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Dal 1 febbraio riapre Palazzo dei Diamanti: antologica di Antonio Ligabue

Tempo di lettura: 4 minuti

da: Fondazione Ferrara Arte

Riapertura della mostra “Antonio Ligabue. Una vita d’artista” da lunedì 1° febbraio
A seguito delle disposizioni governative, da lunedì 1° febbraio, presso il Palazzo dei Diamanti di Ferrara riaprirà la mostra “Antonio Ligabue. Una vita d’artista”,
inaugurata lo scorso 31 ottobre. Naturalmente l’ingresso alla mostra avverrà attraverso l’adozione di tutte le misure di sicurezza sanitaria e l’applicazione di protocolli rigorosi. L’accesso sarà comunque contingentato.
I visitatori che hanno acquistato il biglietto in prevendita avranno la precedenza; a tal proposito si consiglia al pubblico l’utilizzo del servizio di biglietteria online per l’acquisto di biglietti per una data rientrante nelle due settimane successive.
La mostra a Palazzo dei Diamanti celebra, con una retrospettiva antologica, la vicenda umana e creativa di Antonio Ligabue. La vita di Ligabue, uno degli artisti più originali del Novecento, è un vero e proprio romanzo. Un’esistenza dominata da povertà, solitudine, emarginazione, riscattata da uno sconfinato amore per la pittura. Nato nel 1899 a Zurigo, dopo un’infanzia e un’adolescenza difficili, viene espulso dalla Svizzera e giunge nel 1919 a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia, patria del padre adottivo. Nella cittadina della Bassa padana la sua vita resta durissima, segnata da ostilità, incomprensioni e ricoveri negli ospedali psichiatrici. Nel 1928 incontra l’artista Renato Marino Mazzacurati, che, riconoscendo il suo naturale talento, lo aiuta materialmente e lo incoraggia a praticare il mestiere.
Geniale e visionario, “Toni al mat” – il matto, così veniva chiamato – trova nella pratica artistica quel “luogo sicuro” che non ha mai avuto, uno spazio, fisico e mentale, per trasformare le difficoltà in opportunità e per dar voce ai suoi pensieri. Lo sottolinea Vittorio Sgarbi – curatore della mostra assieme a Marzio Dall’Acqua – secondo il quale: «È l’arte, come era avvenuto per Van Gogh, a concedere il riscatto di una condizione che lo spietato pragmatismo della società borghese continuava a ritenere una malattia da rigettare in toto».
La consacrazione del pittore a livello nazionale arriverà nel 1961 quando, grazie a Mazzacurati e a Giancarlo Vigorelli, ha la possibilità di esporre alcuni suoi dipinti alla Galleria La Barcaccia di Roma. Dopo questa personale, susciterà sempre più l’ammirazione di collezionisti, critici e storici dell’arte, entrando nel novero dei grandi artisti italiani del Novecento. La retrospettiva di Palazzo dei Diamanti documenta l’intera carriera di Ligabue e offre la l’opportunità di (ri)scoprire tratti e colori di un artista che resiste a etichette e a categorie troppo rigide per esprimere, come pochi, la forza naturale e istintiva del suo furore creativo.

Il suo fantastico e coinvolgente vocabolario figurativo si svelerà attraverso 100 opere, tra dipinti, sculture e disegni, alcune mai esposte sinora: dai celebri e intensi
autoritratti, in cui Ligabue annota i tratti essenziali della propria personalità, alle scene ambientate in Svizzera, nostalgiche memorie dell’infanzia; dai ritratti alle nature morte, dai paesaggi agresti, alle scene di caccia e alle tormente di neve; dagli animali domestici del primo periodo, alle tigri dalle fauci spalancate, i leoni mostruosi, i serpenti, i rapaci che ghermiscono la preda o lottano per la sopravvivenza: una vera e propria giungla che l’artista immagina con allucinata fantasia fra i boschi del Po. Il percorso espositivo sarà accompagnato da un catalogo illustrato che, grazie all’apporto di contribuiti di studiosi, critici e conoscitori dell’arte di Ligabue, approfondirà la vita e l’opera dell’artista, il quale, come sottolineava nel 1961 Giancarlo Vigorelli, «non può non sorprendere, non sgomentare e non convincere con lo spettacolo sbalorditivo di questa sua tenebrosa violenza e magica perizia di pittore che sa darci in un unico impasto l’ordine e il disordine dell’uomo e del creato».
La mostra è dedicata a Franco Maria Ricci, recentemente scomparso. Intellettuale di straordinaria sensibilità e intelligenza, editore colto e raffinato, grande collezionista d’arte e bibliofilo, ha sempre operato per divulgare la bellezza e la conoscenza del patrimonio culturale, contribuendo, tra l’altro, a promuovere e far conoscere l’arte di Ligabue.

Antonio Ligabue. Una vita d’artista
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
Fino al 5 aprile 2021
Organizzatori
Fondazione Ferrara Arte, Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea e Fondazione
Archivio Antonio Ligabue di Parma
A cura di
Marzio Dall’Acqua e Vittorio Sgarbi
Con la supervisione di Augusto Agosta Tota

Aperto da lunedì al venerdì
Orario: dalle 10.30 alle 19.30

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