Giorno: 6 Marzo 2014

replica-trattamenti-durante-incontro-spi-cgil-27-02-2014

Comitato di Salvaguardia Ospedale del Delta: rivogliamo il pediatra h24, ma manca una delibera

da: Comitato di Salvaguardia Ospedale del Delta

Non è necessaria una laurea in giurisprudenza per capire che le dichiarazioni delle Dirigenze Generali, delle due Aziende Sanitarie ferraresi, rappresentano un “guscio vuoto”. Ci riferiamo in particolare a queste due affermazioni: “In questa visione globale è stata creata una Unità Operativa Complessa Interaziendale nella quale convergono la Pediatria – gestita dall’Ausl di Ferrara – e la Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale che ha sede all’interno del nosocomio a Cona” (Comunicato stampa del 31 gennaio intitolato “ORGANIZZAZIONE ASSISTENZIALE PROVINCIALE IN AMBITO NEONATALE PEDIATRICO” presente sul sito dell’A.O.U. S. Anna) e alla dichiarazione del Direttore Generale Gabriele Rinaldi in cui annunciava che la nuova Unità operativa interaziendale di Pediatria è “già deliberata e in linea con quanto deciso nella Conferenza sanitaria territoriale nel giugno 2013” (dichiarazione comparsa sulla stampa locale il 1 marzo). Si tratta di semplici spot, a nostro avviso, dal momento che il 26 febbraio segnalammo alla stampa l’assenza delle stesse dopo un colloquio telefonico con il Direttore Giavaresco. Inoltre la delibera n. 35, datata 13 febbraio (ma pubblicata ad albo pretorio del Sant’Anna solo il 3 marzo), mostra chiaramente che si sta solo “affidando la redazione di un Piano Operativo per realizzare una rete di Assistenza Pediatrica tra la Pediatria e Neonatologia di Cona e quella dell’Ospedale del Delta”, ovvero un mero studio di fattibilità di una rete pediatrica, a livello provinciale, che non ha nulla a che fare con un’unità operativa complessa interaziendale. Basta conoscere l’italiano per capire che questi signori hanno semplicemente dichiarato l’avvenuta deliberazione di un atto che istituisce un semplice intento. Dire ai cittadini, attraverso comunicati stampa ed interviste, che qualcosa è già stato deliberato, quando si sta solo affidando l’incarico per studiare la questione, significa fare un’informazione scorretta, degna non di Amministratori Pubblici ma di Politici non certo ben motivati: e su questo punto siamo sempre più fermamente convinti nel chiedere le immediate dimissioni dei due Direttori Generali Paolo Saltari (AUSL Ferrara) e Gabriele Rinaldi (AOU Sant’Anna Ferrara), inoltre continueremo a documentarci ed a comunicare con le tante persone che vogliono conoscere veramente come stanno le cose.
Per quanto riguarda il reparto di pediatria del Delta l’Azienda USL non ha fatto altro che dimostrare (attraverso la delibera n. 36, datata 13 febbraio, ma pubblicata ad albo pretorio del Sant’Anna solo il 3 marzo) che non è stata in grado di gestire la situazione del nosocomio di Lagosanto, a discapito della Cittadinanza, ed ha richiesto l’intervento dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, come per dire di “dare una mano”: su questo frangente rimane da valutare attentamente quali sono gli estremi giuridici che hanno utilizzato le due Aziende per fare un passaggio del genere.
Ricordiamo che questa vicenda non riguarda solo il basso ferrarese: ma bensì tutta la Provincia di Ferrara, quindi sarebbe opportuno che tutte le forze politiche di questo contesto si esprimessero una volta per tutte in merito a questa vicenda che, proprio perché riguarda la salute dei bambini, si deve considerare come “scandalosa”.

COMITATO SALVAGARDIA OSPEDALE DEL DELTA
NICOLA ZAGATTI

Sabato 8 marzo all’Ibs Stefano Santachiara presenta “I panni sporchi della sinistra: i segreti di Napolitano e gli affari del PD”

da: responsabile eventi libreria Ibs.it Ferrara

C’era una volta una sinistra seria. Inattaccabile. Affidabile. “Comunista, ma perbene.” Il paradigma è saltato ed è ora di guardare in faccia la realtà per quella che è veramente. Anche la sinistra ruba, inquina, specula, anche la sinistra fa affari sporchi e attacca la magistratura. Banche, sanità, cooperative, fondazioni, amministrazioni locali e regionali: scandali e inchieste hanno travolto la classe dirigente che avrebbe dovuto trasformare l’Italia in un paese “normale”, persino roccaforti rosse come l’Emilia sono crollate, investite da accuse di connivenza con mafia e ‘ndrangheta. Al posto dell’ideologia il denaro, l’interesse individuale, il puro potere.
Ecco gli scandali del Monte dei Paschi, la scalata alla Bnl, la Bicamerale, la legge del comunista Sposetti che ha arricchito i partiti, la metamorfosi di Violante, i soldi dell’Ilva, le accuse di tangenti a Penati, le convergenze con la destra in materia di giustizia…. Non serve vincere le elezioni se la gestione del potere e le ricette economiche rimangono uguali a quelle degli avversari berlusconiani. Fatti, non solo parole, dal Nord al Sud, città per città, regione per regione. Il quadro è inquietante, più che sufficiente a fotografare una malattia per la quale non sembra esserci una terapia efficace. E che come un virus inarrestabile non risparmia nemmeno il nostro capo dello stato, ultimo difensore di questo sistema, del quale qui si svela per la prima volta la complessa storia politica, ricca di retroscena inediti”.

Stefano Santachiara, giornalista d’inchiesta, dal 2009 è corrispondente de “Il Fatto quotidiano”, dalle cui colonne ha svelato il primo caso accertato di rapporti tra ‘ndrangheta e Pd al Nord, nel comune appenninico di Serramazzoni, una vicenda poi ripresa da REPORT.

Ferruccio Pinotti è autore di molti libri-inchiesta che hanno smascherato le trame e gli interessi dei poteri forti. Lavora al “Corriere della Sera” e ha scrotto per “MicroMega”, “L’Espresso”, “Il Sole 24 Ore”, “La Repubblica”, “Il Fatto Quotidiano”.

Sabato 8 marzo ore 20:30

Presso la storica sala dell’Oratorio San Crispino
Libreria IBS.it bookshop

Stefano Santachiara
presenta il libro
I panni sporchi della sinistra
I segreti di Napolitano e gli affari del PD
(Chiarelettere)

Intervengono con l’autore
i parlamentari M5S
Vittorio Ferraresi, Nicola Morra e Giulia Sarti

“Io sono di Gesù!”: la Parrocchia di San Cassiano di Comacchio organizza una mostra sul Beato Rolando Rivi

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

La Parrocchia di San Cassiano di Comacchio propone a tutte le scuole del territorio la visita alla mostra sul Beato Rolando Rivi, giovane seminarista martire per scoprire la sua ardente testimoninaza di fede. Si tratta di un percorso che avviene attraverso pannelli di grande impatto visivo con testimonianze e immagini dei luoghi e dei protagonisti.

Rolando Rivi nasce il 7 gennaio a San Valentino, nel Comune di Castellarano (Reggio Emilia). A soli 11 anni, nel 1942, mentre l’Italia è già in guerra, entra nel Seminario di Marola (Reggio Emilia). Il 10 aprile 1945, nel clima di odio verso i sacerdoti e i seminaristi, diffusosi in quel periodo, Rolando viene rapito da un gruppo di partigiani e rinchiuso in un casolare per tre giorni. Venerdì 13 aprile 1945, alle tre del pomeriggio, il ragazzo innocente, viene ucciso a soli 14 anni. Quando Rolando capisce che i carnefici non avrebbero avuto pietà, chiede unicamente di poter pregare per il suo papà e la sua mamma. Anche in quest’ultimo istante, nella preghiera, Rolando riafferma la propria appartenenza all’amico Gesù, al Suo amore e alla Sua misericordia.
Il 27 marzo 2013 Papa Francesco autorizza la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il decreto che riconosce il martirio. Per questo Rolando viene proclamato Beato il 5 ottobre 2013 a Modena.
Nell’occasione sarà presente a Comacchio anche l’urna con le reliquie del giovane Beato.

