Giorno: 3 Maggio 2014

In cammino contro la tratta degli esseri umani, la Carovana Antimafie 2014 fa tappa a Ferrara

da: Settore Informazione-Coordinamento Libera di Ferrara

Arriverà a Ferrara il 6 maggio la Carovana Antimafie 2014, organizzata da Libera, Arci e Avviso Pubblico con Cgil, Cisl e Uil e Ligue de l’Enseignement.
Il tema scelto per quest’anno, grazie anche all’incontro con il progetto internazionale Cartt – Campaign for Awareness Raising and Training to fight Trafficking, è la tratta degli esseri umani, ormai un core business della criminalità organizzata che trova ampie fonti di guadagno soprattutto nello sfruttamento dei migranti.
Obiettivo del viaggio della Carovana antimafie, che compie quest’anno i suoi primi vent’anni, è mettere a fuoco il modo in cui le organizzazioni criminali si impadroniscono di ampie porzioni del mercato del lavoro, tentando anche di gettare un ponte fra la conoscenza del fenomeno e la possibilità di contrastarlo.
La tappa di Ferrara sarà l’occasione per approfondire il tema dello sfruttamento dei migranti nel settore agricolo, con la presentazione del Secondo Rapporto Agromafie e Caporalato dell’Osservatorio Placido Rizzotto – FLAI CGIL: una ricerca condotta in 14 Regioni e 65 province con l’obiettivo di tracciare i flussi stagionali di manodopera e gli epicentri delle aree a rischio caporalato e sfruttamento lavorativo.
L’appuntamento è alle ore 21 presso la Sala Polivalente del Grattacielo in viale Cavour 195. Insieme ai carovanieri, all’incontro interverranno: Dario Alba di FLAI CGIL, Raffaele Rinaldi dell’Associazione Viale K, e Franco Mosca, curatore del Rapporto sull’immigrazione in provincia di Ferrara 2013.

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Lettera aperta a Riccardo Calimani, presidente della Fondazione Meis

Gentile Presidente, ho atteso la conclusione della V edizione della Festa del libro ebraico per sottoporle una domanda che non penso sia solo mia: perché continua ad escludere Piero Stefani da ogni tipo di coinvolgimento che riguarda l’attività pubblica del Meis, fra le quali lo svolgimento dell’importante evento che si sta tenendo con successo da cinque anni?

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Piero Stefani

Non ho bisogno di ricordare a Lei, né tanto meno alla città chi è Piero Stefani: uno dei più autorevoli e stimati studiosi e conoscitori della cultura ebraica sul piano nazionale e internazionale. Chi lo desidera può constatare attraverso il sito di Piero Stefani come le sue settimane siano piene di impegni in giro per l’Italia chiamato da associazioni, circoli culturali, enti pubblici, ecc. Ma Ferrara, sede del Meis, ha deciso di ignorarlo. E’ una vergogna di cui chiamo Lei, come Presidente del Meis, a rendere conto alla città.
Non so immaginare un motivo plausibile per una tale discriminazione, se non riandando all’evento delle dimissioni di Piero Stefani da direttore del Meis nel maggio del 2010 per incompatibilità con il suo stile di direzione. Ricordo un passaggio della lettera di dimissioni di Stefani, là dove faceva riferimento “ad una gestione padronale e impaziente del suo Presidente”. Ecco, questo è il punto: Lei continua a considerarsi ‘padrone’ del Meis, continuando ad usare il suo ruolo prestigioso per consumare una meschina ritorsione nei confronti di una persona apprezzata e stimata, non solo a Ferrara, per le sue eccellenti qualità culturali e per la sua dirittura morale.
Non sarei sincero fino in fondo se non accennassi ad una sorta di complicità e omertà di cui Lei può godere nell’uso ‘personale’ che fa del suo ruolo da parte di chi è componente del comitato che decide programmi e attività del Meis. Inoltre, anche la stampa e l’informazione potrebbero essere più attivi nel segnalare evidenti assenze e censure quando queste riguardano le persone migliori della città e che godono di alta reputazione ben oltre le sue mura.
Per chi mi conosce e, soprattutto, per chi conosce Piero Stefani non c’è bisogno di precisare che egli non è a conoscenza di questa iniziativa di cui mi assumo totalmente la responsabilità personale.
Se Lei, presidente Calimani, riterrà di rispondere, sappia che è una risposta che è dovuta alla città e non a me personalmente. Ma, soprattutto, mi auguro che Lei e chi collabora con Lei nella costruzione dei programmi del Meis tenga conto di quanto Le scrivo per il futuro.

