Giorno: 31 Marzo 2014

Comune di Ferrara, tutti i comunicati del 31 marzo

da: ufficio stampa Comune di Ferrara

La newsletter del 31 marzo 2014
CRONACACOMUNE

RACCOLTA FIRME – Raggiunto l’obiettivo delle 1000 firme. Nelle prossime ore la consegna dei moduli ad Anci Regionale
Cittadini e amministratori contro il gioco d’azzardo. Servono altre firme per la proposta di legge
31-03-2014

AGGIORNAMENTO DEL 31 MARZO 2014 – E’ stato ragguinto l’obiettivo delle 1000 firme. I moduli firmati verranno consegnati nelle prossime ore all’Anci Emilia Romagna aggiungendo così un ulteriore tassello a sostegno della presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare sul gioco d’azzardo. Da sottolineare l’impegno condiviso tra le forze politiche, enti e istituzioni del nel territorio ferrarese. Insieme al Comune di Ferrara hanno aderito al manifesto per la proposta di legge e raccolto le firme anche i Comuni di Cento, S. Agostino, Vigarano Mainarda, Argenta, Mesola, Comacchio, Voghiera, Mirabello, Bondeno, Tresigallo, Poggiorenatico, Ostellato, Jolanda di Savoia e Masi Torello.

AGGIORNAMENTO DEL 21 MARZO [Nelle due immagini scattate venerdì 21 marzo, la firma del vescovo Luigi Negri e di don Domenico Bedin a sostegno della proposta di legge di regolamentazione del gioco d’azzardo]

Il Consiglio Comunale di Ferrara ha approvato l’anno scorso l’adesione al manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo. Tra le azioni previste dal manifesto vi è la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare che mira a ridurre l’accesso al gioco, a introdurre attività di prevenzione e cura dalla dipendenza dal gioco d’azzardo e a sostenere concretamente le azioni degli Enti Locali.

E’ stata avviata il mese scorso, grazie all’impegno dei comuni del territorio, una raccolta di firme sulla proposta di legge in tutto il territorio provinciale e fino ad ora è stata raggiunta quota 500 su un migliaio che è l’obiettivo dei promotori. Ecco perchè venerdì 21 marzo dalle 8,30 alle 13,30 sotto il Volto del Cavallo all’angolo con Corso Martiri della Libertà a Ferrara, è stato collocato un banchetto informativo dove sarà possibile firmare questa proposta di legge, grazie alla fattiva collaborazione dei consiglieri comunali e degli assessori provinciali e comunali.

>> Lunedì 24 (dalle 9 alle 13) e martedì 25 marzo (orario 9-13 e 15-17) i cittadini potranno ancora firmare la proposta di legge nell’Ufficio Protocollo del Comune di Ferrara (piazza Municipio 2).

I rappresentanti degli enti locali sono convinti che occorra “metterci la faccia” per agire contro un dramma sociale ed economico che colpisce ogni fascia d’età e rispetto al quale proprio i Comuni sono in prima linea. Il problema è complesso e delicato perché il gioco d’azzardo è in gran parte attività lecita su cui lo Stato esercita una tassazione, senza contare che dietro al fenomeno ci sono interessi economici rilevanti, oltre ai risvolti illeciti in termini di infiltrazioni della criminalità organizzata.

In concreto la proposta di legge parte dall’articolo 32 della Costituzione, laddove “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Ed è proprio la salute ad essere chiamata in causa, viste le conseguenze psicologiche, economiche, familiari e sociali, di situazioni patologiche di vera e propria dipendenza. In tal senso la proposta intende giungere ad una regolamentazione della materia, per contrastare le conseguenze nocive da gioco, compreso l’utilizzo di risorse per prevenzione e cura, fino alla comminazione di sanzioni sia amministrative che penali. Il disegno di legge proposto vuole dare anche maggiori strumenti di intervento ai Comuni, finora assolutamente privi di margini di manovra di fronte al diffondersi di sale da gioco e di “slot machine” nel territorio.

Hanno aderito al manifesto e stanno raccogliendo firme insieme al Comune di Ferrara anche i Comuni di Cento, S. Agostino, Mesola, Argenta, Voghiera, Vigarano Mainarda, Mirabello, Bondeno Tresigallo, Poggiorenatico, Ostellato, Comacchio, Jolanda di Savoia e Masi Torello.

ALLEGATO SCARICABILE: Manifesto dei Sindaci sul gioco d’azzardo

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BIBLIOTECA ARIOSTEA – Spiritualità indiana: incontro martedì 1 aprile alle 17
Lo yoga della Bhagavad gita spiegato da Pietro Fallica
31-03-2014

Sarà dedicato alla Bhagavad Gita, il più importante libro sacro dell’India, il nuovo incontro, alla biblioteca Ariostea, con i testi e i saggi della spiritualità indiana. L’appuntamento è per martedì 1 aprile alle 17 in sala Agnelli, dove il traduttore ed editore Pietro Fallica approfondirà alcuni dei contenuti del testo sacro che descrive in maniera precisa e dettagliata tutte le esperienze del ricercatore spirituale sul sentiero della liberazione. L’incontro, aperto a tutti gli interessati, sarà introdotto da Marcello Girone Daloli.

LA SCHEDA biografica
Pietro Fallica, laureato all’Istituto Orientale della Sapienza di Roma, vive e lavora ad Assisi. Ha passato anni di studio e ricerca spirituale in India e da oltre trent’anni, con le Edizioni Vidyananda, traduce e pubblica testi della più pura tradizione spirituale indiana.

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CONSIGLIO COMUNALE – L’esito della seduta di oggi 31 marzo nella residenza municipale
Approvato il nuovo Regolamento di assegnazione degli alloggi ERP di proprietà Comunale
31-03-2014

La seduta odierna del Consiglio comunale si è aperta con una comunicazione dell’assessore al Decentramento e Sport dal tema “Le Circoscrizioni dopo il 2014. Individuazione di un rinnovato modello di partecipazione e istituzione delle nuove Delegazioni”. E’ poi seguito il dibattito sulla Mozione “Sezione di Polizia Postale e Comunicazioni a Ferrara” presentata dal consigliere Francesco Rendine (gruppo GOL) e sull’ordine del giorno “Per impedire la soppressione dell’ICE” presentato dal consigliere Giorgio Scalabrino Sasso (gruppo Misto). Al termine l’Assemblea è stata chiamata al voto su delibere.

Comunicazione

Comunicazione dell’assessore al Decentramento e Sport dal tema “Le Circoscrizioni dopo il 2014. Individuazione di un rinnovato modello di partecipazione e istituzione delle nuove Delegazioni”.

Al termine della relazione sono intervenuti i consiglieri Giuseppe Toscano (FI-PdL), Francesco Rendine (GOL), Simone Merli (PD), Francesco Levato (LeF), Giorgio Scalabrino Sasso (gruppo Misto), Giovanni Cavicchi (Lega Nord). E’ seguita in chiusura la replica del relatore.

(vedi testo della relazione in allegato a fondo pagina)

Mozione
Con 9 voti a favore dei gruppi GOL, Io amo Ferrara, Lega nord, FI-PdL (6 astensioni dei gruppi LeF, Progetto per Fe, Rif.Com It, Misto, Psi/Pri; 21 contrari del gruppo PD, SA) il Consiglio ha respinto la mozione dal tema “Sezione di Polizia Postale e Comunicazioni a Ferrara” presentata dal consigliere Francesco Rendine (gruppo GOL). Al termine della presentazione nel corso del dibattito sono intervenuti i consiglieri Ruggero Tosi-PD (che ha presentato un emendamento – poi ritirato), l’assessora alla Sanità e ai Servizi informatici. E’ seguita la replica del presentatore che non ha accolto l’emendamento.

Ordine del giorno
Con 30 voti a favore dei gruppi Misto, PD, Rif com It., Lega nord, SA, Psi/Pri, LeF, PpFe e 6 voti contrari (Io amo Ferrara, FI-PdL) il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno “per impedire la soppressione dell’ICE” del consigliere Giorgio Scalabrino Sasso (gruppo Misto). Nel corso del dibattito sono intervenuti i consiglieri Silvia Pulvirenti – PD (che ha proposto un emendamento – accolto), Giuseppe Toscano (Fi-PdL), l’assessora alle Attività produttive e Commercio, il consigliere Valentino Tavolazzi (PpFe). E’ seguita la replica del presentatore che ha accolto l’emendamento.

Queste le delibere esaminate

(Sindaco)
– Modifica dell’art. 7 del Regolamento per la trasparenza e pubblicità della situazione patrimoniale dei titolari di cariche elettive e di Governo e degli altri soggetti obbligati approvato con deliberazione del Consiglio Comunale del 14/01/2013, n. 15-92268/12 e successivamente modificato con Delibera di Consiglio Comunale del 24/06/2013 n. 40894.

La delibera, illustrata dal Sindaco, è stata approvata con 28 voti a favore e 9 astensioni (dei gruppi Io amo Fe, Lega nord, GOL, FI-PdL).

(Vicesindaco e assessore al Personale, Cultura, Turismo, Area giovani)
Certificazione ISO 2012:2012 del Comune di Ferrara. Approvazione Politica di Gestione Sostenibile degli Eventi del Comune di Ferrara.

La delibera è stata illustrata dal Vicesindaco. E’ intervenuto il consigliere Giorgio Scalabrino Sasso (gruppo Misto). La delibera è stata approvata con 29 voti a favore e 6 astensioni (Io amo Fe, Lega Nord, GOL, Progetto per Ferrara).

LA SCHEDA – (Vedi a fondo pagina il testo allegato).

(Assessora alla Sanità, servizi alla Persona e Immigrazione)
– Approvazione della convenzione tra il Comune di Ferrara, Lepida S.P.A. e Goomobile S.P.A. per estensione MAN – Infrastrutturazione area industriale “Salvi”.

La delibera è stata illustrata dall’assessora. E’ intervenuto il consigliere Luca Vaccari (PD). La delibera è stata approvata con 29 voti a favore (1 astensione Progetto per Ferrara; 3 voti contrari dei gruppi Io amo Ferrara, GOL).

– Approvazione schema di accordo di collaborazione Istituzionale tra ANCI Emilia Romagna ed i Comuni dei territorio provinciale per il coordinamento del Centro Servizi per i Comuni e l’aggiornamento e la condivisione in WEB della cartografia.

La delibera è stata illustrata dall’assessora. E’ intervenuto il consigliere Liliano Cavallari (Io amo Ferrara). La delibera è stata approvata con 28 voti a favore (3 voti contrari dei gruppi Io amo Fe, GOL; 3 voti di astensione dei gruppi Progetto per Ferrara, FI-PdL).

LA SCHEDA – Avrà la durata di tre anni l’accordo fra Anci Emilia Romagna, Comuni del territorio e loro Unioni, il nuovo coordinamento del Centro Servizi per l’aggiornamento e la condivisione via web di una cartografia di base e la predisposizione di progetti condivisi e richiesti dai Comuni e dalle loro Unioni. Il percorso si è reso necessario dall’1 marzo 2014 a seguito della risoluzione condivisa della convenzione finalizzata alla costituzione della Carta Geografica unica/C.G.U. (per la gestione, l’aggiornamento e la condivisione via web di una cartografia di base) stilata nel gennaio 2012 con capofila la Provincia di Ferrara. Il contributo annuale del Comune di Ferrara sarà di 4.973 euro.

– Approvazione del nuovo Regolamento di assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà Comunale.

La delibera è stata illustrata dall’assessora. Sono intervenuti nel corso del dibattito i consiglieri Giampaolo Zardi (FI-PdL), Francesco Levato (LeF), Tommaso Cristofori (PD), Liliano Cavallari (Io amo Ferrara), Giovanni Cavicchi (Lega nord).

La delibera è stata approvata con 24 voti a favore, 6 voti contrari (GOL, Lega nord, Io amo Ferrara) e 3 voti di astensione (gruppo FI-PdL).

LA SCHEDA (Vedi allegato fondo pagina)

– Approvazione delle modifiche al Regolamento Comunale per il sostegno dei cittadini in emergenza abitativa.

La delibera, illustrata dall’assessora, è stata approvata con 21 voti a favore e 8 voti di astensione (dei gruppi FI-PdL, GOL, Lega Nord, io amo Ferrara).

(Assessore alla Mobilità e ai Lavori pubblici)

– Dichiarazione dell’interesse pubblico al mantenimento dell’immobile, sito a Ferrara Via Imperiale 97, già acquisito al Patrimonio del Comune di Ferrara, ai sensi e per gli effetti dell’art. 13 della L.R. n. 23/2004 così come modificato dalla L.R. n. 15 del 30/07/2013.

dopo l’illustrazione dell’assessore sono intervenuti i consiglieri Liliano Cavallari (Io amo Ferrara), Giuseppe Toscano (FI-PdL), Giampaolo Zardi (Fi_PdL), Antonio Fortini (LeF), assessora all’Urbanistica,

La delibera è stata approvata con 21 voti a favore e 8 voti contrari (dei gruppi Io amo Ferrara, GOL, Lega Nord, Fi-PdL).

