COMUNICATI STAMPA
Home > INCHIESTE & ANALISI > ALTRI SGUARDI > CONTRO VERSO
Filastrocca di un assassino
Tempo di lettura: 2 minuti

Ci sarebbe stato da ridere, se non fosse stato un dramma. Lui, omicida, nell’udienza in carcere per parlare dei figli che aveva reso orfani poche settimane prima, ha esaltato il valore della buona educazione. Che supponga consista nel sedersi composti, masticare a bocca chiusa, non dire parolacce e ammazzare la moglie il minimo indispensabile.

Filastrocca di un assassino

Io l’importante l’ho individuato,
è che mio figlio sia un bimbo educato.
La mamma è morta, sì, nell’incidente.
Io l’ho ammazzata, vabbè; è rilevante?
Poi fatta a pezzi e nascosta sotto al letto
per non volerla lasciare, dopotutto.
Perciò il divorzio non l’ho mai contemplato:
nel mio paese sarei disonorato.

Il signor giudice allora mi ha risposto:
“E un assassino ha l’onore tutto intero?”
L’ho accoltellata, sì, lo riconosco.
Ma poi è morta? È morta per davvero?

Si può immaginare la rabbia, lo sconcerto che provoca parlare con un uomo che ha ucciso la moglie e sembra non esserne minimamente consapevole. Eppure, ripensandoci, è plausibile che anche la sua memoria fosse inceppata come pure il suo rapporto con la realtà. Una morte violenta è un trauma grave, si vede, per chi la piange e anche per chi l’ha provocata.

CONTRO VERSO, la rubrica di Elena Buccoliero con le filastrocche all’incontrario, le rime bambine destinate agli adulti, torna su Ferraraitalia  il venerdì.
Per leggere i numeri precedenti clicca [Qui]

Commenta

Ti potrebbe interessare:
CONTRO VERSO
Filastrocca di una mamma brasiliana
L’ossimoro di Noa
I DIALOGHI DELLA VAGINA
I baci rubati
Quale cultura

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi