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Filastrocca dei miei panni (quasi un rap)

CONTRO VERSO
Filastrocca dei miei panni (quasi un rap)

vioviolenzalenza
Tempo di lettura: 3 minuti

 

Michael ha 15 anni e diverse denunce. Un padre violento da sempre, da cui ha chiesto di essere protetto. La violenza che ha subito, lui l’ha imparata. Adesso che gli educatori vorrebbero aiutarlo la sputa indietro, non riesce a fidarsi, fa e si fa del male, molto male.
C’è chi dice che non si possa più fare niente per Michael, a parte prescrivere gli psicofarmaci adatti.

Filastrocca dei miei panni (quasi un rap)

Sono tutto matto – matto, matto
vivo soddisfatto – tanto, tanto
di tenervi in scacco, scacco matto
sotto ad ogni attacco che vi faccio.

Perché sono matto, assai violento
sono il più tremendo e vi tormento
rompo tutto quanto, scappo, arraffo
urlo vi distruggo e mi fa un baffo

che ci sia un’udienza, una pendenza.
Forse una condanna è la sentenza
ma ci sono nato, è la violenza
quella che ha plasmato ormai l’essenza

di ogni relazione. È la ragione
che mi fa potente tra la gente
e immediatamente mi consente
di sciupare tutto ciò che tocco.

Perché ve l’ho detto, sono tocco,
quel che tocco rompo e lo distruggo
se mi dai un confine sai che fuggo
ho già visto troppo e sono matto.

Vedo mio fratello, dolce e bello.
Vedo poi mio padre, e il ritornello:
lui che col bastone, a suon di botte
ci distrusse troppe, troppe volte.

E da qui vi osservo, rido e faccio
tutto ciò che voglio, strappo, straccio,
butto varechina, e la catena
l’àgito all’istante su un passante.

Sono adolescente, e della gente
me ne importa poco, anzi, niente.
Vivo con un tarlo nella mente.
Sono matto, mica deficiente.

Giro per il mondo, ho 15 anni,
so che se mi guardi mi condanni.
Prova tu a campare nei miei panni!
Vieni solo un giorno nei miei panni!

Una delle possibili conseguenze del maltrattamento sui bambini è che questi, crescendo, diventino a loro volta violenti. Non c’è niente di preordinato nel comportamento umano e non è detto che accada, ma una correlazione esiste ed è tutto sommato comprensibile: se si è sperimentato per anni che i rapporti più importanti si definiscono secondo la legge del più forte, meglio trovarsi dalla parte di chi si impone che da quella di chi soccombe.

CONTRO VERSO, la rubrica di Elena Buccoliero con le filastrocche all’incontrario, le rime bambine destinate agli adulti, esce su Ferraraitalia  il venerdì. Per leggere i numeri precedenti clicca [Qui]

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