La ringrazio per l’attenzione,
Fiorenzo Baratelli

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IMMAGINARIO
giornata mondiale
per la libertà di stampa

Oggi è il 3 maggio, giornata mondiale della libertà di stampa. Dedichiamo emblematicamente la vetrina del nostro Immaginario a Giancarlo Siani, giovane giornalista napoletano, collaboratore precario della redazione di Torre Annunziata del Mattino di Napoli. Fu ammazzato a 26 anni dalla camorra, il 23 settembre 1985, per il coraggioso lavoro di inchiesta e di puntuale denuncia che stava conducendo per il suo giornale.
A lui e ai giornalisti morti per avere praticato con coraggio e impegno è intitolata la sala stampa del Comune di Ferrara. A tutti loro va il nostro grato pensiero.

Giancarlo Siani, giornalista morto per avere concretamente praticato la libera di stampa – (clicca sull’immagine per ingrandirla)

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Giancarlo Siani ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985

Tiziano Tagliani interviene sulle politiche per la casa

da: Comitato Tagliani Sindaco

Martedì 6 maggio 2014 alle 18.00 all’Hotel Carlton (via Garibaldi, 93), Tiziano Tagliani è invitato ad intervenire ad un’iniziativa dal titolo “Le scelte del Comune per la casa e dintorni” organizzata dall’associazione di proprietari immobiliari Confabitare Ferrara.

Al centro della discussione ci saranno le politiche abitative e quelle relative all’imposizione fiscale sui beni immobili attuate dall’amministrazione negli ultimi cinque anni e le linee che Tiziano Tagliani e la coalizione che lo sostiene propongono di seguire per il futuro; particolare attenzione sarà data alla IUC, la nuova Imposta Unica Comunale.

Porteranno i loro saluti Alberto Zanni e Bruno Verdi, rispettivamente Presidente nazionale e locale di Confabitare. Coordinerà gli interventi e le domande dal pubblico Ilaria Baraldi, imprenditrice immobiliare. Insieme a Tiziano Tagliani interverrà anche Luigi Marattin.

L’appuntamento è aperto a chiunque sia interessato ed in particolare a proprietari, agenti amministratori condominiali e più in generale ad operatori del settore immobiliare.

sel

Lettera di Nichi Vendola a Sel Ferrara

da: ufficio stampa nazionale Sel

Care compagne e cari compagni di Sel Ferrara, caro Tagliani,

non potro’ essere il prossimo 7 maggio a Ferrara, come previsto, a causa di una serie di scadenze istituzionali che mi costringeranno a rientrare in Puglia anticipatamente e mi impediranno di essere presente ad una manifestazione di sostegno al centrosinistra e a Tagliani sindaco per le prossime elezioni amministrative.

Mi dispiace davvero non poter portare la mia testimonianza diretta di apprezzamento per l’impegno che finora avete profuso per il buon governo di una citta’ che ha sempre dimostrato, anche nelle tristi e drammatiche vicende, anche in questi giorni al centro delle cronache giornalistiche, di essere una “bella citta’” in tutti i sensi, stando al fianco del dolore e della dignita’ della famiglia Aldrovandi.

La lista di Sinistra Ecologia Liberta’ che fa parte della coalizione di centrosinistra che sostiene Tagliani e’ composta di belle persone, di donne e uomini competenti, appassionati, portatori di un impegno civile a favore del lavoro, dell’ambiente, dei diritti civili, e della giustizia sociale. Ora, tutti noi siamo impegnati affinche’ il centrosinistra si affermi a Ferrara, con l’ originalita’ ed il contributo decisivo di una sinistra moderna e popolare, in questa impegnativa tornata elettorale.

Perche’ sono convinto, e penso che lo siate anche voi, che nel governo quotidiano di una citta’ come Ferrara, serva uno sforzo collettivo ancora maggiore per farne sempre di piu’ una citta’ aperta all’innovazione e all’inclusivita’, ed un modello di sostenibilita’.

Sel ci sara’ per questo.

