Giorno: 3 Marzo 2014

Comune di Ferrara, tutti i comunicati del 3 marzo

da: ufficio stampa Comune di Ferrara

BIBLIOTECA ARIOSTEA – Libri in scena: incontro martedì 4 marzo alle 17
‘Diario di un corpo’: dal libro di Pennac suggestioni per parlare di sé attraverso percezioni e sensazioni
03-03-2014

Trae spunto dalle suggestioni del libro di Pennac ‘Journal d’un corps’ che sarà oggetto di una lettura al Teatro Comunale di Ferrara (l’8 e il 9 marzo prossimi) l’incontro in programma martedì 4 marzo alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca Ariostea. Nel corso dell’incontro due medici di diversa formazione (uno internista e l’altro psichiatra), Lucetta Capra e Stefano Caracciolo, si confronteranno su come hanno ‘ascoltato’ il linguaggio dei corpi e sui temi affrontati nel libro di Pennac.
L’appuntamento, aperto a tutti gli interessati, rientra nel ciclo ‘Libri in scena’ a cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea, in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara.

LA SCHEDA a cura degli organizzatori
‘Journal d’un corps’
Il corpo si racconta attraverso ciò che gli accade negli anni e chiedendo al suo proprietario di dargli voce. Non c’è l’intenzione di mettere a nudo i sentimenti tramite questa narrazione, tuttavia è quasi impossibile, anche per uno scrittore navigato come Pennac, isolare il corpo dalla sua anima.

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BIBLIOTECA BASSANI – Mercoledì 5 marzo alle 17
Piccoli e grandi conflitti nei racconti per i più piccoli
03-03-2014

Si intitola ‘La guerra’ il racconto firmato da Eric Battut che mercoledì 5 marzo alle 17 aprirà il pomeriggio di narrazioni alla biblioteca Bassani di Barco. L’appuntamento, dedicato ai bambini dai 4 ai 10 anni, proseguirà poi con ‘Koki soldato sbadato’ di Biagio Bagini e Marcella Moia e ‘Le galline con la luna storta’ di Michael Wrede. Le narrazioni saranno a cura di Anna Bellini e Raffaella Menegatti.
L’incontro rientra nel ciclo di narrazioni per i più piccoli in programma ogni mercoledì pomeriggio nella sala Ragazzi della biblioteca comunale di via Grosoli 42, che questo mese ha per tema ‘Grandi e piccoli conflitti’.

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TELETHON – Presentato il bilancio delle donazioni ricevute a Ferrara e provincia nel 2013
Passi in avanti per la ricerca sulle malattie genetiche grazie anche alla generosità ferrarese
03-03-2014

Permettere alle eccellenze della ricerca italiana di lavorare per dare una speranza alle tante persone affette da malattie genetiche rare. E’ con questo obiettivo che anche nel 2013 tanti cittadini, imprese, associazioni ed enti ferraresi hanno offerto a Telethon il proprio impegno, sia in termini di volontariato, sia in termini di donazioni economiche.
A loro è giunto oggi in conferenza stampa il ringraziamento del coordinatore provinciale di Telethon per Ferrara, Claudio Benvenuti, che pur rimarcando il calo della raccolta fondi 2013 a Ferrara e provincia, arrivata a 70mila euro (circa la metà rispetto al 2012), non ha mancato di citare uno per uno i numerosi soggetti del territorio che hanno destinato il proprio contributo alla causa. “I risultati ottenuti anche in questi ultimi mesi grazie alla ricerca – ha dichiarato Benvenuti – hanno permesso di dare risposte concrete a tanti malati in attesa di cura. E’ per questo che con le nostre iniziative, lungo tutto il corso dell’anno, continuiamo a sollecitare i ferraresi a darci una mano ad alimentare quella parte di eccellenza della ricerca italiana che vive solo grazie alle donazioni di cittadini e imprese”.
“Sappiamo – ha sottolineato l’assessore comunale Deanna Marescotti – che le difficoltà economiche di questi anni hanno influito pesantemente sulla capacità di famiglie e aziende di effettuare donazioni, ma ciò che occorre ricordare è che anche il più piccolo contributo offerto a Telethon è ben speso, poiché per tante persone malate Telethon rappresenta l’unica opportunità disponibile”.
“Tra i meriti di Telethon – ha poi evidenziato Francesco Di Virgilio ricercatore Telethon e pro rettore alla Ricerca dell’Università di Ferrara – vi è sicuramente quello di aver saputo svolgere in questi anni un’attività quanto mai pervasiva e capillare di sensibilizzazione e divulgazione ai cittadini sui temi della ricerca scientifica, spiegando a milioni di persone ciò che concretamente fanno i ricercatori e quali risultati si possono ottenere. Si tratta di un’attività di fondamentale importanza, poiché permette di creare una corretta percezione del lavoro scientifico da parte dell’opinione pubblica, alimentando la fiducia dei cittadini nei confronti dei ricercatori e di conseguenza anche la loro fondamentale opera di sostegno alla cura delle malattie”.

LA SCHEDA (a cura del Coordinamento Provinciale Telethon di Ferrara)

Nella provincia di Ferrara raccolti circa 70 mila euro per la ricerca sulle malattie genetiche

Per sostenere Telethon e la ricerca scientifica sulle malattie genetiche i cittadini di Ferrara e provincia hanno donato, al 31-12-2013, circa 70.000 euro (risultato non definitivo, cui si dovranno sommare i dati relativi alle donazioni via telefono e via SMS e via carta di credito). Il risultato, inferiore a quello dello scorso anno, è comunque da considerarsi rilevante e gratificante in quanto ottenuto in un anno in cui la crisi congiunturale si è fatta sentire in maniera pesante e ha indubbiamente piegato ulteriormente l’economia della nostra provincia.
La cifra è stata raggiunta grazie all’impegno dei partner storici di Telethon: BNL, AVIS, Soroptimist International Club Ferrara. A sostegno della maratona televisiva sono inoltre scesi in campo: CUS FE, il Club Minimoto Portomaggiore, Centro Sportivo Italiano unitamente alla ASD Accademika che con il patrocinio di CONI e Comune di FE hanno organizzato la 2° edizione della “Camminata dei Babbi Natale”, il Punto Simply, Sisa Market Vigarano M., Conad Vigarano M, Direzione Galleria Ipercoop Il Castello, Direzione Galleria Ipercoop Le Mura, gli esercizi commerciali di Vigarano M., il Centro Commerciale Alìper di Lagosanto, la Franco Casoni Management, la scuola Alkaemia Danza, il Palio di Ferrara ed in particolare le Contrade di San Paolo e San Giorgio.
Il Coordinamento Provinciale di Telethon ha potuto contare sul supporto logistico, organizzativo ed operativo di istituzioni, associazioni ed enti, tra cui: Ass. Naz. Alpini Sez. di Ferrara, Ass. Naz. Finanzieri d’Italia, Guardie Giurate Ecologiche Volontarie, Protezione Civile sez. Lagosanto, Comune di Vigarano Mainarda, Protezione Civile sez. Vigarano Mainarda, Pro Loco Poggio Renatico, la Prot. Civ. Treponti di Comacchio, il Radio Club Copparese, il Consorzio Commercianti Centro Storico, Banda Filarmonica di Voghenza, il gruppo Telethon Vigarano; cui va un caloroso ringraziamento.
Nell’esprimere profonda riconoscenza a tutti coloro che ci hanno aiutato, agli artisti che si sono esibiti gratuitamente nelle varie manifestazioni locali e ai tanti volontari che, con notevoli sforzi fisici e sfidando le rigide temperature esterne si sono prodigati per raggiungere il buon risultato, il Coordinatore Provinciale di Telethon, Claudio Benvenuti, ha ricordato che Telethon dal 1990 investe nella migliore ricerca per arrivare alla cura delle malattie genetiche rare e che punta a trasformare i risultati di una ricerca scientifica di eccellenza, selezionata e sostenuta nel tempo, in terapie accessibili.
“I risultati ottenuti – sostiene Luigi Naldini, direttore dell’Istituto Telethon San Raffaele per la terapia genica – ci permettono di portare in alto il nome dell’Italia nell’ambito della ricerca scientifica, ma soprattutto danno una risposta concreta a chi oggi è in attesa di una cura. Diffondiamo questi risultati perché tutti possano capire che solo continuando a sostenere tutto l’anno Telethon sarà possibile regalare un futuro di speranza a tanti bambini e alle loro famiglie”.

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CONVEGNO – Giovedi 6 marzo alle 17 nella sala Arengo (piazza Municipio 2 – FE)
Parità di genere in una società moderna
03-03-2014

Giovedì 6 marzo alle 17, nella sala Arengo della residenza municipale (piazza Municipio 2 – Ferrara) avrà luogo un convegno pubblico dal titolo “Oltre il tetto di cristallo”, dedicato al tema della parità di genere in una società moderna. L’incontro è curato dai Gruppi di Iniziativa Territoriale (GIT) della Banca Popolare Etica, con il patrocinio del Comune e il contributo del sindacato FibaCISL di Ferrara. In programma la relazione della vice presidente della Banca popolare Etica Anna Fasano, e l’intervento dell’assessora comunale alle Pari opportunità Deanna Marescotti.

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AGENDA DEL SINDACO
Appuntamenti del 4 marzo 2014
03-03-2014

Martedì 4 marzo

ore 9 – riunione della Giunta comunale (residenza municipale)

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CONFERENZA STAMPA – Mercoledì 5 marzo alle 11.30 nella sala Arengo
Presentazione di ‘Giocagyn 2014’
03-03-2014

L’assessore allo Sport Luciano Masieri interverrà mercoledì 5 marzo alle 11.30, nella sala dell’Arengo della residenza municipale, alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione ‘Giocagyn 2014’ promossa da Uisp Ferrara.

All’incontro con la stampa saranno inoltre presenti il presidente provinciale Uisp Enrico Balestra e il responsabile dell’evento Davide Guietti.

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CIRCOSCRIZIONE 1 – Mercoledì 5 marzo alle 19.30 in via Capo delle Volte
All’esame del Consiglio pratiche Urbanistiche e Culturali
03-03-2014

Mercoledì 5 marzo alle 19.30 nella sede di via Capo delle Volte 4/D si riunirà il Consiglio della Circoscrizione 1. Al centro dei lavori l’illustrazione di pratiche Urbanistiche e Culturali e l’esame di delibere di spesa per contributi 2014.