(Assessora all’Urbanistica, Edilizia privata, Edilizia pubblica)
– Controdeduzioni alle osservazioni e alle riserve pervenute riguardanti la variante PRG/V ai sensi dell’art. 15 comma 4 della LR n. 47/78 e s.m. e i. e degli artt.8 e 10 della LR n.37/2 per l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio sulle facciate del Condominio “Don Minzoni n. 17” p.zza Trento Trieste.

Sulla delibera, illustrata dall’assessora all’Urbanistica, è intervenuto il consigliere Liliano Cavallari (Io amo Ferrara).

La delibera è stata approvata con 20 voti a favore e 8 voti contrari (dei gruppi Io amo Ferrara, GOL, Lega Nord, Fi-PdL).

– Atto d’intesa ex art. 16 bis L.R. 37/2002 e s.m. e i. tra il Comune di Ferrara e il Consorzio di Bonifica di Ferrara ai fini dell’approvazione del progetto definitivo delle opere relative alla sistemazione idraulica di alcuni tratti del Canale Cittadino nelle località di Salvatonica e San Biagio in Comune di Bondeno e di Porporana in Comune di Ferrara.

La delibera, dopo l’illustrazione, è stata approvata all’unanimità.

La seduta riprenderà lunedì 7 aprile.

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CONFERENZA STAMPA – Mercoledì 2 aprile alle 11.30 in sala Arengo
Presentazione della manifestazione nazionale “Vivicittà” 2014″
31-03-2014

Mercoledì 2 aprile alle 11.30, nella sala dell’Arengo della residenza municipale, si terrà una conferenza stampa di presentazione di “Vivicittà” 2014, manifestazione sportiva nazionale organizzata e promossa da Uisp. All’incontro saranno presenti l’assessore comunale allo Sport, il presidente provinciale Uisp Enrico Balestra, il presidente di Lega Atletica Uisp Gianluigi Fregnani e il responsabile attività Uisp Davide Guietti.

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CONFERENZA STAMPA – Mercoledì 2 aprile alle 10.30 in sala Zanotti
Presentazione della 2.a edizione della manifestazione “C’è birra e birra”
31-03-2014

Mercoledì 2 aprile alle 10.30 in sala Zanotti della residenza municipale si terrà la presentazione della seconda edizione di “C’è birra e birra”, manifestazione in programma il prossimo fine settimana al chiostro di San Paolo.

All’incontro con la stampa interverranno l’assessora comunale al Commercio e Attività Produttive, le promotrici Adelaide Vicentini e Maria Rita Martoni presidente di Mri1 e rappresentanti di birrifici artigianali italiani.

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AMBIENTE – Mercoledì 2 aprile alle 11 in via Pelosa (incrocio con via Aranova)
Inaugurazione del parco fotovoltaico Aranova a Porotto
31-03-2014

Mercoledì 2 aprile alle 11 si svolgerà l’inaugurazione del parco fotovoltaico Aranova realizzato a Porotto della Società Rete Solare srl del Gruppo Tozzi di Ravenna (con ritrovo in via Pelosa all’incrocio con via Aranova, a fianco della sottostazione elettrica dell’impianto).

Per illustrare le caratteristiche dell’installazione interverranno, in rappresentanza della holding ravennate, il presidente Franco Tozzi, l’ad Mario Tozzi e il direttore generale Claudio Ricci. Saranno presenti il sindaco di Ferrara e l’assessora comunale all’Ambiente.

Giornalisti, fotografi e videoperatori sono invitati.

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1.a COMMISSIONE CONSILIARE – Si riunirà mercoledì 2 aprile alle 15 in sala Zanotti
Esame di delibere su Lavori pubblici ed Edilizia
31-03-2014

La 1.a Commissione consiliare – presieduta dalla consigliera Francesca Cavicchi – si riunirà mercoledì 2 aprile alle 15 nella sala Zanotti della residenza municipale. All’esame del gruppo di lavoro delibere degli assessori ai Lavori pubblici (- Approvazione dei criteri per l’aggiornamento dei corrispettivi nelle ipotesi di trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà nelle aree peep ed il riscatto dei vincoli ex art. 35 della Legge 865/1971 ai sensi della Legge n. 448/1998. Modifica ed integrazione della delibera di G.C. del 19/02/2002 P.G. n. 2631 e della delibera di G.C. del 22/01/2013 P.G. n. 5812″; – Approvazione modifiche ed integrazioni al piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari 2014-2016) e all’Urbanistica (- Criteri per la concessione delle possibilità di costruire a distanza inferiore a quella legale prevista dallo strumento urbanistico vigente con un’area di proprietà comunale).

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ARTE E CULTURA – Dal 12 al 23 aprile mostra di sculture nelle vie del centro
San Giorgio protagonista a Ferrara tra culto, arte e leggenda
31-03-2014

Simbolo della vittoria del bene sul male, San Giorgio sarà quest’anno più che mai protagonista a Ferrara nei giorni che precedono la festa liturgica a lui dedicata. Dal 12 al 23 aprile le vie, le piazze e i palazzi del centro storico faranno infatti da sfondo a una mostra nazionale di sculture e installazioni contemporanee tutte dedicate al santo martire e realizzate da oltre quaranta artisti di tutta Italia. Promotrice dell’evento, dal titolo ‘San Giorgio, il drago e la principessa’ è l’associazione culturale Stileitalico che, in collaborazione con l’Assessorato comunale alla Cultura, con il patrocinio, tra gli altri, di Comune, Provincia, Regione, Arcidiocesi e Università e la sponsorizzazione di diverse associazioni, enti e aziende del territorio, ha invitato scultori da tutta la penisola e non solo a partecipare con opere frutto della propria personale interpretazione del mito di San Giorgio. Come spiegato stamani in conferenza stampa da Alberto Squarcia e Vincenzo Biavati di Stileitalico, la maggior parte degli oltre quaranta artisti partecipanti porteranno sia una scultura di grande formato (alta almeno 150 cm) per l’esposizione nelle vie e palazzi del centro storico, sia una di dimensioni inferiori per la mostra che sarà allestita a Palazzo Turchi di Bagno in corso Ercole I d’Este. Altri ancora parteciperanno solo a quest’ultima esposizione, la cui inaugurazione è prevista per il 12 aprile alle 11, seguita alle 16, nella sala Arengo del palazzo municipale, dalla presentazione ufficiale della mostra del centro storico. L’appuntamento offrirà inoltre l’occasione per dare il via anche a un simposio di intaglio e scultura del legno dal vivo nel Giardino delle Duchesse dal 13 al 16 aprile, con la partecipazione di otto artisti in arrivo da varie località italiane.
“Nell’organizzare questa iniziativa – ha spiegato ancora Vincenzo Biavati – abbiamo voluto invitare tutti i circa 170 Comuni italiani che hanno San Giorgio come patrono a selezionare un loro artista da inviare a questo evento; solo alcuni di essi, visti i tempi organizzativi ristretti, riusciranno ad essere presenti con un loro artista, mentre diversi altri parteciperanno con una loro delegazione in visita alle mostre”.

IL PROGRAMMA (a cura dell’associazione Stileitalico):

– 12 aprile:
ore 11,00 Inaugurazione Mostra dei modelli e opere di piccole dimensioni al Palazzo Turchi di Bagno. E’ prevista la presenza del Magnifico Rettore Pasquale Nappi e di una delegazione in abiti rinascimentali del Palio di Ferrara, con successivo aperitivo nella sala Ex-Borsa
ore 16,00 Inaugurazione Mostra di sculture e installazioni contemporanee nella Sala dell’Arengo, Palazzo Municipale. E’ invitato il Ministro della Cultura Dario Franceschini, ed è prevista la presenza del Sindaco Tiziano Tagliani e del Vice-sindaco e Assessore alla Cultura Massimo Maisto del Comune di Ferrara; consegna del medaglione ricordo agli artisti e alle personalità presenti.
A seguire aperitivo nel Giardino delle Duchesse con una rappresentanza dei Cavalieri di San Giorgio e del Palio di Ferrara con presentazione degli intagliatori e scultori del “Simposio”
Ore 17,30 Visita alle sculture del centro, con guida
Ore 17,30 Visita alle sculture dalla Cattedrale di San Giorgio al Chiostro di San Giorgio fuori le mura con guida. Al termine possibilità di cenare sotto l’egida e l’organizzazione della Contrada di San Giorgio (con prenotazione entro il 9 aprile)
– 13 aprile:
ore 10,30 visita alla sculture del centro, con guida
ore 10,30 visita alle sculture dalla Cattedrale di San Giorgio al Chiostro di San Giorgio fuori le mura con guida. Al termine possibilità di cenare sotto l’egida e l’organizzazione della Contrada di San Giorgio (con prenotazione entro il giorno 10 aprile)
– 18 aprile presentazione del libro “I Draghi d’Italia” di Andrea Augello presso Mediolanum Banca via Saraceno 16/24
– 23 aprile chiusura della manifestazione
– Dal 23 al 28 le sculture situate nel chiostro della Basilica di San Giorgio rimarranno esposte in occasione della festa del patrono

Per informazioni: vincenzo.biavati@tiscali.it

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DECENTRAMENTO – Operativo dal 2 aprile nella sede di Cona
Un nuovo sportello anagrafico comunale all’Ospedale S.Anna
31-03-2014

Questa mattina, lunedì 31 marzo alle 12, nella sede della direzione del nuovo Arcispedale Sant’Anna a Cona, i rappresentanti dell’Amministrazione comunale e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria hanno presentato ai giornalisti e inaugurato un nuovo Sportello di Anagrafe. All’incontro sono intervenuti il Sindaco di Ferrara, il direttore generale Azienda Ospedaliero Universitaria, gli Assessori comunali al Decentramento e ai Lavori Pubblici e il Presidente della Circoscrizione 4 che hanno sottolineato l’importanza e la necessità di questo nuovo punto a disposizione dei cittadini e degli utenti della struttura sanitaria. Sindaco e assessore comunale al Decentramento hanno specificato che sulla base dell’utilizzo effettivo dello sportello sarà possibile l’ulterore implementazione di servizi erogabili agli utenti.
A partire da mercoledì 2 aprile, all’interno del CUP del nuovo Ospedale di Cona, sarà operativo un nuovo punto anagrafico del Comune di Ferrara che consentirà in questa prima faseoperazioni come fare un certificato, cambiare la propria residenza, rinnovare un documento d’identità o espletare altre necessità burocratiche. Il nuovo Sportello del Comune, ubicato dunque all’interno del CUP (sportello 8 – piano terra, ingresso 2), sarà aperto al pubblico nei seguenti giorni e orari: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12.30, giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16.30 (martedì chiuso)
Questi i recapiti per contattare dal 2 aprile: tel. 0532 239662, fax 0532 239527, e-mail anagrafe.cona@comune.fe.it . Per accedere al nuovo punto anagrafico del Comune si consigliano gli utenti di utilizzare il parcheggio 2.

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BIBLIOTECA BASSANI – Narrazioni in programma mercoledì 2 aprile alle 17 a Barco
‘Avventure in giardino’ nei racconti per bambini dai 4 ai 10 anni
31-03-2014

Si intitola ‘L’ultimo albero’ il racconto firmato da Stepan Zavrel e letto da Anna Bellini che mercoledì 2 aprile alle 17 aprirà il pomeriggio di narrazioni alla biblioteca Bassani di Barco. L’appuntamento, dedicato ai bambini dai 4 ai 10 anni, proseguirà poi con ‘Lian’ di Chen Jiang Hong letto da Pasquale Lucia.

L’incontro è inserito nel ciclo mensile di narrazioni per i più piccoli (dedicato ad ‘avve nture nel giardino’) in programma ogni mercoledì pomeriggio nella sala Ragazzi della biblioteca comunale di via Grosoli 42.

