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Coordinamento, cooperazione, decentramento: i cardini del nuovo “Codice della protezione civile” illustrati stamane nel corso della Conferenza provinciale permanente presieduta dal Prefetto Michele Campanaro nella sala dei Comuni del Castello Estense, alla presenza dell’Assessore regionale Paola Gazzolo.

Tempo di lettura: 5 minuti

Da: Prefettura di Ferrara

Il Prefetto di Ferrara, Michele Campanaro, ha presieduto stamane, nella Sala dei Comuni del Castello Estense, una riunione della Conferenza Provinciale Permanente sul tema “Stato, Regioni, Comuni: competenze e raccordo tra i diversi livelli di sistema di protezione civile alla luce del nuovo codice”, indetta per fare un focus sulle principali novità introdotte dal nuovo “Codice della protezione civile”, introdotto con D. Lgs. n. 1/2018, che ha definito il nuovo modello di governance della protezione civile.
Erano presenti alla Conferenza l’Assessore alla Protezione Civile della Regione Emilia Romagna, Paola Gazzolo, accompagnata dal Direttore Generale dell’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile, Maurizio Mainetti e dal Responsabile del Servizio Regionale Area Reno e Po di Volano, Claudio Miccoli, il Presidente della Provincia, Barbara Paron, il Sindaco di Ferrara, insieme con i Sindaci e gli Amministratori del territorio provinciale, i vertici territoriali delle Forze dell’Ordine, delle Forze Armate, dei Vigili del Fuoco, le componenti istituzionali del Sistema provinciale di protezione Civile ed una rappresentanza del Coordinamento provinciale del volontariato di Protezione Civile.
Nel corso della Conferenza sono state, in particolare, evidenziate le novità che riguardano, in primo luogo, la definizione più precisa e puntale della catena di comando e di controllo in caso di emergenza, per stabilire con precisione “chi fa cosa”, ben delineando e distinguendo le funzioni di indirizzo politico e di azione amministrativa ed operativa.
Il nuovo Codice, in perfetta continuità con la legge n. 225/1992, rafforza la dimensione sistemica dell’azione di protezione civile e valorizza, consolidandola, la struttura policentrica, poiché la salvaguardia dell’integrità della vita, dell’ambiente, dei beni e degli insediamenti necessitano di un’azione coordinata e sinergica da parte di tutte le Istituzioni.
“In questo contesto, il nuovo Codice – ha spiegato nel suo intervento il Prefetto Campanaro – delinea ex novo le competenze del Prefetto, rafforzandone la centralità del ruolo con l’introduzione di una importante novità: il suo intervento non è più previsto solo al verificarsi dell’evento, ma anche nelle fasi immediatamente precedenti, fin da quella di allertamento. In raccordo operativo con il Dipartimento della Protezione Civile, con la Regione e con gli Enti locali, il Prefetto assume la direzione unitaria di tutti i servizi di emergenza, promuovendo e coordinando l’intervento delle strutture dello Stato presenti sul territorio provinciale, per una risposta tempestiva ed efficace”. “Il rapporto tra le diverse componenti della Protezione Civile nel Codice è fortemente improntato – ha proseguito il Rappresentante del Governo – sul rafforzamento della cooperazione tra le Istituzioni. La funzione di Protezione Civile è svolta da un sistema articolato che non può identificarsi con una singola amministrazione, poiché sono in gioco interessi rilevanti e diffusi che impongono una capacità di azione e intervento di tutte le componenti presenti sul territorio».
Sul versante della pianificazione e dell’allertamento, una funzione strategica è riconosciuta in capo alla Regione ed agli Enti territoriali, come ben evidenziato nel corso dell’intervento del Direttore Generale dell’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile, Maurizio Mainetti, che ha fatto il punto della situazione sullo stato di applicazione in provincia di Ferrara dei recenti indirizzi regionali per la predisposizione dei piani comunali di protezione civile, approvati con deliberazione di Giunta Regionale n.1439 del 10 settembre 2018.
Per l’Assessore Regionale Paola Gazzolo, che ha concluso i lavori della Conferenza, “il nuovo Codice di Protezione Civile è stato un successo di tutti, del buon lavoro condotto con un grande gioco di squadra a cui l’Emilia-Romagna ha dato un contributo importante. È stato buono il metodo, quello della condivisione, e sono positive le innovazioni apportate: vanno nell’ottica di crescente integrazione e coordinamento del sistema, nel rispetto del principio di sussidiarietà. La Regione è ora impegnata nel dare attuazione alle nuove disposizioni, per quanto di sua competenza: per questo ha individuato nei Servizi Territoriali dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile i riferimenti delle Prefetture in seguito all’emissione dei messaggi di allerta, in particolare per la gestione delle attività dei Centri di Coordinamento Soccorsi. Per lo stesso motivo ha deliberato le Linee Guida per i nuovi Piani di protezione civile dei comuni. Nel definirli, dovrà essere assicurata anche la partecipazione del volontariato di protezione civile. Mettere pienamente a frutto il sapere diffuso e le conoscenze di cui il volontariato è portatore rappresenta un passo avanti importante per rendere sempre più resilienti le nostre comunità. L’alleanza con i volontari e i singoli cittadini, vere sentinelle del territorio, è un tassello imprescindibile della strategia di adattamento ad un cambiamento climatico”.

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