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PALAZZO DEI DIAMANTI – Al via il ciclo di conferenze legato alla mostra
‘Sguardi su Matisse’, primo appuntamento giovedì 6 marzo in sala Estense
03-03-2014

(Testo a cura delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea)

Al via il ciclo di conferenze legato alla mostra Matisse, la figura, allestita a Palazzo dei Diamanti fino al 15 giugno. Il primo appuntamento, giovedì 6 marzo ore 17.30 in Sala Estense (Piazza Municipale), sarà l’occasione per ripercorrere i capitoli della rassegna addentrandosi nel processo creativo di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. Chiara Vorrasi, conservatrice delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara e della Fondazione Ferrara Arte, terrà un intervento intitolato L’atelier di Matisse: la mostra a Palazzo dei Diamanti, che proporrà un suggestivo viaggio attraverso i temi e le muse che hanno acceso l’immaginario dell’artista e le invenzioni nate dalla sua inarrestabile sperimentazione.
L’incontro fa parte del programma di conferenze intitolato ‘Sguardi su Matisse’, organizzato dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara grazie al sostegno di Eni, per offrire percorsi di approfondimento dell’opera di Matisse a partire dal tema della mostra. Dopo il primo incontro, il ciclo prosegue giovedì 13 marzo, sempre in Sala Estense, con la conferenza di Jolanda Nigro Covre (Università di Roma “La Sapienza”) che racconterà l’amicizia e le rivalità tra Matisse e Picasso, i due giganti dell’arte del Novecento che sono stati interpreti della figura umana; mercoledì 19 marzo, interverrà Tomàs Llorens (già direttore del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid) che rileggerà il percorso matissiano alla luce di uno dei nodi più affascinanti della sua poetica, il rapporto tra il soggetto e lo sfondo; chiuderà il programma, mercoledì 26 marzo, Giuseppe Di Natale (Fondazione Ferrara Arte) illustrando la storia che ha legato Matisse all’Italia, dai capolavori che lo hanno ispirato agli artisti che hanno guardato ai suoi quadri di figura.

Informazioni: 0532 244949, www.palazzodiamanti.it

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GRANDI EVENTI – Migliaia di partecipanti in centro storico. Al completo anche spettacoli, visite guidate e iniziative per bambini
Week end da tutto esaurito per il Carnevale Rinascimentale 2014 a Ferrara
03-03-2014

Il Carnevale Rinascimentale a Ferrara conferma numeri da grande evento, con la soddisfazione del Comune, che ha promosso e organizzato insieme ad altri enti e associazioni la quattro giorni di iniziative conclusasi ieri.
Più che lusinghieri sono infatti i primi dati che cominciano ad affluire. Nel pomeriggio di sabato 1 marzo ad assistere al corteo storico dei 300 figuranti delle contrade del Palio e alla rievocazione dell’arrivo di Lucrezia Borgia in piazza Cattedrale e piazza Municipale c’erano migliaia di persone, tra cui tantissimi visitatori provenienti da altre località, che hanno affollato il centro della città.
Molto ampia anche la partecipazione alle diverse manifestazioni culturali: alla Sala Estense tutto esaurito per la commedia di Plauto (“Casina”), messa in scena sempre sabato dalla Compagnia del Vado (300 persone), mentre oltre 150 spettatori hanno assistito domenica all’applauditissimo concerto rinascimentale in Castello, curato da Ferrariae Decus, Bal’danza e Fidapa. Lunghe liste di attesa anche per i bambini e le famiglie che hanno partecipato alle varie iniziative previste per i più piccoli. Riscontri più che positivi per il ballo in maschera di domenica nell’ex Sala Borsa, nonché per i banchetti e le cene organizzate durante le serate carnascialesche, con numeri di prenotazioni maggiori rispetto all’effettiva disponibilità di posti.
Ottimi risultati giungono in particolare dagli alberghi, la maggior parte dei quali nella notte tra il sabato e la domenica ha registrato il tutto esaurito e alti numeri anche negli altri giorni del carnevale.
I musei civici e statali, anche grazie ai percorsi guidati e animati, hanno fornito rilevazioni al di là di ogni più rosea aspettativa, basti pensare che il Castello Estense è stato visitato nei giorni di sabato e domenica da 1300 persone (di cui 800 solo la domenica); numeri molto alti anche per palazzo Schifanoia (oltre 700) per Casa Romei (500), per il Museo Archeologico Nazionale, palazzina di Marfisa e il Museo di Storia Naturale.
Visitatissimo il sito del Carnevale (www.carnevalerinascimentale.eu), che nel periodo dall’1 febbraio al 2 marzo è stato cliccato da 11.145 persone, con punte di 12.528 per le pagine dedicate al programma. I fan della pagina Facebook sono stati 1517, ma il dato della portata complessiva è di oltre 39.000 persone raggiunte.

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CONSIGLIO COMUNALE – L’esito della seduta odierna nella residenza municipale
Presentata al Consiglio la relazione sull’attività del ‘Garante dei Diritti dei detenuti’
03-03-2014

Il dibattito su un Ordine del giorno e su una Mozione (presentati rispettivamente dai gruppi PD e FI-PdL) ha aperto oggi nella residenza municipale i lavori del Consiglio comunale. Al termine il ‘Garante dei Diritti delle persone private della libertà personale’ Marcello Marighelli ha illustrato la relazione dell’attività svolta nel periodo luglio 2013 / febbraio 2014. In chiusura sono state votate le delibere degli assessori Luciano Masieri e Roberta Fusari.

Ordine del giorno

Con voto unanime l’Assemblea ha approvato l’Ordine del giorno “Solidarietà dell’Amministrazione comunale alla dirigenza dell’Ente Palio e alle Contrade ferraresi in merito alle contestazioni del mese di gennaio” proposto e illustrato dal consigliere Giannantonio Braghiroli (PD).

Mozione

Con 5 voti a favore dei gruppi FI-Pdl, Lega Nord, Francesco Rendine (GOL), 1 astensione (Enrico Brandani-GOL), e 23 contrari (PD, Psi/Pri, SA, LeF) il Consiglio ha respinto la mozione “Necessità di revocare e bloccare la diffusione del ‘libercolo’ promozionale ‘Ferrara – Bilancio 2009/2014′” presentata dal consigliere Giuseppe Toscano (FI-PdL). Al termine dell’illustrazione è intervenuto il sindaco Tiziano Tagliani.

Relazione annuale del ‘Garante dei detenuti’

Il ‘Garante dei Diritti delle persone private della libertà personale’ Marcello Marighelli ha quindi illustrato la relazione sulla sua attività nel periodo luglio 2013-febbraio 2014 (vedi nell’allegato a fondo pagina). Al termine sono intervenuti i consiglieri Donato Fiorbelli (PD), Antonio Fortini (LeF), Irene Bregola (Rif. Com. Italiani). Ha quindi replicato Marcello Marighelli.

Queste le delibere esaminate

Assessore Luciano Masieri
– Presa d’atto della proroga di anni uno del piano di ammortamento del mutuo concesso da credito sportivo alla Società Aurora Athletic Center Ssd a rl e contestuale conferma con proroga di anni uno delle garanzie fidejussorie concesse dal Comune di Ferrara.

Dopo la presentazione dell’asssessore Luciano Masieri la delibera è stata approvata all’unanimità.

Assessora Roberta Fusari

– Adesione del Comune di Ferrara alla rete “Sprecozero.net” finalizzata alla condivisione, alla promozione e alla diffusione delle migliori iniziative utili nella lotta agli sprechi da parte degli Enti locali, approvazione dello Statuto e relativo impegno di Euro 250,00 quale quota associativa per l’anno 2014.

La delibera è stata illustrata dall’assessora Roberta Fusari. Sul documento sono intervenuti i consiglieri Giuseppe Toscano (FI-PdL), Francesco Levato (LeF), Ruggero Tosi (PD), Liliano Cavallari (Io amo Fe). Dopo la replica dell’assessora Fusari per dichiarazioni di voto è intervenuto Francesco Levato (LeF).

La delibera è stata approvata con 27 voti a favore (PD, Brandani-GOL, Rif. com.Italiani, FI-Pdl, SA, Psi/Pri) e 5 astensioni (Io amo Fe, Lega Nord, LeF, Francesco Rendine-GOL).

LA SCHEDA – Anche il Comune di Ferrara aderisce come socio fondatore alla rete ‘Sprecozero.net” (con sede legale a Sasso Marconi) la Rete nazionale degli enti territoriali contro lo spreco, finalizzata alla condivisione e alla diffusione delle migliori iniziative utili a porre in atto questo percorso. Nata per iniziativa della società Last Minute Market, l’associazione senza scopo di lucro intende lanciare “un progetto contro gli sprechi e creare una forte sinergia tra realtà anche molto diverse tra loro, ma dalla cui relazione può emergere un forte impulso all’affermazione di scelte e stili di vita attenti alla riduzione dei consumi e degli sprechi”. In particolare ‘Sprecozero’ mira a “promuovere verso le Pubbliche Amministrazioni un modello di crescita che tiene responsabilmente conto delle risorse disponibili, che possa essere sostenuto nel tempo e quindi durevole, ponendo al centro dell’azione politica e amministrativa la riduzione degli sprechi. L’associazione intende attuare concretamente i propri scopi soprattutto attraverso l’organizzazione di progetti e campagne nazionali, corsi di formazione, iniziative di solidarietà e cooperazione internazionale, convegni, tavole rotonde e inchieste”. Per il 2014 è prevista una quota associativa di 250 euro.

– Aggiornamento del Regolamento Comunale per l’installazione e l’esercizio degli impianti di telefonia mobile.

Dopo l’illustrazione dell’assessora Roberta Fusari nel corso del dibattito è intervenuto il consigliere Francesco Levato (LeF).

La delibera è stata approvata con con 23 voti a favore (PD, Enrico Brandani-GOL, SA, Psi/Pri, LeF) e 8 astensioni (Rif. com. Italiani, Io amo Fe, Lega nord, PdL, Francesco Rendine-GOL).

LA SCHEDA – (a cura del Servizio comunale Pianificazione territoriale e progettazione) – La nuova formulazione del Regolamento comunale per la telefonia mobile – che sostituisce quello in vigore dal 2007 – si è resa necessaria alla luce delle importanti novità normative intervenute in questo ambito sin dal 2010.
Attualmente gli impianti di telefonia o stazioni radio base (SRB), in continua innovazione e miglioramento, si configurano come infrastrutture dedicate non solo alla comunicazione via voce, ma soprattutto al trasferimento di dati: con smartphone e tablet si possono infatti inviare e scaricare dati senza limiti. Utilizzi differenti che hanno richiesto un adeguamento importante della rete esistente. Adeguamento ancora in fase di realizzazione e disciplinato dai provvedimenti normativi che sono stati introdotti recentemente e che richiedono un allineamento delle procedure comunali.
La materia è disciplinata dal D.lgs. 1 agosto 2003, n. 259, meglio conosciuto come “Codice delle Comunicazioni Elettroniche”, in particolare dall’art. 87 e oggi soprattutto dall’articolo 87-bis, quest’ultimo introdotto dalla legge 22 maggio 2010, n. 73. Tale disposizione, dal titolo “Procedure semplificate per determinate tipologie di impianti”, ha come obiettivo l’agevolazione delle procedure per realizzare gli impianti di telefonia al fine di incentivare il completamento della rete sull’intero territorio nazionale.
Pertanto, al fine di accelerare il completamento della rete di banda larga mobile, fermo restando il rispetto dei limiti, dei valori e degli obiettivi di tutela della salute della cittadinanza, è sufficiente la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA). Fondamentale ricordare che la legge definisce
le infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione come opere di urbanizzazione primaria pur restando di proprietà dei rispettivi operatori. Alla luce di ciò, l’installazione di infrastrutture per impianti radioelettrici e la modifica delle caratteristiche emissive viene autorizzata dagli Enti locali, previo accertamento da parte di Arpa della compatibilità del progetto con i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità, stabiliti uniformemente a livello nazionale.
Questa grande agevolazione introdotta dai recenti dettati normativi fa totalmente decadere, per mancanza di supporti legislativi, molti dei presupposti della precedente versione del Regolamento comunale e gran parte della legge regionale emanata nel 2000. Molte delle disposizioni che vi sono contenute non sono più applicabili e risulta inopportuno introdurre procedure diverse, sistematicamente respinte da tutti i TAR italiani con ingenti risarcimenti sborsati dai Comuni ai gestori danneggiati.
“Partendo dal presupposto che le valutazioni sull’impatto elettromagnetico sono state ‘salvate’ e sono comunque garantite dall’obbligatorio parere di Arpa, – affermano al proposito gli assessori Fusari e Zadro – con il nuovo regolamento abbiamo cercato di mantenere in punta di piedi ed in virtù dei buoni rapporti instaurati con i gestori, la possibilità di presentare un programma annuale in caso di installazioni numerose; di garantire la massima pubblicità delle installazioni per dare informazione alla cittadinanza; e di mantenere principi valutativi di cautela per il nostro centro storico. Di più ci avrebbe portato nella piena illegittimità”.

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PROTEZIONE CIVILE REGIONALE – Ultimi aggiornamenti a cura dell’Agenzia regionale – ALLERTA n. 76/2014
Tutti gli avvisi e le allerte pubblicate sulle pagine del sito internet ufficiale – Condizioni meteo avverse e criticità idraulica
03-03-2014

>> GLI AVVISI E LE ALLERTE DELLA PROTEZIONE CIVILE dell’Emilia Romagna

(Aggiornamento AVVISI e ALLERTE a cura degli uffici della Protezione Civile Regionale)

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Oncologia, la Regione entra nell’Irst di Meldola

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Politiche per la salute-L’assessore Lusenti: “L’obiettivo è rendere pienamente operativo l’Istituto nel rafforzamento della rete oncologica regionale”

Bologna – La Regione Emilia-Romagna entra nell’assetto societario dell’Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori (Irst) di Meldola per rafforzarne il ruolo pubblico e la responsabilità di nodo delle attività oncologiche di assistenza e di ricerca. Con una delibera della giunta regionale approvata oggi, la Regione acquisisce il 35% (7 milioni di euro) del capitale sociale, portando la partecipazione pubblica, che comprende anche l’Azienda Usl della Romagna e il Comune di Meldola, al 69,62% delle quote sociali.
L’ingresso della Regione, che acquisisce la quota di maggioranza relativa, era stato disposto con la legge regionale 22/2013 approvata lo scorso novembre dall’Assemblea legislativa, la legge di istituzione dell’Azienda Usl della Romagna.
Per l’assessore alle Politiche per la salute Carlo Lusenti “con quest’atto si consolida ulteriormente l’integrazione dell’Irst di Meldola all’interno del Servizio sanitario regionale. L’obiettivo è rendere pienamente operativo l’Istituto nel rafforzamento della rete oncologica regionale”.
L’ingresso della Regione ha comportato una nuova ripartizione dell’assetto societario che prima prevedeva una partecipazione pubblica pari al 53,27% (tra Aziende Usl di Forlì, Cesena, Ravenna, Rimini e Comune di Meldola). Entro il 31 marzo verrà disposto l’atto formale di liquidazione da parte della Regione.

L’Irst di Meldola è inserito nella rete dei 4 Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico dell’Emilia-Romagna, nella disciplina “Terapie avanzate nell’ambito dell’oncologia medica”, e si affianca all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, all’Istituto delle Scienze neurologiche (Ospedale Bellaria) dell’Azienda Usl di Bologna e all’Istituto in tecnologie avanzate e modelli assistenziali in oncologia dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia.
L’Istituto, che ha avviato la sua attività nel 2007 all’interno delle strutture del vecchio ospedale civile di Meldola (vicino a Forlì), è interamente dedicato alla cura e alla ricerca clinica, oltre che alla formazione in campo oncologico. E’ una partnership tra pubblico (Regione Emilia-Romagna, Azienda Usl della Romagna, Comune di Meldola) e il privato no profit (Istituto Oncologico Romagnolo e 5 fondazioni bancarie).
L’Istituto può contare su 36 posti letto (30 di degenza ordinaria, 6 di degenza radio metabolica) e 28 posti in day hospital divisi tra le sedi di Meldola, Forlì e Cesena. Il personale è composto da circa 350 unità di personale fra medici, ricercatori, infermieri e personale amministrativo.
Per garantire ai malati le migliori conoscenze nella diagnosi e nella terapia, i medici sono suddivisi in specifici gruppi di patologia e sono operativi gruppi di professionisti che coinvolgono più specialisti di differenti discipline mediche. L’Istituto è impegnato a offrire ai pazienti le risposte terapeutiche più innovative come la terapia genica, i trattamenti radio metabolici, i trattamenti radianti, l’immunoterapia sperimentale e la terapia cellulare somatica.

Comacchio: Festa della Donna alla Casa di riposo comunale Aniceto Nibbio

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Le ospiti ed il personale della Casa Protetta “Aniceto Nibbio” organizzano per sabato 8 marzo una speciale Festa della Donna con l’intrattenimento musicale del duo Franco ed Ernesto. Sarà un pomeriggio di spensieratezza e allegria, al termine del quale verrà offerta una fetta di torta a tutti gli intervenuti. Appuntamento dalle ore 16 alle ore 18 alla C.R.A. di Comacchio in Via Mazzini 147.

Sprofondo rosso: perso mezzo milione di posti di lavoro, Ferrara maglia nera del nord

Sembra essere passata forse un po’ troppo in sordina la pubblicazione dei dati Istat sul mercato del lavoro nel 2013. O meglio, si è colto genericamente l’ennesimo grido d’allarme sulla gravità del fenomeno disoccupazione, ma è mancata un’analisi un po’ più approfondita dei dati, che invece sono assolutamente clamorosi, a livello nazionale, ma in particolare a livello locale.Nel 2013 l’Istat ha registrato, infatti, la più grave caduta occupazionale della storia repubblicana: quasi 500 mila posti di lavoro persi in un solo anno (- 2,1%).

A livello ferrarese il dato è ancora più scioccante: 13.000 posti di lavoro in meno dal 2012 al 2013, pari ad una caduta del 8,5%. E’ il dato peggiore non solo dell’Emilia-Romagna, la quale si attesta ad un comunque preoccupante -2,1%, ma di tutta l’Italia del Nord.
Questi dati si riflettono di conseguenza sul tasso di disoccupazione, che si attesta su un “iperbolico” 14,2%, contro una media regionale di 8,5%. Per comprendere meglio la rilevanza di questo dato, basta dire che si tratta della seconda provincia del Nord per tasso di disoccupazione, Novara è la prima e differisce di quasi due punti (12,4%).
Prendendo in considerazione i principali settori, si nota poi che tutto il calo occupazionale è concentrato non nei settori produttivi (industria, agricoltura e costruzioni, che sostanzialmente reggono), ma nei servizi, altro dato che meriterebbe di essere meglio compreso ed interpretato.

andamento-tassi-disoccupazione-regionale-provinciale-2004-2013
Andamento dei tassi di disoccupazione regionale e provinciale, dal 2004 al 2013

Ferrara, quindi, si ripropone con forza come un’anomalia nel contesto emiliano, e più in generale nel nord del Paese. Gli enormi sforzi fatti nei decenni scorsi per superare la storica arretratezza della nostra provincia, sembrava fossero riusciti ad un certo punto a ridurre enormemente le distanze con i territori circostanti, ma purtroppo sembra che la crisi stia vanificando ogni tentativo.
Confrontando le curve dei tassi di disoccupazione regionale e provinciale, emerge in modo evidente come le fasi di crescita economica siano contrassegnate da un avvicinamento dei valori ferraresi alle medie emiliano-romagnole, mentre durante i periodi di recessione avvenga esattamente il contrario e ci sia una caduta vertiginosa verso il basso.

