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Da: Organizzatori

Evento musicale cittadino di prim’ordine, in programma mercoledì 2 novembre alle 21. La Basilica di San Giorgio ospiterà l’Orchestra da Camera di Ravenna e il Coro Polifonico di Santo Spirito nella Messa da Requiem in Do minore di Luigi Cherubini. L’atteso appuntamento vedrà anche quest’anno la formazione corale diretta da Francesco Pinamonti e presieduta da Mauro Vignolo, collaborare con l’orchestra condotta da Paolo Manetti, direttore e compositore allievo di Bruno Bettinelli: un binomio ormai abituale, quello costituito dalla formazione ravennate e dal coro di Francesco Pinamonti, che propone ogni anno pagine per coro, soli e orchestra nelle chiese cittadine, in un programma coordinato con l’antica città bizantina. Oltre a Cherubini, gli autori che si sono succeduti nella ricorrenza sono stati tra gli altri Johann Sebastian Bach, Michael Haydn, Wolfgang Amadeus Mozart e Gabriel Fauré. Si è così consolidata dal 2009 ad oggi una consuetudine a cui gli ascoltatori hanno dimostrato di affezionarsi profondamente. Il concerto di San Giorgio ritroverà quest’anno una motivazione umanitaria di grande spessore: l’incasso sarà devoluto integralmente a sostegno dell’Associazione Nati Prima per l’acquisto di materiali destinati al Reparto di Neonatologia dell’Arcispedale Sant’Anna.
Sappiamo che se Beethoven avesse scritto un Requiem, avrebbe preso spunto da quello in Do minore di Cherubini («Sarebbe il mio solo modello», scrive …), da lui stesso considerato, negli anni Venti del diciannovesimo secolo, «il maggiore compositore vivente». Non è un caso che proprio questa musica sia stata eseguita ai funerali di Beethoven, nel 1827. All’epoca, l’opera di Cherubini aveva già dieci anni, essendo stata commissionata nel 1817 da Luigi XVIII re di Francia, per commemorare la memoria del fratello Luigi XVI, decapitato dai rivoluzionari ventiquattro anni prima. Proprio nella Chiesa di Saint Denis, tra i resti dei reali e in pieno clima di restaurazione post- napoleonico, il Requiem fu eseguito per la prima volta. In seguito, la pagina avrebbe trovato vari estimatori illustri, come Schumann e, soprattutto, Berlioz, che vi rilevava «straordinaria abbondanza di idee, pienezza di forme e stile sublime». Anche per compiacere l’intento commemorativo dettato dal re (su invito del quale, poco prima, Cherubini era stato chiamato a dirigere la Cappella Musicale) e assecondarne la volontà di riconciliazione suggerita dal momento storico, il compositore toscano sceglie di ricavare un lavoro di compostezza solenne e quasi distaccata, evitando soluzioni formali di sapore pur vagamente teatrale e accedendo, invece, ad atmosfere di oggettività spirituale lontane da ogni seduzione mondana. In quest’ottica si spiega pure la rinuncia alle voci soliste, quasi a esaltare un senso di collettività alieno da privilegi. La scelta di non includere violini in orchestra regala al racconto una tinta scura e connotante: qualcosa del genere farà Stravinskij, un secolo più tardi, nella Sinfonia dei Salmi.
Ingresso a 10 euro biglietto di entrata semplice, 20 euro con quota di sostegno dell’iniziativa.
Prevendita Teatro Comunale di Ferrara fino al 31 ottobre negli orari di biglietteria. La sera stessa del 2 novembre sul luogo del concerto.

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