Io sono di Gesù!”
Mostra sul Beato Rolando Rivi
con il patrocinio del Comune di Comacchio

dal 15 al 23 marzo 2014 – Concattedrale di San Cassiano

orari visite dalle 8,00 alle 19,00

info e prenotazioni tel 0533/81136

“L’universo è fatto di storie non solo di atomi: breve storia delle truffe scientifiche”, il nuovo libro di Ossicini, verrà presentato sabato all’Ibs

da: responsabile eventi libreria Ibs.it Ferrara

Steven Weinberg, premio Nobel per la fisica, recentemente affermava: “Per quanto ne sappia non vi è mai stato un caso di aperta falsificazione dei dati in fisica”.
Gli scandali esplosi in questo primo scorcio di secolo si sono immediatamente incaricati di smentirlo.
Negli ultimi anni, infatti, false scoperte, errori, risultati esagerati sono così aumentati che molti osservatori hanno concluso che non solo i truffatori debbano essere scovati e puniti, ma che la stessa struttura della ricerca scientifica sia da porre sotto indagine. Questo libro narra un secolo di storie controverse, frodi, errori, illusioni prese dal fronte della scienza: dai raggi N alle nanotecnologie, dalla natura della luce ai nuovi elementi chimici, dalle forme dell’acqua alle energie inesauribili. Assistiamo in questi anni all’emergere di una nuova tipologia di fare scienza, una sorta di arrangiamento ibrido tra università, centri di ricerca, ruolo del pubblico, governi nazionali e sovranazionali, finanziatori e imprese private, dove il numero di ricercatori, esperimenti, analisi e pubblicazioni diventa sempre più grande mentre i normali meccanismi di controllo stentano a tenere il passo. La competizione diventa più spietata, la ricerca più frammentata, sponsorizzata, sempre meno guidata dalla curiosità e dalla ricerca della verità. I conflitti di interesse, finanziari ed etici, aumentano e i ricercatori a progetto, tipica forma postmoderna, che non possono avere una conoscenza d’insieme dello studio intrapreso, dei suoi scopi e metodi, non solo sono chiamati a svolgere spesso lavori ripetitivi ma in più sono costretti a produrre comunque risultati per sperare in una prosecuzione del progetto. Ed ecco che nascono, inevitabili, tentazioni devianti. Certo è che i meccanismi di autocorrezione continuano ad essere un tratto distintivo della scienza, ma tutti dobbiamo conoscere come la scienza realmente opera per poter più correttamente giudicare.

Stefano Ossicini è Ordinario di Fisica Sperimentale all’Università di Modena e Reggio Emilia, ricercatore all’Istituto Nanoscienze del CNR di Modena e dirige il Centro Interdipanrtimentale “EN&TEC” su risparmio energetico e energie rinnovabili. E’ autore del libro Light Emitting Silicon for Microphonics, Springer Verlag, Berlin 2003 e del volume What is What in tha Nanoworld, Wiley-VCH, Weinheim 2004 e 2008. E’ autore anche della commedia Non ho nulla da rimproverarmi: 1911 Stoccolma e dintorni sulla figura di Marie Curie, rappresentata molte volte, fra l’altro al Festival della Scienza di Genova 2011.

Sabato 8 marzo ore 17:30

Presso la storica sala dell’Oratorio San Crispino
Libreria IBS.it bookshop

Per I Venerdì dell’Universo
In collaborazione con l’Università di Ferrara

Stefano Ossicini
Ordinario di fisica sperimentale
Università di Modena e Reggio Emilia

presenta il libro
L’universo è fatto di storie non solo di atomi
Breve storia delle truffe scientifiche
(Neri Pozza)

Interviene con l’autore Andrea Maggi
Responsabile Ufficio Comunicazione ed Eventi
Università di Ferrara

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Peri a Legambiente: “Sul consumo del suolo polemica fuori misura”

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Peri a Legambiente: “Un progetto di legge per ridurre e azzerare il consumo del suolo. Polemiche urlate fuori misura”. L’assessore propone un incontro

Bologna – “Sia il tono che i contenuti mi sembrano totalmente fuori luogo e fuori misura”. L’assessore regionale alla programmazione territoriale e urbanistica Alfredo Peri commenta le osservazioni critiche di Legambiente al progetto di legge sulla riduzione del consumo di suolo.
“Il progetto di legge, che non è ancora stato licenziato dalla Giunta – precisa l’assessore – è uno degli strumenti che stiamo proponendo per ridurre e azzerare il consumo di suolo e puntare decisamente sulla riqualificazione del territorio e del patrimonio edilizio. Nei confronti che abbiamo avuto, anche con Legambiente, abbiamo più volte dichiarato la volontà di agire su tutti gli strumenti utili. Abbiamo detto, e lo ribadisco, che stiamo lavorando sulla legge urbanistica (L.20 del 2000 e L.6 del 2010) e su un nuovo provvedimento che favorisca la riqualificazione e la rigenerazione urbana.
“Sappiamo che non tutti i punti di vista sono collimanti e che non tutti gli strumenti stanno in capo alla Regione – aggiunge Peri – Sappiamo anche che si tratta di un lavoro complesso e che, soprattutto, siamo di fronte ad un mutamento culturale e dunque dobbiamo porci obiettivi rigorosi. Per questo eviterei di alimentare polemiche urlate, privilegiando il lavoro di merito, in tutte le sue componenti.
“In questo senso – conclude Peri – propongo a Legambiente di incontrarci rapidamente per affrontare questi temi e poter valutare insieme il percorso che abbiamo avviato”.

Comune di Ferrara, tutti i comunicati del 6 marzo

da: ufficio stampa Comune di Ferrara

PROGETTO EDUCATIVO – Domenica 9 marzo sfilata di maschere al Centro commerciale Le Mura
Il Carnevale si chiude con una festa all’insegna del riciclo creativo
06-03-2014

(Comunicato a cura della Segreteria organizzativa de ‘Il gioco fa diventare grandi’)

Anche il Carnevale può essere occasione preziosa per trasmettere messaggi, per sensibilizzare, aiutare a crescere. L’importante è affiancare ai tradizionali ingredienti che caratterizzano questo periodo dell’anno, attività ed iniziative originali, in grado di arricchire la proposta ludica ed educativa. E il Carnevale è più bello se diventa una occasione per creare qualcosa con le proprie mani, se si vince la pigrizia e si sceglie di inventare un costume che sia frutto solo e soltanto della propria fantasia.
Una soddisfazione non da poco: risparmiare, essere originali, divertirsi, riutilizzando materiali destinati ad essere eliminati per sempre e che invece acquisiscono nuova vita. Carta, vecchi abiti, oggetti da buttare, cose che non servono più, si trasformano come per magia in costumi e maschere di carnevale mai viste.
Il Centro Commerciale Le Mura di Ferrara a febbraio ha proposto alle famiglie un’opportunità educativa e ludica al tempo stesso: attività di laboratorio creativo durante i quali i bambini hanno creato la loro maschera personalizzata.
Ora è arrivato il momento di vederle tutte insieme: una esplosione di colori, forme,idee originalissime sfilerà domenica 9 marzo nella galleria de Le Mura. I costumi realizzati durante le attività creative di febbraio, insieme a quelle ideate e costruite a casa o a scuola, daranno vita ad una bellissima parata, che tutti potranno applaudire e quelli più simpatici, fantasiosi e ecologici verranno premiati.
Appuntamento Domenica 9 marzo alle ore 16.00 al Centro Commerciale Le Mura di Ferrara.
CONTINUA IL CONCORSO SEGNALA LA TUA SCUOLA: I BAMBINI POSSONO DECORARE LE CARTOLINE SCRIVENDO IL NOME DELLA LORO SCUOLA.
La scuola più segnalata riceverà un computer, e ad altre verranno assegnati giochi didattici. Un modo per dare una mano alle scuole del territorio, che hanno la possibilità di migliorare e arricchire le loro dotazioni, a vantaggio della qualità dell’offerta educativa rivolta ai bambini.
Tutte le iniziative sono organizzate infatti nell’ambito del progetto Il gioco fa diventare grandi, che ha l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sul valore educativo del gioco, sull’importanza di coinvolgere i più piccoli in attività creative, capaci di stimolare la loro fantasia, e al tempo stesso di sviluppare la capacità di condividere con gli altri, in maniera positiva e costruttiva, anche il momento del gioco e del divertimento. Il progetto si avvale del patrocinio del Comune e della Provicnia di Ferrara.

Segreteria Organizzativa Il gioco fa diventare grandi
Indalo Comunicazione
T +39 051 0933400 | F +39 051 6569327
dott.ssa Giulia Negretto segreteria2@indalo.it

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BIBLIOTECA ARIOSTEA – Incontro con Alberto Castelli venerdì 7 marzo alle 17
Le teorie pacifiste ottocentesche di fronte alla Grande Guerra
06-03-2014

Sarà incentrato sul declino delle teorie pacifiste ottocentesche, allo scoppio del primo conflitto mondiale, il nuovo incontro del ciclo ‘La Grande Guerra e il Novecento europeo’ in programma venerdì 7 marzo alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca Ariostea. Relatore della conferenza, aperta alla partecipazione di tutti gli interessati, sarà Alberto Castelli.
La rassegna di appuntamenti promossa dall’Istituto Gramsci e dall’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara proseguirà con una serie di incontri mensili fino al novembre prossimo, con cui si cercherà, negli intenti degli organizzatori, di approfondire il significato di quel tragico evento che inaugurò ‘il secolo breve’ e fu causa di cambiamenti sconvolgenti per l’Europa del Novecento.

LA SCHEDA a cura degli organizzatori
Nell’Ottocento, la convinzione più diffusa tra gli intellettuali europei era che la pace sarebbe stata il portato della storia, il prodotto dell’evoluzione delle civiltà. Si riteneva cioè che la guerra sarebbe scomparsa a causa dello sviluppo dell’industria, del commercio, della democrazia e della giustizia sociale. Il destino di questo ottimistico pacifismo sarà quello di essere messo in crisi, alla fine dell’Ottocento, da un’ondata di cultura irrazionalista, celebratrice della violenza, e nemica non solo della pace ma anche della democrazia, e di venire poi definitivamente travolto nell’estate del 1914. Di fronte a questa nuova cultura e alla guerra europea, i pacifisti, formatisi alla scuola ottocentesca della fiducia nel progresso e nelle virtù pacificatrici del libero commercio o della democrazia, si trovano disarmati. Molti di loro semplicemente abbandonano il pacifismo e si uniscono al coro degli estimatori della violenza; i pochi che invece restano fedeli al valore della pace si trovano nella scomoda posizione di non poter riproporre contro la guerra le vecchie idee, ormai inservibili, e di doverne elaborare di nuove. Il relatore cercherà di mettere a fuoco come questo processo di elaborazione sia stato avviato fin dai primi anni della guerra da autori come Bertrand Russell, Romain Rolland, Hermann Hesse e altri.

