Home > ACCORDI - il brano della settimana > Da un’idea di Stefano Accorsi

C’è uno spettro che si aggira per il mondo ultimamente, ed è chiaramente quello spettro – quello più grosso – figlio di “un’idea di Stefano Accorsi”.
Sembra proprio che il nostro più pregiato attore da esportazione si sia mangiato dieci Maxibon di fila per poi sedersi a una scrivania a buttare giù – fra un bel ruttone e l’altro – 300.000 mila nuove idee per altrettante 300.000 produzioni televisive in grado di far sognare grandi e piccini.
O almeno, io non riesco a spiegarmi diversamente la perseveranza di Matteo Renzi nel palesarsi dappertutto rappando vaccate in giro con quel suo flow pessimo.
Sembra una barzelletta o – appunto – “un’idea di Stefano Accorsi” che alla fine poi è quasi uguale.
Mi chiedo cosa si potrà inventare in un futuro prossimo.
Mi chiedo cosa gli venga in tasca a fare quel che fa.
Mi chiedo se la sua è solo fame o più voglia di battere i record di Berlusconi.
Ci tengo a precisare che la mia non è una difesa dell’operato di quel Bryan Ferry incompiuto che è il nostro elegante premier Giuseppe Conte.
La mia è semplice curiosità unita a un sincero stupore nel vedere ancora in giro quella faccia da Gocciola che parla con quel fastidioso, sbruffone, sputacchiosissimo accento toscano ostentato in un modo che riesce a far sembrare Panariello, Ceccherini e tutti gli altri delle personcine quasi eleganti.
Spero vivamente che faccia quel che deve fare e poi si limiti a osservare scomparendo per un altro po’ di tempo.
Spero anche che qualcuno si affretti a fare una serie tv sulla sua persona perché altrimenti rischio di dovermici mettere io.
Mi sembra l’unico modo possibile per esorcizzare quel villano e magari placarlo come si farebbe con uno spiritello cattivo.
L’altro metodo che ho sperimentato personalmente è quello che per me è il pezzo della settimana, a dire il vero una seconda scelta perché il vero metodo più funzionante che ho sperimentato è l’ascolto di El Diablo dei Liftiba in loop per 666 volte, cosa che il mio relativamente ancora buon cuore mi spinge a risparmiare ai gentili lettori.
Dunque cordiali saluti e buona settimana a chi legge.

Nag Nag Nag (Cabaret Voltaire, 2002)

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