“Le tue idee al centro”, il percorso partecipativo promosso dall’Amministrazione Comunale a supporto del nuovo PSC

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Per promuovere un progetto condiviso di rigenerazione del centro storico, venerdì 7 e sabato 8 marzo si svolgeranno due importanti incontri su “Le tue idee al centro”, – il percorso partecipativo promosso dall’Amministrazione Comunale a supporto del nuovo PSC. Nell’ottica del più ampio coinvolgimento dei cittadini, il gruppo di lavoro, coordinato dall’architetto Alessandra Marin dell’Università di Trieste, organizza uno spazio di incontro per ascoltare le opinioni dei residenti, sulle opportunità di conferire nuova linfa vitale al centro storico di Comacchio. Venerdì 7 marzo, dalle ore 15 fino a sera, i responsabili referenti del progetto “Le tue idee al centro” accoglieranno tutti coloro che sono interessati a fornire pareri, idee, proposte, sensibilizzando al contempo i cittadini sull’importanza di questo tema. L’iniziativa si svolgerà di fronte alla sede del Centro Idee Comacchio, in via E. Fogli 73, il punto di ascolto e informazione per il nuovo PSC e la rigenerazione del centro storico, che verrà inaugurato nello stesso pomeriggio, alle ore 17, alla presenza del Sindaco Marco Fabbri. Sabato 8 marzo, per l’intera mattina, i punti di ascolto attivi saranno due: ancora il Centro Idee Comacchio e l’area in prossimità del supermercato COOP (in via Fattibello).
I punti di raccolta di idee e informazioni si potranno riconoscere dalla presenza dei “totem” con il logo di “Le tue idee al centro”.

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Immigrati, la giunta approva il Programma triennale 2014-2016

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Immigrati, la giunta approva il Programma triennale 2014-2016. Quattro gli obiettivi strategici. In Emilia-Romagna l’incidenza dei residenti non italiani sul totale della popolazione è passata dall’8,6% del 2008 al 12,2% del 2013. L’assessore Marzocchi: “Un nuovo patto di cittadinanza tra migranti e nativi e tra nuovi residenti e amministrazioni locali”

Bologna – Inclusione, equità e diritti, cittadinanza, antidiscriminazione. Sono i quattro “obiettivi strategici” individuati dal Programma triennale 2014-2016 per l’integrazione sociale dei cittadini stranieri, deliberato oggi dalla giunta regionale e che dovrà essere sottoposto a breve all’Assemblea legislativa. Uno strumento trasversale, previsto dalla legge regionale 5 del 2004 sull’immigrazione, che pone al centro delle programmazioni di settore il tema di una società – quella dell’Emilia-Romagna – già multietnica a tutti gli effetti, con un fenomeno migratorio stabilizzato, che vede al suo interno persone originarie di oltre 170 Paesi differenti.

“Siamo di fronte a una popolazione regionale sempre più eterogenea per provenienza, lingua, cultura, credo, condizioni socio-economiche – sottolinea l’assessore alle Politiche sociali Teresa Marzocchi – . Questo pone l’urgenza, non più rinviabile, di ridefinire un nuovo patto di cittadinanza tra migranti e nativi e tra nuovi residenti e amministrazioni locali. In quest’ottica vanno potenziate le politiche pubbliche volte a investire nella diversità e nel dialogo culturale, ponendo al centro le persone e i diritti fondamentali di cui sono titolari. In questa direzione vanno anche le nuove Linee guida, recentemente approvate dalla giunta, che rafforzano e potenziano la rete regionale contro l’antidiscriminazione”.

La crisi economica ha portato una significativa riduzione dei flussi di ingresso programmati per motivi di lavoro, mentre sembrano aver subito meno contraccolpi la domanda di lavoro di cura e i processi di ricongiungimento familiare. “Tutto ciò richiede di concentrare l’attenzione sulla qualità dell’integrazione delle persone già presenti sul territorio – prosegue l’assessore – , che possono rappresentare un fattore decisivo di investimento per le politiche regionali nei prossimi anni. Questo Programma vuole garantire politiche sempre più trasversali, senza canali separati o paralleli, capaci di rispondere efficacemente ai bisogni delle persone migranti”.

Il fenomeno migratorio in Emilia-Romagna: le cifre
Nel 2013 la popolazione regionale contava 4.471.104 persone residenti, di cui 547.552 con cittadinanza non italiana (di queste, circa il 20% appartenenti all’Unione europea). Nonostante il significativo rallentamento della crescita a partire dalla crisi economica iniziata nel 2008, il fenomeno migratorio si è costantemente intensificato anno dopo anno: l’incidenza dei residenti non italiani sul totale della popolazione regionale è passata dall’8,6% del 2008 al 12,2% del 2013. Nel corso dell’ultimo decennio si è registrata una crescita della popolazione complessiva attorno al 10% quasi interamente dovuta alla presenza di cittadini stranieri. La previsione è che da qui al 2020 quasi un terzo della popolazione italiana avrà più di 65 anni (27%), a fronte di un 4% di over 65enni stranieri, e che circa il 60% dei residenti stranieri avrà meno di 40 anni, con un’incidenza prevista nella fascia di età (0-39 anni) intorno al 28%.

I quattro obiettivi del Programma
Si punta innanzitutto al raggiungimento di un buon livello di inclusione sociale delle persone migranti attraverso la realizzazione di una pluralità di interventi multidimensionali (scuola, formazione, lavoro, sociale, salute, casa), tra loro strettamente connessi. In primo luogo la Regione ribadisce la definizione di una scuola di qualità per tutti, quale strumento prioritario di coesione sociale. Per quanto riguarda la garanzia dell’equità e dei diritti, rispetto all’accesso e alla fruizione dei servizi la legge regionale prevede già (all’articolo 1) che siano garantite pari opportunità di accesso evitando quindi di costruire, se non per situazioni e momenti particolari, servizi specialistici “separati”. La necessità di rimuovere ostacoli di ordine linguistico, culturale e organizzativo nella presa in carico e nella definizione di percorsi di inclusione socio-lavorativa appare ancora più urgente se riferito a un’ampia gamma di persone in condizioni di vulnerabilità sociale: per esempio i richiedenti e titolari di protezione internazionale e umanitaria, i minori stranieri non accompagnati, le persone vittime di tratta, le persone ex detenute, le persone vittime di violenza e/o matrimoni forzati.
Se la questione giuridica della “cittadinanza” e dell’introduzione del diritto di voto amministrativo per i cittadini stranieri è materia di esclusiva competenza statale, le politiche regionali possono invece promuovere la molteplicità delle forme di “cittadinanza attiva”, di relazioni sociali e di partecipazione che possano permettere di aumentare i livelli di coesione sociale e prevenire eventuali conflitti: è un percorso, questo, su cui si lavora già da tempo e che si intende rafforzare. Infine, quarto obiettivo strategico del Programma, l’antidiscriminazione: la Regione, dal 2008, ha avviato un Centro regionale contro le discriminazioni, basato su una rete territoriale che sappia intercettare, orientare e rimuovere eventuali discriminazioni, e che investa sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione. Le nuove Linee guida, recentemente approvate dalla giunta, rafforzano e potenziano questa realtà.
Il Programma triennale 2014-2016 indica inoltre tre azioni prioritarie che possono contribuire, in una logica intersettoriale, al raggiungimento degli obiettivi strategici: la promozione e il coordinamento in ambito locale delle iniziative per l’apprendimento e l’alfabetizzazione alla lingua italiana; la mediazione e la formazione culturale; l’informazione e la conoscenza diffusa dei diritti e dei doveri connessi alla condizione di cittadino straniero.

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Premio Giornalistico Televisivo “Ilaria Alpi”, ventesima edizione: ecco il bando e le novità

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Premio Giornalistico Televisivo “Ilaria Alpi” – Pubblicato il bando della ventesima edizione. C’è tempo fino al 31 maggio per presentare i servizi e le inchieste televisive che trattino temi di impegno civile e sociale. Ammessi per la prima volta i servizi trasmessi su web e tv locali. La premiazione a Riccione dal 4 al 7 settembre 2014

Bologna – “Premio Ilaria Alpi”, pubblicato il bando della ventesima edizione. Numerose le novità dell’edizione 2014: alle sezioni per il Premio Miglior Inchiesta televisiva concorreranno anche i servizi giornalistici trasmessi sul web e sulle tv locali e regionali insieme alle inchieste apparse su canali televisivi nazionali, in chiaro, digitale terreste, satellitari.

Confermati il Premio “IA Doc” e il Premio della Critica. Giunge alla seconda edizione il premio Coop Ambiente, rivolto alle inchieste giornalistiche televisive dedicate a tematiche ambientali e alla quinta edizione il premio UniCredit, assegnato a una giornalista che si sia distinta per valore e coraggio. Quest’anno, in occasione del ventennale dall’uccisione della giornalista e dell’operatore, la giuria assegnerà una menzione speciale “Ilaria Alpi” per il miglior servizio da tg e una menzione speciale “Miran Hrovatin” per la miglior fotografia.

Regolamento completo, scheda di iscrizione per concorrere e composizioni delle giurie sul sito web www.premioilariaalpi.it.

Il “Premio Ilaria Alpi” è promosso dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Riccione, ed è organizzato dall’Associazione Ilaria Alpi con la collaborazione di Rai, Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, Federazione Nazionale della Stampa, Usigrai.

Un caso ancora aperto, quello della video giornalista italiana uccisa con il suo operatore, come ricorda Mariangela Gritta Grainer, presidente dell’Associazione Ilaria Alpi: “In questi vent’anni sono entrata più volte nel mondo di Ilaria, dal momento della sua esecuzione, quel 20 marzo 1994, con la volontà di cercare nei suoi lavori una traccia per capire la sua morte, innanzitutto. Con la consapevolezza che quel che rimane dei suoi appunti sia solo una minima parte di quanto è stato purtroppo trafugato, eliminato, occultato”. E prosegue: “Sappiamo che Ilaria aveva raccolto materiale importante e anche le prove di un traffico d’armi e di rifiuti tossici individuando responsabilità: per questo è stata uccisa insieme a Miran, prima che potesse raccontare ‘cose grosse’ come aveva annunciato alla Rai. Sappiamo quel che è successo quella domenica 20 marzo 1994. Sappiamo quel che è successo prima e anche dopo. Sappiamo il perché, forse anche da chi era composto il commando assassino. Non sappiamo con certezza chi ha ordinato l’esecuzione e chi ha coperto esecutori e mandanti. Ma vogliamo cercare ancora, mettendo all’opera tutti gli strumenti della conoscenza: questo è il nostro impegno”.

Impegno che si trasformerà anche in diversi eventi dedicati alla memoria di Ilaria Alpi nel corso del 2014: dallo spettacolo teatrale “African Requiem” di Stefano Massini con Isabella Ragonese alle proiezioni del film “Il Più Crudele dei Giorni” di Ferdinando Vincentini Orgnani e Marcello Fois nelle scuole, passando per intitolazioni di parchi, centri sociali e luoghi. Maggiori informazioni sul sito internet, appena rinnovato, www.ilariaalpi.it.