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AGENDA DEL SINDACO
Appuntamenti del 7 marzo 2014
06-03-2014

Venerdì 7 marzo

mattina – cerimonia inaugurale della Mostra “Splendori delle Corti Italiane Gli Este Rinascimento e Barocco a Ferrara e Modena” (sede Sala Diana, Reggia di Venaria – TORINO)

ore 17.30 – visita con ministro Dario Franceschini alla mostra dedicata a Matisse (sede Palazzo dei Diamanti – FE)

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INTITOLAZIONE SCUOLA – Giovedì 6 marzo alle 10.30 in via Poletti 65 cerimonia con le autorità cittadine
L’Istituto Comprensivo 4 intitolato a Giorgio Perlasca, eroe discreto che salvò migliaia di ebrei
06-03-2014

CERIMONIA DI INTITOLAZIONE A GIORGIO PERLASCA DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO N.4 DI FERRARA

Giovedì 6 marzo alle ore 10.30 – Auditorium “Bonati-Pascoli”, Via Poletti 65

Il nome di Giorgio Perlasca moltiplicato sulla carta intestata, sui documenti, sulle circolari, sui diari degli alunni. Il nome di Perlasca davanti alla scuola, il luogo dove crescono le nuove generazioni.
Il nome di Perlasca scolpito nella memoria. A colmare un silenzio di anni.
“Il silenzio del giusto” di Giorgio Perlasca, il “secondo tempo” della sua vita esemplare, la modestia dell’uomo seguita all’impresa di aver salvato dalla deportazione e dalla morte 5200 ebrei ungheresi.
Un personaggio emblematico che ha illuminato la storia italiana, lasciando un forte messaggio educativo: la gratuità di un gesto ispirato dal rispetto per il valore della vita umana, e la successiva reticenza dell’uomo al “palcoscenico”. Un modello per le nuove generazioni: da qui la proposta del dirigente Dott. Stefano Gargioni di intitolare l’I.C. n. 4 a Giorgio Perlasca.

La cerimonia di intitolazione è prevista per il giorno giovedì 6 marzo alle ore 10.30 alla presenza del Sindaco di Ferrara Avv.Tiziano Tagliani, del Vice Provveditore Dr. Michele Panicali, del Dirigente dell’Istituzione Scuola Dr. Mauro Vecchi, del Rabbino Capo della Comunità ebraica di Ferrara Dr. Luciano Caro, del vice Prefetto di Ferrara Dr. Carlo Torlontano e dell’Arma dei Carabinieri.
Presenzieranno il figlio di Giorgio Perlasca, Dr. Franco Perlasca e la Dr.ssa Silvia Del Francia, autrice del libro “L’Eroe invisibile”, uscito nel mese di febbraio per i tipi di Einaudi Ragazzi.
Gli studenti di strumento della Scuola Media “Bonati” accompagneranno la cerimonia suonando l’Inno Nazionale e altri brani musicali. Al termine verrà scoperta la nuova targa dell’Istituto, affissa all’ingresso della sede.

DOCUMENTAZIONE SCARICABILE: locandina e biografia di Perlasca (in fondo alla pagina)

(A cura dell’Istituto Comprensivo n.4 di Ferrara)

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PROTEZIONE CIVILE REGIONALE – Ultimi aggiornamenti a cura dell’Agenzia regionale – ALLERTA n. 90/2014
Tutti gli avvisi e le allerte pubblicate sulle pagine del sito internet ufficiale – Criticità idraulica
06-03-2014

>> GLI AVVISI E LE ALLERTE DELLA PROTEZIONE CIVILE dell’Emilia Romagna

(Aggiornamento AVVISI e ALLERTE a cura degli uffici della Protezione Civile Regionale)

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URBAN CENTER – Il report del primo incontro di lunedì 3 marzo in via Praga a cura di éFerrara Urban Center. Altri appuntamenti il 25 marzo, l’8 aprile e il 10 giugno
Ricostruiamo l’Aquilone: la sicurezza come bene comune
06-03-2014

Numerosi sono i genitori che nel pomeriggio di lunedì 3 marzo hanno partecipato all’incontro di avvio del nuovo percorso partecipato a cura dell’Urban Center del Comune di Ferrara, che integra, accompagna e arricchisce la programmazione educativo – pedagogica del corpo insegnanti della scuola d’infanzia Aquilone.

Il primo incontro si è aperto con i saluti della coordinatrice pedagogica della scuola, Cinzia Guandalini e dalla portavoce del Sindaco Anna Rosa Fava, che hanno spiegato ai genitori e cittadini presenti (circa 40 persone) com’è nata l’idea di realizzare un percorso partecipato che accompagni la ricostruzione della nuova scuola comunale, e che è il frutto della collaborazione di diversi uffici interni alla Pubblica Amministrazione (Istituzione scolastica, ufficio verde, opere pubbliche, integrazione stranieri).

Successivamente, la parola è passata all’arch. Massimo Tarantello, progettista del nuovo edificio scolastico, che con l’aiuto di un modello in scala, ha spiegato ai partecipanti come sarà e quali caratteristiche avrà la nuova costruzione antisismica che accoglierà i bambini, attualmente ancora ospitati in una struttura prefabbricata.

Le referenti del progetto Gaia Lembo, Punto3, e Chiara Porretta, Urban Center, hanno illustrato i temi e le finalità del percorso, finanziato con contributi regionali per il coinvolgimento dei cittadini nella ricostruzione antisismica. La proposta è quella di rendere la nuova scuola, una comunità di riferimento sul tema della sicurezza e della prevenzione, considerando in particolar modo il rischio sismico. Insegnanti, famiglie e associazioni del circondario saranno coinvolte nella progettazione del nuovo giardino, nell’organizzazione degli spazi interni del nuovo edificio e nella realizzazione di iniziative e interventi per la conoscenza reciproca e il miglioramento del quartiere.

L’incontro di presentazione è terminato con l’intervento di Donatella Mauro, Dirigente dell’Istituzione Scuola, e con le prime sollecitazioni e idee da parte del Comitato genitori e di alcuni cittadini.

Ringraziamo tutti i presenti per la disponibilità e l’interesse, li invitiamo a partecipare e a coinvolgere altre persone in vista del prossimo appuntamento, il primo laboratorio di progettazione partecipata, “Come immagini il nuovo giardino: insegnanti e genitori a confronto”, previsto per martedì 25 marzo.

Per maggiori informazioni:

sito internet ricostruiamolaquilone.wordpress.com

facebook.com/urbancenterferrara

E-mail laboratoriourbano@comune.fe.it

telefono 0532-419297

(A cura di “éFerrara Urban Center”)

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MUSEO DI STORIA NATURALE – Due laboratori per bambini l’8 e 9 marzo alle 15,30
Dal nido alle nuvole: viaggio nel mondo delle rondini
06-03-2014

In vista dell’arrivo della primavera e del ritorno delle rondini, il Museo civico di Storia naturale propone ai piccoli ‘Apprendisti scienziati’ dai 4 ai 7 anni un pomeriggio alla scoperta delle abitudini e dei comportamenti di questi piccoli uccelli. L’appuntamento è con i due nuovi laboratori organizzati, per sabato 8 e domenica 9 marzo, dal Museo comunale di via De Pisis in collaborazione con l’associazione Didò. I giovanissimi partecipanti potranno scoprire, tra l’altro, come nascono, crescono e vivono le rondini, come sono fatti i loro nidi e di che colore sono le loro uova.
I laboratori avranno inizio alle 15,30, per una durata di circa due ore.
Per partecipare è necessaria la prenotazione, da effettuare contattando la sezione didattica del Museo (via De Pisis 24, Ferrara) al numero 0532 203381, dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 12,30 o all’indirizzo dido.storianaturale@gmail.com (info su www.comune.fe.it/storianaturale).

