al 40% della produzione per quanto riguarda le coltivazioni in asciutta, con produzioni che si attestano tra i 70 ed i 90 quintali per ettaro, mentre il mais irrigato ha fatto registrare cali di produzione più contenuti, dal 5 al 20%, con produzioni che si attestano tra i 100 ed i 120 quintali per ettaro. La nota positiva – continua Scaramagli – è rappresentata dalla buona qualità del prodotto. La perdurante siccità e le temperature estremamente elevate di questa estate avevano fatto temere una recrudescenza del fenomeno aflatossine, che aveva martoriato le produzioni nel 2012, altro anno drammaticamente asciutto. Almeno per il momento, la quasi totalità del prodotto che è stato raccolto non risulta contaminato da micotossine (le tossine di natura microbica prodotte da alcune specie fungine) e quindi in controtendenza rispetto agli allarmi lanciati prima dell’inizio delle raccolte. Sono infatti molto poche le partite che hanno registrato micotossine sopra la soglia di tolleranza. Si tratta in particolare di quelle che sono state colpite dalla grandine, mentre risulta sempre più confermato che i mais trattati contro la piralide forniscono maggiori garanzie dal punto di vista sanitario; ciò consente di rimarcare la necessità di poter disporre di tutti gli strumenti che la tecnologia offre per la coltivazione del mais”. La grandinata dello scorso 5 settembre ha in parte compromesso le produzioni ancora da raccogliere. “Oltre a frutta, soia ed alle orticole ancora in campo, l’incredibile grandinata di sabato scorso ha prodotto danni anche alle coltivazioni di mais. Complessivamente i danni sono enormi ed hanno messo in ginocchio molte aziende che venendo da anni molto difficili, non sono riuscite ad assicurare i propri prodotti o l’hanno fatto solo parzialmente. I danni subiti dai frutteti sono talmente gravi che potrebbero, in diversi casi, determinare ripercussioni anche per la prossima annata. Per fronteggiare questa situazione è ora necessario – conclude il Presidente di Confagricoltura Ferrara – che Regione e Governo adottino misure straordinarie, come tra l’altro invocato anche diversi politici locali.

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