13 Marzo 2014

Da Impresa Pesca un progetto in cinque punti per il comparto dei molluschi bivalvi

COLDIRETTI

Tempo di lettura: 3 minuti

da: ufficio stampa Coldiretti

Rilancio del comparto dei molluschi bivalvi, rivedere le norme sulla distanza dalla battigia, sulla taglia minima, sulla depurazione degli scarichi, sulla potenza dei motori, evitare spese inutili per le piccole barche. Il piano sarà inoltrato alle sedi istituzionali del settore pesca nazionali e comunitarie

Un piano per il rilancio della pesca dei molluschi bivalvi è stato presentato agli operatori del settore ed è pronto ad essere inoltrato nellesedi istituzionali della pesca nazionali e comunitarie. Lo annuncia Coldiretti-Impresapesca nel sottolineare il piano si sviluppa in cinque punti per affrontare i diversi problemi del settore.

a). Approfittare della revisione del Reg. CE n.1967/2006 per rivedere il divieto di pesca-raccoltamolluschi ad distanza inferiore di 0,3 miglia marine dalla battigia, arealidove si concentra il 70% delle vongole ed il 100% delle telline e dei cannolicchi, in particolare in quei compartimenti ove sono presenti i consorzi di autogestione.
b). Riduzione della misura della taglia minima da 25 mm. a 23 mm. oppure in alternativa recuperodella tolleranza 10% di esemplari sottomisura sulle confezioni.
c). Partendo dal presupposto che trattasi di attività sottoposta a quote di pesca (TAC) si ritiene necessario eliminare ogni vincolo e restrizione sulla potenza motori, almeno per le barche che hanno in licenza il solo attrezzo denominato “draga idraulica”, potenza del tutto ininfluente sull’attività di pesca;
d). Il sistema di depurazione degli scarichi delle acque reflue denota – rileva la Coldiretti – gravi lacune con la conseguenze che su tutto il territorio nazionale corsi d’acqua e fiumi scaricano a mare liquami che causano innalzamento dei parametri ed il restringendo delle zone di pesca, trattandosi di molluschi-bivalvi che vanno consumati previa-cottura appare necessario la modifica delle normativa al fine di evitare la depurazione non consona a questi prodotti (vongole “venus”, cannolicchi e telline) e l’innalzamento del parametro di 230 escherichia-coli, che appare troppo basso. Simili provvedimenti sono già stati presi per i nitrati nell’acqua potabile e per la presenza di alghe “dinophysis” nelle cozze. Ora viene da chiedersi perché no per i molluschi-bivalvi, il cui parametro minimo potrebbe già essere elevato.
e). L’A.I.S. installato a bordo delle draghe idrauliche che operano ad una distanza massima di 2 miglia marine della battigia appare un inutile ulteriore spesa per le imprese della cui presenza a bordo non se ne comprende i motivi, appare necessario in situazione nelle quali sulla licenza figuri soltanto il sistema draga idraulica oppure in barche ove siano stati sospesi l’utilizzo di attrezzi eliminare tale incombente.
Da ultimo – conclude Coldiretti-Impresapesca – appare importante per il rilancio del comparto oltre la soluzione di tale problematiche anche avviare importanti campagne di promozione sui mercati internazionali volte al consumo dei molluschi bivalvi nazionali, in particolare per le specie massive quali la vongola “venus” (lupino) e la tapes philiphinarum (verace).



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