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TEATRO RIVANA GARDEN – Giovedì 3 aprile alle 21 in via Pesci
Premiazione del 18° Concorso Letterario “Mario Roffi” in dialetto e vernacoli provinciali
31-03-2014

(Comunicato a cura degli organizzatori)

Giovedì 3 aprile alle 21 al Teatro Rivana Garden (via G. Pesci 181) si svolgerà la cerimonia di premiazione della diciottesima edizione del Concorso Letterario “Mario Roffi” in dialetto e vernacoli provinciali.
L’iniziativa, che ha il patrocinio del Comune di Ferrara, è organizzata da Circoscrizione 2, Centro Sociale Rivana Garden e Cenacolo Dialettale Treb dal Tridel con partner Coferasta, Centro Commerciale “Il Castello”, Zurich Assifin snc, Elettrica Estense.
Durante la serata di premiazione saranno presenti oltre al presidente della Circoscrizione 2, il Sindaco, l’assessora Provinciale all’Urbanistica, Gianni Cerioli e alcuni componenti del Comitato d’onore fra cui la Prof.ssa Anna Maria Quarzi. Al Concorso hanno partecipato 33 poeti alle sezioni Poesia e Zirudela e 4 scuole con un totale di 144 elaborati.
In seguito alle votazione della Giuria (presidente Cerioli Gianni, Basaglia Luciano, Chiarini Marco, Sproccati Guido, Floriana Guidetti, Montanari Luciano) saranno distribuiti:
6 premi alla sezione scuole:
– 1° 2° 3° PREMIO – ciascuno con un buono spesa per libri offerti da Coferasta
– Una poesia premiata dal Treb dal Tridel con libri e pubblicazioni varie
– Due premi alle Scuole che hanno partecipato con il maggior numero di elaborati, consistenti in un buono spesa per libri offerto da Zurich Assifin e un altro offerto da Elettrica Estense.

3 premi alle Zirudele: 1° 2° 3° premiate ciascuna con un buono spesa per libri offerti da Coferasta
4 premi alle Poesie:
– 1° Premio: 11° Trofeo offerto dal Centro Commerciale “Il Castello”
– 2° e 3° premio: ciascuno con un buono spesa per libri offerti da Coferasta
– Una poesia premiata dal Treb dal Tridel con libri e pubblicazioni varie
Il Presidente della Circoscrizione 2 ringrazia gli sponsor che hanno permesso al Concorso Mario Roffi di sopravvivere fino ad oggi, grazie alla loro forte presenza e collaborazione, in particolare al presidente di Coferasta Alessandro Ludergnani, al presidente del Centro Commerciale “Il Castello” Nicola Lodi, all’agente Guido Raddi di Zurich Assifin e a Stefano Michelini di Elettrica Estense.
– Durante la serata di premiazione tutte le opere premiate saranno lette, in dialetto, dai dicitori: Laura Caniati, Paolo Toselli, Rino Gardenghi e Luciano Basaglia.

Condannati i vertici Enel per l’inquinamento a Porto Tolle. Gli ambientalisti apprezzano la sentenza, ora basta parlare di carbone

da: ufficio stampa Legambiente Onlus

Oggi il tribunale di Rovigo ha condannato in primo grado di giudizio i vertici ENEL per il ‘grave inquinamento’ derivato dal funzionamento della centrale termoelettrica di Porto Tolle. La condanna prevede una pena di 3 anni di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni per gli ex ad Scaroni e Tatò. E’ stato assolto, invece, “per mancanza di elemento soggettivo”, l’attuale amministratore e direttore generale Fulvio Conti.

Greenpeace, Legambiente e WWF esprimono soddisfazione per la sentenza che ha riconosciuto ciò che le tre associazioni hanno denunciato per anni, ossia che la centrale di Porto Tolle ha continuato a funzionare in mancanza delle autorizzazioni ambientali, causando gravi danni alla salute della popolazione residente e all’ambiente. Ora il nesso tra le emissioni di quella centrale e l’aumento di patologie nella popolazione locale appare provato, come pure l’impatto sul fragile ecosistema del Delta del Po che ospita l’impianto; ed Enel sarà chiamata a rifondere danni per 3,6 miliardi di euro.

Le associazioni ambientaliste auspicano che la sentenza odierna rappresenti anche l’archiviazione definitiva per i progetti di riconversione a carbone della Centrale di Porto Tolle. L’impianto, che sorge nel bel mezzo del Parco del Delta del Po, era già costato ad Enel la condanna in due processi precedenti. La volontà di trasformarlo per poterlo alimentare con la fonte energetica più inquinante e dannosa per il clima, il carbone appunto, è sbagliata: non risponde ad alcuna necessità energetica del Paese, non ha fondamento in termini di strategia industriale e consegnerebbe il Polesine a un modello di sviluppo già dimostratosi perdente e dannoso.

Greenpeace, Legambiente e WWF chiedono ad Enel di fare chiarezza e di dire cosa intende fare. Poche settimane addietro la Commissione VIA del Ministero per l’Ambiente ha nuovamente bocciato la proposta di conversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle. Enel è pronta a rinunciare al progetto o tornerà a presentarlo e promuoverlo, dimostrando di non saper apprendere dai propri errori e neppure dalle sentenze?

Storia di muri e di donne che amano gli alberi

Sono sopravvissuti all’atomica di Hiroshima, ma non è chiaro se scamperanno agli effetti collaterali di una lite tra condomini finita in tribunale. Il futuro resta un’incognita per i tre ginkgo biloba e l’ailanthus piantati quarant’anni fa nel cortile del condominio ‘Il vialetto’ al 144 di viale Cavour. Vivere o morire ora va oltre la volontà degli inquilini che si sono battuti a loro difesa. Oggi dipende dall’esito di un tavolo tecnico e, soprattutto, dalla capacità degli alberi di reagire all’amputazione di alcune radici utili ad ancorarsi al suolo. La soluzione di taglio parziale era stata concordata in virtù di un’intesa con cui si pensava di salvaguardare la vita delle piante e, contemporaneamente, permettere il rifacimento del vecchissimo muro di cinta pericolante. “Quando si è fatto l’accordo probabilmente nessuno aveva ben chiara la grandezza delle radici emerse dopo lo scavo utile al rifacimento del muro – dice l’agronoma Stefania Gasperini –. In realtà per come sono andate le cose e per l’importanza dell’intervento subìto, la stabilità degli alberi dovrà comunque essere testata e nel caso aiutata con qualche puntello. Nessuno vuole rischiare un crollo interno a un condominio dove passano le persone”.

Mutilati, obbligati a una condizione contraria alla natura e del tutto inconciliabile con la primavera, gli alberi aspettano. Non sanno di essere stati giudicati responsabili della malformazione del muro e condannati in prima istanza a essere abbattuti. Aspettano ignari del fiume di parole e delle tante carte bollate a cui è legato il loro destino di alberi di città a rischio estinzione. Aspettano, vivi e poco vegeti, inconsapevoli degli oltre 40mila euro pagati dagli inquilini de “Il Vialetto” per il rifare il muro come richiesto dai confinanti de “Il Giardino” e della sentenza di appello con cui il giudice ha sospeso la loro esecuzione.

Fin dalle prime ore del mattino di ieri alcuni inquilini, in rappresentanza di una parte di assemblea condominiale, hanno presidiato le piante per scoraggiare gli operai della ditta incaricata dei lavori. “Non si sa più che fare – dice il responsabile Rossano Felloni – Uno dice di andare avanti l’altro di fermarsi”. Allarga le braccia, ma di rimettere la terra per riparare le radici non se ne parla.

“Invece di una colata di cemento armato bastava una siepe”, suggerisce l’ambientalista Sergio Golinelli, accorso sul luogo della singolar tenzone. “Sarebbe sufficiente una copertura o un archetto per permettere alle radici di trovare il loro spazio”, incalza Angela Buono, munita di delega condominiale di quelli del Vialetto per controllare lo stato dei lavori.
Nessuna soluzione – se non quella di riavere il muro integro – è invece la posizione di Giovanni Vitali de “Il Giardino”, presente insieme all’avvocato Giuliano Onorati. “Secondo l’accordo raggiunto avrebbero dovuto mettere le radici in sicurezza, ma non l’hanno fatto”, taglia corto. E’ una questione di muri, di recinti e foglie da ripulire. Storie di condomini di provincia, dove il tempo è ancora un benefit a misura d’uomo.

Qualcuno invoca la necessità di un altro muro, ben diverso da quello abbattuto nell’attesa di alzarne uno nuovo fiammante, che l’avvocato David Zanforlini, rappresentante insieme al collega Federico Carlini de “Il Vialetto”, vorrebbe invece identico al vecchio. Uguale anche nell’anomalia della pancia e nelle fondamenta ‘leggere’ anziché corazzate come lasciano intendere le gabbie calate nello scavo. Un ritorno al passato giusto per preservare le piante dall’ormai prossima colata di cemento armato. In fondo, è sempre questione di muri. “Proprio di fronte a questo – indica un signore che da anni vive al Vialetto – c’era un muretto, era vecchio ed è crollato da solo, non c’è stato bisogno di alberi”.


fotoservizio di Monica Forti

Aperta la XI edizione del Meeting dell’innovazione. Presentata la scuola degli imprenditori Cna Iniziativa Impresa

da: ufficio stampa Cna Ferrara

Una settimana di orientamento all’imprenditorialità, centinaia di studenti e giovani per imparare cosa è l’impresa

Il 35% delle neoimprese non riesce a sopravvivere entro i primi tre anni di vita, ciò nonostante ne continuano a nascere, nonostante la crisi e, pur costituendo una parte limitata rispetto al mercato, quelle dei giovani imprenditori sono attività spesso innovative, competitive, offrono tutt’ora nuovi posti di lavoro. Ma i numeri potrebbero essere di gran lunga più elevati, sostiene Cna Ferrara, con adeguate azioni di supporto e di orientamento alla imprenditorialità dei giovani, a partire dalla scuola, perché imprenditori non ci si improvvisa, ma al contrario è un percorso che va costruito, magari con l’aiuto di altri imprenditori disponibili a trasmettere la loro esperienza.

Questo è il senso della odierna edizione, la XI, del Meeting provinciale dell’Innovazione dal titolo “Giovani e impresa”, promosso da Cna in partnership con l’Associazione dell’Innovazione e Cassa di Risparmio di Cento, che si è aperto ieri a Ferrara. Si tratta di una vera e propria settimana dedicata all’orientamento dei giovani all’imprenditoria – hanno spiegato i dirigenti provinciali della Cna alla conferenza stampa, alla quale hanno partecipato, inoltre, Carlo Alberto Roncarati, presidente di Caricento e Mauro Gianattasio, segretario generale della Camera di Commercio – con un programma intenso di incontri mirati a far conoscere il microcosmo della piccola e media impresa agli studenti e ai giovani, in occasione dei quali saranno gli stessi imprenditori a fare da docenti ai ragazzi.

Il Meeting coincide anche con l’esordio di “Cna Iniziativa Impresa”, la scuola degli imprenditori della Cna di Ferrara, progetto innovativo, attraverso il quale l’Associazione punta a realizzare il primo network provinciale per la diffusione della cultura d’impresa, la creazione di nuove attività imprenditoriali e la trasmissione generazionale delle imprese.

Oggi, intanto, martedì 1° aprile, alle 9, presso la Sede provinciale di via Caldirolo, si terrà il il convegno sul tema “Diventare imprenditori: passione, idee e competenze”. Interverranno: Ivan Damiano, direttore generale Cassa di Risparmio di Cento; Mauro Giannattasio, segretario generale della Camera di Commercio di Ferrara; Irene Tagliani, presidente provinciale della Cna di Ferrara; Corradino Merli, direttore provinciale della Cna. Seguiranno sette workshop tematici, riservati a giovani e studenti di istituti medi superiori della provincia, sulle problematiche relative all’avvio e gestione di una attività imprenditoriale in diversi settori economici. E cioè: comunicazione e Ict, turismo e alimentazione, impianti, estetica e benessere, automazione industriale, moda, artigianato artistico. Gli incontri saranno tenuti da imprenditori dei rispettivi settori, titolari di aziende eccellenti della provincia. E’ prevista la partecipazione di circa 180 giovani, tra studenti degli Istituti scolastici Istituto d’arte Dosso Dossi di Ferrara, Liceo Statale Carducci, Ipsia Ercole I d’Este ed Istituto professionale L. Einaudi di Ferrara, mentre altri ragazzi hanno aderito individualmente all’iniziativa.

Mercoledì 2 aprile, alle ore 17, presso la sala convegni della Sede CNA di via Caldirolo, “Scambio di esperienze e buone prassi per crescere nel mercato” Parleranno: Emanuele Borasio, presidente dell’Area Cna di Ferrara, Stefano Grechi, presidente Ecipar, l’imprenditrice Denise Baracotti e Diego Benatti, responsabile del progetto Cna Iniziativa Impresa.

Venerdì 4 aprile, infine, si terrà l’iniziativa “Imprese aperte”: diverse centinaia di studenti degli Istituti medi superiori che, a partire dalle 9, si recheranno in visita a imprese eccellenti della nostra provincia dei più diversi settori: dalla meccanica alla organizzazione di eventi, dal centro sportivo alla produzione di gruppi elettrogeni o impianti industriali, e ancora un agriturismo e aziende di cablaggi, di confezioni moda, delle costruzioni edili, ecc.