Un abbraccio e buon lavoro di cuore,

Nichi Vendola

Rododendri o azalee

La fioritura spettacolare delle Azalee nel giardino della mia amica MariaSilvia merita una serie di considerazioni su questa pianta. Innanzitutto cosa sono le azalee? Il genere Azalea fu battezzato ufficialmente da Linneo nel 1753, separandolo dal genere Rododendro. I due generi furono poi di nuovo mescolati creando non poche difficoltà e molta confusione nel campo orticolo. La differenza fondamentale fra i due generi, con alcune eccezioni, consiste nel fatto che le Azalee perdono le foglie durante l’inverno, i Rododendri invece, sono sempreverdi. Un’altra differenza riguarda il numero degli stami (gli organi maschili del fiore): 5 per le Azalee, 10 per i Rododendri. Le varietà coltivate nei giardini sono spesso ibridi moderni, creati da piante che originariamente vivevano spontaneamente in Cina e Giappone, nei casi peggiori, cioè nei bancali dei grandi magazzini o delle fiere, si trovano delle varietà selezionate per fare occhio (grandi fiori doppi) e durare poco. Anche in Italia abbiamo dei Rododendri selvatici, chi va a passeggio sulle Alpi avrà sicuramente ammirato e amato i fiori del Rhododendron ferrugineum e del R. hirsutum. Il fatto che crescano spontanei solo ad una certa altezza, dovrebbe far riflettere i giardinieri di pianura, ma la cosa che dovrebbe accendere dei lampadari interi è la famiglia a cui appartengono queste piante: la famiglia delle Ericaceae. Cosa significa? L’erica è la pianta che contraddistingue i terreni acidi e torbosi, quindi, tutte quelle che accennano alle eriche hanno la stessa necessità. Di conseguenza, i giardinieri che volessero coltivarle in piena terra, devono avere a disposizione un terreno naturalmente acido. Con il terreno adatto e un clima temperato, le azalee e rododendri sono piante da effetti speciali. L’abbondanza della fioritura e l’intensità dei colori è qualcosa di veramente spettacolare. In Italia le più belle collezioni e gli esemplari più antichi, si trovano nei giardini del Lago di Como e del Lago Maggiore. Nel mese di maggio le macchie fiorite si possono ammirare da una sponda all’altra del lago, le coste sembrano un’immensa opera astratta lineare, quindi si può solo immaginare la sensazione di averle a pochi metri: è come stare dentro a un gigantesco secchio di colore puro.
A questo punto la domanda legittima è: come fa MariaSilvia ad avere delle azalee così belle da anni, anche se abita in una pianura assolata dal terreno calcareo? Non sono piante difficili, ma come le definisce Ippolito Pizzetti (“Enciclopedia dei Fiori e del Giardino” Garzanti, pag. 709): “ I Rododendri non sono piante del pressappoco: o prosperano magnificamente, là dove le regole vengono rispettate, o non vivono affatto.” Le regole sono sempre le stesse: terreno, ambiente, umidità. Il terreno deve essere privo di calcare, quindi bisogna coltivarle in vaso, meglio, in vasi isolati dalla terra come quelli appoggiati su una pavimentazione. In vaso è possibile mantenere un livello di acidità accettabile, rinvasando ogni anno con terricci preparati per piante acidofile e conservandolo con prodotti che si possono diluire nell’acqua. Anche l’acqua delle innaffiature non dovrebbe contenere calcare, quindi, acqua piovana o acqua lasciata riposare. Il terreno deve essere aiutato periodicamente con sostanza organica, in mancanza di letame o stallatico, si può usare il fogliame sano decomposto. Non amano avere le radici a mollo, sono piante che crescono in pendenza dove l’acqua scorre, quindi assicurare ai vasi un buon drenaggio, ma nello stesso tempo mantenerle in un ambiente umido, e l’umidità atmosferica in pianura non manca. L’esposizione ideale è quella a mezza ombra, quindi sole al mattino e ombra da mezzogiorno in poi. Una buona potatura dopo la fioritura le mantiene ad una dimensione proporzionata con la quantità di terra del contenitore.
I Rododendri delle Alpi sono legati ad una leggenda che racconta di una mamma-Regina che per aiutare il figlio a coronare un sogno d’amore, camminò fino a farsi sanguinare i piedi e da questo gesto nacquero questi fiori così splendidi. Non so se questa leggenda abbia determinato l’usanza commerciale di regalare azalee per la Festa della Mamma, a me piace l’idea che questi fiori crescano così bene nel giardino di una vera Mamma.