Mercoledì 19 marzo sarà la Camera dei Deputati a ricordare Ilaria e Miran con un appuntamento commemorativo. Mentre giovedì 20 marzo sarà la Rai a ricordare i due giornalisti: RaiNews24 dedicherà parte del palinsesto della giornata a Ilaria e Miran e Rai Tre una prima serata condotta da Andrea Vianello con molti ospiti presenti.

Al ricordo di Ilaria Alpi si sono unite molte personalità del mondo della cultura e dello spettacolo che in questi anni hanno contribuito alla battaglia per non dimenticare la giornalista uccisa. Per questo ventennale molti hanno accolto l’invito dell’associazione Ilaria Alpi e hanno scritto pensieri significativi. Alcuni di questi pensieri si potranno leggere nel corso di “Mi richiama talvolta la tua voce”, mostra fotografica di Paola Gennari Santori a cura di Ludovico Pratesi che verrà inaugurata il 20 marzo (aperta fino al 30 marzo) presso il Museo Maxxi Corner D di Roma. Una mostra che racconta la dimensione più personale di Ilaria Alpi, dalla sua prima giovinezza alla tragica uccisione.

Due invece saranno i titoli in libreria che ricorderanno la giornalista. Il 12 marzo sarà in libreria “Ilaria Alpi. La ragazza che voleva raccontare l’inferno” di Gigliola Alvisi (Rizzoli), racconto degli otto mesi trascorsi a Mogadiscio da Ilaria Alpi come inviata del Tg3, ricostruiti con fedeltà e precisione giornalistica, per la prima volta in un’edizione destinata ai ragazzi.
Il 19 marzo verrà pubblicato “La strada di Ilaria” di Francesco Cavalli (Milieu edizioni), in cui si raccontano i fatti sui quali lavorava Ilaria Alpi e le ragioni della sua morte. Questo libro, frutto di diversi viaggi in Somalia, darà vita anche a una rappresentazione teatrale che girerà per l’Italia.

Il comune di Sant’Agostino avvia il percorso partecipato “Less is More, ripensare il vuoto per trovare un centro”

da: Comune di Sant’Agostino

Grazie al cofinanziamento regionale nell’ambito del Bando Ricostruzione, il Comune di Sant’Agostino (FE) ha avviato a gennaio 2014 il percorso partecipato ‘LESS IS MORE – Ripensare il vuoto per trovare un centro’ per elaborare insieme alla comunità una strategia per rivitalizzare il centro, a partire dal vuoto generato dagli eventi sismici del maggio 2012.
Tra gennaio a maggio 2014, commercianti, imprenditori, associazioni socio-culturali del territorio sono coinvolti, sotto la guida di un gruppo multidisciplinare di esperti, in una riflessione sulla destinazione degli spazi tra piazza Marconi, piazza Pertini e Corso Roma e sulle connessioni tra il centro e le frazioni di Dosso e San Carlo. I risultati andranno a definire i contenuti del bando per un concorso di progettazione che avrà come oggetto la redazione del progetto urbanistico di ricostruzione dell’area.

Il percorso – che si arricchisce strada facendo di sinergie e collaborazioni – prosegue con un doppio appuntamento:

• L’incontro serale di venerdì 7 marzo (ore 20.30) è dedicato alla condivisione con la citttadinanza dei dati raccolti (esiti del focus group, delle interviste al mondo imprenditoriale, dell’Atlante delle Associazioni e della mappatura delle funzioni), alla presentazione delle prime collaborazioni nate attorno al progetto, nonché all’approfondimento del rapporto strutturale che lega Sant’Agostino – e in generale il territorio ferrarese – all’acqua.

• La giornata di sabato 8 marzo è funzionale alla riscoperta della dimensione comunitaria e all’esplorazione degli spazi oggetto del processo partecipato, con un percorso esperienziale guidato dedicato la mattina alla scuola (con due classi medie dell’istituto comprensivo Dante Alighieri) e il pomeriggio a tutta la cittadinanza. Tra le due camminate avrà luogo il pranzo comunitario presso il Palareno.

Tutta la cittadinanza è invitata

Per informazioni
U.R.P. COMUNE Sant’Agostino 0532 844411 – www.comune.santagostino.fe.it
In allegato il programma delle due giornate.

Il progetto Less is More è cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna, con il patrocinio di FORMEZ PA – Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l’ammodernamento delle P.A.

Media Partner www.ferraraitalia.it

PROGRAMMA

VENERDI’ 7 MARZO 2014 ORE 20.30

INCONTRO PUBBLICO PER CONDIVIDERE I PRIMI RISULTATI
Sala Bonzagni
via Bianchetti – Sant’Agostino (FE)

MORENO PO (Provincia di Ferrara) – Ci racconterà come si è evoluto nel tempo il corso del fiume Reno e come questo abbia determinato il paesaggio del territorio di Sant’Agostino

ELENA MELLONI (Comune di Sant’Agostino) – Un puntuale e funzionale affondo sulle previsioni urbanistiche contenute nel Piano Strutturale Comunale

GRUPPO DI LESS IS MORE – I dati raccolti: esiti del focus group e delle interviste al mondo imprenditoriale, le prime risposte (raccolte tramite le cartoline) alla domanda “cosa ricercano le persone fuori da Sant’Agostino”, l’Atlante delle Associazioni.

Presentazione del GRUPPO DI SUPPORTO al processo partecipato e delle collaborazioni nate attorno al progetto.

SABATO 8 MARZO 2014
PRANZO COMUNITARIO E CAMMINATA DI QUARTIERE
con il gruppo del progetto Less is More

Ore 12.30 – RITROVO AL PALARENO PER PRANZARE INSIEME
La “base” per 80 persone sarà a cura dell staff di progetto con l’aiuto dell’associazione Tuttinsiemepersancarlo, ma chi può è invitato a portare qualcosa da condividere con gli altri.

Ore 14.00 – ESPLORAZIONE GUIDATA DI SPAZI E STRADE
Ritrovo a PIAZZA PERTINI.
Il percorso è alla portata di tutti, ma vestiti e scarpe comode ci aiuteranno a osservare con un occhio diverso quello che crediamo di (ri)conoscere

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L’ Assessore Mezzetti interviene sul tema delle candidature al titolo di Capitale europea della cultura nel 2019

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Bologna – “Pari opportunità per tutte le città italiane in lizza: il Governo non deve parteggiare per nessuna di esse”. L’assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Massimo Mezzetti, interviene sul tema delle candidature al titolo di Capitale europea della cultura nel 2019 dopo che il neo sottosegretario ai Beni culturali, Francesca Barracciu, ha affermato di fare il tifo per Cagliari “per il bene della Sardegna e di tutto il Paese”.

“Ricordiamo a Francesca Barracciu – dice Mezzetti – che le città candidate all’ambìto titolo sono sei: Ravenna, Perugia, Siena, Lecce, Matera, Cagliari. Mi associo alla richiesta del sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, rivolta al premier Renzi e al ministro Franceschini, volta a ottenere la garanzia di massima imparzialità da parte del Governo nel tutelare pari opportunità, nella gara per diventare Capitale europea, a tutte e sei le città in lizza”.

Comacchio: due incontri sulla genitorialità positiva

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

L’Assessorato alla Pubblica Istruzione, in collaborazione con la Cooperativa Girogirotondo e il Centro per le famiglie del Delta “La Libellula” promuove due incontri sulla genitorialità positiva, il primo dei quali si svolgerà giovedì 6 marzo alle ore 16:30, nella sala polivalente “San Pietro” a Palazzo Bellini. Il filo conduttore degli incontri è riconducibile al quesito “la punizione e il rimprovero, fanno parte di una genitorialità positiva?”, al quale cercheranno di rispondere la psicopedagogista Silvia Senigalliesi e la psicologa Francesca Battani. Entrambe le esperte svolgono il loro ruolo di consulenza presso il Centro sovra-comunale per le famiglie del Delta “La Libellula” (Via Buonafede, 12). Gli incontri di informazione e di confronto sono rivolti a genitori di bimbi dai 3 ai 10 anni e di ragazzi da 11 a 18 anni, che intendono dialogare sulle loro tematiche educative e sul ruolo genitoriale. L’incontro successivo avrà luogo martedì 1° aprile 2014, sempre alle ore 16:30.

Nota del sindaco Tiziano Tagliani sui criteri che disciplinano la collocazione dei “banchetti politici”

da: ufficio stampa Comune di Ferrara

In merito alla polemica sollevata da Mario Zamorani sui criteri che disciplinano la collocazione dei cosiddetti “banchetti politici”, vorrei esprimere alcune considerazioni.
Quali sono, in buona sostanza, le finalità del provvedimento della giunta che Zamorani contesta? Evitare che una forza politica possa “occupare” il medesimo spazio per periodi troppo lunghi, a scapito di altri eventuali richiedenti, come purtroppo in passato è spesso accaduto (forse qualcuno ricorderà che – prima dell’adozione del provvedimento – Forza Nuova ha occupato il Volto del Cavallo per molte settimane consecutive), ed evitare la congestione sempre sui soliti spazi, dove capitava che due o più formazioni politiche si accalcassero in pochi metri quadri. Tali necessità sono state rimarcate durante un incontro in Prefettura anche dalle forze preposte all’ordine pubblico, che hanno l’onere di vigilare sulle manifestazioni ma non possono garantire la propria presenza in modo continuato e non programmato.
Si tratta, in poche parole, di regole dettate dal buon senso e dalla constatazione che non mancano i luoghi caratterizzati da buona visibilità e considerevole transito di persone e che quindi non si arreca alcun danno alla libertà di espressione se si chiede ai movimenti politici di darsi un po’ più frequentemente il cambio nell’utilizzo delle postazioni. Aggiungo che i banchetti politici non sono l’unica tipologia di occupazioni di suolo pubblico che viene legittimamente richiesta in centro, ed è necessario garantire anche ad altre manifestazioni la possibilità di svolgimento.
Non vi è stata alcuna infrazione al regolamento COSAP, che detta criteri e metodi per l’applicazione del canone di occupazione di suolo pubblico (e, nel caso specifico delle occupazioni con finalità politiche, esenta dal pagamento del canone), ma lascia gli altri aspetti alla discrezionalità dell’Amministrazione, nel rispetto in particolare delle esigenze della circolazione, dell’igiene e sicurezza pubblica nonché estetica e decoro ambientale (Reg. COSAP art.11).
Sono pronto a confrontarmi col sig. Zamorani quando vuole, anche in presenza – se ritiene – di tutti i presidenti di Consiglio comunale che si sono avvicendati nel corso degli anni. Lo invito – nel frattempo – a sospendere lo sciopero della fame.