Cna Iniziativa Impresa, la scuola degli imprenditori. Si prefigge, tra gli obiettivi principali, di diffondere la cultura di impresa tra le nuove generazioni, sostenendo l’avvio di impresa e favorendo l’integrazione tra giovani, scuola e impresa. Saranno sviluppate una serie di iniziative sul versante del ricambio generazionale (con progetti di affiancamento e tutoraggio di imprese a rischio di cessazione, per mancanza di ricambio, collegati alla predisposizione di speciali iniziative di sostegno al credito o di incentivazione da parte delle istituzioni). Inoltre, saranno intraprese attività, sia di carattere formativo e culturale, che di sostegno consulenziale e tecnico, nell’area dei mestieri: dalle professioni innovative, al recupero di mestieri perduti.

Cna Iniziativa Impresa si avvarrà di un Comitato tecnico – scientifico e della collaborazione stabile di un vero e proprio “Club dei Mentori”: imprenditori della Cna, che si sono dichiarati disponibili in prima persona ad intraprendere esperienze di affiancamento, in qualità di mentori, di giovani intenzionati alla carriera imprenditoriale Ne fanno parte i seguenti imprenditori: Irene Tagliani, presidente provinciale della Cna, Giampaolo Bellini (Comacchio), Marco Boccafogli (Poggio Renatico), Emanuele Borasio (Ferrara), Federica Bordin (Copparo), Giulia Bratti (Ferrara), Matteo Fabbri (Ferrara), Riccardo Ferrioli (Ferrara), Davide Franco (Ferrara), Stefano Grechi (Bondeno), Enrica Mantovani (Codigoro), Alberto Minarelli (Cento), Gabriele Pozzati (Ferrara), Riccardo Roccati (Ferrara) e Maria Grazia Zapparoli (Ferrara). Il Club dei Mentori ha iniziato un percorso formativo della durata di 24 ore, finalizzato all’acquisizione di competenze specifiche nel ruolo di mentoring.

Pane e Internet, oltre 1 milione di euro per contrastare il “knowledge divide”

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Pane e Internet: sigla del nuovo protocollo d’intesa e presentazione delle Linee di sviluppo 2014-2017. Dalla Regione oltre 1 milione di euro per contrastare il “knowledge divide”. Nuovi corsi e un Centro Servizi regionale per il supporto ai Punti Pane e Internet sul territorio. L’assessore Peri: “Tutelare e garantire i diritti di tutti i cittadini in termini di accesso alle infrastrutture e ai servizi”

Bologna – In cinque anni, dal 2009 a oggi, ha realizzato una serie di attività di alfabetizzazione digitale che hanno coinvolto oltre 12mila cittadini dell’Emilia-Romagna: pensionati, disoccupati, casalinghe, stranieri, persone in situazione di fragilità e a rischio di esclusione. Di questi, il 61% donne e il 39% uomini. Con qualche primavera sulle spalle (il 72% è over 55) e molto soddisfatti dell’esperienza (apprezzata dal 99% degli intervistati). E’ “Pane e Internet”, il progetto della Regione che, con l’approvazione in giunta delle Linee di sviluppo 2014-2017, vede ora la sigla di un nuovo protocollo d’intesa. Un nuovo “patto” con gli enti locali, le scuole e gli altri istituti di formazione, gli imprenditori e i sindacati, il mondo dell’associazionismo e del volontariato, con l’obiettivo di favorire ancora di più l’accesso alle nuove tecnologie digitali da parte dei cittadini, contrastando il fenomeno del “knowledge divide”, il divario di conoscenza che separa chi è in grado di utilizzare il personal computer e la rete internet da chi non lo è.

“La nostra preoccupazione – ha sottolineato stamani Alfredo Peri, assessore regionale alle Reti di infrastrutture materiali e immateriali, firmando il protocollo – è che vengano tutelati e garantiti i diritti di tutti i cittadini in termini di accesso alle infrastrutture e ai servizi. Nel Piano telematico regionale abbiamo usato proprio il termine ‘diritto’. Per questo – ha aggiunto Peri, ringraziando i firmatari per l’impegno e il coinvolgimento nel progetto – occorre fornire a tutti l’attrezzatura ma anche gli strumenti adeguati per utilizzarla, in modo da escludere nuove marginalità indotte dall’innovazione tecnologica”. L’assessore ha ricordato come, già ora e sempre più in futuro, “famiglie e cittadini accedono e accederanno ai servizi on-line della sanità e della pubblica amministrazione”; per quanto riguarda la scuola “stiamo discutendo – ha concluso Peri – in merito alla programmazione dei nuovi fondi strutturali europei per consentire, tra l’altro, che tutti i plessi scolastici dell’Emilia-Romagna, nei prossimi anni, vengano dotati di banda ultralarga”.

Il protocollo, in sintesi
Firmatari del nuovo protocollo sono la Regione Emilia-Romagna, l’Ufficio scolastico regionale, i sindacati regionali dei pensionati, il Forum del Terzo Settore e le organizzazioni degli enti locali, le associazioni di volontariato Auser, Ada, Anteas, Ancescao, Informatici Senza Frontiere, Aica, Arci, Cittadinanza Attiva e le associazioni delle cooperative di consumo e degli enti di formazione Ccda e Coef, la rappresentanza delle piccole imprese Unioncamere regionale, la Fondazione Asphi onlus, la cooperativa Anastasis e l’Ausilioteca, l’Università degli studi di Bologna e l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia (Unimore), l’Inps regionale. Il protocollo prevede, in sintesi, di proseguire con l’alfabetizzazione digitale e i servizi di supporto alle imprese e ai cittadini, con una particolare attenzione alle fasce deboli e ai cittadini stranieri;dipromuovere una maggiore consapevolezza, a tutti i livelli, in merito all’opportunità di un’azione congiunta culturale e formativa, per favorire il diritto all’apprendimento permanente. Viene sancito inoltre l’impegno a sostenere la nascita a livello locale (Comune, Unione di Comuni) dei “Punti Pane e Internet” per le competenze digitali, in grado di sostenere un’offerta di servizi informativi, di supporto e di formazione/aggiornamento per tutti cittadini, e in particolare per quelli a rischio di esclusione.

Pane e Internet 2014-2017: sfide e obiettivi
In Emilia-Romagna si stima che ci siano circa 908.000 cittadini nella fascia d’età dai 45 ai 75 anni non in grado di utilizzare i servizi digitali. E’ quindi necessario intervenire ancora per ridurre il divario con un’azione di alfabetizzazione digitale capillare che coinvolga tutte le comunità locali, passando da una dimensione progettuale a una “sistemica”. Per i prossimi anni l’obiettivo è favorire la creazione di strutture a rete fra gli attori dell’e-inclusion in grado di offrire servizi e attività in modo stabile, facendo perno su un “Centro servizi Pane e Internet di livello regionale”, capace di sostenere il sistema locale. In quest’ottica, sono stanziate le risorse da bilancio regionale dedicate al Piano telematico 2014-2017 per un totale di 1 milione 260mila euro più un contributo di 25mila euro della Sovrintendenza libraria e 5mila euro del Progetto Giovani. Le reti territoriali, denominate “Punti Pane e Internet” (Punti PeI), saranno coordinate a livello di Comune, o Unione di comuni, e disporranno di luoghi attrezzati in cui sia possibile accedere a Internet e ai servizi online, col presidio e l’assistenza di personale opportunamente preparato, e realizzare interventi formativi, di aggiornamento, di sensibilizzazione e di informazione rivolti ai cittadini.

La rete dei Punti PeI si ispira al sistema dei telecentri cresciuto negli ultimi anni in Europa e nel mondo, e si presenta sempre più come rete coordinata di attori sul territorio che offrono una gamma di servizi per l’inclusione e lo sviluppo di competenze digitali. Con l’azione PeI 2014-2017 si prevede quindi di realizzare un Centro Servizi regionale Pane e Internet per il supporto ai Punti PeI; 9 Centri giovani coinvolti con personale formato per svolgere attività di formazione ai giovani interessati a diventare facilitatori digitali; 200 corsi di alfabetizzazione digitale finanziati dalla Regione; 50 corsi di II° livello quale incentivo della Regione alla creazione di un’offerta di corsi pianificata dai Punti PeI con la partecipazione economica dei cittadini; un centinaio di interventi nell’ambito della cultura digitale; 400/500 corsi di formazione attivati direttamente dagli intermediari digitali (in particolare nell’ambito dei Punti PeI) realizzati attraverso forme di cofinanziamento (budget del Comune, Fondi europei, partecipazione economica dei partecipanti, altri fondi di sponsor o Fondazioni) e con l’utilizzo di corsi online messi a disposizione dal Centro servizi; 2.300 ore di docenza; 40mila cittadini che fruiscono del servizio di facilitazione digitale; attivazione del servizio di facilitazione digitale in 200 comuni; interventi formativi erogati in modalità blended (attraverso Internet) a circa 200 facilitatori; una community Pane e Internet online “popolata” da 200 persone attive.

Finisce la festa patronale di Rione San Benedetto. I risultati dei Memorial

da: ufficio stampa Ente Palio città di Ferrara

Si è concluso con una bella festa ieri sera l’intenso fine settimana di iniziative proposto dal Rione San Benedetto. In occasione della festa patronale della Contrada, infatti, si sono tenuti l’XII Memorial Natalino Accorsi e la VII edizione del Memorial Bruno Carrieri, rispettivamente nelle giornate di sabato e domenica.
Tante le squadre di fuori provincia che hanno partecipato alla sfida del Torneo Accorsi, aperto a sbandieratori “under” di prima e seconda e terza fascia e gli “assoluti”.
Nel singolo tradizionale a fare la parte del leone Francesco Cirelli del Rione Cruzar di Copparo, salito sul gradino più alto del podio con 27,04 punti. Secondo Raffaele Rampino Jr. del Rione Rosso di Niballo con 25,22 punti, seguito da Paolo Emiliani del Rione Nero di Niballo con 25,18 punti. Al 5° posto Nicolò Chiodi di Borgo San Giovanni, al 10° Ciro de Candia di Rione San Benedetto – Ente Palio di Ferrara, 13° Matteo Malacarne di Rione Santo Spirito – Ente Palio Ferrara.
Nella specialità della coppia tradizionale trionfano invece i colori di Ferrara: primi classificati Chiodi/Ramari di Borgo San Giovanni con 27,93 punti, al secondo posto Leonardi/Rinaldi per Il Rione Bianco di Niballo con 27,32 punti e seguire la coppia Conti/Rampino del Rione Rossi di Niballo. Al 9° posto Rione Santo Spirito – Ente Palio Ferrara con Malacarne/Solito, al 12° la coppia di Rione San Paolo Azzi/Ferrari.
Per i “piccoli”, en plein di Borgo San Giovanni, le cui promesse si sono avvicendate sul gradino più alto del podio : per la I fascia Edoardo Scacchi – con 27,45 punti – si è imposto su Cesare Minciotti del Rione di Santa Maria in Vado – Ente Palio Ferrara e Diego Vigna del Rione San Lazzaro. Per la II fascia podio “in rosa” con Chiara Bertazzoli (27,36 punti) che si è piazzata davanti a Enrico Jovelli del Rione San Lazzaro e Alessandro Scapoli di Rione Santo Spirito-Ente Palio città di Ferrara.
Supporter speciale della manifestazione l’AVIS di Ferrara, il cui presidente – Roberto Bisi – ha anche partecipato alle premiazioni dopo aver assistito all’appassionante gara.
Il Memorial Carrieri è un evento quasi unico nel mondo degli antichi giochi: vede infatti i gruppi musici diretti protagonisti della competizione e non solo “di supporto” alle squadre di sbandieratori.
Dopo una sfida all’ultima battuta, questa la classifica definitiva: 1° Porta Solestà con 21,24 punti, 2° Borgo San Giovanni con 20,73 punti, 3° Medaglino San Vitale con 19,06, 4° Rione San Benedetto – Ente Palio di Ferrara con 11,39 punti.

Martedì 1 aprile apertura ridotta degli sportelli Hera a Ferrara per assemblea sindacale

da: ufficio stampa Hera

Attivi i numeri verdi del Servizio Clienti Famiglie e Aziende e il call center di Pronto Intervento

Martedì 1 aprile, per assemblea sindacale, gli sportelli clienti di Hera chiuderanno con orario anticipato: a Copparo alle 10.45 e a Berra alle 10.30; mentre a Ferrara il servizio sarà sospeso dalle 11.00 alle 13,15.

I numeri verdi del Servizio Clienti Famiglie 800.999.500 e del Servizio Clienti Aziende 800.999.700 saranno disponibili nei consueti orari (8-22). A disposizione anche lo Sportello Her@ ON-LINE collegandosi a www.servizionline.gruppohera.it.

Sarà invece come sempre attivo, senza alcuna interruzione, il call center di Pronto Intervento ai numeri: gas 800.713.666, acqua 800.713.900, teleriscaldamento 800.713.699, illuminazione pubblica 800.999.010.