C’era una volta Ferrara, capitale del pattinaggio

da: Paolo Spath, Portavoce provinciale di FRATELLI d’ITALIA – AN, Federazione di Ferrara

“Leggendo le cronache cittadine di Ferrara il 2 maggio, si ha modo di leggere come, secondo qualcuno, il 1° maggio, festa del lavoro, sia stata una giornata caratterizzata da festeggiamenti e “trionfi di piazza”. Si parla di un pienone di giovani in piazza municipale, dove ha avuto luogo il “ritorno” del concerto del primo maggio. Questo dalle 15:30 alle 18:30, quando l’improvvisa pioggia ha posto fine alla festa. Molto bene la festa e il pienone di giovani, ma qui purtroppo finisce il resoconto del “successo” della giornata. Successo parziale, poiché, invece, il primo maggio ha segnato anche un’ulteriore sconfitta per la città di Ferrara ed un’altra sonora “batosta” per il suo turismo.” Esordisce così Paolo Spath, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia An a Ferrara.
“Forse non tutti si sono resi conto che da quest’anno la città estense ha perso qualche migliaio di turisti che, da decenni, proprio in questo giorno, vedevano Ferrara come un appuntamento fisso per lo sport. Infatti per circa 40 anni, a Ferrara, nel giorno del lavoro, si è corso il “Trofeo Internazionale del Lavoro di Pattinaggio Corsa su Strada”, che l’anno scorso, proprio in occasione del suo quarantennale, ha portato, a Ferrara, grazie all’impegno ed alla passione dei suoi organizzatori, ben 500 atleti italiani e stranieri dalla mattina alla sera di “quel primo maggio”, con un seguito di migliaia di spettatori ed appassionati, tanto che la stampa arrivò a definire Ferrara la “capitale del pattinaggio”. Bene, questo patrimonio turistico-sportivo da quest’anno non appartiene più a Ferrara.” Denuncia duro il giovane esponente in corsa come capolista per il Consiglio Comunale della città di Ferrara – “Infatti da quest’’anno la competizione è stata assegnata a Comacchio, presso il cui lago delle nazioni si è corso lo storico trofeo portando ai lidi migliaia di turisti. Insomma un’altra eccellenza della nostra città che l’amministrazione in carica si è lasciata sfuggire dalle mani.”

“Possibile, lo dico con ironia di fronte ad una situazione che fa davvero poco sorridere purtroppo, – continua Spath – che questa amministrazione sia “allergica” al pattinaggio in tutte le sue forme, considerato lo stato di degrado del PalaSilver, la cui condizione di pericolosità per la sicurezza non è minimamente cambiata come dimostra la denuncia di Fratelli d’Italia di qualche giorno fa, e quest’ennesima “sconfitta” cittadina rappresentata dalla perdita del trofeo di pattinaggio? Si resta in attesa di una risposta che probabilmente non giungerà mai. Come questa amministrazione arrogante e arroccata da 70 anni di governo ininterrotto di questa città ci ha ormai abituato” – va giù duro il giovane studente di Medicina candidato al Consiglio Comunale.
“Per concludere però una riflessione è d’obbligo. Paradossalmente, proprio il giorno della festa del lavoro, tutte le attività commerciali come ristoranti, gelaterie e bar di Piazza Ariostea, da quest’anno, hanno perso una giornata “lavorativa” importantissima che, di questi tempi forse non rappresenta la panacea alla crisi economica ma certo sarebbe stata una piacevole “boccata d’aria”: turisti/sportivi, nell’ordine di migliaia che in piazza Ariostea hanno reso Ferrara la “capitale del pattinaggio”.
Fratelli d’Italia, segnala e denuncia quindi questa “perdita” economica, ma anche culturale per la nostra città, che sembra volersi “spogliare” dai suoi motivi di orgoglio. Prima la Mille Miglia, poi il Pattinaggio, poi cosa altro? – conclude Paolo Spath di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale – “ Per noi sport e turismo sono “voci rilevanti”. E siamo pronti ad invertire questa rotta!”

