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Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: su quasi 22mila tamponi effettuati, 1.320 nuovi positivi, di cui 597 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 1.787 i guariti, diminuiscono casi attivi (-540) e ricoveri

Eseguiti anche 576 test sierologici. Quasi il 95% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media nei nuovi positivi è di 45 anni.73 i decessi

Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 206.578 casi di positività, 1.320 in più rispetto a ieri, su un totale di 21.949 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 6%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, in questa prima fase riguardante il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani: il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale on line, sul nuovo portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid.

Alle 15.30 sono state somministrate complessivamente 123.265 dosi. Si ricorda che, a causa dei tagli pari a circa il 50% delle dosi fornite questa settimana – decisa autonomamente da Pfizer-BioNtech – anche per i prossimi giorni in Emilia-Romagna la priorità è data ai richiami, con la somministrazione della seconda dose a chi ha ricevuto la prima, e ai degenti delle Cra.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 597 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 388 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 628 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 45 anni.

Sui 597 asintomatici, 362 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 91 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 5 con gli screening sierologici, 28 tramite i test pre-ricovero. Per 111 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 260 nuovi casi; a seguire Modena (216), Reggio Emilia (144), Rimini (127), Ravenna (109), Forlì (94), Ferrara (90). Poi la provincia di Parma (85), quindi le province di Piacenza e Cesena (77) e infine Imola (41).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 16.049 tamponi molecolari, per un totale di 2.851.937. A questi si aggiungono anche 576 test sierologici e 5.900 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.787 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 145.533.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 52.037 (-540 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 49.363 (-494), il 94,9% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 73 nuovi decessi: 8 a Piacenza (3 donne – di 84, 96 e 98 anni– e 5 uomini, di 78, 80, 81, 94 e 95 anni); 3 in provincia di Parma (una donna di 84 e due uomini, rispettivamente di 68 e 84 anni); 5 a Reggio Emilia (due donne – di 83 e 85 anni – e tre uomini di 67, 77 e 96 anni,);11 nella provincia di Modena (8 donne – due di 71 anni, una di 82, una di 85, due di 88, una di 89 e una 90enne – e tre uomini, rispettivamente di 69, 85 e 86 anni); 20 in provincia di Bologna (13 donne: una di 51, una di 77 anni, una di 78, una di 84, una di 88, una di 89, 2 di 90, poi una di 91, due di 92, una di 99 e una di 106 anni; e 7 uomini: 71, 72, 85, 88, 90, 95 e 98 anni); 6 nel ferrarese (tre donne – rispettivamente di 83, 84, 85 anni– e tre uomini di 73, 80 e 95 anni); 8 in provincia di Ravenna (4 donne – di 69, 74, 89, 92 anni – e 4 uomini, rispettivamente di 64, 66, 81 e 94 anni); nella provincia di .a Forlì-Cesena (due donne di 78 e 96 anni; tre uomini di 71, 86, e 96 anni); 6 nel riminese (tre donne, di 80, 89 e 91 anni, e tre uomini, di 81, 83 e 94 anni). Infine, si segnala il decesso di una donna di 91 anni diagnosticata dall’Ausl di Piacenza ma residente in provincia di Lodi.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 9.008.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 218 (-12 rispetto a ieri), 2.456 quelli negli altri reparti Covid (-34).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti:17 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 14 a Parma (-1), 19 a Reggio Emilia (+1), 43 a Modena (-3), 41 a Bologna (-3), 14 a Imola (-1), 26 a Ferrara (-3), 11 a Ravenna (-3), nessun ricoverato a Forlì (come ieri),5 a Cesena (invariato) e 28 a Rimini (+2).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 17.731 a Piacenza (+77 rispetto a ieri, di cui 45 sintomatici), 14.649 a Parma (+85, di cui 52 sintomatici), 27.573 a Reggio Emilia (+144, di cui 61 sintomatici), 36.716 Modena (+216, di cui 120 sintomatici), 40.878 a Bologna (+260, di cui 135 sintomatici), 6.506 casi a Imola (+41, di cui 27 sintomatici), 11.696 a Ferrara (+90, di cui 31 sintomatici), 15.755 a Ravenna (+109, di cui 66 sintomatici), 7.591 a Forlì (+94, di cui 72 sintomatici), 8.572 a Cesena (+77, di cui 52 sintomatici) e 18.911 a Rimini (+127, di cui 62 sintomatici).

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Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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