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SPETTACOLO AL PALASPORT – Venerdì 14 marzo alle 21 il recital ‘Un angelo di nome Giulia 2014′
Artisti emiliani a raccolta per una serata di divertimento e solidarietà
06-03-2014

Musica, sorrisi e soprattutto solidarietà. Queste le parole d’ordine nella scaletta dello spettacolo ‘Un angelo di nome Giulia’, che venerdì 14 marzo alle 21 riunirà per la nona volta al Palasport di Ferrara artisti e spettatori desiderosi di contribuire concretamente al progetto di psico-oncologia e oncologia pediatrica promosso e sostenuto dall’associazione di volontariato Giulia onlus.
La serata, organizzata come sempre dalla stessa associazione Giulia, con il sostegno degli assessorati alla Sanità di Comune e Provincia e il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di numerose altre istituzioni nazionali e locali, sarà presentata da Roberta Girotto dell’associazione Giulia e da Nicola Franceschini di Retealfa e Telestense. Sul palco si alterneranno diversi artisti emiliani, tra cui due sostenitori ormai storici della manifestazione come Andrea Mingardi e Andrea Poltronieri, oltre al giovane tenore Ludovico Creti e ad altri personaggi noti al grande pubblico come Paolo Belli, Giuseppe Giacobazzi e Duilio Pizzocchi.
“Ancora una volta – ha dichiarato stamani in conferenza stampa il vicesindaco Massimo Maisto – all’associazione Giulia va la gratitudine del Comune e delle istituzioni locali per l’organizzazione di una manifestazione che in questi anni ha permesso di raccogliere migliaia di euro a favore di un progetto esempio di sussidiarietà tra pubblico e privato in ambito sanitario. La serata del 14 rappresenta il momento clou di un’attività che l’associazione svolge tutto l’anno e che i ferraresi possono sostenere in qualsiasi momento. Il Comune di Ferrara, dal canto suo, offrirà il proprio tangibile appoggio all’evento grazie al piccolo ma significativo contributo delle Farmacie Comunali e alla messa a disposizione del Palasport per la serata”.
“Dal 2007 – ha spiegato il presidente dell’associazione Michele Grassi – finanziamo le attività di un psico-oncologo e di un pediatra oncologo che, all’interno dell’ospedale Sant’Anna, aiutano i bambini con patologie tumorali e le loro famiglie ad affrontare il percorso della malattia. Dal 2011 inoltre, nelle sedi ospedaliere di Cento, Lagosanto e Argenta, forniamo supporto ai bambini con genitori affetti da malattie oncologiche. Per poter continuare queste iniziative chiediamo ancora una volta l’aiuto dei ferraresi che vorranno partecipare alla serata di venerdì 14”.
“Alle attività del progetto – ha confermato infatti Roberta Girotto dell’associazione Giulia – andrà l’intero ricavato dello spettacolo che sarà a offerta libera e sarà sostenuto, per quanto riguarda le spese di organizzazione, interamente dagli sponsor”.
Altro tradizionale appuntamento della manifestazione sarà quello con l’assegnazione del ‘Premio Giulia’ rivolto a un soggetto del territorio che si sia distinto per i propri servizi nell’ambito del volontariato. A questo si aggiungerà poi, per il secondo anno, il Premio Fondazione Carife per la cultura, che sarà assegnato ad Andrea Mingardi per il suo libro che propone un viaggio attraverso la cultura musicale emiliana dei decenni passati.
Novità di quest’anno per il pubblico del recital sarà invece uno scambio di maglie tra alcune rappresentanze sportive ferraresi e la neonata squadra di calcio dell’Associazione Giulia.
Auspici per la buona riuscita dell’iniziativa sono stati espressi anche dall’assessore provinciale Caterina Ferri che ha sottolineato l’importanza di sostenere il progetto dell’associazione Giulia a beneficio dei bambini e delle famiglie impegnate nel difficile percorso della malattia. Mentre Andrea Poltronieri e Nicola Franceschini hanno promesso “una serata dinamica, ricca di comicità, musica, allegria e sorprese, per una causa importante”.

LA SCHEDA a cura degli organizzatori
‘Un angelo di nome Giulia’ 9a edizione

Venerdì 14 marzo 2014 si terrà al Palazzetto dello Sport “PalaMit2b” di Ferrara (piazzale Atleti Azzurri d’Italia,1) alle 21, la 9a edizione della serata di beneficenza ‘Un angelo di nome Giulia’ organizzata dall’associazione di volontariato Giulia onlus.
La manifestazione è nata grazie all’importante sostegno dell’Assessorato alla Sanità del Comune di Ferrara e dell’Assessorato alla Sanità della Provincia di Ferrara. La manifestazione gode dei Patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Comitato d’Onore della Prefettura di Ferrara, della Regione Emilia Romagna, della Camera di Commercio di Ferrara, dell’ Aeronautica Militare, della Polizia di Stato, dell’ Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, delle Aziende USL di Ferrara e Ospedaliero-Universitaria Arcispedale S.Anna di Cona.
Anche questa edizione come la scorsa ha trovato nella Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara e nella Fondazione Cassa di Risparmio di Cento partner fondamentali per la realizzazione del progetto.
Il 2014 per quanto compete la parte artistica segue una linea ben precisa ossia quella di invitare esclusivamente artisti della nostra regione come gli storici “Amici di Giulia” : Andrea Mingardi, Andrea Poltronieri e Ludovico Creti e ‘Come ogni anno nomi di caratura nazionale come il noto cabarettista Giuseppe Giacobazzi in coppia con Duilio Pizzocchi in “Attenti a quei due” e Paolo Belli. In rappresentanza del territorio i FEV di Poggio Renatico che hanno puntato il faro sulle ferite non ancora guarite del terremoto con il pezzo “Bellemilia” cantato anche da Gianni Morandi
Durante la serata sono previsti altri tre importanti appuntamenti.
Verranno assegnati il 9° “PREMIO GIULIA”, che riconosce l’impegno nel sociale di una persona, di un’associazione che si è distinta per i servizi con i quali opera nel territorio, e il “2º Premio Fondazione Carife” per la cultura.
Il terzo momento è una novità e guarda allo sport: a sancire il legame tra l’Associazione Giulia e alcune rappresentanze sportive Ferraresi ci sarà uno scambio maglie tra queste e la squadra di calcio dell’Associazione Giulia appena presentata.
Presenteranno la serata Roberta Girotto dell’Associazione di Volontariato Giulia Onlus e Nicola Franceschini, voce di Retealfa e volto di Telestense.
La raccolta fondi legata a questa manifestazione a fini di beneficenza è finalizzata al progetto di Psico-Oncologia ed Oncologia in età Pediatrica ed al mantenimento di figure professionali quale uno psico-oncologo ed un pediatra oncologo in grado di accogliere e sostenere il piccolo paziente e la sua famiglia nel difficile cammino della malattia presso la Struttura Dipartimentale di Onco-Ematologia Pediatrica e presso l’Unità Operativa di Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Arcispedale S.Anna di Cona-Ferrara a sostegno dei bambini colpiti da patologie tumorali nel percorso della malattia e dei trattamenti medici ed inoltre ed a sostegno dei familiari dei piccoli malati.
Da febbraio 2011, in convenzione gratuita con l’Azienda Usl di Ferrara, il progetto si è allargato alle sedi ospedaliere dell’Azienda Usl di Ferrara a: Cento, Lagosanto ed Argenta a supporto dei bambini sani costretti ad affrontare la malattia oncologica di un genitore.
‘Un angelo di nome Giulia’ sarà oltre ad un momento per conoscere lo sviluppo del lavoro dell’associazione di volontariato Giulia onlus, una serata di divertimento grazie al prestigio ed alla caratura dei musicisti ospiti perché alla base di tutto, ad ispirare la nascita della manifestazione c’è un sorriso: quello di Giulia.
L’ ingresso è ad offerta libera

Per informazioni : 348 4713293 – www.associazionegiulia.com – info@associazionegiulia.com

Esequie funebri di Giuliana Bonazza

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Le esequie funebri di Giuliana Bonazza, scomparsa il 27 febbraio scorso a Ravenna, saranno celebrate sabato 8 marzo 2014 alle ore 15.15 presso la chiesa parrocchiale di Porto Garibaldi. Al termine della cerimonia funebre, assecondando la volontà della compianta artista locale, la salma sarà trasportata a Ferrara, presso il Cimitero Monumentale della Certosa, per la successiva cremazione. L’Amministrazione Comunale si unisce al cordoglio che ha colpito la comunità intera.

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Promuovere la condizione femminile: l’impegno della RER con i progetti di cooperazione

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Pari opportunità. Il protagonismo delle donne nella cooperazione internazionale. Bortolazzi: “Così contribuiamo a costruire nuovi ponti di pace e sviluppo equo”

Bologna – La diffusione di nuovi modelli di imprenditorialità che coinvolgano le donne, la formazione e l’accesso a sistemi educativi, la crescita di capacità amministrativa nelle istituzioni locali rispetto alle politiche di genere. E’ questa la cifra degli interventi attivati della Regione Emilia-Romagna, nell’ambito delle politiche di cooperazione allo sviluppo, per il miglioramento della condizione femminile.
In vista della festa del prossimo 8 marzo, si è svolto in Regione il convegno su “Il protagonismo delle donne nella cooperazione internazionale: imprenditorialità, salute, accesso ai diritti”, voluto dall’assessorato alla Cooperazione allo sviluppo e alle Pari opportunità. La mattinata ha visto interventi dedicati ad alcuni dei progetti avviati dalla Regione insieme a organizzazioni non governative, volontariato, cooperative, università ed enti locali. Tra questi il “Fair Trade Fair Peace”, che ha portato alla realizzazione di una linea comune di prodotti per il commercio equo e solidale da parte di due organizzazioni: una palestinese, la Bethlehem Fair Trade Artisans (Bfta), e una israeliana, la Syndianna of Galilee.

“Abbiamo sollecitato e accolto la partecipazione delle partner israeliane e palestinesi – ha sottolineato l’assessore regionale a Cooperazione allo sviluppo e alle Pari opportunità Donatella Bortolazzi – perché il progetto avviato testimonia in modo concreto che, attraverso un percorso di conoscenza e fiducia consolidato nel tempo, si possono costruire nuovi ponti di pace e dialogo e dare dignità anche a donne che sono spesso escluse, ai margini della società, isolate in contesti rurali”.

