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Da Movimento 5 stelle

DASPO URBANO, M5S: BASTA PROPAGANDA, GLI AGENTI NON BASTANO
Il Decreto Legge sulla sicurezza urbana proposto dal Ministro dell’Interno Marco Minniti e approvato definitivamente dal Senato nello scorso mese di aprile, contiene numerose novità in tema di stretta contro gli spacciatori e di poteri di ordinanza ai sindaci per interventi contro il degrado nelle città ma soprattutto introduce il cosiddetto “daspo urbano”, ovvero l’obbligo di allontanamento, per chi ne viene colpito, da una determinata zona della città. Tale strumento può essere attuato oltre che nei confronti di chi si occupa del traffico di stupefacenti (in questo caso il questore può emettere un provvedimento di allontanamento da 1 a 5 anni con misure di restrizione quali, ad esempio, l’obbligo di firma o il divieto di allontanamento dal comune) anche verso coloro che limitano la libera accessibilità o la fruizione di infrastrutture (ferrovie, aeroporti, ecc.) e aree verdi o luoghi di interesse artistico monumentale. In questi casi l’allontanamento per 48 ore viene emesso dal sindaco con la possibilità per il questore di emanare un altro provvedimento di tempo superiore (da 6 mesi a 2 anni) qualora il comportamento dovesse essere reiterato.
Al riguardo, lo scorso 23 maggio, il sindaco Tagliani ha portato come esempio di attuazione pratica le “maxi risse al Grattacielo, che danno ai cittadini la sensazione che il territorio sia sottratto alla disponibilità comune”. Il primo cittadino ha poi proseguito affermando che “se ci limitiamo a registrare l’episodio e a perseguirlo come reato di rissa non cambia molto, dobbiamo incominciare ad applicare questi nuovi strumenti per garantire la libertà degli spazi pubblici”.
Ci risulta difficile non concordare con gli intenti intrinseci in queste affermazioni ma ciò che non è chiaro è se oggi a Ferrara le Forze dell’Ordine in orario serale hanno i numeri, nel corso di un servizio ordinario e non di un’operazione speciale, per intervenire a sedare una rissa fra i frequentatori stranieri della GAD.
Le perplessità però non si fermano qui. Infatti, quando un cittadino in un pomeriggio qualunque chiederà alla Polizia Municipale di intervenire per sanzionare “solo” un gruppo di stranieri che si adoperano ad “impedire la libera fruibilità dei luoghi pubblici” questa sarà in grado per organizzazione, preparazione, dotazione e numero degli operatori a disposizione di prendersi carico di tale intervento? O farà ricadere l’onere sulle spalle della singola pattuglia in servizio alla zona GAD, che dovrà gioco forza “scantonare” non per pavidità dei suoi componenti ma solo per mero buon senso volto alla tutela della propria incolumità, come già successo nei mesi passati? Sono stati studiati ed impartiti dei protocolli d’azione da mettere in pratica per operare in contesti di questo tipo? Noi siamo molto dubbiosi al riguardo e temiamo che anche questo intervento normativo, in assenza di una seria attività organizzativa volta a prevedere tutti gli accorgimenti necessari per raggiungere gli obiettivi che si propone, non sia niente più che l’ennesimo spot buono, giusto per alimentare il clima di propaganda elettorale.
Nessuno dubita dell’abnegazione al lavoro di tutti gli operatori in divisa che ogni giorno operano sul nostro territorio, ma il problema di sproporzione numerica fra i partecipanti a certi disordini e il personale che li dovrebbe affrontare va evidenziato affinché chi di dovere si adoperi veramente per risolvere tale criticità senza illudere i cittadini.
Movimento 5 stelle Ferrara

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