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“Non mi sento un provocatore”. Su ex caserma e museo della città, Ranieri Varese replica al sindaco

da: Ranieri Varese

La stampa cittadina riporta, in maniera concorde, il giudizio del Sindaco di Ferrara sulla proposta di istituire anche a Ferrara il ‘Museo della Città’ e l’indicazione della possibile sede nella ex Caserma Pozzuolo del Friuli. “Una provocazione proporre alla città una spesa di 60 milioni di euro abbandonando quanto iniziato, come ad esempio Casa Minerbi.”
I due temi, la fondazione del Museo (e del sistema museale) e l’utilizzo della ex Caserma sono troppo importanti per essere liquidati con una battuta, a mio parere impropria.
Vanno mantenuti distinti; sono stato io che li ho riuniti proponendo la coincidenza, ma niente vieta altre soluzioni. La occasione mi è stata fornita dall’Assessore Fusari che ha spiegato in una pubblica riunione le ipotesi di uso dell’area da parte della Amministrazione Comunale e ha presentato i primi elaborati approntati dagli uffici, evidentemente su indicazione. Ricordo: edilizia residenziale, studentato, parcheggio, centro commerciale.
La ‘provocazione’ è sulla destinazione d’uso, quando la si propone pubblica?
Una area di quasi tre ettari, da anni abbandonata, all’interno della cinta muraria è un problema che coinvolge, o dovrebbe, le istituzioni, le forze politiche, tutti i cittadini. Mi chiedo se è una ‘provocazione’ avanzare delle ipotesi in funzione di un dibattito e di un confronto che comunque non potranno essere evitati.
Ho scritto, il 27 gennaio scorso, all’Assessore Fusari chiedendogli di aggiungere questa ipotesi alle altre illustrate. Non ho avuto risposta. L’Assessore non aveva l’obbligo di farlo; esiste tuttavia un ‘dovere di cortesia’ che, in questa occasione, è mancato.
La lettera di un cittadino che, in termini civili e argomentati su un tema non pretestuoso, chiede un riscontro non va ignorata. Se avviene non è un bel segnale.
Il tema ‘Casa Minerbi’, naturalmente, non c’entra in nulla con quanto avevo indicato.
Non mi sento un ‘provocatore’.

Lettera dell’assessora Roberta Fusari al Prof. Ranieri Varese sulla Caserma Pozzuolo

da: ufficio stampa Comune di Ferrara

Gentile Prof. Ranieri Varese,
ho naturalmente ricevuto e letto la sua lettera del 28 gennaio, e l’ho riletta pubblicata su varie testate giornalistiche locali in questi giorni; le mie considerazioni riguardo la Caserma Pozzuolo del Friuli e più in generale sull’idea del Museo della Città le avevo esposte pubblicamente all’Assemblea di Italia Nostra del 18 gennaio in cui ci siamo incontrati, e quindi non ritenevo di doverle riprendere ulteriormente, ma evidentemente mi sbagliavo e di questo mi scuso.
Come ho ampiamente esposto la mattina del 18 gennaio, la Caserma di via Cisterna del Follo è un bene demaniale, dello Stato, non è nelle nostre competenze, e il recente passaggio alla Cassa Depositi e Prestiti ne ha confermato la volontà statale di farne un bene da valorizzare attraverso una vendita. Si tratta di oltre 20.000mq di superficie lorda da recuperare e in parte restaurare, e altrettanti 20.000 mq di recupero e risanamento di aree libere (di cui 4.700mq destinati al ripristino del giardino di Schifanoia). È evidente che l’importo per l’acquisto del bene più il valore necessario per tale recupero ne farebbero un impegno tale da dover annullare tutti gli altri impegni in ambito di edilizia culturale dell’Amministrazione Comunale.
Ma non credo che il punto sia questo, quanto piuttosto sia valutare la necessità di avere un Museo della Città a Ferrara. Questa Amministrazione si è già espressa sul tema, ritenendo che la città stessa debba essere il museo della città, e che la si debba conoscere vivendola nei suoi molteplici musei e nelle sue piazze, vedendo e attraversandone gli spazi e i monumenti. L’impegno attuale è rivolto alla riapertura del grande Massari e di Schifanoia completamente rinnovati, al completamento di Casa Minerbi e al recupero di Palazzo Niccolini, tra gli altri.
Per questo motivo riteniamo che un Museo della Città non sia nelle “corde” della nostra città, e tra le politiche culturali che abbiamo previsto.
I più cordiali saluti.
Roberta Fusari

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Hera estende alla zona di Casaglia, Ravalle e Porporana il potenziamento della raccolta differenziata

da: ufficio stampa Hera

Prosegue a Ferrara l’attuazione del progetto che dal 2010 ha coinvolto oltre 110.000 abitanti. Si tratta di un articolato sistema per aumentare e migliorare la raccolta differenziata attraverso un potenziamento dei servizi e una intensa attività di informazione rivolta ai cittadini.

Nei 4 anni di vita di questo progetto, il numero dei contenitori per la raccolta differenziata stradale è praticamente raddoppiato ed è stata fortemente incrementata la raccolta differenziata: plastica +17%, carta +26%, vetro +22%, organico +350%, sfalci e potature +21%.

Ad essere coinvolti, dal mese di marzo, saranno altri 1000 abitanti delle zone di Casaglia, Ravalle e Porporana. Le famiglie riceveranno la visita domiciliare degli informatori ambientali di Hera. Visita anticipata con una lettera informativa.

Gli incaricati, riconoscibili dai tesserini con il logo Hera, spiegheranno ai residenti quali comportamenti adottare per svolgere al meglio la raccolta differenziata, con particolare attenzione alla frazione organica. Lasceranno gratuitamente a tutte le famiglie la dotazione di una eco borsa per separare i rifiuti già in casa, il Rifiutologo, un’utile guida alla differenziazione e una pattumella per la raccolta dell’organico con la fornitura annuale di sacchetti. Infatti alla fase dell’informazione seguirà l’attivazione della raccolta del rifiuto organico.

In caso di assenza dell’utente, l’operatore lascerà nella cassetta postale un avviso con il quale si potrà ritirare il kit ai banchetti informativi che si terranno dalle 9 alle 13, sabato 15 marzo, di fronte al consorzio Agrario di Casaglia e domenica 16 marzo presso il teatro Venere di Ravalle.

La cultura si muova per le dimissioni del Vescovo Negri

da: Roberto Guerra

Ennesima esternazione del Vescovo Negri, qua a Ferrara un flop costante. Ora persino un mix da D.J. assatanato tanto per restare in tema. In questi giorni non soltanto una nuova manifesta espressione del Vescovo (di Ferrara, ma mai per la comunità, sempre e solo per interferenze teocratiche cattopassatiste) fortemente antilaica: in quel di Casa Cini (a suo tempo espressione della miglior tradizione vivente e “moderna” con Don Franco Patruno della vera cultura umanistica di matrice cristiana) prima una conferenza dove Negri, manco Renzi voglia rottamare il Concordato, bolla l’informazione di manipolazione costante della verità, proclama lecita e attendibile solo una informazione basta sulla Verità (quella di Mosè, Gesu’ o Maometto o Torquemada non si è quasi capito….).
Di più, nell’incontro con la stampa locale invitata, non invitata la stampa on line ufficiale: persino Scansani, de la Nuova Ferrara, non proprio la testata più libera di Ferrara (ma il Carlino mica meglio, anzi), almeno ha evidenziato e di fatto protestato per il baco solare..
Negri ha già comunicato in nome della Verità, la sua non disponibilità a qualsiasi analogo confronto con la stampa on line! Certo zelo del Vescovo quasi oscura persino lo stesso Beppe Grillo come noto molto amico dei giornalisti! Ebbene, magari a Ferrara sarebbe auspicabile (ma non certo solo qua) un bel dibattito sui condizionamenti espliciti o taciti del Potere Politico verso i mezzi di informazione: ma esclusivamente in sede laica, non certo nel cortile della Curia.
Più in generale, l’abbiamo scritto fin da subito e in particolare dall’affaire movida della Primavera/Estate 2013, non solo a Ferrara, il Vescovo Negri è semplicemente e ripetutamente nei fatti incompatibile con una città d’arte laica (almeno giuridicamente e potenzialmente) come Ferrara. Per rilanciare il turismo non crediamo che sia un buon target quello in voga nel medioevo o quello attuale dei seguaci lefebvriani, tacito o meno controeresia non ufficiale che sembra ispirare la crociata 1.0 del vescovo Negri, qua a Ferrara.
Già l’affaire movida (che ha già decretato nei suoi effetti un parziale abbandono della comunità studentesca dal rituale della Movida, desertificando un poco il Centro Storico -potenza di un poco di rumorismo di qualche versetto satanico…!) alla fine a Ferrara ha seguito, istituzioni incluse, dapprima laicissime… poi, un copione da Ponzio Pilato: e il Vescovo ancora qui, non solo, ha persino rilanciato in certo modo alla CEI (e nessuna levata di scudi qua a Ferrara)… Ora, mentre gli stessi a suo tempo Woityla e Ratzinger dichiararono Internet un dono di Dio, persino su Twitter, e sulla stessa onda anche Papa Francesco, Negri – al passo con infiniti gruppi fondamentalisti attivi nel web (i lefebvriani stessi..) bolla neppure tacitamente il Web di Satanismo!
E altro che richiamo all’Etica (Sic!): nell’era digitale… Negri si rilegga Dio & Golem del grande Norbert Wiener, fondatore della Cibern-Etica!
Ebbene: proprio quando Ferrara ha le ultime chances per risollevarsi da certa decadenza che soltanto un sindaco cattolico pare incapace di vedere, con magari un Franceschini alla cultura in quel del governo Renzi, non sarà l’eccezione molto orwelliana di uno Sgarbi, a suo tempo difensore d’ufficio del Vescovo, a impedire in una città laica magari un bella petizione virtuale (ovviamente) promossa senza se e senza ma dai 100000 uomini di cultura attivi e presenti in città! Non possiamo lanciarla Noi da soli, noti fuori Ferrara ma qua quasi bannati in quanto sempre fuori da certa ben nota Casta culturale e politica stessa, certamente la sottoscriveremmo. Ma questo vescovo è anche un TEST: medioevo o rinascimento prossimo venturo a Ferrara? Da Massimo Maisto al Gramsci eccetera, che aspettano a chiedere le dimissioni di tal vescovo medievalista (non ermeneutico ma letterale…) parodia persino di… Melantone, nemico nei fatti egli stesso di certo sublime umanesimo di matrice cristiana, mi limito a citare i soli Pierre Tehilard de Chardin, Jean Guitton, lo stesso Antonino Zichichi?