Al centro del convegno anche gli interventi che la Regione ha realizzato in Tunisia, Marocco, Senegal, Saharawi e Afghanistan. Qui in particolare, in collaborazione con la Protezione civile della Bassa Romagna, ha contribuito a formare sui temi del contrasto alla violenza di genere una dottoressa e una giudice alla dirette dipendenze del Procuratore generale di Herat Maria Bashir, l’unico magistrato donna a ricoprire una posizione di tale rilievo in tutto l’Afghanistan. L’iniziativa ha anche reso possibile la formazione, in Emilia-Romagna, di altri due giudici che nel Paese asiatico si occupano di contrasto alla violenza contro le donne e i bambini.

“E’ per noi un motivo di orgoglio poter contribuire anche in contesti così lontani da noi – ha detto Bortolazzi – al lavoro del Governo italiano impegnato, per decisione dell’Onu e della Ue, nella riforma della giustizia dell’Afghanistan e nel suo adeguamento ai sistemi dei moderni Paesi. L’approccio, basato sulla qualificazione delle competenze degli operatori dei servizi pubblici e sul rafforzamento delle istituzioni locali, attraverso scambi di esperienze e assistenza tecnica anche nel campo legislativo, caratterizza la specificità dell’intervento regionale. Questo è ciò che caratterizza anche la partecipazione della Regione alla Rete Women, con la finalità, tra l’altro, di rafforzare e promuovere il ruolo delle donne nei processi di governo ai vari livelli, contribuendo all’adozione di politiche capaci di accrescerne il numero, supportare e aumentare la capacità amministrativa delle istituzioni locali rispetto alle politiche di genere”.

Al termine dei lavori, è stata inaugurata la mostra fotografica sui progetti di cooperazione decentrata di genere. Gli scatti, che raccontano in particolare alcuni momenti della realizzazione della linea comune di articoli equo e solidali israelo-palestinesi, è aperta in Regione fino al 21 marzo 2014 (da lunedì a venerdì, dalle 9.00 alle 17.00, Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, viale Aldo Moro 50, Bologna)

L’attività della Regione
In tutti i Paesi di intervento, dall’Africa ai Balcani fino all’America latina, la Regione Emilia-Romagna è impegnata, insieme alle organizzazioni non governative, al volontariato, cooperative, università ed enti locali a promuovere la condizione femminile, valorizzando la partecipazione attiva delle donne ai processi di sviluppo locale e promuovendone l’accesso al lavoro remunerato, ai servizi sanitari e riproduttivi, agli studi e alla vita politica e democratica delle rispettive comunità.
Nel triennio 2010-2013 sono stati realizzati 48 progetti investendo circa 2.600.000 euro e mobilitando circa 5.300.000 milioni di euro per iniziative che hanno riguardato in modo più o meno indiretto i diritti delle donne.

I progetti sono disponibili all’indirizzo
http://www.spaziocooperazionedecentrata.it/Documenti/AGENDA/2014/03-marzo/Reminder_6marzo/Brochure_finale.pdf

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Regione: maltempo, rientrati gli allarmi per i fiumi

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Maltempo – Sotto controllo fiumi e corsi d’acqua: stanno rientrando gli allarmi. In fase di ultimazione i lavori per il ripristino dell’argine del Quaderna, a Medicina: bloccata la fuoriuscita dell’acqua

Bologna – Sta rientrando l’emergenza piena per fiumi e corsi d’acqua in Emilia-Romagna.
L’Agenzia regionale di Protezione civile – in accordo con Arpa (Agenzia regionale prevenzione e ambiente), Servizi tecnici di Bacino e Consorzi di bonifica – sta attivando in queste ore la cessazione delle fasi di allarme e preallarme che ieri aveva interessato molti comuni.
Il Servizio tecnico di Bacino Reno sta ultimando i lavori di ripristino dell’argine del fiume Quaderna, nel comune di Medicina (Bologna), che nella notte del 5 marzo aveva subito un parziale collasso. Al momento non si registra più fuoriuscita di acqua.
Cessato il preallarme piena del Panaro per i comuni modenesi di Camposanto, Finale Emilia, Bomporto, Nonantola, Ravarino, Castelfranco Emilia, Modena e per il comune di Crevalcore in provincia di Bologna.
Cessato preallarme anche per il Secchia nei comuni di Bastiglia, Bomporto, Carpi, Soliera e Campogalliano in provincia di Modena.
Rientrata anche la fase di allarme per l’Enza: sono interessati i comuni di Mezzani e Sorbolo nel Parmense e Brescello e Gattatico nel Reggiano.
Non sono più in allarme i corsi d’acqua che interessano i comuni di Formigine, Sassuolo, Fiorano Modenese, Maranello, Castelnuovo Rangone, Spilamberto, Castelvetro, Vignola, Savignano sul Panaro e Marano sul Panaro (Modena).
Infine, sono cessati gli allarmi e i preallarmi per i fiumi Montone, Lamone, Bevano, Savio e Senio relativi al comune di Forlì e, in provincia di Ravenna, ai comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Castel Bolognese, Cotignola, Faenza, Lugo, Riolo Terme, Solarolo, Ravenna, Cervia e Russi.

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L’educazione, vero strumento di giustizia sociale

di Loredana Bondi

Educazione e politica al centro della riflessione: un confronto entusiasmante finalizzato a riprogettare il presente e resistere alla mediocrità, con la consapevolezza che solo l’educazione può offrire democrazia e giustizia sociale.

Da tutto il mondo per parlare di scuola, riportata per tre giorni al centro della vita: sembra un sogno. Una sorta di “Stati Generali della scuola” in cui si è emersa con forza, nonostante il momento di grave crisi e profonda difficoltà, la tesi espressa nel programma, ossia che “Ben-essere, convivenza civile ed equità possono essere realizzate solo declinando in azioni due parole: Educazione e Politica.”

Tutto questo è accaduto nei giorni scorsi a Reggio Emilia, dove si è tenuto il XIX Convegno nazionale dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia intitolato “Educazione e/è Politica”. Appuntamento biennale sul tema dell’educazione che ha sempre ottenuto una grande partecipazione, ma che quest’anno ha superato ogni aspettativa, richiamando numerosi studiosi di fama internazionale e premi Nobel, ma soprattutto tantissimi educatori, insegnanti, pedagogisti, genitori e amministratori italiani e stranieri. La presenza di circa 1400 partecipanti, di cui 300 provenienti da tutto il mondo, è la chiara dimostrazione (se mai ce ne fosse ancora bisogno) del fatto che l’educazione è il volano della politica.

La politica, infatti, “non può non fare i conti con gli ideali formativi espressi dalla riflessione pedagogica e l’educazione non può perdersi in discorsi astratti o sterilmente moralistici, disinteressandosi delle dinamiche politiche” (Erbetta/Bertolini, 2002).

Nell’attuale situazione di crisi sia economica che etica, e quindi di crisi democratica, è facile perdere il significato sociale che la pedagogia attribuisce all’educazione, per cui la politica potrebbe essere “sedotta” dalla contingenza e portata a privilegiare altri ambiti di azione e sentendosi obbligata alla dismissione del welfare, dei sistemi di cura e di educazione. Ciò può accadere quando si affronta il presente e si progetta il futuro con la sola lente della contrazione delle risorse sia umane sia economiche.

Eppure l’esperienza di questi giorni ci suggerisce che le democrazie per reggersi, hanno bisogno di risorse, di intelligenze e di immaginazione, come sostiene Marc Augé, etnologo e antropologo francese: “Se non si compiono cambiamenti rivoluzionari nel corpo dell’istruzione c’è il rischio che l’umanità di domani si divida tra un’aristocrazia del sapere e dell’intelligenza e una massa ogni giorno meno informata del valore della conoscenza. Questa disparità riprodurrà su scala più grande la diseguaglianza delle condizioni economiche. L’educazione e l’istruzione sono la prima delle priorità”. (Marc Augé, Che fine ha fatto il futuro? Dai non luoghi al non tempo, Elèuthera, 2009).
Solo la solidarietà di azione tra educazione e politica può creare infatti le condizioni affinché tutti gli individui diventino capaci di comprendere, capire, immaginare e valutare il mondo in cui vivono, perché la democrazia si fonda sulla consapevolezza dei cittadini, cittadini competenti, in grado di orientare e sostenere una concreta idea di futuro.

I luoghi educativi, a partire dai nidi e dalle scuole dell’infanzia, hanno il compito di far crescere cittadini responsabili e, per svolgere questo ruolo, hanno bisogno di buone politiche, mirate a crearne tutte le condizioni necessarie. Come diceva Loris Malaguzzi (il pedagogista ispiratore del cosiddetto Reggio Emilian Approach, ormai diffuso in tutto il mondo, a cui il convegno è dedicato), il rischio è di “accedere, per equivoca via idealistica, al falso problema di contrapporre in termini di supremazia e subalternità quello che invece (anche tra politica e pedagogia) va visto in chiave di rapporto. Per quanto faticoso sia, è questo il processo che va permanentemente stimolato e tenuto sotto controllo”.

L’esistenza dei servizi educativi e le prospettive di futuro esigono una politica che riconosca ed espliciti il valore etico, culturale ed economico che viene espresso dall’azione educativa e una pedagogia capace di interpretare le dinamiche sociali e politiche. Rischio l’invivibilità della società e il fallimento degli investimenti in educazione.

