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Coronavirus, De Donno ospite della Lega: “Difendo la terapia del plasma iperimmune, i risultati scientifici sono evidenti, si’ alle banche regionali del sangue”

Tempo di lettura: 3 minuti

Da: Ufficio Stampa Lega

“Un’operazione di verità e di trasparenza”. Con queste parole il capogruppo della Lega Emilia Romagna, Matteo Rancan, ha presentato la diretta Facebook promossa dal Gruppo consiliare regionale del Carroccio che ha avuto per protagonista il dottor Giuseppe De Donno, direttore del reparto di Pneumologia dell’ospedale Poma di Mantova, e tra i primi e più convinti medici ad aver applicato la terapia del plasma iperimmune nella lotta al Coronavirus.

“Avevamo chiesto che il dottor De Donno potesse essere invitato a parlare e a raccontare la sua esperienza davanti alla Commissione regionale Sanità – ha aggiunto Rancan – ma la nostra proposta non solo è stata bocciata dalla maggioranza di centrosinistra, ma la stessa terapia applicata con successo dal dottor De Donno non è ancora stata validata dalla Regione Emilia Romagna”.

Il dottor De Donno ha infatti confermato che sono molti i donatori di plasma che anche dalla regione Emilia Romagna si recano a Mantova per fare la loro donazione, da malati-guariti per aiutare chi è ancora malato.

“Non c’è niente di più democratico che il plasma, che viene dal popolo e torna al popolo -ha sottolineato De Donno – con costi complessivi che non superano i cento euro ad applicazione. Abbiamo avviato questa nostra sperimentazione, assieme all’ospedale di Pavia, nei giorni più bui e drammatici della pandemia. Non ci dormivo la notte, e noi medici non vogliano che tornino quelle scene negli ospedali: la gente, chiusa in casa, non le ha viste e non se n’è resa conto, ma noi medici non possiamo accettare una seconda ondata di queste proporzioni. Questa terapia – ha aggiunto il medico mantovano che per anni ha studiato a Modena dove si è laureato – ha accorciato di cinque giorni il periodo medio di ricovero, abbassando dell’11% il tasso di mortalità. Sul totale dei morti che abbiamo avuto vuol dire poter salvare più di 4mila persone”. Così De Donno ha caldeggiato, con i numeri confortanti delle evidenze scientifiche riconosciute ormai e a livello internazionale alla terapia del plasma iperimmune, la creazione di banche del sangue regionali, a disposizione di tutti in caso di evenienza. Deciso a difendere la sua scelta fino in fondo, De Donno, in passato vicesindaco del suo paese, Curtatone, ha ammesso di aver rifiutato per tre volte offerte di lavoro all’estero e di non escludere un nuovo impegno sociale all’insegna di valori etici. La diretta facebook promossa dal Gruppo consiliare regionale della Lega ha fatto registrare il 44% degli spettatori dall’Emilia, il 20% dalla Lombardia, poi Puglia 6.5, Veneto e Lazio 4%; la copertura stimata dell’evento ha raggiunto le 60mila persone segnando un’interazione coi post (commenti+like) di oltre 1300 unità; analizzando i dati di ascolto la maggior parte del pubblico che ha assistito alla conversazione con il dottor De Donno era costituto da donne, tra i 55 e i 64 anni di età; il video è stato condiviso oltre 170 volte, i commenti sono stati oltre 140.

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