Poetico tango. La sensualità del tango in uno spettacolo di danza con musica dal vivo a Palazzo Bellini

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Un amore travolgente e contrastato, quello di Giulietta e Romeo, questa volta però ambientato nei quartieri di Buenos Aieres e non a Verona, sarà in scena venerdì 4 aprile a Palazzo Bellini, grazie ad un coinvolgente spettacolo di danza, che ha per protagonista il tango. Saranno proprio i passi del tango della Compagnia Naturalis Labor con le coreografie di Luciano Padovani, ad intrecciare storie d’amore scandite da passione, sentimenti impossibili o sottaciuti, con quei caldi abbracci e quelle movenze cariche di sensualità, proprie delle milonghe argentine. Sulle note di Piazzolla, Stamponi, Richter, Pugliese, Di Sarli e coreografie di di tango di e con Marcelo Ballonzo e Elena Garis, Tobias Bert e Loredana De Brasi, Luciano Padovani e Silvia Bertoncelli, prenderà forma in anteprima regionale “Poetico Tango”, il nuovo spettacolo della compagnia Naturalis Labor con musica rigorosamente dal vivo. Con il trio Lumière de tango: Marco Fabbri – bandoneon (omonimo del Sindaco), Stefano Giavazzi – pianoforte, Cristina Bertoli – flauto. Regia e coreografie di Luciano Padovani. L’inizio dello spettacolo è come di consueto fissato alle ore 21. La prevendita dei biglietti presso la Biblioteca Civica “L.A. Muratori” (Via Agatopisto, 5) è in funzione il giovedì precedente la data di ogni spettacolo dalle ore 15 alle ore 18, mentre nel giorno dello spettacolo sarà operativa in sala polivalente “San Pietro” dalle ore 19.30 in poi (intero 10 euri, ridotto 5 euro).

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Giornata mondiale dell’autismo: la storia eccezionale di Temple Grandin, intelligenza brillante e forza di reagire

“Mi chiamo Temple Grandin, non sono come le altre persone. Io penso per immagini e le connetto.”
Inizia con questa assertiva presentazione il film con cui abbiamo scelto di partecipare alla giornata mondiale dell’autismo. Si tratta della biografia di una donna straordinaria: diagnosticata come autistica all’età di quattro anni, con forti problemi relazionali e difficoltà nel linguaggio, consegue un Ph. D. in Scienze animali e diventa una grande scienziata specializzata nella gestione e nello sviluppo di attrezzature sperimentali per il bestiame. Attualmente è professore di Scienze animali alla Colorado state university e tiene continuamente conferenze sull’autismo in tutti gli Stati uniti.

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Temple Grandin, locandina del film

Abbiamo voluto guardare il film con la lente autorevole dell’esperto, partendo dalla recensione di Paolo Meucci pubblicata su Spiweb: “Il taglio narrativo del film pone il fuoco sulla forza di reagire, sulla capacità di tramutare in ricchezza le proprie difficoltà. È un film sulla possibilità di vivere appassionatamente e trovare un adattamento funzionale grazie all’accettazione del disturbo e alla conversione delle difficoltà in punti di forza: “Avevo un dono, vedevo il mondo da un’altra prospettiva, invisibile agli occhi degli altri”. [vedi le scene salienti del film]

Temple infatti non pensa con le parole, non pensa per concetti, ma per immagini. Non legge la realtà come le altre persone, ma ha la capacità di cogliere con straordinaria consapevolezza tutto ciò che le succede attorno, sentendo ogni minimo rumore, percependo lo stato d’animo di persone e animali, catturandone i movimenti, e ricevendo da tutto questo una grandissima quantità di informazioni che fotografa e traduce in sistemi per poterle comprendere. Come nelle scene del film che si svolgono nel ranch della zia e che mostrano con disegni in sovrimpressione il modo di pensare della protagonista: se noi vediamo una mandria di mucche che procedono disordinatamente, lei vede una serie di frecce che ne tracciano la precisa traiettoria; se noi apriamo e richiudiamo una sbarra manualmente facendola sbattere contro il pilone a fine corsa, la sua mente disegna immediatamente il progetto per rendere l’operazione automatica e senza far sbattere la barra, rumore che a lei risulta insopportabile; oppure quando al college le chiedono di leggere una pagina del libro, lei non riesce a leggere le singole frasi ma fotografa l’intera pagina, la memorizza, poi la ripete tale e quale.

Nel suo terzo libro Pensare in immagini, e altre testimonianze della mia vita di autistica, scritto a quattro mani con Diedra Enwright, Grandin descrive così il suo modo di pensare: “Il pensiero visivo mi ha permesso di costruire interi sistemi nella mia immaginazione. […] La mia immaginazione funziona come i programmi grafici del computer […] quando faccio una simulazione dell’uso di un’attrezzatura o lavoro su un problema di progettazione, è come se li vedessi su una videocassetta nella mia mente. Posso osservare da ogni punto di vista, ponendomi sopra o sotto l’attrezzatura e facendola contemporaneamente ruotare. Non ho bisogno di un sofisticato programma di grafica che produca simulazioni tridimensionali del progetto. Posso fare tutto questo meglio e più rapidamente nella mia testa.”

Lo spiegano bene in termini specialistici Stefania Ucelli e Francesco Barale della Società psicoanalitica italiana: «Le eccezionali capacità visuo-spaziali di Temple Grandin, il suo “pensare per immagini” (così come il talento matematico di Rain Man, per fare un altro esempio cinematografico) non sono solo delle curiosità, ma aspetti estremi che, nella loro eccezionalità, mettono bene in luce il funzionamento della mente autistica illustrato da uno dei grandi modelli post-psicoanalitici dell’autismo, quello della “coerenza centrale”. Questo modello, attraverso una imponente mole di dati sia clinici sia empirici, ha indicato le particolari modalità di elaborazione e integrazione dell’esperienza che spesso sono presenti nell’autismo. Peculiarità che sono alla base insieme delle difficoltà autistiche, degli “isolotti di capacità” e dei “talenti speciali”».

Ed è proprio così, perché Temple ha enormi difficoltà a comprendere il mondo reale, il mondo è oscuro, incomprensibile, oppure inondante, non ha l’ “evidenza naturale” che ha invece per le persone non autistiche, e lo spiega direttamente: “La realtà per una persona autistica è una massa interattiva e confusa di eventi, persone, luoghi e segnali. Niente sembra avere limiti netti, ordine o significato. Gran parte della mia vita è stata dedicata al tentativo di scoprire il disegno nascosto di ogni cosa. La routine, scadenze predeterminate, percorsi e rituali aiutano ad introdurre un ordine in una situazione inesorabilmente caotica”.

Il film racconta proprio gli anni in cui lei realizza, tra incomprensioni e sofferenze, di essere “diversa ma non inferiore”. Alcune scene del film riportano alcuni dei momenti più duri della vita di Temple e della sua famiglia: da bambina non riesce a seguire la mamma che tenta di insegnarle a parlare, perché la sua attenzione è attirata totalmente dal luccichio del lampadario a gocce; da ragazza è terrorizzata dai rumori e dal caos, e a nulla valgono i tentativi di consolazione della mamma o della zia perché lei non sopporta i gesti d’affetto, gli abbracci la spaventano, trova sollievo soltanto quando si infila nel passaggio di immobilizzazione per le mucche, sentendosi stretta e contenuta. A diciotto anni, prendendo spunto da questa gabbia, si costruisce una “macchina degli abbracci” (hug machine) che sarà l’unico modo per calmarsi nei momenti di panico. E sta proprio in questo la forza di Temple, nel cercare soluzioni ai propri disagi, imparare a gestire le situazioni, inventare e costruire da sé oggetti che la aiutino a sopravvivere in un mondo a lei così ostile.

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Giornata mondiale dell’autismo: la storia eccezionale di Temple Grandin, intelligenza brillante e forza di reagire

Ma Temple ha avuto la fortuna di essere stata costantemente incoraggiata e stimolata dalla madre, punto di riferimento importantissimo, come si evince dalla dedica al libro citato: “Dedico questo libro a mia madre. Senza il suo amore, la sua dedizione e la sua perspicacia, io non avrei potuto riuscire”. Sua madre aveva un’eccezionale abilità nel riconoscere quali persone avrebbero potuto aiutarla veramente e quali no, cercò per lei gli insegnanti e le scuole migliori, questo in un’epoca in cui la maggior parte dei bambini autistici veniva istituzionalizzata. Era risoluta nel tenerla fuori dagli istituti. Diverse figure hanno avuto quindi un ruolo fondamentale nell’incanalare i suoi interessi e le sue “manie”, e nell’aiutarla ad adattarsi ai contesti e agli ambienti, il più importante di tutti fu il professor Carlock, ex scienziato della Nasa, che ne scoprì l’intelligenza e il talento, e nel cui laboratorio di scienze Temple mise le ali per spiccare il volo.

Occorre però dire che la grande maggioranza delle persone con autismo non è ad “alto funzionamento” come Temple Grandin e purtroppo non ha neppure il suo successo. Ci sono vari tipi e quadri clinici di autismo, tanto che si parla anche di autismi o disturbi dello spettro autistico, e ancora oggi risulta difficile classificarli perché, in una certa misura, lo si può sapere solo a posteriori, dopo aver creduto nelle potenzialità del soggetto ed aver ricercato un’ autentica, seppur parziale, condivisione di mondi e di esperienze.

Ritornando a Grandin, è veramente incredibile vederla parlare nei numerosi video di conferenze che si trovano su youtube, in cui si muove disinvolta sfoggiando un’invidiabile sicurezza e scioltezza. In particolare vi segnaliamo una TED conference “Temple Grandin: Il mondo ha bisogno di tutti i tipi di mente” [vedi] in cui lei sostiene che il suo successo nel lavoro di progettista dipende proprio dalla sua condizione di autistica, perché è a partire da tale condizione infatti che riesce a soffermarsi su dettagli minutissimi, e che il mondo ha bisogno delle persone che rientrano nello spettro dei disturbi dell’autismo: pensatori visivi, pensatori schematici, pensatori verbali nonché di tutti quei bambini intelligenti che definiamo “geek” o “nerd”. Afferma anche che pensare per immagini e progettare sono il suo lato “geek”, e che la sua mente funziona come Google per le immagini, «io vedo immagini specifiche che mi lampeggiano nella memoria proprio come le immagini di Google; se mi dite scarpa, io vedo tantissime immagini di scarpe che si aprono nella mia mente come pop-up, che partono dai ricordi di scarpe degli anni ‘50 e ’60, e tante altre che si aggiungono velocemente, all’infinito».

Ci piace concludere questo articolo con una sua battuta, perché Temple tra l’altro è una donna simpaticissima e di grande ironia: “Non chiedermi cosa ne penso di una cosa… ma ‘google me!’ ”.

Temple Grandin – Una donna straordinaria è un film per la televisione del 2010 diretto da Mick Jackson con Claire Danes, Catherine O’Hara, Julia Ormond, Stephanie Faracy, David Strathairn. Drammatico, durata 103 min., Usa 2010. Il film ha debuttato sulla HBO il 6 febbraio 2010, ottenendo riscontri positivi. A luglio dello stesso anno riceve sette candidature agli Emmy Award, tra cui quelle per miglior film e miglior attrice in una miniserie o film Tv. In Italia il film è stato trasmesso il 26 ottobre 2010 su Sky Cinema 1. [vedi il trailer in Inglese]

L’amico di famiglia di Paolo Sorrentino nella rassegna “Le donne, il femminismo e le pari opportunità”

da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Ultimo appuntamento a Palazzo Bellini con la rassegna cinematografica “Le donne, il femminismo e le pari opportunità”, curata dal video-maker Maurizio Cinti, all’interno del cartellone di eventi “Marzo Donna 2014.” Mercoledì 2 aprile, alle ore 21, AD INGRESSO GRATUITO, sarà proiettata la pellicola “L’amico di famiglia” di Paolo Sorrentino. Prima di girare il film “La grande Bellezza”, che gli è valso un mese fa l’Oscar, Sorrentino già si stava cimentando con quelle realtà che hanno portato alla ribalta un’Italia corrotta e malsana. Geremia, il protagonista, ha settant’anni, è titolare di una piccola sartoria e vive con la madre paralizzata. Sullo sfondo l’usura, intorno alla quale Sorrentino indaga con una profondità e con una capacità di interpretazione che fanno del film un vero e proprio atto di accusa, verso l’atteggiamento di uomini e donne senza scrupoli. Emergono squarci di spietata crudeltà, in una fitta rete di continui ricatti, nei quali cadono le vittime dell’usura. Sorprese e colpi di scena si inseriscono in una trama dura e spietata, riflesso di una realtà che Sorrentino riesce a cogliere, sondando negli abissi della coscienza.