Protagonisti delle tre giornate sono stati davvero tutti, dai relatori ai partecipanti, suddivisi in 23 commissioni di lavoro, dislocate nelle meravigliose scuole di Reggio, teatri e centri educativi, nello scenario davvero eccezionale del Centro internazionale L. Malaguzzi, unico al mondo per la sua struttura, ma soprattutto per gli spazi e i contenuti. Si è discusso nell’ambito di cinque gruppi, dei soggetti protagonisti delle politiche educative, degli aspetti fondativi e valoriali delle politiche educative in ambito europeo, nazionale e regionale. In altri focus si sono analizzati le forme e i modi di espressione delle politiche educative, degli ambiti scientifici e artistici e degli obiettivi ad esse correlate, delle caratteristiche della governance e dei requisiti istituzionali. Il lavoro delle commissioni si è articolato nell’ambito di un’intera giornata sui temi assegnati a ciascuna commissione. Il confronto con specifiche esperienze portate da diversi relatori, ha orientato le riflessioni, sempre tenendo fede al titolo del convegno “Educazione e/è politica”. Sono intervenuti fra i tanti relatori, James Joseph  Heckman, premio Nobel per l’economia (Usa), Peter Moss della London University, Irene Balaguer di Barcellona, Francesco Tonucci del CNR Scienze e tecnologie della cognizione, e tanti altri studiosi europei ed extra europei, provenienti anche da molto lontano, persino dalla Corea del Sud.

Il XIX Convegno nazionale dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia – “Educazione e/è Politica” è stato promosso dal Gruppo nazionale nidi e infanzia, dal Centro internazionale Loris Malaguzzi, dal Comune di Reggio Emilia col patrocinio della Regione Emilia-Romagna e l’Alto patronato del Presidente della Repubblica.

Loredana Bondi è stata dirigente scolastica statale fin dal 1989; dal 1997 al 2012 dirigente dell’Istituzione servizi educativi, scolastici e per le famiglie del Comune di Ferrara. Attualmente fa parte del Gruppo nazionale nidi e infanzia.

Local Excellence Award: SIS premiata a Ferrara per l’innovazione e le attività locali

da: Società Italiana Sementi

Nuovi riconoscimenti per SIS , la prima società totalmente italiana per volume di affari del settore sementiero.

A Mezzogoro, in provincia di Ferrara, durante un incontro organizzato dal Consorzio agrario ferrarese dal titolo “Agricoltura fra localismi e… nuova Pac”, la SIS è stata premiata per le sue attività sul territorio con il Local Excellence Award, insieme ad altre aziende che si sono distinte sul fronte dell’innovazione e del valore aggiunto fornito al mondo agricolo. Con SIS hanno ricevuto il premio Coop Estense e East Balt, azienda di Bomporto che produce i panini Mc Donald.

Alla 37sima edizione della Fiera dell’ANGA (Associazione Nazionale Giovani Agricoltori), svoltasi a Caresanablot (Vercelli), SIS ha inoltre aperto uno stand che è stato punto di incontro e confronto con clienti e partecipanti all’evento. La Fiera, che quest’anno ha visto l’affluenza di ben 25mila visitatori, è stata l’occasione per un bilancio del comparto. Secondo Alice Cerutti, presidente dell’Anga Vercelli/Biella e componente del Ceja, “le superfici coltivate a riso sono sostanzialmente stabili e per il 2014 è previsto un incremento di 981 ettari (217.000 ha in totale)”.
Per quanto riguarda le varietà, si segnala l’incremento del 23% di quelle di tipo lungo A (Arborio, Baldo, Carnaroli, Roma, Volano) a fronte della contrazione delle altre varietà (lungo B, tondo e medie).

Sabato pomeriggio, alla Fiera di Ferrara, si apre la Stagione delle Bandiere con Il Torneo dell’Aquila Bianca

da: ufficio stampa Ente Palio Ferrara

Sabato 8 marzo si apre a Ferrara la Stagione delle Bandiere: presso il Padiglione 6 di Ferrara Fiere si terrà infatti il Torneo dell’Aquila Bianca Memorial “Luca Gallerani” 2014, organizzato e promosso da Borgo San Giacomo.
La competizione si inserisce nel calendario dei tornei proposti su tutto il territorio nazionale e vedrà sfidarsi: Rione Rosso (Faenza – RA), Rione Bianco di Faenza (Faenza – RA), Rione Nero di Faenza (Faenza – RA), Rione Giallo (Faenza – RA) – per la prima volta tutti presenti in contemporanea – Sestiere Porta Romana (AP), Contrada del Ghetto (Lugo, RA), Borgo San Lazzaro (AT), Musici e Sbandieratori arquatesi (Arquà polesine – RO), Musici e Sbandieratori Terre Sabaude (Alba – CN), A.S.D. Sbandieratori e Musici città di Oria (Oria – BR), Gruppo Storico Musici e Sbandieratori di Saletto (Saletto – PD), Borgo San Giovanni (FE), Rione Santa Maria in Vado (FE) e Borgo San Giacomo.
I 14 gruppi si sfideranno – a partire dalle ore 15.00 – nelle specialità della Piccola Squadra e Coppia Tradizionale.

Dopo il XI Torneo Indoor di Volterra, tenutosi il 1 marzo scorso, il Memorial Gallerani è il secondo appuntamento in gara della stagione per gli sbandieratori di Ferrara, che sono già tornati dalla cittadina pisana con dei record “in tasca”.
Nella competizione del 1 marzo – alla quale hanno partecipato 13 gruppi provenienti da tutta Italia con circa un centinaio di atleti – gli atleti di casa nostra si sono infatti imposti: nel singolo tradizionale sul gradino più alto del podio è salito Andrea Baraldi per Borgo San Giacomo-Ente Palio di Ferrara, che con il punteggio di 29,85 ha firmato il record nazionale, rasentando la perfezione dell’esecuzione (il massimo punteggio è 30), alle sue spalle Cirelli del Rione Crusar con 28,20.
Nella coppia tradizionale altro oro per Malagoli-Baraldi (Borgo San Giacomo-Ente Palio di Ferrara), secondo Borgo San Luca con Colosi-Marrazzo. oro per il Borgo rosseverde nella specialità della Piccola Squadra.

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Al teatro anatomico la danza dei corpi vivi esorcizza la morte

Ci saranno di nuovo i corpi al centro della scena oggi pomeriggio al Teatro Anatomico della Biblioteca Ariostea in via Scienze a Ferrara.
“Questa volta però saranno corpi vivi!” garantisce la coreografa Milka Panayotova, che porta per la prima volta la danza contemporanea tra gli scranni dai quali un tempo si assisteva alle autopsie.
“Ho voluto chiamare lo spettacolo Live Cracks, scrocchi vivi o dal vivo, proprio per dare l’idea di qualcosa che ancora si muove, schiocca di vitalità”.
Milka Panayotova è una performance maker bulgaro-cipriota arrivata a Ferrara per amore del marito. Laureata in Belle Arti a Firenze, e in Visual Language of Performance a Londra, ha scelto di stabilirsi qui in città, dove due anni fa ha dato alla luce un bambino. Ancora non ha una compagnia stabile, ma la desidera, e al momento collabora con vari artisti locali.
Come tutti i suoi lavori, l’ultimo dei quali è Dalla Z alla A, messo in scena al Centro Studi Dante Bighi di Copparo, anche questo sarà site specific, ovvero concepito appositamente per lo spazio in cui verrà rappresentato.
“Ho scelto il Teatro Anatomico perché è un luogo molto bello che mi ha subito colpita quando l’ho visto – spiega Milka – poi è raccolto e permette la vicinanza tra pubblico e danzatori, che per me è molto importante”.
In scena ci saranno due performer: Alessandra Fabbri e Laura Gagliardi.
“Sono due donne diverse, hanno età distinte, sono anatomicamente differenti: il loro essere è parte dello spettacolo. E’ chiaro che mi sono concentrata sui loro corpi, ma ho lavorato molto anche su di loro come persone. Quando creo uno spettacolo, parto dai miei appunti, però il lavoro con i danzatori parte sempre da zero, ed è lì che nasce la performace”.
Le musiche saranno quelle di Giacomo Marighelli e Bartleby Urens.
“Facendo delle ricerche sul Teatro Anatomico ho scoperto che un tempo, per rendere le autopsie meno angoscianti, c’erano dei musicisti che eseguivano delle musiche dal vivo. Ma i
miei protagonisti sono vivi, quindi non c’è bisogno di alleggerimento e le musiche saranno registrate!”.
Questo pare essere un buon momento per la danza contemporanea a Ferrara, con il ricco cartellone del Teatro Comunale che ha portato di recente in città compagnie come Aterballetto e Sasha Waltz, e con esperienze come quelle di Milka che propagano l’attenzione per la sesta arte.
“Si è vero qui c’è un notevole programma teatrale, e ci sono vari artisti che fanno cose molto belle, ma mancano i fondi e manca anche un network attivo. Noi cerchiamo di aiutarci a vicenda, ma non basta”.
Il patrimonio di scuole di danza, performer, spettacoli è davvero grande, e ha reso Ferrara conosciuta in tutto il mondo, varrebbe la pena di metterlo a sistema perché può portare interessanti benefici economici e ridare vitalità a un’arte senza la quale sognare diventa ancora più difficile.

