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da: ufficio stampa Ascom Ferrara

Circa 120 banchi di ambulanti dal Vecchio Continente e non solo: si ripete l’esperienza di colori, sapori ed opportunità de “L’Europa in piazza Ariostea” (dal 26 al 28 settembre dalle ore 9 alle 24) promossa da Ascom in sinergia con la Federazione Italiana Venditori Ambulanti (Fiva) Confcommercio: la manifestazione, un format nazionale nato nel 2001, è itinerante su una ventina delle più belle piazze d’Italia (proviene da Cervia e dopo Ferrara si recherà a Mestre).
La tappa estense nel 2013 ha fatto registrare circa 60mila presenze spalmate su tre giorni. L’Europa in Piazza Ariostea permetterà nuovamente di assaporare, gustare, ritrovare le specialità enogastronomiche e trovare l’oggettistica più speciale.
“Si tratta di una kermesse alla sua quarta edizione a Ferrara – ricorda il direttore generale Davide Urban – ed ogni anno ha fatto registrare un sempre maggior successo di pubblico ed in particolare di famiglie. Quest’anno abbiamo rinnovato la formula inserendo su uno schema collaudato alcune belle collaborazioni con l’associazionismo ferrarese: Nuova Terraviva, la rivista Listone Mag e il rione Santo Spirito. Apporti che aumenteranno i motivi di interesse e curiosità per i ferraresi e non solo, sempre con l’obiettivo di aumentare i flussi turistici ed i pernottamenti sul territorio a tutto vantaggio del sistema ricettivo”.
A salutare ufficialmente il lancio dell’iniziativa Girolamo Calò presidente del Consiglio Comunale di Ferrara: “Tutte le iniziative e gli eventi in centro debbono avere come scopo quello di coinvolgere tutto il tessuto cittadino. L’Europa in piazza Ariostea, promossa da Ascom, fin dal suo esordio ha centrato pienamente questo obiettivo e dunque bisogna lavorare in questa direzione anche per le future proposte”.
Oltre dunque al tradizionale anello di Piazza Ariostea la manifestazione si svilupperà in via delle Erbe (a pochi metri dalla Piazza Ariostea) dove l’associazione Nuova Terraviva proporrà da sabato una fitte serie di iniziative: “Mettiamo a disposizione – spiega il presidente Andrea Gandini – le nostre attività di carattere culturale e artistico, svolgendo una serie di laboratori per bambini e adulti e mostre artistiche che arricchiscono l’iniziativa. Siamo impegnati da anni per dare la possibilità ai bambini di svolgere attività manuali e artistiche perché in questo modo vengono rafforzate le loro forze di creatività e volontà”. Sempre il 27, Listonemag aprirà una mostra fotografica (sarà visitabile fino al 5 ottobre in Galleria Matteotti) dedicata alla piazza – per eccellenza – di Ferrara e cioè il Listone: ” “Backup di una piazza – spiega Licia Vignotto, ideatrice e coordinatrice del progetto – è soprattutto una narrazione collettiva. La redazione di Listone Mag ha lavorato un anno per raccogliere ricordi, vecchie e nuove fotografie, aneddoti, video relativi alla società che nel passato e nel presente ha vissuto e vive piazza Trento e Trieste come luogo privilegiato di incontro e di scambio. Sono state svolte ricerche negli archivi e nelle biblioteche, tantissimo materiale ci è stato inviato dai cittadini. La mostra fotografica e il libro che presenteremo il 27 settembre concludono l’operazione di backup, salvano la memoria” in dispositivi esterni”. Shopping di qualità, cultura, didattica, fotografia; non mancherà l’enogastronomia estense nello stand proposto dal rione Santo Spirito: “Il gruppo – spiega Gabriele Mantovani capo contrada – in occasione del Mercato Europeo presenta ed offre, all’insegna della tradizione dei sapori estensi, “La Sganzega” la locanda del Rione. La Sganzega offrirà piatti a base di Salama da Sugo e Zucca. Gnocchetti e Cappellacci saranno i protagonisti di una cucina semplice, povera ma oggigiorno “ricercata”. Nella splendida cornice di Piazza Ariostea, all’interno del territorio del Rione, i contradaioli saranno onorati di ospitare turisti, e ferraresi…..affamati nella propria locanda”.
Da sx Calò, la figurante di Santo Spirito, Gandini, Urban, Maurizio Andreotti (in rappresentanza del rione Santo Spirito) e Vignotto

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ASCOM FERRARA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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