Department Lectures, nuovo appuntamento mercoledì con “Per una nuova definizione di classico: il caso Decameron”

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Nuovo appuntamento mercoledì 2 aprile alle ore 14.30 nell’Aula Drigo del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Ferrara, (via Paradiso, 12), con la nuova edizione del ciclo di lezioni-conferenze Department Lectures, iniziative culturali aperte alla cittadinanza che – come afferma Matteo Galli, Direttore del Dipartimento… “sono tenute da nostri studiosi e studiosi ospiti ed intendono documentare la molteplicità e la ricchezza delle attività che organizziamo”.
Relatore dell’appuntamento sarà Amedeo Quondam dell’Università di Roma, che interverrà sul tema “Per una nuova definizione di classico: il caso Decameron”.
“In occasione del settimo centenario dalla nascita di Boccaccio (16 giugno 1313) – spiega Cristina Montagnani, Professore Ordinario del Dipartimento di Studi Umanistici di Unife e referente per questa conferenza – è stata pubblicata nella collana BUR una nuova edizione del suo Decameron, curata da Amedeo Quondam, con la collaborazione di Maurizio Fiorilla e Giancarlo Alfano. A Quondam si devono Introduzione, note e l’appendice finale ‘Le cose (e le parole) del mondo’, una guida alla lettura dell’opera attraverso l’esame dei vocaboli chiave del Decameron; Fiorilla ha curato il testo e Alfano ha steso le introduzioni alle novelle, strumenti che la rendono un testo utile per gli studenti, soprattutto universitari, ma anche un punto di riferimento per i colleghi studiosi. L’edizione è nata in collaborazione con l’Associazione degli Italianisti Italiani, nell’ambito di un ampio progetto di rifacimento dei classici. Il lungo commento, le introduzioni alle novelle e le schede con cui si guida il lettore tra i tanti personaggi, sono così strumenti indispensabili per raggiungere l’obiettivo che i tre studiosi si sono posti: creare un format di traducibilità di cento testi diversi”.
“Nel commento, per una scelta precisa – conclude Cristina Montagnani – si sono trascurate le fonti e i rimandi intertestuali, e si è invece assegnato un ruolo di primo piano alla grande macchina narrativa costruita da Boccaccio, che sceglie temi, figure, storie e gli conferisce un corpo testuale, quasi volesse formulare «una teoria del racconto». Nel corso delle cento novelle Boccaccio ci mostra un campionario di storie scelte, organizzate ma soprattutto raccontate, per dimostrarci forse che l’importante non è la storia in sé, ma come viene raccontata”.

Conversazioni pubbliche su temi urbani e di paesaggio, quinto appuntamento con “Politiche della casa in Italia. Riflessioni e proposte”

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Quinto appuntamento mercoledì 2 aprile alle ore 14,30 nell’Aula A5 del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, (Palazzo Tassoni-Estense, via Quartieri, 8), con la nuova edizione del ciclo di Conversazioni pubbliche su temi urbani e di paesaggio, organizzato nell’ambito delle attività del Laboratorio di Sintesi Finale di Urbanistica del Dipartimento di Architettura di Unife, coordinato dal Prof. Romeo Farinella.
Relatore della quinta conferenza sarà Diego Carrara, economista e direttore ACER Ferrara, che parlerà di “Politiche della casa in Italia. Riflessioni e proposte”.

Lunch Seminars, domani il secondo appuntamento con Giovanni Marin per una discussione “Green”

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Secondo appuntamento martedì 1 aprile alle ore 13 nell’Aula EC1 del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Ferrara, con la nuova edizione dei Lunch Seminars, ciclo di seminari promossi e organizzati da Leonzio Rizzo, Davide Antonioli e Francesco Badia del Dipartimento di Economia e Management di Unife.
Relatore dell’iniziativa sarà Giovanni Marin del Ceris, Istituto di analisi e ricerca finalizzato allo studio dell’economia applicata e dell’impresa nell’ambito del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che parlerà di “The greener the better. Job creation and environmentally-friendly technological change”
Ulteriori informazioni: lunchseminar@unife.it

Energie rinnovabili: ecco il nuovo Dossier Hera

da: ufficio stampa Hera

Nel 2018 un quarto dell’elettricità mondiale sarà “green”, grazie soprattutto ai paesi emergenti. L’Italia è terza in Ue per produzione: è anche grazie agli incentivi, che hanno però determinato squilibri. Tutti gli approfondimenti su www.gruppohera.it/dossier.

Tornano i Dossier Hera: il primo approfondimento web del 2014 è dedicato alle energie rinnovabili, tema chiave per lo sviluppo futuro e sostenibile dell’intero pianeta. Secondo le ultime stime della Iea, l’Agenzia internazionale per l’energia, nel 2018 il 25% della produzione mondiale di elettricità arriverà da fonti “green”: idroelettrico, solare, eolico e biomasse. Sono numeri importanti, a cui si arriverà soprattutto grazie al contributo dei paesi emergenti (Cina su tutti).
Di questo si occupa il nuovo Dossier web del Gruppo Hera, on line da oggi con video interviste, articoli, infografiche e fotogallery, per far capire anche ai non addetti ai lavori cosa significa “energia green” e qual è lo scenario internazionale e italiano.

Italia medaglia di bronzo in Ue. Ma pesano gli incentivi
Il Dossier spiega anche come si stanno comportando l’Italia e l’Emilia-Romagna in tema di rinnovabili. Il Paese è al terzo posto per produzione da fonti rinnovabili, anche grazie al sistema di incentivi, che ha però determinato forti squilibri e necessita di una riorganizzazione. Inoltre, l’80% del fabbisogno nazionale è coperto ancora da energia importate. La Strategia Energetica Nazionale punta ora a diminuire questa dipendenza dall’estero al 67% entro il 2020 e molto dipenderà anche dalle politiche a supporto dello sviluppo di nuove tecnologie pulite nel lungo periodo.

La ricerca in Italia e nel mondo: fari puntati su idrogeno e fotovoltaico
Oltre al fotovoltaico, che è le prime fonti più sviluppate in Italia, altro vettore su cui sta puntando è l’idrogeno: a queste due fonti, e in parte anche all’eolico, è dedicato HEnergia, il centro di ricerca applicata sulle rinnovabili aperto da qualche mese a Forlì. Un investimento che punta al sostegno della ricerca in questo settore chiave per la sfida energetica degli anni a venire.

Reti intelligenti ed efficienza energetica: tappe obbligate per le rinnovabili
Nel 2013 nel mondo sono stati investiti 14,9 miliardi di dollari in tecnologie intelligenti. Le fonti green richiedono più flessibilità per la distribuzione: ecco perché le smart grid sono il futuro della sostenibilità. Fondamentali per lo sviluppo di energie green sono anche gli interventi di efficienza energetica. Hera è già in campo su entrambi i fronti, impegnandosi nell’istallazione di contatori intelligenti e nello sviluppo di progetti lungimiranti sull’efficienza, dalla cogenerazione e il teleriscaldamento fino all’illuminazione pubblica. E’ su questo tema che verte la video intervista a Stefano Venier, Direttore Generale Sviluppo e Mercato del Gruppo Hera.

Il 70% della produzione di energia elettrica Hera è green
Solo nel 2013, circa il 70% della produzione totale di Hera (elettrica 1 TWh, termica 505 GWh) è arrivata da fonti rinnovabili o assimilate. E gli obiettivi al 2016 parlano di ulteriori incrementi. Grazie agli investimenti fatti nel tempo, gli impianti del Gruppo sono sempre più in grado di generare energia pulita, a cominciare dai biodigestori anaerobici per i rifiuti organici, fino ai termovalorizzatori, ai depuratori e al biogas da discarica.

Tutti i Dossier ancora disponibili sul web
Del Dossier Hera sulle energie rinnovabili, come accaduto con quelli dedicati ad acqua, smart cities, efficienza energetica e rifiuti, sarà pubblicata una sintesi sui principali quotidiani della regione e sulle loro edizioni web. Tutti i numeri del Dossier sono sempre consultabili on line, sul sito della multiutility (http://www.gruppohera.it/dossier).

“Le parole d’ordine dovranno essere velocità, flessibilità, servizi efficienti”: Vancini si esprime sul futuro della Camera di Commercio

da: Giuseppe Vancini, Segretario Generale Confartigianato

Ho letto con molta attenzione le parole con cui Carlo Albero Roncarati si è ufficialmente congedato da Presidente della Camera di Commercio, in attesa dell’insediamento dei nuovi organi camerali. A Roncarati, con cui come membro di Giunta ho condiviso 12 dei suoi 15 anni di lavoro, riconosco il merito indiscusso di essere sempre riuscito a tenere attorno al tavolo sindacati, associazioni, istituzioni. E di avere sempre avuto a cuore il territorio. Tuttavia sono state varie le occasioni in cui, all’interno di un onesto confronto dialettico, non ci siamo trovati del tutto d’accordo sulla politica camerale, troppo tesa, a mio avviso, a dare eccessiva enfasi a concetti come innovazione, ricerca, export. Quando si sarebbe dovuto insistere invece sul rilancio dei consumi. La realtà ferrarese è fatta di imprese la cui produzione è prevalentemente rivolta al mercato interno – oggi più che mai asfittico – e in lotta con l’assenza di credito. Sono queste le aziende che, più delle altre, avrebbero dovuto beneficiare di contributi e agevolazioni. Quelle che fanno ricerca, innovazione, export, sono numericamente inferiori, godono di migliore salute delle altre e hanno dunque minore esigenza di aiuti esterni, perché più autonome e più forti. Tenuto conto che erano tempi diversi, in cui la crisi non aveva raggiunto i livelli attuali e in cui la strada giusta da percorrere poteva in effetti sembrare la valorizzazione delle produzione di nicchia e il made in Italy, auspico in futuro, su questo fronte, un approccio in linea con quanto sta avvenendo, anche, in politica nazionale. Ancora, sull’onda di Basilea 2 e 3, si è caduti nella trappola del sistema della grande finanza, trasformando i Confidi in uno strumento più utile alle banche che alle aziende. Noi, come Confartigianato, a suo tempo non abbiamo aderito ai 107, ai quali andavano contributi pubblici. Passando per ‘guastafeste’ abbiamo privilegiato strumenti diretti come il fondo centrale di garanzia. I fatti ci hanno dato ragione, perché siamo riusciti a sostenere le nostre imprese. Per la Camera di Commercio comincia un’altra epoca. Prende avvio mentre sono in corso esperienze governative nuove, mentre le ipotesi di riforma stanno finalmente prendendo piede nella direzione da noi auspicata. Per questo le parole d’ordine dovranno essere velocità, flessibilità, servizi efficienti. Noi, come Confartigianato, abbiamo fatto la nostra parte inserendo in Giunta una donna, Donatella Zuffoli, (presente anche in Consiglio con Caterina Papparella e Marino Fortini), che prima ancora di rispondere a un’esigenza di ‘genere’, comunque invocata, ha competenze specifiche in materia di credito. Per quanto ci attiene abbiamo dato il nostro contributo all’innovazione. E questo, va detto, con la disponibilità di altre associazioni, come Cna. E con l’indisponibilità, va detto anche questo, di altre, come Unindustria, che ha perseverato nel difendere la propria bandiera e che continua ad essere sopravvalutata dalle istituzione seppure siano i numeri a confermarne il reale peso.
Giuseppe Vancini, Segretario Generale Confartigianato

Martedì, alla Sala Boldini, la proiezione di “The Special Need” in occasione della Giornata Mondiale della consapevolezza dell’Autismo

da: Arci Ferrara

Il film, presentato a Locarno, ha fatto incetta di premi nel circuito dei festival, da Lipsia a Trieste, da Zagabria ad Austin

Enea ha trent’anni, un lavoro e un problema. Anzi: più che un problema, una necessità. Una necessità speciale: fare (finalmente) l’amore. Enea ha anche due amici, Carlo e Alex, fermamente decisi ad aiutarlo. A prenderlo sottobraccio con allegra dolcezza. Se non è facile realizzare i propri sogni, non è certamente facile realizzare quelli degli altri. E il sogno di Enea, impigliato nella rete dell’autismo, richiede una manutenzione delicatissima. Basteranno un piccolo viaggio e una grande complicità tutta maschile per creare le giuste condizioni?

Documentario on the road, ma prima ancora potente indagine sentimentale, “The Special Need” racconta la normalità della diversità senza mai salire in cattedra e senza mai perdere di vista la leggerezza della narrazione. Una leggerezza densa, a tratti poetica, dentro cui ognuno può riconoscere gli entusiasmi, i dubbi e le fragilità della vita quotidiana.

La proiezione, in programma martedì 1 aprile alle ore 21:00, è parte dell’iniziativa “Ti racconto la luna”, per conoscere e capire l’autismo attraverso il cinema, organizzata dall’Associazione “Dalla terra alla luna”, Arci Ferrara e Plastic Jumper, con il Patrocininio del Comune e della Provincia di Ferrara e del Servizio Sanitario Regionale dell’Emilia-Romagna.