Lo spettacolo è alle 17 con 25 posti a disposizione e durerà circa 20 minuti. Poi verrà ripetuto alle 18 per ulteriori 25 spettatori. E’ necessario prenotare via email a milkapan.book@gmail.com o telefonare al numero 3806482755.
I posti rimanenti saranno messi a disposizione di chi arriverà per primo.

All’Acquedotto terzo appuntamento di “Diversamente Musica”. Stasera ospite il M.E.F. Jazz Trio

da: Centro Promozione Sociale Acquedotto – ANCeSCAO

Terzo appuntamento al Centro Promozione Sociale Acquedotto con “Diversamente Musica”, rassegna di sei serate di intrattenimento musicale dal vivo, spaziando dal Jazz, al moderno, fino ai grandi classici. Stasera alle 19.30 gli ospiti saranno il M.E.F Jazz Trio, composto da Manuel Di Nuzzo (chitarra), Filippo Zattini (violinista e compositore) ed Emmanuela Susca (flauto traverso). Il Trio nasce quasi per caso, nel novembre del 2013 dalla voglia di esplorare i linguaggi del jazz e del tango e da un’idea: varcare i confini fra ciò che viene definito “classico” e ciò che viene definito “jazz”. Il M.E.F ha fatto il suo debutto pubblico il 22 dicembre 2013 alla Chiquita Brava di Ferrara proponendo brani di Bert Kaempfert, Charles Mingus, Joseph Kosma, Dirko Juchem, Richard Rodgers e Astor Piazzolla.
Ascoltandoli si potrà gustare un buon buffet.

Per il venerdì di “Somethin’Else” il Jazz Club mescola la cucina lusitana e il fado di Bidoli e Terragnoli

da: ufficio stampa Jazz Club Ferrara

Per un nuovo, gustoso episodio firmato Somethin’Else, venerdì 7 marzo (a partire dalle ore 20.00) il Jazz Club Ferrara propone Uma tasca portuguesa, viaggio enogastronomico alla scoperta dei colori e sapori della cucina lusitana. Le tascas sono il regno della cucina portoghese. Piccole, spesso piccolissime osterie che a Lisbona si concentrano soprattutto nei vecchi quartieri del centro come quelli arabi, la Baixa, il Bairro Alto, il Chiado. Alimento base della cucina portoghese è il pesce e anche se un capitolo a parte andrebbe dedicato al solo bacalhau (baccalà) – piatto nazionale per antonomasia al quale sono dedicate 365 ricette, una per ogni giorno dell’anno – in un menù di quattro portate gli chef del Jazz Club Ferrara dispenseranno i sapori di una tipica tasca portuguesa. A ricrearne l’atmosfera spetterà invece all’ispirata cantante Claudia Bidoli accompagnata dalla chitarra di Enrico Terragnoli che, tra una portata e l’altra, condurrà alla scoperta dell’immancabile fado.
Il fado, dal latino fatum – destino, è il canto del popolo portoghese per eccellenza. Appassionante e viscerale narra di storie di vita cullate da saudade (malinconia) a guisa del samba, del tango e della nostra canzone napoletana. Originatosi in ambienti urbani pullulanti di piccoli delinquenti e malavita, il fado conquista grande popolarità a cavallo tra ‘800 e ‘900. L’esponente storica di questa musica resta senza dubbio alcuno l’affascinante Amalia Rodriguez.
È consigliata la prenotazione della cena al 333 5077079 (dalle 15.30). Ingresso a offerta libera riservato ai soci Endas.

Venerdì 7 marzo – Jazz Club Ferrara, Torrione San Giovanni – Ore 20.00
Somethin’Else
Uma tasca portuguesa
Degustazione di piatti tipici della cucina lusitana con accompagnamento musicale
Claudia Bidoli, voce;
Enrico Terragnoli, chitarra

DOVE
Tutti gli appuntamenti si svolgono presso il Torrione San Giovanni via Rampari di Belfiore, 167 – 44121 Ferrara. Se si riscontrano difficoltà con dispositivi GPS impostare l’indirizzo Corso Porta Mare, 112 Ferrara.

INFORMAZIONI
Infoline: 339 7886261 (dalle 15:30)
Prenotazione cena: 333 5077059 (dalle 15:30)
www.jazzclubferrara.com
jazzclub@jazzclubferrara.com

Il Jazz Club Ferrara è affiliato Endas, l’ingresso a offerta libera è riservato ai soci.

COSTI E ORARI
Cena € 20 a persona bevande escluse
Cena + Tesseramento Endas bevande escluse € 25

Non si accettano pagamenti POS

Cena: a partire dalle ore 20.00
Intrattenimento musicale a partire dalle ore 21.30

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Rinascimento e barocco ferrarese nella mostra sugli Este alla Venaria Reale

di Salvatore Billardello

Ridare lustro al periodo estense tra Cinquecento e Seicento e insieme riportare in vita opere distrutte dal terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna nel 2012. Sono i due grandi obiettivi della mostra “Splendori delle corti italiane: gli Este. Rinascimento e Barocco a Ferrara e Modena”, organizzata dalla Reggia di Venaria a Torino in collaborazione con la Soprintendenza di Modena e la Galleria Estense, dall’8 marzo al 6 luglio nelle Sale delle Arti della Reggia di Venaria. Il curatore e soprintendente ai beni storici e archeologici di Modena e Reggio Emilia Stefano Casciu ha costruito per l’occasione un percorso espositivo in nove sezioni che, attraverso capolavori notissimi e opere meno conosciute di Cosmè Tura, Dosso Dossi, Correggio, Tiziano Tintoretto e Velazquez, unisce il Rinascimento della Ferrara di Alfonso I, primo dominio estense, al barocco della seconda capitale Modena e del suo duca Francesco I.
Secondo la sovrintendente ai beni storici e paesaggistici di Bologna Paola Grifoni si tratta “di un’occasione per ammirare le opere d’arte meno conosciute del periodo, in un momento devastante per quanto riguarda l’arte in Italia”. La location scelta è la straordinaria Reggia di Venaria, nominata dall’Unesco patrimonio dell’Umanità nel 1997, un edificio monumentale che vanta alcune tra le massime espressioni del barocco. “ Questa mostra segna l’inizio di una serie di esposizioni dedicate alle grandi corti italiane” – spiega Alberto Vanelli, direttore della Venaria Reale – “e rientra nella nostra tradizione di organizzare le mostre come fossero spettacoli, cercando di unire insieme il carattere divulgativo e insieme scientifico”.
“Tutto nasce da un atto di solidarietà verso la galleria estense da parte della Venaria”, aggiunge Davide Gasparotto, direttore della Galleria Estense di Modena, che poi chiarisce: “l’obiettivo è il recupero e il restauro di due opere d’arte danneggiate dal terremoto del 2012 che ha colpito i territori emiliani”. Le due tele, provenienti dal Comune di Mirandola, sono La Conversione di San Paolo di Sante Peranda e la Madonna col Bambino e Santi di Annibale Castelli, e di esse si è occupato il Centro di Conservazione e Restauro della Venaria. Qual è stato il costo complessivo dell’operazione? “Abbiamo speso 340.000 euro”, dice Vanelli, “cerchiamo di dimostrare come si possa fare cultura a prezzi accettabili. Ci definiamo una reggia pop”.

[© www.lastefani.it]

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Giovani e futuro: il grande interrogativo. Troppe incertezze, è tempo di batterci per i nostri diritti

Quante volte capita, oggi, a noi giovani studenti, di rimanere in silenzio alla domanda: “Cosa farai dopo l’università?” Troppo spesso ci fermiamo a pensare al nostro futuro, ma finiamo solamente per sentirci avviliti e demoralizzati!
Abbiamo un’infinità di sogni, ma pochissime possibilità di realizzarli.
C’è chi dopo un percorso universitario triennale spera di trovare lavoro; chi prosegue gli studi con una laurea magistrale e, dopo anni di inutili tentativi, ha come unica possibilità quella di svolgere lavori sottopagati. Poi ci sono quelli che per colmare l’attesa riempiono il curriculum con seconde lauree, master e stage; infine la maggior parte di noi cerca fortuna all’estero, ma lasciare il proprio Paese non dovrebbe essere un obbligo, bensì una scelta.
È giusto tutto questo? È sbagliato dover rinunciare ai propri sogni per colpa di un governo che non sa come prendersi cura dei propri cittadini e che pensa esclusivamente all’arricchimento individuale. Oggi viviamo schiacciati da tasse, imposte e limitazioni di ogni genere. Oltre la metà di quello che il singolo individuo guadagna va nelle tasche dello Stato, così assistiamo ad un impoverimento progressivo e alla scomparsa del ceto medio: l’Italia si divide tra ricchi e poveri.
Il meccanismo si è inceppato: il nostro è un sistema che non funziona più e, nonostante tutti sembrino capirlo, nessuno fa qualcosa per modificare il corso degli eventi.
Il problema è che in Italia non è più come un tempo, quando la gente si univa per uno scopo comune, avendo i mezzi e le energie; oggi sembra vigere la legge della “passività”: tante lamentele, ma nessuna azione concreta. Vi sono manifestazioni di piazza, ma troppo inconsistenti per lasciare veramente un segno. La gente sceglie il silenzio perché ha paura delle conseguenze e questo accade nei confronti del nostro governo tanto quanto si verifica all’interno di molte istituzioni. Questo malessere lo viviamo anche nell’ambito universitario, dove la stragrande maggioranza degli studenti ha paura di parlare con i professori quando qualcosa non funziona.
Vedo i miei coetanei come una mandria di persone indecise, insicure; sono sempre i primi a criticare, ma non sono mai pronti a reagire. Ogni volta che all’interno del mio corso universitario sono sorti problemi e discussioni, sono risultata l’unica pronta ad andare a parlarne direttamente con il preside: non uno dei miei compagni che mi abbia mai accompagnato né spalleggiato. Io non mi ritrovo in questa realtà; trovo che non abbia senso arrabbiarsi per poi starsene con le mani in mano. Il problema è che i pochi che, come me, reagiscono, tendono ad essere emarginati: siamo quelli che rischiano di venir bocciati all’esame solo per aver chiesto che i nostri diritti venissero rispettati.
Viviamo immersi nella tecnologia, in un mondo in cui ci si sente nudi se privati, anche solo per poche ore, del proprio smartphone. Facebook, Twitter, Instagram, Flickr, un’infinità di social network in cui tutti esprimono la propria opinione, tutti si scagliano contro tutti senza costruire nulla di concreto. Pur vivendo in una realtà in cui siamo così costantemente interconnessi gli uni agli altri, ciascuno di noi è sempre più solo, isolato.
Il problema è che il singolo non fa la differenza, bisogna unirsi per cambiare questa situazione, e poiché è già da troppo tempo che le cose non fanno che peggiorare, il tempo in cui ci si limita a “sperare” in un futuro migliore è finito. Ora è il momento di “combattere” veramente per ciò che si vuole, per i valori in cui si crede: dobbiamo difendere i nostri diritti, e dobbiamo farlo noi giovani perché è del nostro futuro che si parla.