Roby Guerra futurista

Pci-Ds

L’oro del Pci, Bottoni: “Irresponsabile aver sottratto gli immobili al Pd, bisogna rimediare”

E’ un pezzo di storia del vecchio Pci, Giorgio Bottoni. Con Ansalda Sironi, moglie e compagna di una vita fatta di dedizione e passione politica, in città rappresenta un rispettato emblema di quel mondo. Il suo ruolo attivo nel partito è cessato nel 2007, a seguito del dissenso maturato riguardo la decisione dei Ds di non conferire al nascente Pd (frutto della fusione con la Margherita) il patrimonio finanziario e soprattutto immobiliare di cui erano titolari. Quella vicenda ha amareggiato questi anni recenti, nei quali più volte è intervenuto per ribadire le sue ragioni. Con interesse ha seguito la nostra inchiesta sull’Oro del Pci. Era utile e doveroso, ora che ci avviamo alla conclusione del viaggio, ascoltare anche il suo punto di vista.

Bottoni lei è stato amministratore del Pci di Ferrara dal 1985 al 1990 e responsabile dei patrimoni immobiliari fino ad aprile del 2007. Sulla questione fondazioni è intervenuto varie volte pubblicamente per esprimere il suo dissenso su come sono state condotte le cose…
Alla politica ho dedicato la mia intera esistenza, vissuta con tanto impegno e molta passione e adesso, all’età di 80 anni, con una pensione di mille euro, con tutta franchezza ci tengo a riproporre il mio punto di vista in merito alla vicenda non proprio limpida del passaggio al Pd.
Il Pci è stata la mia vita, la mia storia. Ma il Pd rappresenta il presente e il futuro. Ho seguito con attenzione la vostra inchiesta sulle fondazioni. Dai pronunciamenti di Calvano e Cusinatti emergere con chiarezza un rapporto conflittuale tra partito e fondazione. Un conflitto così profondo da portarli al punto di separare le sedi. Sono rimasto colpito dai termini usati, “noi e loro”, dalla definizione di “partiti mangiasoldi” data dai responsabili della fondazione, che pure sono un’emanazione volta a gestirne i patrimoni accumulati in passato. Con questi atteggiamenti si determina una separazione, non auspicabile per chi, come me, pensa che il patrimonio accumulato da Pci, Pds e Ds debba essere ricondotto al Pd.
Sposetti però a noi ha dichiarato cose diverse…
Quel che Ugo Sposetti ha dichiarato a Ferraraitalia sconvolge il mio orgoglio di appartenenza, rischia di indurmi all’uso dei forconi! Come fa un parlamentare del Pd a trattare così il proprio partito? Ho il dovere di ricordare, finché posso, che gli impegni a suo tempo presi con i militanti delle nostre articolazioni territoriali, vanno mantenuti a salvaguardia di un etica che non può essere mai smarrita, pena lo snaturamento di principi imprescindibili. Quel che era stato garantito è che l’intestazione degli immobili alla fondazione era puramente funzionale alla loro gestione, ma che la proprietà di fatto sarebbe sempre rimasta appannaggio del partito, dunque del Pd.
Ora, smentire come ha fatto Sposetti quella promessa e farlo oltretutto in nome della salvaguardia dei “valori” politici della tradizione è un autentico imbroglio, che forse cela l’obiettivo vero: rendere le fondazioni totalmente autonome, ‘legittimamente’ titolari del patrimonio e svincolate da ogni legame con il partito.
Già in questi anni sugli impieghi non c’è mai stata pubblicità, i responsabili delle fondazioni assicurano la trasparenza gestionale, ma ciò che fanno non è discusso al di fuori delle sedi…
Trovo abbastanza stravagante che chi ha racimolato il danaro dalle organizzazioni territoriali riferisca di una collegialità ‘a cadenza annuale’ per un organismo istituito col titolo pomposo di “consiglio di tesoreria” e candidamente ammetta di non avere per il futuro alcuna idea sulla destinazione delle eventuali rimanenze. E’ auspicabile che siano rese pubbliche entrate e uscite, inerenti al non breve operato delle fondazioni. Questa necessità è ancora più evidente nel caso di una sorta di gestione in ‘conto terzi’, svolta in fase di chiusura di un partito che da oltre sei anni ha cessato la propria attività. Adesso gli immobili sono definiti ‘donazioni’ e la fondazione si dichiara proprietaria: ma l’intento non era semplicemente proteggerli quegli immobili, “metterli al sicuro”? Quanto poi al compito statutario di “diffondere la conoscenza della storia e della cultura della sinistra”, il presidente del consiglio di indirizzo pare non avere in proposito neppure uno straccio di idea e di programma.
Un altro aspetto contestato è la nomina a vita degli amministratori della fondazione…
Certo. Nel caso malaugurato di un decesso improvviso potrebbero scattare la norme dei diritti degli eredi e qualora vi fossero dei minori, anche l’intervento del giudice tutelare. Non è problema da poco e rimane totalmente insoluto. E poi c’è il nodo della futura indicazione dei titoli di proprietà, dopo la loro inaudita e prolungata privatizzazione: si renderanno pur conto che una simile situazione non si può considerare definitiva? Hanno dichiarato che la decisione a suo tempo sia stata assunta attraverso una grande consultazione, che ha visto una massiccia partecipazione democratica. Che la scelta fosse facoltativa, a quanto riferito dal presidente del Cda Lodi, lo dimostrerebbe la soluzione autonoma praticata a Filo. Una prova in verità del tutto fuori luogo. Quella facoltà, praticata dalla nostra organizzazione di Filo, è stata attuata non al momento della costituzione della fondazione, che è del 2007, ma nel momento dello scioglimento delle due immobiliari che gestivano il patrimonio e col passaggio della titolarità giuridica delle proprietà alla federazione provinciale dei Ds, che è del 1999. Già allora Filo scelse di dare vita ad una soluzione autonoma. Li abbiamo anche aiutati, quando abbiamo avvertito la loro propensione a fare diversamente rispetto alla gestione provinciale. Andammo alla riunione indetta localmente, io e Aldino Cavallina, tesoriere della federazione pro tempore, assieme al notaio.

Quindi lei nega che la consultazione sia stata realmente tale?