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‘Italiani brutta gente’, noir di provincia fra le ombre della Ferrara bene

Comincia da Ferrara la serie di presentazioni del nuovo romanzo di Lorenzo Mazzoni Italiani brutta gente che ha per protagonista Pietro Malatesta, lo sbirro anarchico.
Domenica 4 maggio, alle 18,20, nei locali del centro sociale La Resistenza (via della Resistenza 32-34), Lorenzo Mazzoni con Andrea Amaducci e Licia Vignotto parlerà dell’indagine, ancora una volta ambientata a Ferrara.
Mazzoni, la sua città a dare l’imprimatur al nuovo Maltesta… un caso?
“Una scelta voluta, Malatesta si muove da sempre in questo contesto urbano di cui, tra l’altro, parlerò anche il 6 maggio con gli studenti del dipartimento di studi umanistici. Il noir di una città di provincia si presta bene a riflettere sul territorio e sulle sue dinamiche, con gli studenti affronterò alcuni problemi della città come la morte del centro storico, il cinestar, il grattacielo e altre strutture architettoniche cittadine”.
Ma veniamo a Italiani brutta gente, qualche anticipazione sulla trama?
“E’ un romanzo corale in cui Malatesta è alle prese con il rapimento di una nota esponente politica, a sequestrarla tre sbandati disoccupati, di cui uno invaghito della donna. Altri tre uomini della Ferrara ‘bene’ cercheranno di ritrovarla”.
Sembra chiaro il messaggio di chi sia la brutta gente…
“Esatto, è proprio questo il messaggio che ho voluto mandare. Troppo facilmente schieriamo i buoni e i cattivi e, tra questi, mettiamo gli stranieri identificandoli con il male. Dobbiamo ribaltare questo senso comune perchè non è vero”.
Malatesta è, sin dall’inizio, legato al caso Aldrovandi di cui, proprio in questi giorni, l’Italia sta parlando. Che direbbe Malatesta di quell’applauso all’assemblea del Sap a Rimini?
“Mi vergogno di fare questo mestiere, direbbe. È una cosa ripugnante, disgustosa, aggiungo io. Certi sgherri delle dittature sudamericane avrebbero avuto più dignità, una roba da ultras della domenica. La legge li ha condannati e c’è chi li applaude”.
Dopo Ferrara, dove saranno le altre presentazioni?
“Sarò al salone del libro di Torino il 9 maggio, poi varie date in Lombardia e al Festival della letteratura di Milano dove il tema della serata sarà malapolizia”.
Malatesta quando lo ritroveremo?
“Presto. È in lavorazione un romanzo di Malatesta e la Spal, un omaggio, anzi un atto d’amore”.

Appuntamento, quindi, in città con Lorenzo Mazzoni, domenica 4 maggio, alle 18,20, nei locali del centro sociale La Resistenza (via della Resistenza 32-34) e martedì 6 maggio, alle 14, in via Adelardi 33 con gli studenti del dipartimento di studi umanistici.

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La meditazione: una tecnica per andare ‘oltre’

L’obiettivo della meditazione è quello di mettere a fuoco e calmare la mente, raggiungendo alla fine un più elevato livello di consapevolezza e calma interiore. Può essere sorprendente accorgersi che si può meditare ovunque e in qualsiasi momento, permettendo di accedere a un senso di tranquillità e di pace, non importa quello che succede intorno. La meditazione è l’arte di concentrarsi al 100%. Meditare non significa costringere la mente al silenzio: è trovare la quiete che esiste già. Infatti, esaminando cosa sta dietro a sensi di colpa, ansie, risentimenti, illusioni, fantasie, speranze non realizzate e vaghi sogni della mente, risulta chiaro che siamo dominati dal nostro dialogo interiore. Migliaia di anni fa i maestri indiani hanno sentenziato che ognuno di noi è vittima della memoria.

Meditazione e benessere emotivo
Quando si medita, si cancella il sovraccarico di informazioni che si accumula ogni giorno e che contribuisce a creare stress.

I benefici emotivi della meditazione includono:

• ottenere una nuova prospettiva su situazioni di stress;
• costruire le competenze per gestire lo stress;
• aumentare la consapevolezza di sé;
• concentrandosi sul presente;
• ridurre le emozioni negative.