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Occhetto: “La maggioranza di Renzi è bacata. Una situazione figlia delle scommesse perse da Napolitano”

di Alessandro Porcari

“Renzi ha fatto un discorso per dare impressione di grande capacità di decisione e volto a parlare all’opinione pubblica in generale, con elementi informali rispetto ai metodi consueti. Mi ha colpito negativamente la mancata capacità di inquadrare gli obiettivi dentro un tentativo almeno parziale di analisi critica di motivi per cui siamo arrivati a questo momento di crisi e la mancata indicazione delle coperture; non parlo di numeri da ragionieri, ma di scelte di fondo che spingono a togliere risorse da una parte e metterle dall’altra, quindi scelte politiche”.

Via Tibaldi 17, la Bolognina. Qui, una quindicina d’anni fa, il 12 novembre del 1989, Achille Occhetto, segretario del Partito comunista italiano annunciò ufficialmente ‘la svolta’.
«Di fronte agli sconvolgimenti dell’Est», disse allora Occhetto a un gruppo di militanti ed ex partigiani, «è necessario lo stesso coraggio che fu dimostrato durante la Resistenza. È necessario creare strade nuove e unificare le forze di progresso». Un discorso che annunciò un processo di trasformazione culminato nel cambio del nome e nella trasformazione dell’identità del partito fondato da Gramsci e Bordiga. Dal Pci al Pd, passando per Pds e Ds. Da principale partito di opposizione a principale partito di governo.
Ma oggi, segno dei tempi, al posto della sede del Pci, in via Tibaldi 17, troviamo un parrucchiere cinese, avanguardia della chinatown delle Due Torri…

Lei che è stato l’uomo della svolta, come giudica la svolta di Renzi?
Ho guardato con interesse alle primarie e alla volontà espressa da Renzi di cambiare la vecchia classe dirigente del Pd, responsabile delle sconfitte della sinistra. Cambiare una classe dirigente che ha fallito e cambiare la politica delle grandi intese sono le ragioni per cui milioni di persone sono state ai gazebo. Non mi è chiara tuttavia la prospettiva politica, sul terreno sociale ed economico e aspetto di vederla finalmente materializzata nel programma di governo. Intanto però il modo in cui si è formato questo governo già contraddice l’attesa fondamentale di superare il prima possibile queste maggioranze anomale.

Vede dunque elementi di precarietà in questo governo?
Non è possibile fare rivoluzioni con questa maggioranza. Vedo un gap tra l’annuncio della grande svolta che è nelle intenzioni e spirito di Renzi e la maggioranza con cui è stato costretto a fare il governo.
Il mondo che gira attorno ad Alfano non è sicuramente tra i più adatti a cambiare il rapporto tra sistema politico e opinione pubblica, a rendere credibili, a voltare pagina rispetto ai mali della politica italiana. Qualora si volessero fare scelte vere sulla allocazione delle risorse per favorire i più poveri, non credo che Alfano possa essere un alfiere.

Come è possibile che si sia già inciampati nelle dimissioni di un sottosegretario?
E’ possibile perché Renzi non ha scelto questa maggioranza, ma l’ha trovata. Era una maggioranza bacata alle radici. Si era già inciampati. Non si è cambiata maggioranza, questa è la critica fondamentale che io faccio e su questo condivido la posizione di Civati.

Dunque non condivide l’alleanza con Alfano e il Ncd?
Le coalizioni si possono fare con i diversi, ma non con i contrari. Alfano e il suo gruppo rappresentano rispetto alle esigenze di rinnovamento reale della società italiana una posizione contraria non solo alla sinistra, ma anche ai moderati del centro sinistra. Per me è motivo di grande interesse sapere come Renzi potrà far quadrare il cerchio.

Letta c’era riuscito, ma è caduto per una crisi interna al Pd…
Il governo Letta è caduto su se stesso. Letta era fermo, non è riuscito a risolvere nessuno dei problemi fondamentali che abbiamo innanzi. Era destinato a finire rapidamente. Non aveva più il sostegno dei sindacati, della Confindustria, di grandissima parte della cooperazione italiana. Nessuno dei temi di fondo (lo sviluppo, l’occupazione) era stato risolto, questi sono dati oggettivi. Era un governo morente. Possiamo discutere il modo in cui è stato ammazzato, come gli è stato dato il colpo di grazia, ma sicuramente non era un governo in grado di affrontare la situazione.

Il Partito democratico è l’erede della politica che lei ha immaginato all’epoca della svolta della Bolognina?
Non ritengo che il Partito democratico, così come è sorto, sia la continuazione degli obiettivi della svolta; anche perché con la Bolognina si posero già allora due possibili vie di uscita dalla crisi e dal crollo del comunismo. La svolta a sinistra, la mia; e la svolta moderata per entrare nei salotto buono e impostare una politica che puntasse tutto sul governo. Mi sembra che i miei successori si siano mossi in questa ultima direzione.
In parte il Pd è figlio della svolta, perché dissi che con il muro di pietra di Berlino crollava anche il muro ideologico che aveva diviso quei partigiani che avevo conosciuto nella casa della sinistra cristiana clandestina. Finalmente potevano unirsi nel progetto di formazione di una nuova sinistra con i partigiani socialisti e comunisti. Ma il modo in cui il Partito democratico è nato tradisce l’idea della svolta, ossia della costituente di una nuova formazione democratica. Il Pd è piuttosto la fusione a freddo tra due apparati che ha portato nel corso degli anni a molteplici inconvenienti e alla mancanza di un progetto politico di trasformazione della società italiana.

Cosa non le piace del Pd?
Non è chiaro il progetto politico-culturale. Ancora adesso non si capisce la linea del partito rispetto all’Europa, per superare la dittatura del pensiero unico monetarista, che ha come agenti fondamentali le grandi potenze finanziarie, e la politica di austerità dell’Unione che richiederebbe un programma sociale ed economico effettivamente alternativo.

Crede dunque che la sudditanza verso i diktat della finanza abbia offuscato il ruolo della sinistra italiana?
Sicuramente, ma non solo quella italiana. Anche la famiglia del socialismo europeo, che ho contribuito a fondare, è stata silente e succube rispetto alle politiche di austerità

Nonostante le incertezze dalla sinistra, il centrodestra ha perso le ultime elezioni amministrative…
Il centrodestra è fallito nel 2011. Il centrosinistra avrebbe vinto a man bassa quelle elezioni. Il grande torto del Presidente della Repubblica è stato ostacolare in quel momento le elezioni, facendosi mallevadore e poi sostenitore accanito della politica delle grandi intese. Ha fatto due scommesse: Monti e Letta. Le ha perse entrambe.
I governi delle grandi intese hanno rilanciato in parte Berlusconi, come è avvenuto dopo il governo Monti, e alimentato la protesta grillina, mettendo in difficoltà il Partito democratico.

Avrebbe preferito un’alleanza con il M5s?
Avrei visto una campagna elettorale quando ci fu l’uscita di Fini e i sondaggi davano Berlusconi al 10%. Allora invece gli si diede tempo. E Berlusconi comprò deputati e senatori. Poi, per tre anni, gli si è fatta la respirazione bocca a bocca, mettendolo nella condizione di risollevarsi.

Per concludere con un’allegoria, il fatto che nel luogo dove il 12 novembre 1989 tenne il famoso discorso, oggi ci sia un parrucchiere cinese che considerazioni le suggerisce?
Sono state date molte colpe alla Bolognina, non vorrei che la si accusasse anche di aver rafforzato la Cina (ride, ndr). Ma siccome mi sollecita anche un giudizio su questa emergente potenza mondiale glielo formulo con una frase lapidaria: la Cina è la sintesi mostruosa in cui convivono il peggio del capitalismo e il peggio del comunismo. E’ un modello da non seguire.

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