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Giorgio Bottoni

Intanto quella consultazione non avveniva per iniziativa di chi l’ha organizzata poiché era resa obbligatoria dal regolamento interno redatto nel momento in cui si era deciso lo scioglimento delle due immobiliari e il passaggio della titolarità alla federazione provinciale del partito. E’ stato anche sintomatica la procedura praticata nell’impostazione di quella importante decisione, neppure iscritta nell’ordine del giorno delle due riunioni della direzione provinciale del 4 gennaio e del 4 febbraio. Non ne era a conoscenza neppure il suo presidente. Si è proceduto con una riservatezza molto sospetta, suggerita da “ordini superiori”.
Inoltre, la scelta di passare la titolarità all’Approdo non era facoltativa, perché veniva prospettata alle istanze interessate da parte della federazione e del suo rappresentante legale come la sola e obbligata possibilità. Non esistevano altre soluzioni, quella discussione poteva concludersi solamente con l’accettazione: appunto l’adesione alla fondazione. D’altronde quale altra facoltà poteva essere attuata, dal momento che la federazione (che l’aveva assunta dalle immobiliari otto anni prima) aveva già deciso di trasferire la titolarità degli immobili alla costituenda fondazione? Sposetti è stato l’inventore della formula, con una simile mossa le articolazioni di base sono state indotte a versare ogni bene ai tesorieri provinciali. E quella istituita da Sposetti diviene una rete di tesorieri delle federazione rimasti in essere, che si affianca alle 62 fondazioni. Una vera e propria assurdità.
Sposetti però non è l’unico a vederla a quel modo: l’operazione è stata in seguito condivisa anche da Antonio Misiani, il tesoriere del Pd nominato da Bersani e confermato da Epifani…
E’ vero. Dice Misiani: “Il Pd doveva essere un partito nuovo anche dal punto di vista economico. Ereditare la contabilità dei Ds e della Margherita ci avrebbe azzoppato perché ci saremmo dovuti accollare lo spaventoso fardello di 180 milioni di debito. E’ stata una scelta di discontinuità saggia”. L’inquietante questione della prospettiva neppure viene sfiorata. Potremmo trovarci in una situazione veramente paradossale. I patrimoni immobiliari che il partito si è creato attraverso le sue articolazioni di base usati dai vertici delle fondazioni per “vendette” volte a combattere l’affermarsi del nuovo.
Questo suo disaccordo lei lo aveva con chiarezza già manifestato nella fase che ha preceduto la fusione fra Ds e Margherita. Perché contrastava quella scelta?
Nel momento in cui decidevamo di dare vita al Partito democratico per diventare quella che attualmente è la più grande forza politica d’Italia, la scelta giusta sarebbe stata unificare anche la parte economica e patrimoniale coerentemente con la scelta politica compiuta da Ds e Margherita. Invece creammo un partito nuovo tenendo separate le risorse economiche: un incredibile paradosso! Se ciò fosse accaduto non vi sarebbe stato lo scandalo Lusi che ha infangato, gettato discredito, anche sfigurato il Pd. Venne attuata invece una insensata separazione che si sarebbe potuta comprendere solo se realizzata nell’ottica di una temporanea cautela, in attesa di consolidare l’intesa e tradurre l’alleanza in qualcosa di organico. Ma quando si è deciso di procedere alla nomina a vita degli amministratori delle fondazioni si è palesata una sostanziale e pericolosa privatizzazione di un patrimonio – come ricorda Mauro Agostini nel suo libro ‘Il tesoriere’ – che era frutto del sacrificio di molte generazioni di militanti, e in quanto tale proprietà delle diverse comunità locali’.
E invece perché le cose sono andate diversamente?
Sposetti, a commento di una precisa sollecitazione di Dario Franceschini, sostenne che i 2.399 immobili erano stati blindati da un lato per pagare le banche verso le quali sussisteva un debito di 160 milioni di euro per mutui stipulati in passato e che al netto non restava sostanzialmente nulla. Ma al contempo riconosceva pure l’esigenza di ‘non disperdere un patrimonio anche storico’ come a dire che il Pd non fosse degno di ereditarlo.
In seguito, nell’intervista che Sposetti ha recentemente rilasciato a “FerraraItalia”, fa affermazioni clamorose. Quando arriva alla tesoreria dei Ds dice di essersi messo le mani nei capelli per il debito che ha trovato, e per questo avrebbe preso a ragionare su un modello di gestione della politica che tenesse finanza e patrimonio fuori dal partito. Di conseguenza avrebbe messo in atto, senza inizialmente dichiararlo, quella che di fatto è stata una sottrazione dei patrimoni immobiliari alle articolazioni di base. Insomma: un’operazione veramente geniale, meglio non palesarla prima, prepariamo una sorpresa, da proprietari diventate affittuari, a condizioni di favore veramente di privilegio…
Quindi secondo lei questa scelta non è stata compiuta in maniera trasparente? 
Ho partecipato a tutte le riunioni preparatorie a Roma, a Bologna e anche a Andalo nel gennaio 2007. Un simile disegno è sempre stato tenuto nascosto. E ora, a posteriori, Sposetti cambia la scena. Il proprietario, i Ds, dice nella vostra intervista, “scompaiono senza lasciare eredi” e quindi la proprietà è automaticamente della fondazione. A questo proposito vorrei invitarlo a fare un giro tra le sedi di Via Bologna, Portomaggiore, Anita, Codifiume, Campotto, Poggiorenatico eccetera, per accertarsi con i militanti se sono scomparsi, o se ritengono sia morto il fondatore, o se hanno inteso compiere un atto di donazione…
E poi emergono altre contraddizioni: nella trasmissione televisiva “Report” del 19 maggio 2013, l’estinzione del debito dei Ds viene indicato non più in 160, ma in 200 milioni; e la scadenza, che era sempre stata individuata nel 2011, diventa invece il 2016. Mi domando: questo modo di agire risponde alla volontà di “valorizzare la nostra storia” o è piuttosto l’aggrapparsi al passato e farsene paravento per non rispondere al presente? Ma quale storia e quali valori…
E la fondazione l’Approdo che ruolo gioca in questa vicenda?
Il problema non è la gestione della fondazione L’Approdo. Pur con rilievi puntuali su alcune attività, resto convinto che questa sia condotta da persone serie, onesta, disinteressate. Rimane tuttavia aperta la questione della prospettiva e di chi la determinerà. E’ giusto e urgente decidere il da farsi… Senza affidare alla sola Roma una decisione che potrebbe prendere strade non consone alla volontà e agli intenti coi quali si è operato nel ferrarese. E’ del tutto da escludere la sussistenza di qualsiasi “tesoretto”, o “oro” del Pci o dei Ds, a meno che per esso non si intenda la grande risorsa del volontariato, purtroppo calante e provata anche da simili umiliazioni.
Chi spera di poterlo usare per sanare propri guai, deve essere dissuaso, né è praticabile “l’uso a sostegno del disagio sociale in Italia”, come ha scritto su ferraraitalia Enzo Barboni, poiché sarebbe come farlo con le nostre abitazioni. Sono infatti beni strumentali quelli in questione, costruiti o acquistati e adattati con lo sforzo di associati in precise località e tuttora usati per svolgervi la propria attività sociale e politica. Sono frutto cioè dell’impegno di persone in carne e ossa con un proprio cervello, un loro credo politico, che le considerano giustamente una loro realizzazione, ed è un loro merito, che non va mortificato. Per queste ragioni, dobbiamo evitare amare sorprese. E intanto far lievitare la volontà politica per trovare un’adeguata e coerente soluzione.
Quale potrebbe essere la via d’uscita?
Per scongiurare i forconi, si potrebbe compiere un atto formale da parte della federazione Pd di Ferrara con il quale accettare a titolo gratuito il trasferimento delle proprietà tuttora intestate alla fondazione l’Approdo invocando per esempio, se tuttora vigente, la legge n° 460 del 4 dicembre del 1997. Diventerebbe una misura di buon senso. Sarebbe un semplice e dovuto ritorno. Su come gestire gli immobili la scelta compete a chi dirige adesso il partito. Per quanto posso dire sulla base della mia esperienza compiuta nei tanti anni dedicati ai patrimoni, la gestione diretta del partito è risultata la più limpida, la meno costosa e anche la più semplice.
Questo però presupporrebbe la volontà della fondazione di restituire gli immobili…
E’ quello che auspico. Bisogna essere totalmente responsabili degli atti che si compiono. E decidere nella chiarezza. Un simile comportamento servirebbe anche a dimostrare a tutti di essere forza affidabile. Daremmo prova di essere all’altezza e capaci di governare le istituzioni del Paese. Guardare avanti è sicuramente giusto e doveroso, dovremmo poterlo fare a testa alta.

9 – CONTINUA

[LEGGI TUTTE LE PUNTATE DELL’INCHIESTA E I PRECEDENTI INTERVENTI]

rossetto

I consumi in tempi di crisi: piccole ricompense e nuovi diritti

Da tempo i quotidiani denunciano la contrazione dei consumi e segnalano difficoltà e preoccupazioni di una parte ampia di popolazione, in questa prolungata fase di crisi economica. Ciò che appare meno evidente è che in tempi di crisi non si assiste solo ad una contrazione, ma ad una ridefinizione delle gerarchie di spesa. I tagli non colpiscono tutti gli strati della popolazione (questo è ovvio) e neppure tutte le tipologie di consumi, anzi le risorse più scarse si ridistribuiscono tra beni diversi da quelli che avevano la priorità solo pochi anni prima. Questo processo è incessante e accompagna l’evoluzione della società e del mercato, ma la crisi contribuisce a metterlo in evidenza. Così, anche quando la fase acuta della crisi sarà superata, la composizione dei consumi sarà comunque diversa.

L’adeguamento annuo del paniere Istat, presentato alla stampa nei giorni scorsi, segnala fenomeni apparentemente paradossali che sollecitano qualche riflessione. Come è noto, il Paniere Istat fotografa il cambiamento nelle scelte di consumo, mentre si propone di misurare l’indice di inflazione. Aumenta, negli anni (il Paniere opera dal 1928) il numero di prodotti considerati, segno della continua diversificazione dei bisogni e delle tipologie di beni. Per restare agli anni recenti, nel 2012 il numero di beni considerati era pari a 1.323 ed è pari a 1.447 nel 2014.

Quali nuovi consumi sono entrati quest’anno a comporre il Paniere? Entrano formaggio grattugiato in busta e formaggio spalmabile, caffè in cialde (e relative macchine), sacchetti per la raccolta differenziata, sigarette elettroniche. Tra le new entry anche il quotidiano on-line, la fotocamera digitale, il notebook ibrido, ovvero il portatile che può diventare tablet. Entrano poi lo spazzolino elettrico, la vaccinazione di animali domestici, gli pneumatici termici, il latte fresco di alta qualità e quello ad alta digeribilità, gli yogurt probiotici (mentre escono quelli biologici), indumenti per bambini come scarpe da ginnastica, pantaloni e costumi sportivi per la piscina.
Che tipo di consumatore fotografano questi dati? Intanto un consumatore impegnato nella fatica quotidiana e nella conciliazione dei tempi della vita: avanza la tendenza in atto da anni verso prodotti in grado di fare risparmiare tempo. Un consumatore che cerca una compensazione alle frustrazione nei piccoli piacere quotidiani, che si concede piccole spese non potendo accedere a quelle rilevanti: è il lipstick effect, termine da tempo coniato dagli economisti per spiegare il fenomeno per cui nei momenti di recessione economica, aumentano le vendite di beni non essenziali, di lusso a basso costo. Lo stesso fenomeno spiega perché i ristoranti continuano ad essere frequentati.

Un consumatore determinato ad utilizzare i vantaggi delle tecnologie, che vive l’accesso ai nuovi strumenti di comunicazione come via di inclusione sociale e diritto di cittadinanza. Un consumatore che vuole sentirsi in pace, che cerca di ricomporre le contraddizioni, usa i sacchetti per la raccolta differenziata (anche perché molte amministrazioni lo hanno obbligato a farlo) e fuma le sigarette elettroniche, per limitare i danni sulla salute. Un consumatore assetato di credenze e di rassicurazioni, come indica l’ingresso nel Paniere Istat dei probiotici, vale a dire di prodotti alimentari che promettono vantaggi per la salute.

L’ingresso di nuovi beni testimonia anche strategie di mercato, campagne di marketing particolarmente efficaci e mutamenti nella riorganizzazione della distribuzione, l’ampliamento dell’offerta low cost e dell’e-commerce, utilizzato per un numero crescente di beni e di servizi.
In sintesi, il cambiamento nei consumi esprime segnali di adattamento che non sono mossi solo da fattori economici ma dalla ridefinizione di valori e di priorità. Così si spiega la ricerca di beni di compensazione, di piccoli lussi domestici e la rilevanza assunta dai beni relazionali mediati ormai, in larga parte, dalle tecnologie.

Maura Franchi è laureata in Sociologia e in Scienze dell’Educazione. Vive tra Ferrara e Parma, dove insegna Sociologia dei Consumi, Social Media Marketing e Web Storytelling, Marketing del Prodotto Tipico. Tra i temi di ricerca: le dinamiche della scelta, i mutamenti socio-culturali correlati alle reti sociali, i comportamenti di consumo, le forme di comunicazione del brand.
maura.franchi@unipr.it

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Castello metafisico… (foto di Aldo Gessi) – clicca sull’immagine per ingrandirla

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Castello metafisico (foto di Aldo Gessi)
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