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da: Consorzio “Wunderkammer”

Da martedì 26 aprile il corso intensivo di illustrazione, curato da Manuela Santini per Basso Profilo.

“Giardini illustrati”, il corso di illustrazione curato da Manuela Santini, è ormai diventato un classico nella programmazione primaverile dell’associazione Basso Profilo a Ferrara. Nel 2016, sempre richiestissimo, giunge alla terza edizione: si terrà da martedì 26 aprile a Wunderkammer, in via Darsena 57, e come sempre offrirà ai suoi partecipanti un percorso intensivo tra carte e colori, disegno, letteratura e poesia.

Strutturato in dodici incontri, “Giardini illustrati” partirà dall’analisi dei testi per ideare una piccola storyboard, che servirà come bussola per orientare idee e proposte finalizzate alla progettazione, alla realizzazione e alla rilegazione di un vero e proprio albo illustrato. Gli appuntamenti – il martedì sera, dalle 20 alle 23 – comprenderanno lo studio della relazione tra parole e immagini, della composizione di pagina e doppia pagina, del ritmo e delle dinamiche narrative, dei formati, dei diversi stili e delle possibilità espressive che rappresentano.

Secondo Manuela, il cui curriculum vanta collaborazioni con Mondadori, Einaudi Ragazzi, Giunti, Grimm Press, Edmund Le Monnier, Editions Auzoue e tanti altri editori, «il libro illustrato può essere paragonato ad uno spettacolo teatrale, dove svariati personaggi raccontano e interpretano una storia percorrendo scenari fantastici realizzati con matite e colori, il tutto racchiuso in uno scrigno di carta. É un viaggio complesso quello che compie l’illustratore, come un regista mette in scena la sua storia pagina dopo pagina».

Il corso si rivolge a chi vorrebbe fare dell’illustrazione una professione – per questo la lezione finale sarà dedicata al portfolio – ma anche a chi vuole semplicemente capire e sperimentare in prima persona questo particolare processo creativo. Sarà suddiviso in momenti teorici dove verranno visionati gli illustratori contemporanei e i loro libri più incisivi. Seguiranno schizzi, disegni, esercizi su racconti e poesie, fino alla realizzazione definitiva dello storyboard e la rilegatura, una tecnica semplice che permetterà a tutti di concludere il percorso con un prodotto finito da presentare ad editori.

“Giardini illustrati” è parte del progetto “Commons: beni comuni e pratiche di condivisione”, realizzato nella primavera 2016 per il programma di ricerca “Rigenerazione urbana”, avviato da Basso Profilo nel 2010, con il patrocinio del Comune di Ferrara.

Per informazioni e iscrizioni scrivere a giardinillustrati@gmail.com oppure telefonare al numero. 3440497703.

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Riceviamo e pubblichiamo


PAESE REALE

di Piermaria Romani

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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