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L’ingorda
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Tempo di lettura: 3 minuti

 

Era una bella ragazza e aveva imparato come fare soldi. Si faceva adescare da adulti ignari della sua minore età, otteneva regali o denaro, poi svelava il mistero e con l’aiuto del fidanzato iniziava il ricatto. Il tribunale per i minorenni ne è venuto a capo dopo una fase iniziale di preoccupazione per quella che sembrava a tutti gli effetti una vittima.
Lo era davvero – essere costretta alla prostituzione prima dei 18 anni è una condizione di vittimizzazione non da poco e richiama alle responsabilità dei genitori più o meno all’oscuro – ma certo era una vittima molto diversa da come siamo abituati a immaginarla quando pensiamo alla prostituzione minorile.

L’ingorda

Io non mi capisco
non mi riconosco
non lo concepisco
però poi colpisco.

Rubo un po’ per vizio
sfida o forse sfizio.
Vedi là, quel tizio?
Gli farò un servizio.

Non ne faccio un vanto,
non pretendo tanto.
Un cappello, un guanto
se mi passa accanto.

Ho un papà normale,
sgobba, è manovale.
Mamma poi è gioviale
ma non sa parlare.

Lui non può seguire
lei non può capire
e se voglio uscire
chi lo può impedire?

Esco per ballare,
amo esagerare,
feste a non finire
buone per stordire

e se lui mi abborda
io non lo allontano,
chiedo, sono ingorda
e nella mia mano

scivola un gioiello
rotola un assegno
svelo sul più bello
qual è il mio disegno.

Sono minorenne!
Ora sei sorpreso?
Lo dirò a tua moglie
Mah… Ti vedo teso.

Vedi quel mio amico?
Eccolo, è il cassiere.
Dagli quel che dico
e proverò a tacere.

Mi è capitato di incontrare adolescenti – maschi o femmine indifferentemente – che avevano assunto il comando ed erano difficilissimi da aiutare. Avrebbero avuto bisogno di un adulto in grado di scardinare la loro logica, ma non per autorità e neppure per dovere. Un sovvertimento benedetto e amoroso di cui i ragazzi avevano nostalgia mista al terrore di ritrovarsi piccoli, disarmati e non più padroni delle loro esistenze.
Per ognuno di noi in alcuni periodi c’è distanza tra il vissuto e il desiderato, e per chi pretende tutto e subito è uno iato insopportabile. Odioso, ma non incolmabile. Le strategie si trovano. Anche al prezzo del rispetto di sé.

CONTRO VERSO, la rubrica di Elena Buccoliero con le filastrocche all’incontrario, le rime bambine destinate agli adulti, torna su Ferraraitalia  il venerdì. Per leggere i numeri precedenti clicca [Qui]

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