Per ulteriori informazioni e il programma completo dell’iniziativa:

PROSSIMAMENTE

Ferrara: due mostre svelano la vita e i palazzi degli Estensi prima della rivoluzione urbanistica di fine XV secolo

da: ufficio stampa SBArcheo Emilia-Romagna

I lavori di riqualificazione nel centro storico di Ferrara, realizzati nell’ambito del Programma Speciale d’Area sottoscritto tra Comune e Regione Emilia Romagna, hanno consentito di realizzare una serie di indagini archeologiche che ora aiutano a comprendere meglio il complesso sistema delle residenze estensi. Gli scavi archeologici, diretti da Chiara Guarnieri, archeologa della Soprintendenza per i beni archeologici dell’Emilia-Romagna e curatrice della mostra del Museo Nazionale, hanno interessato le aree dell’attuale piazza Municipale e del Giardino delle Duchesse, l’edificio noto come “ex Bazzi” e tutto il Corso Martiri della Libertà. Altri interventi si sono svolti all’interno del Castello Estense, seconda residenza degli Este in ordine di tempo, permettendo anche in questo caso di fare luce su alcune parti dell’edifico tra cui la celebre zona dei “Camerini d’alabastro”. Siamo dunque non solo nel cuore del potere estense ma al centro dell’area che fu oggetto di una delle più importanti operazioni di trasformazione urbana avviata da Ercole I, culminata nella famosa Addizione erculea del 1492.
I risultati di queste indagini vengono divulgati attraverso due mostre che sotto l’egida di “Ferrara al tempo di Ercole I d’Este. Scavi archeologici, restauri e riqualificazione urbana nel centro storico della città” si svolgono in città dal 6 aprile al 13 luglio 2014.
La prima, allestita nell’antico palazzo Ducale Estense oggi Residenza Municipale, è dedicata a “L’evoluzione del Palazzo Ducale” e tratta il tema dello sviluppo e delle numerose modifiche subite da questo edificio nel corso del tempo, con un accenno agli importanti affreschi rinvenuti durante i restauri. Accanto a questa sezione ci sarà l’esposizione dedicata agli interventi dell’Amministrazione Comunale, dal titolo “Programma Speciale d’Area: gli interventi nel centro storico di Ferrara – come prima più di prima” dal 5 aprile al 29 aprile 2014.
La seconda, ospitata al piano nobile del Museo Archeologico Nazionale, illustra “Gli scavi archeologici e i materiali” in essi rinvenuti, ricostruendo attraverso i numerosi reperti recuperati uno spaccato della vita a corte e aspetti inediti del Palazzo estense prima del radicale rinnovamento voluto dal Duca Ercole I. Particolarmente importante, per la quantità di informazioni e materiali che ha restituito, è stato il rinvenimento di una vasca di scarico per rifiuti della vecchia residenza ducale, abbattuta nel 1479 per realizzare il Cortile Ducale.
Lo sfarzo e la raffinatezza della vita a corte sono testimoniate dai circa 200 reperti, per lo più della seconda metà del XV secolo, tra cui spiccano per bellezza e rarità un’eccezionale coppa su alto piede in vetro, probabilmente usata come fruttiera, e una seconda coppa in vetro verde smeraldo, realizzata a Murano.
Notevoli, per numero e qualità, le ceramiche graffite e smaltate che si sommano ad altre importate dall’area mediorientale e dalla Spagna, e molto interessanti sono anche le mattonelle pavimentali in ceramica smaltata, una serie di frammenti architettonici decorati e numerosi elementi pertinenti a una stufa in ceramica di grandi dimensioni.

“Ferrara al tempo di Ercole I d’Este. Scavi archeologici, restauri e riqualificazione urbana nel centro storico della città”

dal 6 Aprile al 13 Luglio 2014

Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, Via XX Settembre 122
Residenza Municipale di Ferrara, Piazza Municipio 2

http://www.archeobologna.beniculturali.it/mostre/fe_ercole_2014.htm

Ferrara al tempo di Ercole I d’Este. Info e orari
Gli scavi archeologici e i materiali
Inaugurazione sabato 5 Aprile 2014 ore 17
Museo Archeologico Nazionale
via XX settembre 122 – tel 0532.66299
orari: 9 – 17 dal martedì alla domenica (chiusura biglietteria 16,30)
info www.archeobologna.beniculturali.it

L’evoluzione del Palazzo Ducale. Info e orari
Programma Speciale d’Area: gli interventi nel centro storico di Ferrara
Inaugurazione venerdì 4 Aprile 2014 ore 11
Residenza Municipale
Piazza Municipio 2 – tel 0532.419111
orari: 9 – 18 dal lunedì al venerdì
sabato: dalle ore 9 – alle ore 12,30
domeniche e festivi chiuso
info www.comune.fe.it

Più riso SIS per la mensa di Padre Marella

da: SIS – Società Italiana Sementi SpA

Alla Città dei Ragazzi di San Lazzaro saranno donati 3000 kg nel 2014 a copertura del fabbisogno dell’Opera. Sostegno ai progetti di ANT e BolognaAil

Per il quarto anno consecutivo SIS- Società Italiana Sementi, con sede a Idice di San Lazzaro di Savena (BO), ha voluto confermare e implementare il suo impegno etico e di solidarietà verso i più bisognosi. Su impulso del presidente Gabriele Cristofori e del direttore generale Claudio Mattioli SIS nel corso del 2014 donerà al ramo onlus dell’Opera di Padre Marella- Città dei ragazzi” con sede a San Lazzaro 250 chili di riso al mese – 3000 chili complessivi annui (erano 2400 nel 2013) – contribuendo così alla copertura annuale del fabbisogno dell’Opera, di tutte le persone accolte e di tutti i poveri che si rivolgono ad essa. Il direttore Claudio Mattioli e il presidente Gabriele Cristofori hanno motivato la donazione con la volontà di contribuire al sostegno di una comunità che svolge un’attività di altissimo rilievo sociale, particolarmente importante in questi tempi di crisi, con la fornitura di 400mila pasti annui agli ospiti interni e a tutti i bisognosi che si rivolgono ad essa.

Padre Gabriele Digani, direttore dell’Opera Padre Marella, ha rinnovato i suoi ringraziamenti ai vertici SIS: “Riso e pasta sono una benedizione per i nostri poveri – sottolinea padre Digani – Del resto sarebbe molto triste che in una città come Bologna, che è detta la Grassa, ci fossero persone che patiscono la fame. SIS fa onore a questa fama di ospitalità del nostro territorio, aiutando i bisognosi sia nella nostra comunità di via del Lavoro, dove diamo da mangiare a pranzo e a cena a 70 indigenti, sia a San Lazzaro, con altre 30 persone, e infine nelle comunità periferiche, dove mandiamo le eccedenze, per un totale di circa 200 persone”.

“In questo momento di crisi – spiega il presidente SIS, Gabriele Cristofori – c’è bisogno dell’apporto di tutti. La nostra società sementiera, coerente con la sua missione di servizio a favore delle imprese agricole che ogni giorno lavorano a favore del bene comune in termini di qualità delle produzioni e di sostenibilità ambientale, si sente doverosamente investita di una forte responsabilità sociale ed etica a favore dei più bisognosi. Siamo pertanto lieti di proseguire la collaborazione con l’Opera di Padre Marella, supportando una istituzione che ogni giorno lavora concretamente al servizio reale di tante persone in difficoltà”.

Oltre alla collaborazione con l’Opera Padre Marella, SIS sostiene anche le attività del Progetto Eubiosia della Fondazione ANT Italia, da cui ha ricevuto il titolo di ‘mecenate’, e del Progetto Casa AIL di BolognaAil.

• SIS-Società Italiana Sementi Spa

SIS è la prima società sementiera tutta italiana, leader nei cereali e nel riso. Ha sede a San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna ed è controllata dal sistema dei Consorzi agrari italiani. Negli anni ha concentrato risorse umane e finanziarie nella ricerca, per mettere a disposizione dei produttori i migliori prodotti. A questa attività si è affiancata una intensa attività di sperimentazione su materiali provenienti dai più importanti costitutori italiani ed esteri, pubblici e privati. Grazie a questo impegno SIS ha rinnovato ed ampliato il proprio catalogo, che oggi è il più completo esistente sul mercato, con l’introduzione di ibridi e varietà di eccellente livello qualitativo e produttivo, che primeggiano nelle prove ufficiali. L’attività di “breeding” è focalizzata prioritariamente sui frumenti duri e teneri e sul riso e ha le proprie basi operative nelle due Aziende sperimentali di SIS, l’Azienda Idice (42 ha ) e l’Azienda Cantaglia (95 ha ), in cui si concentrano le prime fasi di incrocio e selezione. E’ inoltre attiva una rete sperimentale autonoma che gestisce otto località di prove parcellari di cereali autunno-vernini e quattro di riso, dislocate da nord a sud in otto diverse regioni italiane, in areali estremamente rappresentativi. Il lavoro di miglioramento genetico è supportato dalle tecniche più innovative, quali i marcatori molecolari e i doppi aploidi, e beneficia della possibilità di usufruire, per le specie il cui ciclo lo permette, di una seconda generazione annuale in Sud America, che consente di abbreviare notevolmente il tempo di ottenimento di una nuova varietà.

