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Confagricoltura Ferrara: positiva la proroga dei permessi di soggiorno decretata a seguito dell’emergenza coronavirus

Da: Confagricoltura Ferrara.

“La proroga al 15 giugno dei permessi scaduti od in scadenza dal 31 gennaio scorso al 15 aprile, rappresenta una giusta risposta ai problemi sia dei cittadini extracomunitari che si trovano nelle condizioni di dover rinnovare il proprio permesso di soggiorno, sia delle aziende che diversamente si vedrebbero private della possibilità di fruire delle loro prestazioni lavorative”. E’ con questo commento che il direttore di Confagricoltura Ferrara Paolo Cavalcoli accoglie la Circolare emanata dal Ministero dell’Interno, che tenuto conto dell’emergenza Covid-19 proroga il termine di validità di tali permessi di soggiorno. “Confagricoltura ha più volte sollecitato questa misura – ricorda Cavalcoli – che arriva in un momento cruciale per l’agricoltura, con settori cardine, come quello orticolo e frutticolo, che rischiano di rimanere completamente bloccati a causa della carenza di manodopera. Nelle scorse settimane infatti, prima che i recenti decreti emanati dal Presidente del Consiglio lo vietassero, molti lavoratori hanno preferito fare rientro nei loro Paesi di origine, altri hanno già comunicato di non essere disponibili a fare ritorno nei nostri territori ed altri ancora trovano difficoltà ad attraversare determinati Paesi, per questo Confagricoltura sottolinea la necessità che l’Unione Europea crei una sorta di corridoio per permettere la mobilità di questi lavoratori all’interno della UE. Quella della penuria di manodopera è un problema che ci allarma enormemente ed è per tale motivo – conclude il Direttore di Confagricoltura Ferrara – che come Confagricoltura abbiamo richiesto all’assessore regionale al lavoro Colla di attivare quelle iniziative atte a facilitare l’interazione tra domanda ed offerta di lavoro, orientando le risorse umane che potrebbero essere disponibili (penso a settori cardine della nostra economia come quello turistico e del commercio, attualmente pressoché bloccati con dipendenti stagionali che potrebbero essere fermi al palo) verso il settore primario, che tra poco potrebbe essere alla disperata ricerca di maestranze da avviare alla raccolta di frutta, verdura, se non addirittura alle prime operazioni colturali quali il trapianto del pomodoro e la raccolta dell’asparago

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