Meditazione e malattia
La meditazione può anche essere utile in caso di disturbi, in particolare se aggravati da stress. Alcune ricerche suggeriscono che la meditazione può aiutare a migliorare le seguenti condizioni:

• allergie
• disturbi d’ansia
• asma
• depressione
• stanchezza
• malattia cardiaca
• alta pressione sanguigna
• dolore
• problemi del sonno
• abuso di sostanze

Tipi di meditazione
Ci sono molti tipi di meditazione e tecniche di rilassamento con componenti di meditazione, ma tutti condividono lo stesso obiettivo, ossia raggiungere la pace interiore:

meditazione guidata o visualizzazione guidata: con questo metodo di meditazione si tende a formare immagini mentali di luoghi o situazioni che trovate rilassanti;
meditazione mantra: il silenzioso ripetere una parola o una frase calmante, permette di evitare pensieri distraenti;
meditazione di consapevolezza: tipo di meditazione basata sulla memoria, permette di acquisire una maggiore consapevolezza e accettazione di ciò che si sta vivendo in quel preciso momento, come per esempio concentrarsi sul flusso del proprio respiro. È possibile osservare i propri pensieri e le proprie emozioni, ma lasciarli passare senza giudizio;
qi gong: pratica che combina generalmente meditazione, rilassamento, movimento fisico ed esercizi di respirazione, per ripristinare e mantenere l’equilibrio. Il qi gong (chee-gung) fa parte della medicina tradizionale cinese;
tai chi: forma di dolci arti marziali cinesi. Nel tai chi (tie-chee) si eseguono una serie di posture o movimenti in modo lento e aggraziato, praticando la respirazione profonda;
meditazione trascendentale: si ripete più volte un mantra (una parola, un suono o una frase) ma in silenzio. Questa pratica aiuta a restringere la propria consapevolezza cosciente ed eliminare tutti i pensieri dalla propria mente. Ci si concentra esclusivamente sul mantra per raggiungere uno stato di perfetta quiete e coscienza.
yoga: si eseguono una serie di posture ed esercizi di respirazione controllata per promuovere un corpo più flessibile e una mente calma. Lo spostarsi attraverso pose che richiedono equilibrio e concentrazione, aiuta a concentrarsi meno sulla propria giornata e di portarsi con la mente al momento.

Come praticare la meditazione

Scegliere un ambiente tranquillo
• E’ consigliato trovare un posto in cui la meditazione non venga interrotta per tutta la sua durata, che si tratti di cinque minuti o mezz’ora. Lo spazio non deve essere molto grande, anche un ufficio può andare bene.
• Per evitare distrazioni esterne, è particolarmente importante spegnere televisori, telefoni cellulari o altri apparecchi rumorosi. Se si mette su un po’ di musica, scegliere una musica calma, melodie dolci, in modo da non rompere la concentrazione. Un’altra opzione è quella di accendere una piccola fontana d’acqua, il suono dell’acqua corrente può essere estremamente rilassante.
• Non è necessario che lo spazio sia completamente silenzioso. Il suono di una tosaerba o un cane che abbaia accanto non dovrebbero impedire la meditazione efficace. Infatti, essendo rumori conosciuti, è facile e utile imparare a dominarli. Questa è una componente importante per una meditazione di successo. Ma se aiuta, soprattutto in un primo momento, è possibile ricorrere a dei tappi per le orecchie.

Decidere per quanto tempo si desidera meditare

• Prima di iniziare, si dovrebbe decidere per quanto tempo si vuole meditare. I meditatori esperti consigliano venti minuti, due volte al giorno; i principianti possono iniziare con un minimo di cinque minuti, una volta al giorno.
• Si dovrebbe anche cercare di meditare per lo stesso tempo, ogni giorno – che si tratti di 15 minuti appena svegli o 5 minuti durante la pausa pranzo. Qualunque tempo si scelga, provare a fare meditazione nella propria routine quotidiana.
• Una volta deciso un lasso di tempo, cercare di attenersi ad esso.

Occhi aperti od occhi chiusi?
La meditazione può essere eseguita in entrambi i modi, con gli occhi aperti o chiusi. Tuttavia, per un principiante può essere meglio provare prima con gli occhi chiusi. Questo bloccherà qualsiasi stimolo visivo esterno e impedirà ad evitare distrazioni e a concentrarsi a calmare la mente. Una volta che ci si è abituati alla meditazione, si può provare a praticare con gli occhi aperti. Se si tengono gli occhi aperti, è necessario tenerli “soft”.

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

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Redazione

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