Non siamo provinciali

Il disegno di legge (ddl) a firma Graziano Delrio è stato approvato dal Senato mercoledì 26 marzo scorso, con 160 sì contro 133 no. A questo punto il testo è tornato alla Camera per una terza, e in tanti sperano definitiva, lettura.
Dunque è ormai centrato l’obiettivo di eliminare le Province? Neanche per idea.
Il provvedimento, intitolato non a caso “svuota Province”, è solo il passo intermedio per arrivare alla cancellazione della parola “Provincia” nell’articolo 114 della Costituzione e, quindi, all’abolizione definitiva.
Nel frattempo, è trasformata in ente di secondo livello e cioè non più eletta dai cittadini, come ora, ma governata dai sindaci, a partire dal 2015.
Ma se l’obiettivo è la loro cancellazione, perché fare una tappa?
Come dicevano Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, “soprassediamo”.
Vediamo piuttosto come dovrebbero funzionare le cose, sempre che il termine “funzionare” non suoni sarcastico.
Al posto di presidenti, assessori e consiglieri provinciali, governeranno i sindaci. Quello del Comune capoluogo sarà il nuovo presidente della Provincia e consiglieri (da 10 a 16 al massimo) saranno altri sindaci designati dall’assemblea dei primi cittadini. Questi i nuovi organi. Tutto a zero euro di indennità, perché i sindaci hanno già la loro.
Nel frattempo gli attuali presidenti potranno restare in carica fino al 31 dicembre 2014, ma a titolo gratuito.
È uno dei pilastri della riduzione dei costi della politica tanto predicata dal premier Renzi, insieme alla trasformazione del Senato e al taglio delle indennità ai manager di Stato.
Si dice che sono sulle tremila le indennità degli amministratori che saranno in questo modo eliminate, con un risparmio …
Ecco, appunto, il risparmio.
Abbagliato dai responsi di alcuni centri studi, il ministro Delrio tempo fa aveva parlato di possibili due miliardi di tagli. Poi qualcuno deve avergli tirato la giacca e allora si è iniziato a parlare di una riduzione di 160 milioni, in seguito calati a 110. Successivamente la Corte dei Conti ha preso carta e penna e ha puntualizzato che, secondo i propri calcoli, il risparmio, se c’è, si aggira sui 35 milioni.
Sul tema ci ha messo bocca anche la commissione Bilancio di Palazzo Madama, esprimendo la preoccupazione che la spesa potrebbe addirittura aumentare.
Potrebbero gonfiarsi le spese se si decidesse che i sindaci metropolitani vanno eletti dai cittadini, anziché essere designati con lo stesso meccanismo di secondo livello previsto per le Province. Cosa possibile e prevista dall’attuale ddl.
Più costi arriverebbero anche dall’aumento di consiglieri e assessori nei Comuni fino a 10mila abitanti (altra cosa contenuta nel ddl), anche se per la verità la ministra Boschi ha detto da Lilli Gruber che la crescita di amministratori avverrà a costo zero.
Ma non è finita. Si dice che alcune funzioni finora esercitate dalle Province passeranno ad altri enti, fra cui Stato e Regioni. Ad esempio, i Centri per l’impiego potrebbero diventare parte di agenzie dello Stato o regionali. Nessuno dice che traslocare il personale in forza a questi uffici significa pagarli con i contratti regionali o statali (stipendio tabellare e trattamenti accessori), che costano di più rispetto a quelli degli enti locali.
Insomma, la conclusione è che è tutto da dimostrare se ci saranno effettivamente risparmi.
A proposito di funzioni, con la riforma rimarranno alle Province l’edilizia e la programmazione della rete scolastica e pianificazione in tema di trasporti e ambiente, oltre a controllare che non ci siano discriminazioni sui luoghi di lavoro in tema di pari opportunità. Per le città metropolitane, destinate a sostituire le Province, si aggiungono, tanto per semplificare le cose, infrastrutture, viabilità, mobilità, reti di servizi e sviluppo economico.
Apriamo una parentesi.
Con la riforma diventano città metropolitane Napoli, Milano, Torino, Bari, Bologna, Firenze, Genova, Venezia, Reggio Calabria e Roma, cui si uniranno Palermo, Messina, Catania, Cagliari e Trieste.
In Europa le città metropolitane sono venti in tutto. Ad esempio sono due in Francia, due in Germania e due in Spagna.
Solo in Italia saranno alla fine 15.
“Lascia fare – diceva Totò nella famosa scena della lettera nel film “Totò, Peppino e la malafemmina” – che non si dica che siamo provinciali”.
Sempre guardando oltre le Alpi si scopre che lo “svuota Province” va in controtendenza. In Germania le Province sono 400, 16 le Regioni e oltre 12mila i Comuni. Lì a non esistere non sono gli amministratori eletti dai cittadini, ma i prefetti nominati dal governo, come scrive in una nota stampa Antonio Saitta, presidente nazionale Upi.
Andiamo avanti. In Francia le Province sono 100 (26 Regioni e 36mila Comuni), mentre in Spagna hanno 17 Regioni, 50 Province e 8mila Comuni.
Ma noi siamo un laboratorio politico. E allora quando si dice che bisogna tagliare, si va ad incidere sulle Province dove la spesa pubblica vale l’1,27 per cento del totale, mentre possono continuare a dormire sonni tranquilli quelli che valgono il 60 per cento, cioè l’amministrazione centrale dello Stato, oppure le Regioni le quali 16 su 20 sono indagate a vario titolo dalla magistratura: dagli acquisti di giochini erotici, alle mutande verdi, allo champagne come se piovesse.
Dicevamo della Germania.
Se c’era una cosa buona nella riforma Monti (cassata per incostituzionalità perché il professore ha fatto l’errore di usare un decreto legge che vale solo per motivi di necessità e urgenza), era che la riduzione per accorpamento delle Province sarebbe andata di pari passo con il taglio di uffici periferici dello Stato (Prefetture, Questure,Tribunali …). Lì sarebbe stato il risparmio.
Invece si è preferito colpire un’istituzione che, come visto, non è un’anomalia nel panorama continentale e soprattutto un livello di espressione diretta dei cittadini.
Proprio la questione democratica pone più di un interrogativo.
Per Luigi Oliveri, che scrive su www.lavoce.it il 10 gennaio scorso, con il subentro dei sindaci al governo delle Province avviene di fatto un’espropriazione per i cittadini. Infatti, gli elettori di un sindaco, eletto per risolvere i problemi di una città, si trovano con la riforma Delrio ad incidere su questioni amministrative di altre realtà territoriali.
A questo aspetto altri se ne aggiungono che non convincono.
Va bene tagliare i costi della politica, ma pretendere che presidenti di Provincia e sindaci metropolitani possano governare territori vasti – e cioè assumersi responsabilità amministrative, penali e civili – come se svolgessero una comune attività di volontariato, francamente fa sorridere.
Non è comprensibile, inoltre, come un sindaco di Ferrara, eletto dai cittadini di Ferrara, possa farsi venire il mal di pancia per una linea bus, oppure per la riparazione di una scuola a Mesola, piuttosto che a Cento.
E questo vale tendenzialmente per ognuno dei 10 (massimo 16) sindaci che siederanno nei nuovi Consigli (sempre, per giunta, gratis). E, restando alla realtà ferrarese, gli altri 14 Comuni non rappresentati in Consiglio? Chi penserà a far sentire la loro voce?
Restando alla questione democratica, ci sono livelli decisionali che riguardano quisquilie come lo sviluppo economico e la situazione idrica del territorio, che tuttora sono gestiti prescindendo da ogni criterio democratico. Perché le decisioni delle Camere di Commercio o dei Consorzi di bonifica devono essere materia esclusiva di ristrette rappresentanze e non dei cittadini tutti?
Invece si è preferito azzerare uno spazio democratico, peraltro in un periodo nel quale la democrazia – come concetto, cultura, tentazioni populiste e numero di coloro che non vanno più a votare – non sta godendo di ottima salute.
Gira una battuta: fra Delrio e delirio c’è solo una “i” di differenza.
L’impressione è che quella “i” potrebbe presto presentare un conto ben più salato di quanto si pensi di risparmiare.

Pepito Sbazzeguti

Le app fai dai te per la salute

Nuove tecnologie a costi accessibili per monitorare la nostra salute. Si tratta di strumenti che rilevano diversi indicatori biochimici e li comunicano in tempo reale. Questo estremo controllo sulla salute farà la felicità di un gran numero di ipocondriaci e, ovviamente, dell’enorme giro di business che ruota attorno alle nuove app per la salute? O, al contrario sarà un servizio per le persone e un contributo alla individuazione di più efficienti metodi di cura? Come sempre, entrambe le risposte colgono una parte di verità.
I modelli di telemedicina – e le relative soluzioni – nascono dall’esigenza di risparmiare, sopperire alla carenza di personale medico, fornire teleassistenza, monitorare i pazienti dimessi o cronici che, comunicando i valori biomedici, ricevono indicazioni e consigli su alimentazione e dosaggi dei farmaci. Certo rappresentano vantaggi perché offrono sicurezza ai pazienti (pensiamo a cardiopatici e diabetici), facendo risparmiare fatica, tempo e denaro pubblico.
La ricerca ha dato vita, accanto al mercato dell’e-health, ad un nuovo enorme mercato: quello delle app per il fai-da-te della salute. I dispositivi che non hanno bisogno di un professionista per essere applicati e per l’interpretazione dei dati sono già molti. Alcuni esempi: un holter Ecg wireless che viene collegato al petto e indossato sotto i vestiti e avvisa l’utente di eventuali aritmie; sensori che rilevano i livelli di glucosio, li convertono in curva e consentono di monitorare l’andamento glicemico, un cerchietto indossabile che legge le onde cerebrali per controllare stanchezza e concentrazione, visualizza le onde sullo smartphone e suggerisce esercizi; un gilet che misura la pressione arteriosa, comunica via bluetooth con lo smartphone a cui trasferisce i dati; un bracciale che misura il battito cardiaco e il livello di ossigeno nel sangue per monitorare lo stato di affaticamento, un sensore collegato allo smartphone che promette di migliorare la postura avvertendo il soggetto dell’errore attraverso una vibrazione; non poteva mancare una bilancia che misura la distribuzione della massa corporea e offre indicazione su esercizi e dieta. Il global mobile healthcare market ha raggiunto i 6,6 milioni di dollari nel 2013 e toccherà i 20,7 milioni nel 2018 (Dati Markets and Markets – Dallas).
L’autodiagnosi consentirà di esprimere in tempo reale quantità di informazioni sulla nostra salute senza precedenti. Un’opportunità di ricerca epidemiologica straordinaria a basso costo, con la raccolta automatica da parte dei pazienti di una mole di dati utili al monitoraggio di patologie croniche. Vi è però una linea di confine sottile tra strumenti di controllo e autodiagnosi che può creare confusione e proporre rischi: in alcune app basta inserire sintomi per ricevere indicazioni di diagnosi e terapie.
Alcune prime considerazioni su un fenomeno in rapida crescita. Il confine tra servizi sanitari e gestione autonoma della salute è sottile, i rischi del fai da te e dell’autodiagnosi sono evidenti. Vi è il rischio di perdere una visione d’insieme del quadro clinico e, soprattutto, di annullare la relazione con il medico che è indispensabile strumento diagnostico, ma anche complemento della terapia, come dimostrano gli studi di neuroscienza sull’importanza del rapporto fiduciario medico paziente per la cura.
Non da ultimo, si crea un confine labile tra indicazioni di salute e di performance nel campo del wellness. Questo mi pare l’aspetto più preoccupante a livello di massa. Il rischio è di patologizzare i comportamenti (a partire da quelli alimentari, considerando l’alimentazione un insieme di ingredienti e di nutrienti) di medicalizzare la vita (inducendo un’ossessione per il controllo di parametri dentro cui portare colesterolo, pressione, affaticamento e indice di massa corporea), di diffondere “tecnologie persuasive” che valutino, al nostro posto, cosa ci fa stare bene.

Maura Franchi è laureata in Sociologia e in Scienze dell’Educazione. Vive tra Ferrara e Parma, dove insegna Sociologia dei Consumi, Social Media Marketing e Web Storytelling, Marketing del Prodotto Tipico. Tra i temi di ricerca: le dinamiche della scelta, i mutamenti socio-culturali correlati alle reti sociali, i comportamenti di consumo, le forme di comunicazione del brand.
maura.franchi@unipr.it

ricchezza-poverta

Opulenza e miseria, l’insostenibile diseguaglianza del mondo

L’ultima in ordine di tempo è stata Barilla, ma quella di farsi ciascuna la propria fondazione rivela una tendenza ormai ampiamente diffusa fra le grandi imprese. E testimonia un paradosso di questa nostra “modernità”: da una parte ci sono Stati ed enti pubblici privi di risorse e indebitati sino al limite del fallimento (qualcuno anche oltre il limite, come le cronache segnalano); dall’altra, realtà private così opulente da potersi permettere di creare strutture senza scopo di lucro, come appunto le fondazioni. Per qualcuno la scelta della fondazione rappresenta un sincero slancio filantropico che scaturisce dalla coscienza dell’ingiustizia insita in una distribuzione delle risorse mostruosamente squilibrata, a causa della quale all’enorme accumulazione appannaggio di pochi, corrisponde indigenza e miseria di tanti.
Per altri, meno nobilmente, si tratta invece essenzialmente di escamotage per alleggerire il peso dell’imposizione fiscale, o per creare una positiva immagine di sé e trarre da ciò un utile ritorno in termini di mercato, o ancora per condizionare le scelte di attori pubblici (politici, giornalisti…) orientandone l’azione e il giudizio, con la lusinga e il sapiente utilizzo della leva dei finanziamenti che la fondazione può decidere di erogare o non erogare a favore di questo o di quello, secondo i “meriti”. In questi casi l’impresa utilizza la fondazione come ‘arma’ impropria o strumento di pressione a proprio vantaggio.

In ogni modo, anche nella fattispecie del benevolo e disinteressato contributo, si assiste allo stravolgimento della corretta dinamica pubblico-privato. Il privato è infatti posto in condizione di accumulare smisuratamente ricchezze e potere sino a creare condizioni di dipendenza dei soggetti pubblici dalla propria munificenza.
Succede così, e lo vediamo ogni giorno, che per garantire servizi essenziali in ambito sociale, culturale, urbanistico, ormai anche socio-sanitario (la base del welfare), sempre più spesso Comuni e altre istituzioni di rappresentanza dei cittadini debbano fare appello ai privati ed elemosinare quelle indispensabili risorse che gli enti pubblici ormai non hanno più nella loro disponibilità.

I dieci uomini più ricchi al mondo complessivamente dispongono di oltre 500 miliardi di dollari. Non se la passano male neppure i dieci italiani più ricchi, con i loro 90 miliardi.
Consideriamo che recenti dati Istat hanno rivelato come in Italia il 5 percento della popolazione detiene un quarto del reddito nazionale, mentre un italiano su due è costretto a vivere con appena 15mila euro all’anno. Un italiano su due!
Negli Stati Uniti va pure peggio: l’un percento più agiato controlla addirittura un terzo della ricchezza complessiva del Paese, circa 57mila miliardi di dollari, mentre l’80 per cento della popolazione si spartisce il 7 percento appena del reddito.

Sono accettabili simili livelli di concentrazione delle ricchezze e squilibri così vertiginosi? È possibile ed è ancora tollerabile che singoli individui abbiano personalmente più ricchezze di quante ne ha un intero Stato? Non è di fatto – questa – la prova di un regresso della nostra “modernità” a una condizione di barbarie feudale, in cui i signorotti affamano il popolo e possono nella sostanza disporre di ognuno a proprio piacere? Il tutto, peraltro, ammantato da un viscido velo di infingimento, che sbandiera concetti come libertà e democrazia…
Ma di quale libertà godiamo, realmente, oggi? In che misura siamo davvero in condizione di autodeterminare le nostre scelte? E possiamo davvero stimare ‘democratico’ il sistema che ci governa, se non solo la partecipazione popolare è ormai scesa ai livelli minimi, ma persino la possibilità stessa dei governi di compiere scelte autonome, coerenti con il mandato ricevuto, è sostanzialmente compressa e condizionata da poteri esterni, orientati a logiche economicistiche e asserviti agli interessi del capitale, della finanza e degli oligopoli industriali?
Sono domande – queste – tutt’altro che astratte. Riguardano la nostra vita presente e il nostro futuro. E impongono risposte chiare, scelte mature e azioni conseguenti.

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Alberi in fiore nel percorso del sottomura (foto di Aldo Gessi) – clicca sull’immagine per ingrandirla

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Alberi in fiore nel percorso del sottomura (foto di Aldo Gessi)
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